(NPG 1968-03-67)
I - PRINCIPI FONDAMENTALI
a) Principi di ordine generale
1. L'organizzazione della campagna contro la fame, deve essere impegno accettato e studiato da tutta la comunità educativa, superiori e alunni, in modo che gli sforzi siano collegati e programmati in un clima di impegno generale.
2. Ciò che va richiesto è soprattutto (e solamente) un impegno e uno sforzo personale. Non ci si può accontentare di organizzare una raccolta di offerte tra genitori e amici.
Bisogna porre tutti gli alunni nel gioco: fare in modo che ciascuno senta questo impegno come proprio e sia disposto a privarsi di qualche cosa, per poter donare qualcosa di veramente sentito.
3. Il problema della fame nel mondo è di una gravità eccezionale: per questo è necessario essere attenti che l'iniziativa sia di una portata proporzionata. Come? Organizzando una campagna ad alto livello: ci se ne deve ricordare per molto tempo.
4. Questa campagna deve essere organizzata completamente dagli alunni stessi, aiutati e consigliati – non sostituiti! – dai loro educatori. E questo, con un senso di responsabilità sempre più piena più sale l'età e la preparazione degli alunni.
5. Questa campagna deve veder convogliate tutte le forze esistenti nell'istituto: è l'occasione di lavorare assieme, per tutti i gruppi, di riunire le proprie forze per uno stesso fine. Ogni gruppo esistente porterà il contributo della specifica preparazione ed esperienza (es.: i cinecircoli per la ricerca di film sull'argomento; i gruppi artistici per l'allestimento delle bacheche...).
b) Principi di ordine tecnico
1. Una campagna non si improvvisa da oggi a domani. Va preparata in tutti i particolari, in anticipo e con lavoro di équipe.
2. La sua durata deve essere sviluppata nell'arco di molti giorni: almeno due o tre settimane, secondo i casi. Il tempo più opportuno – anche per affiancarsi al movimento di molte Diocesi – è il periodo della Quaresima.
3. Può essere opportuno – soprattutto con i più piccoli – circondare di silenzio la preparazione, fino al giorno del lancio, per sfruttare il vantaggio della sorpresa e dello choc.
4. Vanno usati tutti i mezzi possibili (pubblicità, ecc.: basta osservare le tecniche commerciali...) per «sostenere» la campagna e per renderla attraente e mordente.
5. Se la campagna deve poi tradursi in impegno finanziario... scopo essenziale degli organizzatori deve essere quello di sensibilizzare l'opinione pubblica, di far aprire gli occhi su di un problema di forte presa e di inaudita attualità. Si tratta di sgelare l'indifferenza di tanti, paghi del proprio benessere. La campagna ha per questo, prima di tutto, anche un forte intento educativo.
II - I MOMENTI DI ATTUAZIONE
A) La preparazione
Chi ben incomincia è a metà dell'opera...
La riuscita è sicura quando la campagna è ben preparata, i momenti previsti, l'organizzazione accuratamente studiata.
Le due prime cose da fare sono:
– la creazione di un comitato speciale (coloro che si preoccuperanno della realizzazione concreta...) che può essere chiamato «Fame nel mondo»
– e la stesura di un piano di azione preciso e dettagliato da proporre agli alunni, tempo per tempo.
1. L'équipe dirigente
È formata da alunni impegnati e capaci, magari con la guida (presenza) di un educatore.
Deve coordinare unità di azione.
Può essere così strutturata:
a) un Comitato Direzionale comprendente:
– il responsabile generale della campagna nell'istituto; è colui che ha la responsabilità generale dell'iniziativa, ne dà il tono, ne tiene i contatti esteriori.
– il segretario generale: il suo braccio destro
– i responsabili delle singole sezioni dell'operazione: informazione, propaganda, raccolta-fondi, ecc.
b) un Comitato di Coordinazione, comprendente:
– il comitato direzionale
– i responsabili della campagna nelle differenti classi (almeno 2 responsabili ogni classe, capaci di stimolare l'attività degli amici, interpretare le direttive, riportare proposte, ecc.)
– eventuali rappresentanti dei superiori dell'istituto.
2. Il progetto d'azione
a) Preparazione di una documentazione.
Deve essere impegnata, completa e accessibile a tutti. La documentazione è ciò che soprattutto scuote la sensibilità di tanti, altrimenti indifferenti. Gioca quindi un ruolo molto importante per la buona riuscita dell'iniziativa.
Ne esistono già alcune di preparate (cfr. Sussidi). Vanno però adattate, aggiornate, intonate all'ambiente, inserite in bacheche e tabelloni onde renderle efficaci. 2 facile la realizzazione di cartelloni murali, ottenuti da ritagli di giornali, fotografie da riviste: è opportuno un dosaggio sapiente e un ricambio tempestivo.
b) Studio degli ambienti ove piazzare i tabelloni.
Il tabellone deve essere facilmente visibile... deve martellare la sua voce continuamente, perché continuamente sotto gli occhi.
Va studiata quindi la scelta degli ambienti di maggior passaggio, di quelli in cui riesce facile fermarsi a scorrere le immagini, di quelli ove è possibile un momento di riflessione.
c) Elaborazione di un piano concreto per lo sviluppo della campagna. Essa non deve comportare dei «tempi morti». Deve suscitare un interesse crescente, fino al giorno conclusivo.
Per rilanciare da un tempo all'altro, è opportuno prevedere delle «forti prese», per esempio: proiezione e discussione di un film adatto, organizzazione di una celebrazione sul tema della fame nel mondo, realizzazione di una operazione che impegni i ragazzi a donare un po' del loro tempo, conferenza di uno che ha visto da vicino, ecc.
Non si può assolutamente puntare tutte le carte nel lancio e lasciare poi morire di morte lenta... l'iniziativa.
B) Il lancio
Va fatto, nei limiti del possibile, in termini spettacolari, facendo convergere tutti i motivi di interesse:
– cartelloni e bacheche
– sensibilizzazione di tutti i gruppi
– presentazione chiara degli obiettivi.
ALCUNE FORMULE PRATICHE
Segnaliamo alcune possibili realizzazioni:
1. Celebrazione di una Messa, durante l'ora del pranzo.
Non vi assistono che gli alunni che accettano liberamente di saltare, in quel giorno, il pranzo (o la colazione) e di donare il denaro corrispondente all'Offertorio della Messa.
2. La raccolta di carta: giornali, riviste vecchie. L'organizzazione non è facile: ma può dare un notevole ricavato finanziario.
3. In alcuni istituti, sono stati disposti dei grossi cesti per raccogliere cibi in iscatola o facilmente conservabili, di cui ciascuno si priva durante i pasti o che acquista con il ricavato di qualche personale privazione.
Va curata un'intesa previa per lo smistamento.
4. La raccolta di fondi presso i negozianti della zona: va precisata bene la motivazione della domanda. Ciascuno è stimolato a vincere una certa ritrosia personale. Vantaggio: il coinvolgere altri alla campagna, oltre un innegabile accrescimento di fondi.
BREVE BIBLIOGRAFIA SULLA FAME NEL MONDO
Libri di Raul Follerau
Edizione Amici dei Lebbrosi, Bologna, via Meloncello, 3-3.
Se Cristo domani
Una raccolta di massime, aneddoti, pensieri e notazioni poetiche, una audace requisitoria contro coloro che nel mondo non hanno diritto d'essere stupidamente felici da soli. Stupidamente felici perché una parte viva dell'umanità ha fame, freddo e manca di tutto.
4' edizione, pagine 144, L. 500.
Uomini come gli altri
Un giro intorno al mondo, effettuato senza scopi turistici.
L'autore non è il visitatore distinto o curioso, ma solo uno scopritore interessato, che s'è spinto alla ricerca di coloro che l'umano egoismo vuol trascurare o dimenticare perché «fa male» pensare a loro. Lebbrosi, condannati, disperati e morti di fame: il mondo che Raoul Follereau è andato a scoprire per porgere agli uomini una soluzione per la loro infelicità. Causata dall'aver scordato che la gioia perfetta consiste nel mettersi a servizio di chi non conosce che il duro soffrire.
2' edizione, pagine 288, L. 750.
Trenta volte il giro del mondo
Follereau molto probabilmente ha voluto darci il suo capolavoro in questo volume, che riassume trent'anni di attività al servizio dei sofferenti e dei lebbrosi.
Trent'anni al servizio dei lebbrosi, trenta giri del mondo alla ricerca delle piaghe sociali che la nostra società fa di tutto per togliersi davanti agli occhi, secondo i magistrali precetti dello struzzo.
un libro che diverte e che impegna, un libro che fa inorridire e che commuove, un libro combattivo scritto con serenità, umoristico e tragico.
7' edizione, pagine 232, L. 800.
Libri del movimento «Mani tese»
Via Mosè Bianchi, 94, Milano.
NOEL DROGAT - I paesi della fame
Queste pagine, scritte da un noto economista e sociologo, tracciano una vasta panoramica dei problemi che, nei paesi sottosviluppati, sono la causa e le conseguenze della fame: agricoltura arretrata, urbanizzazione, malattie endemiche; e indicano con chiarezza le vie da seguire per risolvere la drammatica situazione, dalla politica di sviluppo graduale alla forma che devono avere (per non essere controproducenti) gli aiuti dall'estero. Una lettura gradevole e nello stesso tempo impegnata per noi ed i nostri giovanotti.
Ed. PIME, Milano, pagine 188, L. 1000.
PIERO GHEDDO - La fame nel mondo
Il direttore di «Le Missioni Cattoliche» dà in queste pagine di facile lettura una visione complessiva della fame nel mondo. «La fame degli altri», «Pregiudizi e idee false sulla fame», «Le vere cause della fame», «Gli aiuti internazionali», «La responsabilità dei Cristiani», «Documenti e statistiche» sono le sei parti del volumetto, che potrebbero costituire la materia già elaborata di altrettante conferenze attualissime, o essere una corroborante lettura per i nostri giovanotti.
Ed. PIME, Milano, pagine 132, L. 800.
ABBE PIERRE - Fame e impegno cristiano
Con lo stile caldo e deciso che ben conosciamo, l'abbé Pierre traccia un quadro sulla realtà della fame nel mondo, sui rapporti tra Fede e miseria, sugli «elementi di soluzione», e allarga il suo discorso sul nuovo concetto di «missione della Chiesa».
Ed. PIME, pagine 48, L. 300.
PHILIPPE FARINE - Contro la fame
Un'altra panoramica sulla fame nel mondo e le iniziative concrete per combatterla, tracciata con sensibilità e agilità.
Ed. PIME, Milano, pagine 56, L. 300.
PIERO GHEDDO - Popoli ricchi e popoli affamati
L'autore, in questo quaderno, esamina 1) la situazione di fatto della miseria che affligge i due terzi dell'umanità e il benessere di cui godono i paesi occidentali; 2) le cause del sottosviluppo che tendono a deprimere sempre più i paesi poveri, aumentando la loro distanza dai paesi ricchi; 3) le conseguenze della miseria sulla personalità umana degli individui e sulla coscienza personale dei popoli arretrati, che vengono messi in stato di violenta reazione verso l'Occidente.
Ed. PIME, Milano, pagine 48, L. 300.
PIERO GHEDDO - L'Occidente cristiano e i paesi in via di sviluppo
Completando il tema trattato nel quaderno precedente, l'autore 1) esamina gli aiuti che l'ONU, i paesi occidentali e quelli comunisti forniscono ai paesi sottosviluppati; 2) dà una panoramica sull'apporto delle missioni cattoliche al progresso civile e materiale di questi popoli; 3) delinea attraverso l'esame dei testi pontifici (specialmente della Mater et Magistra) la soluzione cristiana al problema del sottosviluppo, e le conseguenti responsabilità delle nazioni cristiane dell'Occidente. I due quaderni forniscono materiale già elaborato ed adattissimo per conferenze, e costituiscono una impegnativa ed ottima lettura per i giovanotti.
Ed. PIME, Milano, pagine 64, L. 300.
Alla scoperta di un mondo
Vivace e intelligente fumetto a colori che guida il ragazzo a scoprire il mondo con le sue crudeli differenze di povertà e ricchezza, con i problemi della disoccupazione e delle malattie endemiche; gli fa veder che cosa possiamo fare per i nostri fratelli affamati e gli suggerisce piccole iniziative concrete da realizzare nel suo ambiente di vita.
Ed. PIME, Milano, pagine 32, L. 150.
Un libro del «MIMEP»
MIMEP - Pessano (Milano)
MASSSIMO ASTRUA - Sintesi sulla fame
Questo volumetto vuol far conoscere alla più vasta cerchia di persone, specialmente ai giovani, il fenomeno della fame e del sottosviluppo che oggi regna nel mondo. È una documentazione inquietante (e l'autore precisa che è ancora ottimistica, per evitare ogni facile tendenza allarmistica) che nessuno che voglia impostare una campagna sulla fame nel mondo può ignorare.
Le parole sono poche ma abbondanti sono le illustrazioni e i grafici, più eloquenti di qualsiasi lungo discorso.
Lo schema del libretto è semplicissimo: viene esaminato dapprima il fatto della fame e le sue conseguenze, per poi ricercarne le cause e indicarne i rimedi. Ed. MIMEP, Pessano (Milano), pag. 160, L. 250.

