Fratel Bernardo
(NPG 1968-06/07-39)
ORIGINE
Ogni educatore si trova sovente dinnanzi all'angoscioso problema di dolorose lacune nella formazione dei giovani, per quanto riguarda l'azione educativa ed apostolica, e ciò in modo particolare durante il lungo periodo delle vacanze estive.
Tale situazione fu pure constatata nel Belgio e nella Francia del Nord, dal salesiano Don Jos Valkenborgh, dottore in scienze politiche ed economiche, a seguito dei molteplici contatti che come educatore ha avuto con molti giovani e con numerosi sacerdoti. Bisognava realizzare qualche cosa di duraturo e di concreto per ovviare a questa deficienza.
Fu così che nacque l'opera «GAUDIAC» (gaudium et actio», gioia e azione). L'opera cominciò nel 1959 a Petit-Porét, sobborgo presso Valencienne con un primo gruppo di giovani e di ragazze conosciuti dal Padre Jos. Il primo «Campo di vacanze» ottenne un lusinghiero successo, che fu d'incoraggiamento allo sviluppo.
In pochi anni si formarono vari gruppi che svolsero attività in diverse parrocchie di quella regione, tra popolazione di tinta fortemente comunista. Le attività si estesero poi a Lille, Parigi, Dunkerque, Amiens, Bordeaux, Lione; raggiunsero Cologne, Paderbon, Essen; anche l'Algeria è stata raggiunta, e con successo.
Inoltre nel Lussemburgo, in Italia, in Spagna e nei Paesi Bassi vari gruppi giovanili attendono di poter realizzare questa attività apostolica, che ha l'impronta della modernità, dell'internazionalità e dell'ecumenismo.
SCOPO
Il fine dell'opera è duplice:
– dare ai giovani l'occasione di rendersi utili durante il loro tempo libero, offrendosi spontaneamente a collaborare in qualche attività apostolica a favore di ragazzi abbandonati, con preferenza per gli ambienti dove la necessità è più urgente;
– irradiare con la loro presenza la gioia e la fratellanza cristiana fra la gioventù sbandata ed esposta quasi senza difesa a tanti influssi nefasti. Il fine essenziale dell'opera «GAUDIAC» è quindi sociale ed apostolico. Essa si propone di educare i giovani cristiani al dono generoso disinteressato e spontaneo di sè. Con la loro stessa presenza in mezzo a giovani sbandati, senza alcuna imposizione, senza l'odiosità di un proselitismo, senza spirito d'intolleranza nè trionfalismo, senza fare alcuna predica, essi saranno uno stimolo al bene, un richiamo, un invito alla gioia che l'ideale cristiano racchiude in sè. Tutti questi sforzi tendono a risolvere il grave problema dell'occupazione positiva e costruttiva del tempo libero dei nostri giovani, specialmente durante le vacanze, orientandoli in maniera discreta ed adeguata, verso uno stile di vita improntato ai veri valori cristiani.
Una finalità non meno importante è la promozione di un clima favorevole al sorgere di vocazioni. L'esperienza acquisita nei diversi campi dell'opera «GAUDIAC» ha portato gradualmente alla convinzione che questa forma di apostolato moderna e attraente può suscitare preziose vocazioni sia all'apostolato laicale, che alla vocazione ecclesiastica o religiosa.
METODO
– Oggi si insiste molto sulla revisione dei metodi di educazione. Ci permettiamo di mettere in risalto il carattere e lo spirito nuovo su cui si basa la nostra attività. E cioè: gli animatori e le animatrici impegnati nell'Opera sono affiancati da dirigenti formati e coscienti delle loro responsabilità scelti tra i migliori collaboratori e collaboratrici dell'Opera. Essi sono professori ed educatori provenienti da varie Congregazioni maschili o femminili, accompagnano i giovani e collaborano personalmente con loro nell'esecuzione del programma elaborato.
– Le serate ed i week-end si trascorrono «in spirito di famiglia», al line di creare un ambiente di fraternità e di rafforzare l'unità di pensiero e di azione; questi elementi sono essenziali per rendere concreti e duraturi i frutti sia dell'azione comune, che dell'iniziativa privata. Questo spirito di sana iniziativa personale è rispettato, anzi incoraggiato; il dialogo è sempre aperto ed anche i problemi più spinosi dei nostri giovani sono oggetto di discussione e di studio.
– Inoltre il contatto quotidiano con usi e costumi di altre nazioni, la possibilità di confronto con mentalità spesso diversissime e soprattutto il fatto di essere testimoni oculari di tante miserie e della privazione totale di tanti eminenti valori, costringono i giovani a riconoscere la loro posizione di privilegiati, posizione spesso così poco apprezzata, se non addirittura subita. La scoperta di questo mondo, nuovo per loro, fa esplodere in essi il bisogno di fare del bene, di amare gratuitamente, di donarsi generosamente.
– Si esige dai collaboratori una grande adattabilità, molta pazienza e il contatto personale e continuo coi giovani così sensibili ad una buona parola e così aperti quando vedono che chi si dedica a loro non misura la fatica e non mette limiti di orario.
– Non è possibile inquadrare in un regolamento questi metodi in uso, poiché essi variano secondo le circostanze e del resto devono adattarsi alle caratteristiche dei gruppi stessi, alle abitudini, al luogo, ecc. L'essenziale è che gli organizzatori amino i giovani intensamente con la più squisita carità cristiana; una volta ottenuto questo, le forme concrete che questa carità prenderà non potranno mancare di ottenere risultati fecondi.
– Si tengono occupati i giovani con giochi, passeggiate, canti; a volte si organizzano incontri ricreativi o competizioni atletiche, invitando i loro parenti ad assistervi.
Si studiano le loro reazioni, le loro inclinazioni, non per giudicarli, ma per aiutarli; s'inculcano loro alcuni principi-base, si puntualizzano alcuni ideali, si indirizzano, con tatto e discrezione, alla chiesa, ai sacramenti; si insegna loro a comportarsi con dignità alle funzioni, ad apprendere e a recitare preghiere semplici che ogni cristiano conosce.
Tutti gli aspetti educativi, sia spirituali che materiali, adottati da «GAUDIAC», hanno l'impronta caratteristica: gioia e azione.
ATTUAZIONI
Il cammino percorso dai modesti inizi del 1959 al 1968 è impressionante; ma, come per tutte le attività di questo genere, è difficile fare delle statistiche. E del resto non è neppure conveniente. Quando l'opera sarà uscita dalla sua fase sperimentale e poggerà su una più solida organizzazione, si potrà fare un bilancio attendibile, con le voci attive e passive, e si potranno studiare gli adattamenti e le modifiche necessarie. Per il momento cerchiamo di prendere in considerazione i casi più urgenti e di mantenere, data la limitatezza dei mezzi d cui disponiamo, l'equilibrio tra la domanda e l'offerta. Una cosa appare evidente: sia la domanda che l'offerta sono fortemente in ascesa.
♦ Per quanto riguarda il Belgio, hanno già dato il loro prezioso contributo 10 Ordini e Congregazioni maschili e 12 femminili tra cui i Salesiani, i Montfortani, i Saveriani, i Gesuiti, i Maristi, i Fratelli delle Scuole Cristiane, le Suore Giuseppine, della Carità, di Notre Dame, le Francescane, ecc...
♦ Hanno pure offerto il loro aiuto: le Università di Lovanio e di Gand; i Seminari Maggiori di Bruges, Gand e Liège; varie Scuole, vari Collegi, vari Istituti.
Con l'aiuto di queste istituzioni Religiose, «GAUDIAC» ha potuto mandare ogni anno durante il periodo delle vacanze, nei diversi centri di attività, circa 450 collaboratori qualificati.
♦ Anche all'estero l'opera va prendendo proporzioni impressionanti. Nel 1966 si svolse attività:
– Francia-Nord: una decina di parrocchie nel Valenciennois, colonie giornaliere (raccogliendo i ragazzi di tutta la città);
– Lille: sobborgo di Themesnil e a Line-ville;
– Dunkerque: diverse parrocchie;
– Amiens: colonia giornaliera a l'Evéché;
– Parigi: diversi gruppi nella città così pure a Vermouillet;
– Bordeaux: colonie giornaliere per tutta la città (Martillac);
– Biot-Alta Savoia: campo per adolescenti;
– Ardèche: colonie;
– Lione: assistenza speciale ai Campi per gioventù disadattata;
– Germania: colonie giornaliere a Cologne e ad Essen;
– Algeria: sotto gli auspici della Caritas-Catholique e della Caritas
Algérienne:
• assistenza medica (studenti in medicina e infermiere);
• diverse attività nell'amministrazione del Centro Caritas;
• assistenza nelle scuole per analfabeti e adulti.
L'opera si occupa anche dell'assistenza pastorale, inviando dei sacerdoti in aiuto al clero locale, sia per la durata di qualche settimana sia in modo definitivo. Una decina di sacerdoti religiosi hanno già ottenuto di restarvi definitivamente.
PREVISIONI
Oltre al consolidamento e allo sviluppo normale delle attività in questi ambienti che sono parte ormai della nostra cerchia abituale, dobbiamo pure far fronte ad una crescente richiesta dalla Germania, dalla Francia
e dall'Algeria. Si sta concordando la collaborazione con gruppi dell'Italia, dei Paesi Bassi, della Spagna, del Lussemburgo.
L'iniziatore dell'Opera e i suoi più vicini collaboratori pensano di costituire una Associazione, secondo gli statuti già in vigore nel Belgio dove l'opera è sorta.
Ogni nazione dove l'opera «GAUDIAC» esercita la sua attività, è opportuno che abbia un suo rappresentante nel Consiglio di Direzione ed Amministrazione.
Si ritiene pure indispensabile, per garantire l'efficienza e la fecondità dell'opera, di istituire presto una sede permanente con apposito segretariato.
Alcune date per il 1968
Campi di giochi a Lille: dal 5 luglio al 15 agosto.
Campi di giochi a Valenciennes: dal 10 luglio al 15 agosto.
Campi di giochi a Vernouillet: dall’ 11 luglio al 26 agosto.
Campi di giochi a Martillac (Bordeaux): dal 15 luglio al 1 sett.
Campi di giochi a Dunkerque: dal 10 luglio al 13 agosto.
Campo per adolescenti a Biot Alta-Savoia: dal i al 27 luglio.
Campo di giochi in Germania, Colonia, Essen: dal I al 25 agosto.
Colonie in Adèche (Lyon): dal 1 al 25 agosto.
Campi di giochi a Thumesnil (Lille): dall'I 1 al 26 agosto.
Attività in Algeria: dal 1 luglio al 1 ottobre.
Per qualsiasi informazione rivolgersi:
– al R. P. Jos Valkendorgh
Institut Don Bosco, Lennikse steenweg, 2, Halle (Belgio)
– al Delegato Ispettoriale Pastorale Giovanile
– alla Redazione di N.P.G.

