Luigi Melesi
(NPG 1967-01-42)
Come organizzeremo quest'anno gli Esercizi Spirituali?
I nostri giovani non sono frati camaldolesi e neppure gesuiti. Sono ragazzi ai quali piace vivere, vogliono essere felici, godono nel fare amicizia, desiderano organizzarsi in clan, sono curiosi di misteri e di tabù, amano fortemente la natura, sono estremamente sinceri ed essenziali. Non vogliono saperne di prediche retoriche od esortazioni; per loro le «pose religiose» sanno di carnevale; le preghiere impersonali fanno noia. Non si adattano ad ascoltare «passivamente», vogliono essere interessati, attivi, realizzatori.
Dio lo vogliono incontrare vivo, e non sempre morto; bramano vedere il Signore Gesù in faccia.
Per poter accontentare queste esigenze dei giovani d'oggi, abbiamo sperimentato già da cinque anni, una forma di esercizi spirituali diversa dalla solita. Non ore di prediche e di isolamento, ma comunità, dialogo, amicizia, vita gioiosa.
Ci sembra però impossibile ora, poter comunicare pienamente una esperienza religiosa attraverso un articolo di rivista. L'esperienza non si in segna, si vive; il linguaggio pastorale» non sono parole ma rappresentazione di emozioni vitali; il Cristianesimo non si «dice», lo si deve mostrare.
Alcune persone estranee al gruppo che hanno partecipato a ques esercizi sono rimaste intimamente colpite; sacerdoti, universitari, giova della GS, professionisti, hanno unanimemente detto: «un'esperienza religiosa nuova e concretamente viva».
La preparazione
Abbiamo preparato i giovani parlandone spesso, in pubblico e privatamente, incominciando un mese prima, rendendo vivo il ricordo e la gioia degli anni scorsi, presentandone le finalità, i motivi, le condizioni necessarie per parteciparvi. Alcuni giorni prima una lettera rendeva sempre più personale ed insistente la «chiamata».
Lo scorso anno questa era così formulata:
Carissimo,
Una lettera per spiegarci meglio. Hai sentito e sentirai ancora parlare di esercizi spirituali. Quando si parla molto di una cosa, vuol dire che è molto importante. Gli esercizi lo sono.
E li vogliamo offrire anche a te.
Perché tu possa coscientemente e liberamente accettare questo dono, ti diciamo per iscritto che cosa sono gli esercizi spirituali.
Nella marcia della tua formazione per la costruzione dell'uomo perfetto, gli esercizi spirituali sono un «stop». Devi fermarti per controllare la pista. Devi assicurarti se cammini verso la luce, la libertà e la gioia, oppure verso il buio, la prigione, I'infelicità.
Gli esercizi sono un «rendiconto» del tuo passato. Hai bisogno di revisionare la tua vita e scoprire idee e fatti da eliminare; hai bisogno di puntualizzare ideali e situazioni nuove. Per l'atleta è necessario sottoporsi ad un controllo. Bisogna avere il coraggio di fare la radiografia di se stessi, per individuare focolai di male e potenziali di vita.
Gli esercizi spirituali sono «ricambio», anche per te come per una macchina. Hai bisogno di ringiovanire per vivere la vita, dura, ma bella per chi lo vuole.
Gli esercizi sono una «piattaforma di lancio» Presto tu dovrai entrare in orbita, sarai lanciato nel mondo del lavoro e della famiglia. Sarà operazione compiuta o fallita? Anche gli esercizi decideranno.
Gli esercizi sono un vero incontro con il Signore, un incontro personale con Cristo Gesù, il vero amico che ti darà la forza e la luce per il tuo avvenire. L'amico che ti salverà. Forse ti salverai proprio per questi esercizi. Te lo auguriamo.
Perché tutto riesca bene ti chiediamo:
senso di responsabilità: stai per diventare responsabile del tuo corpo, del tuo cuore, del tuo spirito, del tuo avvenire. Dovrai rispondere della vita tua e di molti altri. Per questo devi impegnarti seriamente.
coraggio: Ti chiediamo di dimenticare per tre giorni tutto il resto.
obbedienza totale e sincera
tutto il tuo entusiasmo e la tua amicizia.
Pensaci seriamente, da uomo.
Attendiamo la tua risposta. Ti salutiamo.
I salesiani del centro
P.S. Ti assicuriamo una cosa che ti piace assai: molta gioia e molta amicizia: si starà bene.
Ognuno è «libero» di rispondere all'invito.
Vorremmo precisare: ognuno è pienamente libero, prima della scelta e anche dopo. Coloro che non desiderano aderire non vengono considerati pecore nere, i cattivi, i perduti della comunità; non ci si mostra offesi nei loro riguardi, né si ricattano ingiustamente, né si trattano con maniere prodotte da quel sadismo che, troppe volte, anche se inconsciamente, spinge i pastori ad essere diavoli torturatori di quei giovani, dannati prima del giudizio di Cristo.
Il loro libero Sì lo esprimono in uno scritto in cui devono anche motivare la loro adesione.
Riportiamo alcune risposte:
– Vi ringrazio per l'invito. Desidero venire agli esercizi, per cercare di conoscere un po' meglio il mio io, perché le assicuro che nella mia testa regna una grande confusione e credo sia perché mi sono allontanato tanto dalla strada degli uomini e da quella di Dio. A volte non riesco a credere in Dio... Vorrei cercare di conoscere la cosa che non funziona bene nella mia testa, che mi istiga al male, a litigare, a bestemmiare, a comportarmi come un animale... Son sicuro di poter ricevere un po' di luce in quell'anticamera buia che è la mia testa...
– Ho letto e riletto il foglio che lei mi ha mandato, e dopo un po' di pausa per pensarci su, ho finalmente deciso di aderire a questa vostra proposta. Cercherò di migliorare me stesso. Vorrei fare dei buoni esercizi che mi rimangono impressi per tutta la vita. Anche se nella vita sono stato un povero disgraziato, cercherò di rimediare...
– Io non son degno di fare questi esercizi, ma se voi non me lo proibite, perché sento veramente il bisogno di qualcosa che vale... farò tutti gli sforzi possibili...
– Desidero venire per rimettere la mia anima sulla buona strada... mi affido alle vostre mani... voglio passare tre giorni in pace con tutti, col Signore e con gli altri.
– Vengo per capire di più il Signore; sono sicuro di non avere fede abbastanza... Vengo sfiduciato, se il Signore mi aiuterà son sicuro che li farò benissimo.
– Desidero fare gli esercizi. Io mi impegno fin da ora, con la mia parola d'onore, di fare tutto quello che voi mi direte. I motivi che mi spingono a farli sono molti. 1° un grande desiderio di incominciare a cambiare la mia vita, per far si che in futuro sia contento e felice. 2° voglio fare quell'incontro col Signore, e forse lassù in montagna troverò il coraggio per fare questo passo...
Queste poche testimonianze dicono tutto il gusto dei giovani nel sentirsi liberi e responsabili delle loro decisioni; manifestano lo sforzo per motivare il loro impegno; esprimono sinceramente i loro limiti, svelano disponibilità e apertura alla verità e agli altri.
Si può dubitare della sincerità delle risposte?
Certamente. In questo caso, un dialogo fortemente umano, ha impegnato il giovane a un Sì sincero, o ad un opportuno ritiro della domanda. Ci fu chiesto se abbiamo accettato anche chi non aveva fede o chi si era mostrato indifferente ai problemi religiosi.
Non è evangelico chiudere la porta in faccia a chi bussa; del resto sono i più bisognosi di esercizi, e proprio loro hanno sempre partecipato in modo insospettato.
Luogo, tempo, orario-programma
«La montagna, la neve, e il sereno del cielo mi hanno grandemente aiutato nella mia conversione di questi giorni». Testimonianza questa che esprime il sentimento di tutti.
Proprio l'ambiente naturale fu un ottimo condizionatore. L'alta montagna, a 1500 metri, costringe a fare amicizia, ci spoglia di ogni falsità, riduce all'essenziale. La neve, gli sci, crearono una gioia nativa sbloccando l'animo e rendendolo permeabile ad ogni verità e accostabile da tutti.
Economicamente esercizi così in un ambiente diverso dal solito costano ma sono i soldi meglio spesi se ci crediamo ancora...
Il tempo: in Quaresima o nell'immediato dopo Pasqua, per due giorni interi più due metà.
L'orario e il programma, precedentemente preparato al dettaglio dal! 'equipe per gli esercizi, poteva subire eventuali modifiche comunicate volta per volta.
Gli esercizi dello scorso anno erano così programmati:
1° giorno:
14 partenza in pullman
18 arrivo - sistemazione
19 primo incontro
20 cena
21 il film: I peccatori guardano il cielo
2° giorno:
Tema: una vita felice o infelice
7.30 levata
8 pensiero luce, messa commentata dal clan dei «Peccatori»
9 colazione - intervallo
10 meditazione,
10,30 col diario.
11,30 piccolo carrefour: credo o non credo?
12,30 pranzo con quiz per tavola
14 ricreazione sulla neve
15.30 grande carrefour
17 spuntino
18 rosario guidato dai «Corsari» gioco biblico
19,30 cena di barzellette
20,30 il film: I colpevoli
3° giorno
Tema: Gesù muore per darci una vita felice
7,30 levata
8 pensiero luce, messa commentata dal clan dei «Magnifici»
9 colazione - intervallo
10 seconda conversazione con don Stefano
11 col diario
11,30 piccolo carrefour: Io e la mia famiglia di domani
13 pranzo enigmistico
14 ricreazione sulla neve
15 grande carrefour
17 prepariamo la Via Crucis
19,30 cena con barzellette
20,30 la Via Crucis
21,30 serata dell'amicizia
4° giorno
Tema: con gioia «Grazie o Signore»
8 levata
8,30 colazione
9,30 carrefour degli impegni
11 messa commentata dal clan «Fior di roccia»
12 pranzo con menzione onorevole ai clans distinti
14 ritorno.
Gli aspetti e i momenti più nuovi e più vitali
Vogliamo sottolineare dell'orario gli aspetti e i momenti che ci sono sembrati più nuovi e più vitali.
– Vi sarete accorti che i giovani, al massimo cinquanta, furono divisi in gruppi di non più di dieci individui. Il clan, formato dagli amici, da quelli che vanno più d'accordo tra loro, era animato da un fratello maggiore, sacerdote o laico. Non abbiamo separato ma favorito e regolato la loro amicizia che potenziò il loro entusiasmo ed il loro impegno. Ci possono essere inconvenienti, ma il rischio è una legge di vita.
– Il primo incontro: un guardarsi in faccia, un intendersi, un accordarsi. Questa conversazione è diretta dal capo degli esercizi, che, parlando al cuore, deve saper creare un clima di famiglia e di simpatia. Dopo questo primo incontro chi non era in grazia si confessava. La confessione all'inizio degli Esercizi è un'acquisizione ricca di buone conseguenze. Avevano ormai capito che esercizi spirituali significano fare l'esperienza di vivere in amicizia con Dio per tre giorni consecutivi e non in un rapido lavaggio dell'anima al terzo giorno. Per questo furono così giorni di autentica bontà cristiana.
– La messa il cuore della giornata, guidata da un clan, e partecipata «circumstantes», con canti e preghiere appositamente preparati. Fu sempre molto espressiva ed emozionante la messa ultima con l'offerta dei diari sui quali erano scritti desideri e impegni singoli e di gruppo.
– Il diario, un semplice quaderno, che riceveva i pensieri e le confidenze quotidiane di ognuno, e che facilitava la confidenza col fratello maggiore. Scrivere il diario era per quasi tutti un bisogno; e non si accontentavano dell'ora giornaliera programmata, ma continuavano a scrivere, alla sera, anche fino ad ora tardissima.
– I carrefours o momenti della verità.
Al mattino ogni clan si radunava per dialogare: manifestare i propri problemi agli altri, cercarne insieme la soluzione, convincersene vicendevolmente. Abbiamo constatato che il gruppo è una forza psicologica di convinzione, superiore a qualsiasi ragionamento e argomentazione a tu per tu.
Nel pomeriggio i clans, tutti insieme, continuavano la conversazione del mattino. La partecipazione sempre totale, fu resa ancora più viva dalla presenza di giovani, operai o professionisti, signorine, coppie di fidanzati o di sposi, che testimoniavano efficacemente il cristianesimo. I temi che abbiamo trattato in questi anni furono:
– Credo o non credo in Gesù Cristo?
– Io e gli altri.
– La chiesa, i preti, e noi.
– La mia famiglia di domani.
La conversazione venne facilitata da questionari precedentemente preparati dagli animatori di gruppo. Eccone un saggio.
Credo o non credo a Gesù Cristo
1. Che cos'è la fede per la gente che conosci, per i tuoi compagni, per te? Hai visto qualcuno che crede veramente, l'hai conosciuto, che ne pensi?
2. Quand'è che noi crediamo, a chi crediamo e a che cosa? Perché crediamo? L'uomo è libero di credere? che cosa significa allora credere?
3. Ho io la fede? La fede è un dono di Dio: sei sicuro di averlo ricevuto? Ti senti costretto a credere?
4. Chi è Gesù Cristo per te? Senti il bisogno di Gesù Cristo o ne fai anche a meno? Per te chi è Gesù Cristo? Perché credi?
5. Perché non si crede? è perché non si è mai creduto, o perché si è perso il dono della fede? In che modo? Quali sono le difficoltà per credere? Quando ti pare di credere poco o di non credere, è lealtà non pregare più? è coerenza non accostarsi più alla confessione e alla comunione?
6. Che cosa vale la tua fede? Credere è sentire il Signore, è vederlo? Credere è non peccare più? Come fai a sapere se la tua fede è vera?
7. Che cosa esige la tua fede? È necessario pregare, andare alla messa...? È possibile vivere diversamente dagli altri? Si è obbligati a vivere per gli altri?
8. Come nutrire la tua fede in Gesù Cristo? La fede come la vita, può crescere e diminuire? Quali sono le sorgenti della fede?
La mia famiglia di domani
L'amore: ci penso spesso: È un problema che tormenta i giovani di sempre. Intorno a noi l'amore è continuamente messo in discussione; è un tema caro ai rotocalchi, ai fotoromanzi, ai romanzi, alla RTV, al cinema... Tutti dicono il loro parere ma...
1. Che cos'è l'amore? Ha molte manifestazioni? Ha qualcosa di uguale e di comune in tutte queste manifestazioni? Come nasce, in che cosa consiste, quali le caratteristiche?
2. Qual è la via più comune dell'amore? Come è pensato l'amore matrimoniale-familiare? I giovani pensano alla famiglia?
3. Come si impara ad amare? Qual è il modo migliore per prepararsi all'amore-famiglia? Una vita pura prima del matrimonio? È possibile?
4. Quali sono le virtù che dovrebbe avere un uomo sposo-padre?
5. Oltre la propria volontà, ci sono mezzi che aiutano a prepararsi alla famiglia?
6. È possibile che un giovane rimanga puro, corregga il suo carattere senza la frequenza dei sacramenti?
7. Nella scelta della propria sposa, da quali criteri il giovane deve lasciarsi guidare?
8. A che età sposarsi? Rapporti fra fidanzati e genitori.
9. Come andare d'accordo? Lavorare tutti e due o no?
10. Come si educano i figli?
Tante domande che aiutano a presentare i problemi vivi dell'animo dei giovani. Sarà merito del carrefour, ordinare, chiarire e scoprire «insieme» difficoltà e soluzioni, verità e impegni. La riunione aveva un regolatore che si accontentava di dare la parola, di disciplinare la discussione; tutti possono parlare, nessuno deve fare il professore.
– La Via Crucis non venne ridotta ad «una pratica di pietà» di una mezz'ora, ma fu sempre presente nei giorni degli esercizi. Ogni gruppo era impegnato a preparare alcune stazioni; meglio, ogni gruppo doveva rivivere insieme, e far rivivere, anche visibilmente, la passione del Signore con la ricostruzione storico-affettiva dell'episodio. Via Crucis viva quindi, la cui realizzazione, dialoghi, preghiere, canti, coreografia, scenografia, tenne occupati i giovani anche durante le ricreazioni. Il dolore del Signore non venne quindi solo pensato ma sofferto. Tutti eravamo presi; non si meditava, si amava Gesù e ci si pentiva veramente.
– Conoscere e far amare Gesù Cristo è la finalità degli esercizi; quindi conoscere e far amare il Vangelo. Per questo la serata biblica, realizzata con: la rappresentazione di scene bibliche a mo' di gioco scenico; quiz individuali e collettivi; canti e molta serietà che viene facilitata sottolineando nella presentazione la «sacralità» della serata, e dando un punteggio di valori e di disciplina.
– Il canto, elemento indispensabile ed insostituibile. Si canta alla messa, in ricreazione, nelle serate, nei carrefours. Cantare è esprimere gioia, è fondersi, armonizzarsi.
L'unica conversazione o predica è sempre introdotta da una canzone insegnata e cantata. Esemplificazione:
– gli Spirituals negri in italiano (Eco, Milano via s. Antonio, 5)
– le canzoni di don Stefano (Eco, Milano via s. Antonio, 5 )
– Père Duval
– qualche canzone di Celentano
– Exodus ed altri canti nuovi che, mentre dicono qualcosa al «ragazzo», gli lanciano il messaggio di quegli Esercizi tutte le volte che li ricorderà.
Il canto dispone l'animo, apre lo spirito dei giovani, ci si mette in comunicazione immediatamente.
Conclusione
«Mi sono sentito trasportare verso il Signore; ho avuto spiegati i miei problemi. Sono stati per mé tre giorni di gioia e di felicità. Mai prima d'ora, avevo potuto discutere sui problemi che mi circondavano nel mio sviluppo di uomo, ma specialmente per i miei sentimenti. Questi per me sono stati giorni che non vedevo da anni, giorni felici... Non riesco a trovare parole sufficienti per esprimere la gioia che ho provato... In questi tre giorni ho notato un senso di amicizia nuovo...»
Con questa testimonianza, una delle tante, mi è facile concludere che questi esercizi spirituali sono: Vivere in amicizia.
I giovani hanno sperimentato personalmente che cosa significa gioia, volersi bene, aiutarsi. Abbiamo constatato che anche gli esercizi così rea lizzati, portano i giovani a udire, a vedere, contemplare, toccare con mano, come dice S. Giovanni, il Verbo di vita, la Bontà del cuore del Signore.
Questo clima di amicizia venne osservato anche dopo gli esercizi attuando gli impegni sociali, di clan e individuali, proposti e approvati da. tutti nell'ultimo carrefour.
Gli exallievi ci assicurano la validità, quando ci dicono che le giornate. degli esercizi spirituali restano sempre vive nel loro animo, con piacere li ripensano, anzi, da due anni, gruppi di ex hanno voluto ripetere questa esperienza.
Uno dei segreti più validi della riuscita, lo ripetiamo; non esistevano superiori ma «amici», fratelli maggiori. Noi adulti siamo scesi al livello dei giovani in tante cose; e ci siamo accorti che loro sono saliti al nostro livello per le essenzialità.
Li abbiamo circondati di simpatia, abbiamo ascoltato i loro problemi, sentito con interesse la loro sofferenza, la loro vita; abbiamo capito i loro; interrogativi, goduto le loro gioie. Ci siamo divertiti con loro, abbiamo pregato insieme, mangiato insieme; li abbiamo serviti. Insomma gli eser- cizi li abbiamo fatti anche noi con loro.
Una buona volta ci siamo messi nel gregge da convertire, insieme ci siamo seduti ad ascoltare il Signore, abbiamo rinunciato alla nostra autorità, ci siamo identificati a loro, abbiamo testimoniato «semplicemente» Cristo. Gesù.

