Direttive sull'educazione mista dell'Episcopato Belga
(NPG 1968-05-44)
Principio fondamentale
Queste direttive pastorali sostituiranno d'ora in poi il regolamento dell'8 dicembre 1960 su gli incontri misti.
L'opportunità di organizzare o no delle attività miste per i giovani e le modalità di realizzazione di queste stesse attività devono sempre essere giudicate in funzione di criteri educativi. Non si tratta dunque di cedere a una moda, nè di assicurare un più facile reclutamento, nè di favorire con questo mezzo un successo più facile di certe attività. Si tratta invece di permettere ai giovani d'oggi di incontrarsi per meglio conoscersi, stimarsi di più e sentirsi chiamati agli stessi compiti da espletare insieme in maniera personale e complementare.
Gli educatori terranno conto del fatto che se i giovani amano trovarsi in gruppi misti, un certo numero di essi non ha ancora scoperto i valori che questi incontri possiedono e il modo di aprirsi per mezzo di essi.
È compito degli educatori e dei responsabili della gioventù far loro scoprire questi valori.
Bisogna ricordare parimenti che un atteggiamento puramente negativo non costituisce una soluzione educativa: lungi dal preparare i giovani a incontri positivi, esso li inciterà il più spesso a ricercare questi incontri in un clima non favorevole.
Bisogna parimenti tener conto che le circostanze della vita attuale conducono i giovani e le ragazze a incontrarsi quotidianamente in molteplici ambienti di vita. Gli educatori e i responsabili si impegneranno ad aiutare i giovani ad affrontare queste situazioni in modo positivo.
Attività apostoliche, sociali e culturali
Fra tutti gli incontri misti possibili, sarà dato un posto importante a quelle attività dove i ragazzi e le ragazze, fin dalla più giovane età, hanno occasione di incontrarsi in funzione d'un compito da realizzare insieme, sia che si tratti d'un'attività di servizio, sia apostolica o di cultura. Incontrarsi per «realizzare qualche cosa insieme» è un criterio importante del valore dell'incontro tra ragazzi e ragazze: bisogna ricordarlo. Queste realizzazioni comuni sono quelle che favoriscono di più l'incontro in un clima di verità e meglio permettono ai giovani di mettere in chiaro le loro qualità complementari.
Dialoghi sui problemi esistenziali
Gli incontri di formazione in cui giovani e ragazze hanno l'occasione di dialogare insieme sui loro problemi di vita sono pure fruttuosi. Essi rappresentano un modo concreto di scoprire e di apprezzare le ricchezze specifiche della mentalità maschile e femminile.
L'animatore dovrà essere sollecito di permettere a ciascuno di esprimersi e di valorizzare l'apporto così dato al gruppo.
Attività di svago
Queste attività saranno vere e sane solo a condizione che non siano la forma unica degli incontri tra giovani e ragazze: non dimentichiamolo. Escursioni, feste, attività sportive, giochi, serate danzanti ecc. si potranno fare, presentandosi l'occasione, sia da gruppi detti «misti», sia per iniziativa e sotto la responsabilità dei movimenti e delle organizzazioni cattoliche di giovani o d'adulti, uscendo dal quadro dei propri membri. Qui però bisogna sottolineare che le preoccupazioni di ordine lucrativo non giustificano, per se stesse, l'organizzazione di serate miste di svago. Se il modo con cui i giovani possono incontrarsi presenta delle probabilità di «lasciarsi andare», esse sono da escludersi, qualunque sia il motivo della loro organizzazione.
Queste attività di svago richiedono, come ogni altra attività, mista o no, d'essere ben preparate e ben inquadrate.
L'improvvisazione è raramente educativa e la presenza di responsabili d'una maturità reale e che hanno fatto le loro prove, è sempre necessaria perché sia mantenuto un clima di vera gioia.
I giovani stessi desiderano, più che non si creda, di prendersi le proprie responsabilità nell'orientazione positiva delle attività dei gruppi misti, qualunque sia il tipo e la realizzazione. Essi stessi desiderano una messa a punto dei dettagli pratici che hanno la loro importanza nella creazione di un'atmosfera di una festa, d'una serata, d'un cineforum e d'un'attività di servizio. Bisogna essere attenti, per esempio, ad alcuni dettagli, come l'ora della fine degli incontri, alla formazione di gruppi d'età simile per certi tipi di riunioni, al genere di bevande servite, alla scelta dei dischi per i trattenimenti danzanti, degli oggetti di discussione affinché siano adatti ai partecipanti, ecc.
La presenza dei responsabili, eventualmente aiutati da giovani famiglie aperte alla loro mentalità e alle loro aspirazioni, li aiuterà nella volontà di far riuscire questi incontri. Quando un gruppo è valido, questa presenza di responsabili è desiderata dai giovani stessi.
Alcune comunità stabili di ragazzi o di giovani, come esistono sotto forma di club o di case dei giovani, hanno parimenti il loro posto.
Le norme pedagogiche di queste comunità saranno accuratamente studiate ed esigono un organico di educatori particolarmente preparati a questo compito.
L'incontro regolare dei giovani è valido a condizione che essi si abituino a compiere insieme dei compiti definiti.
Funzione dei responsabili dei gruppi misti
La vita dei gruppi misti richiede, per principio, una assunzione di responsabilità effettiva del gruppo da parte di uno o di più responsabili che
abbiano raggiunto una maturità sufficiente e siano preparati a questo compito. Potranno essere «maggiorenni» o «adulti».
Costoro avranno cura di lasciare che i membri si assumano una grande parte delle responsabilità e dei lavori da compiere. Il loro compito – ingrato, ma fecondo – sarà piuttosto di collegamento, al fine di assicurare una continuità nella realizzazione, in mezzo alle fluttuazioni inerenti alle iniziative assunte dai giovani.
Non si tratta di servire i giovani in modo che essi si mantengano in uno stadio infantile; si tratta invece di aiutarli a scoprire le vere dimensioni di un impegno come quello che essi prendono. Gli adulti dovranno anche renderlo accessibile e sopportabile per il grado di maturità dei giovani che vi hanno consentito, e questo suppone una conoscenza personale di ciascun partecipante.
Per mantenere il gruppo nella linea che si è data e anche per determinarne eventualmente nuovi orientamenti, sembra indispensabile che si faccia regolarmente una revisione di vita del gruppo stesso, al fine di suscitare una lucidità reale sui problemi incontrati all'interno del gruppo e sulla risposta che vi è stata portata. Per la maggior parte è proprio dalla realtà e dalla serietà portata a questa supervisione di vita del gruppo che dipenderanno il suo valore profondo e la sua fedeltà agli scopi che s'è prefisso. «L'essere umano è stato creato uomo e donna. Figli di Dio, essi devono collaborare insieme all'opera della creazione e della redenzione».
Aiutare i giovani a vivere questo «insieme», che li condurrà a un arricchimento personale e reciproco, sembra d'importanza capitale al giorno d'oggi.
(Traduzione di Settimana del Clero)

