ABITARE IL BELLO
    Studio fenomenologico, esistenziale e pedagogico
    per chi accompagna adolescenti e giovani

    Caspar david friedrich donna alla finestra 1822

    DONNA ALLA FINESTRA - Caspar David Friedrich, 1822 - Berlino, Alte Nationalgalerie
    CC BY 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/3.0>, via Wikimedia Commons

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    Questo studio giunge a compimento di un cammino. Tre sussidi lo hanno preceduto, e ciascuno ha percorso la bellezza da un'angolatura diversa. Raccontare il bello ha scelto la via del narrare, accompagnando il lettore attraverso le forme in cui il bello si dà nella vita concreta. Lo sguardo che trasforma ha scelto la via del contemplare, allenando uno sguardo che si lascia interrogare dalle opere. Lo stupore e il compito ha seguito il passaggio dallo stupore alla responsabilità, lungo un itinerario pensato per gli adolescenti. Ognuno di essi si regge da solo, e questo studio non ne presuppone né la lettura né l'uso: chi lo apre per primo vi troverà un percorso completo.
    Rimaneva tuttavia una domanda che i tre sussidi lasciavano aperta, e che chiunque lavori con i giovani prima o poi incontra: che cosa resta del bello quando l'evento è passato? Lo stupore svanisce, la musica finisce, il viaggio si conclude, e ci si chiede se il giovane ne porti con sé qualcosa che orienti i giorni ordinari. La risposta proposta qui è racchiusa in un verbo: abitare. Abitare significa frequentare ciò che ci ha colpiti, finché diventa il luogo da cui si guarda, il clima in cui si respira, la misura con cui si sceglie.
    La logica dello studio segue questo movimento. I gesti dell'esperienza del bello (sentire, vedere, stupirsi, sostare, gustare, dire, condividere, vivere, custodire, donare) si dispongono in tre tempi: ricevere, dimorare, restituire. Il verbo abitare li tiene insieme, ne spiega l'ordine e mostra come ciascuno, isolato dagli altri, si deformi. I gesti che i tre sussidi avevano attraversato (raccontare, contemplare, godere, condividere) ritrovano qui il proprio posto dentro un unico movimento, che non è un cerchio ma una spirale, perché ogni ritorno trova lo sguardo più profondo.
    Le prime quattro parti sono rivolte a chi accompagna: delineano la grammatica dell'abitare, le stanze della casa, le sue declinazioni nell'età adolescente e il compito dell'educatore. La quinta parte raccoglie le schede di lavoro, pensate per il campo estivo, il gruppo e la scuola. Si può leggere lo studio nell'ordine proposto oppure entrare da una stanza sola, secondo il bisogno del momento.


    Presentazione

    Introduzione. Dall'albergo alla casa

    Parte prima. La grammatica dell'abitare

    Prima figura: Una parola che trattiene
    Seconda figura: Il visitatore, il consumatore, l'abitante
    Terza figura: Perché il bello chiede una dimora

    Parte seconda. Le stanze della casa

    Quarta figura: La soglia. Sentire e vedere
    Quinta figura: Lo stupore
    Sesta figura: Il focolare. Sostare e gustare
    Settima figura: La tavola. Dire e condividere
    Ottava figura: L'orto e la strada. Vivere e custodire
    Nona figura: La porta aperta. Donare e ricominciare

    Parte terza. Abitare nell'età adolescente

    Decima figura: Le dimore che i ragazzi già hanno
    Undicesima figura: Il corpo, la prima casa
    Dodicesima figura: Il tempo, la casa che non si vede

    Parte quarta. Il custode della soglia

    Tredicesima figura: Preparare, non produrre
    Quattordicesima figura: La casa incompiuta dell'educatore

    Vademecum. I gesti dell'educatore

    Parte quinta. Le schede di lavoro

    Indicazioni per l'uso
    Scheda 1: La soglia. Sentire e vedere
    Scheda 2: Lo stupore
    Scheda 3: Il focolare. Sostare e gustare
    Scheda 4: La tavola. Dire e condividere
    Scheda 5: L'orto e la strada. Vivere e custodire
    Scheda 6: La porta aperta. Donare e ricominciare
    Scheda 7: La casa di chi accompagna

    Note