Un impatto "frontale"
Cinzia Arena, Salesiana Cooperatrice *
Sono salesiana cooperatrice dal 6 maggio 2000. Il mio impatto con Don Bosco è stato frontale: come tutte le situazioni, anche questo incontro l’ho preso di petto! Nel 1987, trasferita a Piedimonte Matese, andavo ad ascoltare la Santa Messa nella chiesa vicino casa. Durante le funzioni religiose ero affascinata dalla gioia che traspariva dai volti dei ragazzi del coro, era il sorriso di Don Bosco! E’ così infatti che mi ha conquistata, con la gioia. Una domenica di novembre del 1988 chiesi al gruppo di canto cosa avrei dovuto fare per poter partecipare. Mi risposero: “Intanto vieni sabato alle 16 per le prove di canto, per il resto non ti preoccupare: piano piano imparerai!”. Il sabato seguente, emozionatissima, mi presentai alle prove, puntuale (unica volta nella mia vita, avevo appuntamento con Don Bosco non potevo farlo aspettare ancora!), lì incontrai Tito, restai incantata dalla sua dolcezza e pensai: “Cinzia, oggi il Signore non solo ti sta presentando i tuoi nuovi amici ma anche il tuo futuro marito”. E così è stato! Piano piano ho imparato: sono oratoriana da quel famoso sabato e sono cresciuta nel carisma grazie a Tito, divenuto poi mio marito, agli amici e ai tanti salesiani consacrati che mi hanno trasmesso con la loro testimonianza la passione per i giovani. Poi nel 2009 ho conosciuto Enzo, un salesiano cooperatore il quale, appena mi conobbe, mi disse: “Non perdiamoci più di vista”, e così è stato! Insieme abbiamo organizzato tanti eventi con lo scopo di mantenere viva, nel cuore di tutti, la fiamma del carisma salesiano.
Don Bosco mi parla attraverso le persone che mi pone accanto e mi ha conquistata perché il fulcro della sua spiritualità è l’allegria che ci rende santi e che in me traspare anche nel modo di vestire sempre multicolor. La gioia salesiana è contagiosa e desidero che chi mi sta accanto, o semplicemente con cui entro in contatto durante la mia giornata, possa restare coinvolto dalla mia gioia e dal mio sorriso. Don Bosco ha una personalità dirompente che non lascia spazio ad altro: o gli appartieni o non gli appartieni, e se decidi di appartenergli pervade tutta la tua vita dentro e fuori l’oratorio!
L’importanza della mia vocazione l’ho percepita soprattutto quando l’allora Ispettore chiese a me, a mio marito e ad altri salesiani cooperatori di gestire l’oratorio salesiano, continuando in prima linea l’opera che i salesiani consacrati avevano iniziato a Piedimonte. Fummo in 23 a dire “eccomi” e da allora il mio sì a Don Bosco lo rinnovo tutti i giorni: come vice coordinatrice dell’ASC di Piedimonte Matese, come amministratrice nel Consiglio provinciale dell’ASC Campania Basilicata, come “mamma”, non avendo figli miei, dei ragazzi che, a vario titolo, Don Bosco mi fa incrociare nel mio cammino di vita.
* Nata a Napoli nel 1971, abita a Piedimonte Matese dal 1987. Sposata ma (purtroppo) non mamma. Laureata in Economia e Commercio e diplomata al Conservatorio in flauto traverso. Lavora come libera professionista nel Terzo Settore per associazioni no-profit che si occupano di giovani emarginati, ragazzi diversamente abili, donne vittime di violenza; e consulente per la redazione e gestione di progetti di politiche sociali e giovanili per conto di Enti Pubblici, e nel settore della formazione professionale per enti accreditati alla Regione Campania.

