Prendere sul serio la propria vita

    Pensieri per educatori di giovani e adolescenti

    boxe


    (QUI IL FILE PDF)



    C'è una domanda che quasi nessun adolescente formula esplicitamente, ma che quasi tutti portano – scritta nel modo in cui entrano in una stanza, nel modo in cui rispondono o non rispondono, nel modo in cui si annoiano o si accendono. È una domanda semplice nella sua formulazione e vertiginosa nella sua profondità: Vale la pena?
    Vale la pena studiare, impegnarsi, scegliere con cura, costruire qualcosa di lungo? Vale la pena essere onesti quando è costoso, fedeli quando è faticoso, presenti quando è più comodo essere altrove? Vale la pena, in fondo, essere – nel senso pieno del termine, non solo esistere biologicamente ma abitare la propria esistenza con intenzione e con cura?
    Questa domanda non viene quasi mai posta in questi termini. Viene posta obliquamente – attraverso la noia, che è la forma in cui si manifesta un'esistenza che non ha ancora trovato nulla che valga il proprio investimento. Attraverso il cinismo, che è la difesa di chi ha cominciato a cercare una risposta e ha trovato delusioni. Attraverso la dipendenza – dallo schermo, dal gruppo, dalla sostanza – che è la risposta di chi ha rinunciato a cercare e si accontenta di anestetizzare la domanda.
    L'educatore che lavora con i giovani incontra questa domanda ogni giorno – nelle sue mille forme mascherate – e spesso non sa come risponderle, non perché non abbia risposte ma perché la cultura in cui lavora non gli fornisce un vocabolario adeguato. Il vocabolario del rendimento scolastico non basta: i giovani percepiscono che le buone valutazioni non sono una risposta alla domanda sul senso. Il vocabolario del benessere psicologico non basta: il benessere è una condizione, non un orientamento. Il vocabolario dei valori generici – rispetto, responsabilità, cittadinanza – non basta: i giovani sentono quando le parole sono vuote.
    Questa proposta cerca di offrire all'educatore un fondamento – filosofico, antropologico, spirituale – da cui quella domanda può essere accolta sul serio, e da cui possono nascere pratiche concrete che aiutino i giovani a costruire una risposta propria.


    Prologo
    La domanda che i giovani non fanno ma portano

    I. La crisi del senso come contesto
    Dove ci troviamo

    II. Fondamento filosofico
    Tre pilastri

    III. Fondamento antropologico
    Chi è il giovane

    IV. Fondamento spirituale
    Il senso come dono e come compito

    V. Il nodo centrale
    Prendere sul serio la propria vita

    VI. L'educatore come testimone
    La condizione di possibilità

    VII. Pratiche concrete
    Dalla teoria all'incontro

    VIII. La valutazione
    Come si capisce se qualcosa è successo

    Epilogo
    La promessa dell'educazione