NPG 2026
    QuartinoNPG2025


    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    maggio-giugno 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Il numero di NPG
    marzo-aprile 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Newsletter
    maggio-giugno 2026
    NL 3 2026


    Newsletter
    marzo-aprile 2026
    NL 2 2026


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email


     

    Contagiati dalla

    passione di vivere

    Mt 28, 1-10

     

    Quello che abbiamo ascoltato non è un racconto della resurrezione, bensì dell'esperienza compiuta da alcune donne, discepole di Gesù, uscite di casa per andare al suo sepolcro. La resurrezione non ha avuto segni esteriori, perché è un evento che riguarda un'altra dimensione della realtà, quella che non appartiene al nostro ambito di esperienza e di conoscenza.
    Matteo qui descrive, anche con particolari di tipo simbolico esteriore che nella trasmissione orale sono stati amplificati, le esperienze compiute quando le donne si sono avvicinate al sepolcro.
    Prima di tutto la resurrezione è un evento vissuto da Gesù nella sua storia, cioè ha radici nella sua esperienza precedente, nella sua fedeltà, nell'amore con cui ha affrontato l'esperienza della croce. Gesù ha inserito all'interno delle dinamiche umane processi di vita, flussi di resurrezione che poi si sono espressi nella sua gloria. Non conosciamo, non possiamo descrivere, non riusciamo a capire bene cosa significhi, però dobbiamo riconoscere questo primo fatto, che spesso dimentichiamo: le radici del processo della resurrezione sono nella fedeltà di Gesù, nel suo amore, nel modo come ha affrontato la morte, nella capacità con cui ha espresso la forza creatrice di Dio. Per questo Giovanni unisce i due momenti: la morte e la glorificazione di Gesù; sul Calvario avviene il passaggio all'altra dimensione. L'evento della croce ha inciso nella storia in modo così profondo, per la carica di vita con cui Gesù vi ha affrontato la morte.
    Questo è il dato essenziale per capire bene cosa significa per Gesù risorgere, e perché si possa dire: «Gesù è risuscitato dai morti». Nella Scrittura c'è anche l'altra formula: «Dio ha risuscitato Gesù dai morti», ma questo vale per tutti gli eventi della storia, perché l'azione di Dio deve diventare azione di creatura per essere storia, altrimenti non esiste nella storia umana, bensì resta solo divina. Finché Dio resta Dio, non c'è vita per noi. Vita c'è quando l'azione di Dio diventa gesto di creatura, intenzione umana, desiderio di uomini. Allora c'è vita. Gesù è risorto per l'amore con cui ha affrontato l'angoscia di una morte crudele. In quella situazione continuare ad amare, esprimere perdono, misericordia, forza di vita, abbandono fiducioso, come era possibile? Gesù ha avvertito la difficoltà al limite delle forze umane; ma abbandonandosi con fiducia al Padre ha proceduto nel suo cammino. Non si è fermato, ed ha amato con un amore tale che lì, nel luogo della morte, la vita è fiorita in una modalità inedita. Questo significa "Gesù è risorto". Ma tutto è accaduto perché la forza dell'amore del Padre, della Sua Parola, in Gesù poteva esprimersi con fedeltà, nell'obbedienza perfetta. Questo significa "Dio lo ha risuscitato dai morti".

    La fedeltà dei santi

    Nella storia i processi indotti da Gesù continuano. Ma solo quando uomini si lasciano contagiare dalla fedeltà di Gesù fiorisce la forza della vita, che è appunto la resurrezione nel tempo. Il processo storico che ancora continua, è condizionato dalla fedeltà dei santi, cioè di noi, che siamo chiamati a esprimere, nelle condizioni frammentarie della nostra piccola esistenza, questa stessa forza che si propaga.
    Venendo adesso alla parte umana, le prime reazioni sono manifestazioni di paura, di incertezza. In Matteo risuona più volte l'invito: «Non temete». Di fronte al compito della vita il primo sentimento che ci assale è quello della paura, dell'incertezza: come affrontare le situazioni? come rispondere alla chiamata, così impegnativa? come essere testimoni? come poter amare in quella condizione? Certo, queste domande sono necessarie, perché la vita è più grande delle nostre azioni, dei nostri pensieri, dei nostri desideri. La vita è più grande. Ma la vita è. Questa è lagaran- zia: «Nelle tue mani, Padre, io rimetto la mia vita». t questo atteggiamento che rende possibile il flusso dell'energia più grande, che si esprime nella novità.
    Non possono essere bruciate le tappe, i tempi sono necessari. Anche il periodo tra la morte di Gesù e le prime manifestazioni del Risorto forse significa proprio la maturazione necessaria nei discepoli, il tempo della maturazione delle persone. Si discute sul significato della discesa di Gesù agli inferi. Io ritengo che sia un'espressione molto semplice per indicare che Gesù ha vissuto fino in fondo l'esperienza della morte, in un modo così drammatico e totale che non restava nulla che non fosse sperimentato da lui. Ma non indica un tempo necessario per la resurrezione; no, la resurrezione coincide con la sua morte. Il tempo è stato necessario ai discepoli per poter accogliere i primi frammenti di quella energia vitale, di quello spirito che Gesù, con quel gesto, aveva introdotto nella storia degli uomini. I discepoli erano impreparati, avevano bisogno di un tempo di maturazione. Le donne per prime sono giunte a cogliere questa presenza, ad avvertirla e a incontrarla. Come sia avvenuto è secondario e non lo possiamo neppure sapere, l'importante è il fatto che esse cominciano a capire che c'è qualcosa di divino che è stato immesso nella loro esistenza. «Non temete, voi»: avevano già gli elementi per poter accogliere una presenza e diventarne testimoni: «Annunciate il Signore risorto».
    Il cammino è continuato e noi siamo in questo cammino. Questa forza, inserita nella storia, deve diventare misericordia nei confronti dei peccatori, pacificazione dove ci sono dissidi e guerre, consolazione dove c'è pianto, gioia dove ci sono depressione e stanchezza. Ma tutto ciò può realizzarsi solo per chi, con lo stesso atteggiamento di Gesù, si abbandona senza riserve all'azione di Dio perché nel tempo, con la successione degli eventi, diventi forza di vita. Non è un istante, non possiamo immaginare situazioni perfette, non ci sono. La perfezione è al termine; lungo il tragitto invece noi troveremo sempre limiti, insufficienze, inadeguatezze, situazioni che richiedono flussi nuovi di vita, energie inedite, espressione di una Presenza che suscita gesti concreti di persone umane.
    Questa è la nostra avventura. Perciò la memoria della fedeltà di Gesù e della sua glorificazione, che questa notte facciamo, non è semplice ricordo del passato, è accoglienza di una novità di vita.

    La fedeltà di un popolo santo

    Ora, la legge della salvezza non vale solamente a livello individuale. Gesù ha lasciato una comunità, perché ci sono delle espressioni dell'azione di Dio, cioè della forza che in Gesù è diventata la resurrezione, che richiedono un intreccio di molte persone. Per questo la storia della salvezza è diventata l'avventura di un popolo. Nelle letture di questa liturgia abbiamo ripercorso anche le tappe precedenti, quelle che hanno simbolicamente prefigurato il cammino di Gesù.
    È un popolo che deve diventare l'umanità intera. Non perché tutti debbano avere lo stesso pensiero o appartenere alle stesse strutture o diventare tutti cristiani, ma perché tutti sono chiamati ad accogliere questo messaggio fondamentale di salvezza, le dinamiche che Gesù ha inserito nella storia, cioè le leggi di vita che egli ha vissuto e insegnato. Che poi ciò avvenga attraverso altri modelli culturali, altri processi, altri nomi, è secondario. L'importante è che l'umanità non smarrisca la strada della vita, in modo tale che tutto nella nostra terra non finisca in tragedia, nel fallimento. Questa possibilità è reale. La morte di Gesù ricorda questa possibilità, ce la presenta continuamente. La resurrezione è affidata a una fedeltà.
    L'annuncio della resurrezione non è l'indicazione di un traguardo positivo a cui la storia perviene necessariamente. No! È la proposta di una possibilità legata ad una fedeltà, ad una accoglienza. La memoria di questa notte è perciò il rinnovamento di un impegno e le promesse battesimali che abbiamo ripetuto indicano precisamente la fedeltà necessaria perché la storia della salvezza qui, sulla terra, possa continuare. Altrove ha già acquistato la sua forma definitiva. Ma qui sulla terra è ancora affidata alle nostre fragili mani, alle nostre fedeltà, alle nostre risposte.
    Chiediamo allora al Signore di essere lucidi in questa consapevolezza. Non siamo qui solamente per ricordare un passato, bensì per accogliere un'eredità e continuare nella fedeltà un cammino che quella notte iniziò. Chiediamo al Signore di rispondere con generosità all'impegno che ci sta di fronte: nelle guerre che si rinnovano, nelle stragi che si perpetuano, nella fame di tanta gente, nelle divisioni tra i popoli, nell'incapacità di accogliere persone di cultura e di origine diversa. Chiediamo al Signore, di fronte a questa situazione drammatica, la consapevolezza di un compito che ci è stato affidato e che possiamo portare avanti solo se con fedeltà viviamo anche noi la promessa del Vangelo.



    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo pasquale


    Buon giorno scuola
    Incontrarsi benevolmente
    Aprile 2026


    ALZATI E VAI
    Sussidio Proposta Pastorale MGS
    Febbraio 2026
    600 Logo MGS 25 26


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Noi crediamo
    Ereditare oggi la novità cristiana


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una "buona" politica


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi