Libri e cultura pastorale



    (NPG 1968-01-84)

    Anna Folicaldi
    LINEE OPERATIVE DI SERVIZIO SOCIALE NELLA PARROCCHIA
    Centro Studi M. E. - Fano - Viale Gramsci, 51

    L'opera del sacerdote – soprattutto nell'attività parrocchiale – dovrebbe essere dedicata alle funzioni essenziali della predicazione, del ministero della liturgia e dei sacramenti, della direzione della vita cristiana. Purtroppo, lungo il corso del tempo, questo impegno ministeriale si è aggravato di una serie di sovrastrutture amministrative, caritative, talvolta burocratiche, spesso necessarie per la vita sociale della Chiesa, ma che hanno appesantito enormemente la giornata del sacerdote in cura d'anime, a scapito di altri valori.
    Il ritmo attuale della vita e le varie situazioni contingenti, urbanizzazione, turismo di massa, industrializzazione, rendono «il parroco impotente a conoscere le sue pecorelle, a seguirle negli aspetti religiosi e umani della loro vita, ad introdurre nella parrocchia e nelle attività parrocchiali quel dinamismo efficiente e quelle istituzioni efficaci che possono incidere in modo fruttuoso». Per questo da organismi nazionali e diocesani è stata studiata – e qua e là attuata – l'introduzione di assistenti sociali nell'ambito dell'attività pastorale. Il libro in esame ne è la teorizzazione e l'esame dettagliato della realizzazione di tale prospettiva.
    In una prima parte, viene presentata «la ipotesi generale che sostiene la convinzione sull'opportunità e l'utilità del servizio sociale nell'attività pastorale della parrocchia». Vengono precisate le possibili attribuzioni:

    – contributo ad una conoscenza scientifica della parrocchia,
    – collaborazione all'allargamento della comunicazione e della conoscenza del piano pastorale e dei suoi obiettivi,
    – educazione ad atteggiamenti e capacità di partecipazione e collaborazione fra i membri,
    – concretizzazioni delle esigenze della carità nella parrocchia,
    – aiuto alla comunicazione e coordinamento all'interno della organizzazione parrocchiale,
    – reperimento e formazione dei leaders. La seconda parte introduce il discorso concreto, attraverso proposte di metodi e di forme.

    Vengono analizzati i criteri operativi, con una precisazione in esempi molto interessanti (rilevamenti e studio dei dati in due parrocchie), e – mediante la riproduzione commentata di schede anagrafiche e diagnostiche – il tipo di documentazione richiesta quale strumento di lavoro pastorale, sottolineando,
    per evitare un inutile dispendio di tempo, quali dati statistici sia importante raccogliere, e quale metodo di elaborazione sia opportuno per mettere in evidenza i fatti più pertinenti ed utilizzabili sul piano di previsione immediatamente operativa, in modo da rendersi utile anche a chi non volesse attuare la proposta in tutta la sua globalità. Di notevole rilievo ci pare la nota 7 di pag. 22, in cui vengono elencati con i relativi dati, le parrocchie italiane in cui il servizio sociale è in funzione, in modo da permettere una revisione in loco a chi ne fosse direttamente interessato.
    Conclude il libro, di facile e veloce lettura (una settantina di pagine), una nota bibliografica che ha lo scopo di «presentare alcune letture che si ritengono particolarmente utili ed indicative a quanti, per interesse professionale o per interesse pastorale, sono orientati alla considerazione del servizio sociale e delle sue personalità di apporto professionale entro l'organizzazione parrochiale».
    (r. t.)

    UN LIBRO PER L'ANNO DELLA FEDE

    Carlo Dolza
    IO CREDO IN GESÙ CRISTO
    L.D.C. - Torino-Leumann

    Contenuto

    Il testo potrebbe essere definito un manuale di teologia dogmatica-pastorale, incentrato sulla persona di Cristo, da porsi in mano ad un pubblico giovanile. La fede è esaminata relativamente al suo contenuto.
    L'A., che si è preoccupato di dirci che la fede è una realtà esistenziale e vitale, adesione di tutta una persona, intelletto e volontà, a Cristo Uomo-Dio che salva, continuamente ricerca l'aggancio alla vita. La sua riflessione teologica diventa pastorale, nella scoperta delle istanze concrete e personali che ogni verità pone. Ritorna con facilità la sintesi, attraverso il frequente riferimento alla Persona del Cristo.
    Una chiara presentazione dell'umanità di Gesù (visto come realizzatore di un ideale di personalità piena) e della sua divinità (mediante l'analisi delle prove tradizionali) apre il discorso sul contenuto della fede. Dalla figura di Cristo l'A. deduce alcune riflessioni sul mistero della SS. Trinità: viene posto in luce l'aspetto comunitario, personale e di comunicazione, prescindendo da ogni problematica sull'origine e sull'esistenza.
    La lettura attenta dei passi più significativi del Vecchio Testamento introduce la storia della salvezza, studiata nelle sue grandi tappe: la creazione, la caduta, il tempo della preparazione, la missione salvifica di Cristo, il mistero della Chiesa.
    Allo studio dei singoli sacramenti – ricollegati allo svolgersi nel tempo della azione della Chiesa, comunità che salva – l'A. dedica un numero proporzionato di capitoli. La sua teologia ricerca soprattutto l'aspetto di salvezza e le motivazioni di un impegno personale e comunitario di vita cristiana. La teologia delle cose ultime è vista in chiave di speranza legata alla vita di tutti i giorni: frequenti sono le allusioni concrete ad un cambio di mentalità che molti cristiani debbono operare per essere in sintonia con una fede vitale.

    Valutazione

    Il libro si presenta giovane e brioso: l'A. ha dimostrato come si possa incarnare una visione teologica profonda e sicura con un linguaggio moderno, di facile comprensione.
    L'A. si proponeva di offrire ai giovani una sintesi chiara e precisa del contenuto della fede, nella preoccupazione di farsi leggere. Ci pare che ci sia riuscito. Forse la problematica poteva, qua e là, diventare più mordente e la sensibilità alle istanze attuali del mondo giovanile, più attenta: l'opera avrebbe certo guadagnato in interesse e in lettori.
    Di notevole rilievo ci sembrano due fatti:
    – la frequente citazione di testi scritturistici: il libro è quasi una rilettura della Bibbia in chiave cristologica
    – la citazione – all'inizio di ogni capitolo – di tutti i passi del magistero conciliare del Vaticano II che si riferiscono al tema trattato.
    Altro pregio di portata rilevante è lo sforzo che l'A. pone per costringere il lettore a ripensare la sua visione delle cose alla luce di una mentalità di fede. Talvolta la riflessione dell'A. ci è parsa un po' frettolosa e superficiale, causata forse dalla necessità di sintetizzare in poche pagine, valori di contenuto molto ampio (così, per. es., alcune riflessioni sulla sacramentalità della Chiesa, e sull'aspetto antropologico del mistero della resurrezione, soprattutto nella sua utilizzazione per creare una motivata speranza cristiana).

    Utilizzazione

    Sottoscriviamo in pieno l'intenzione dell'A.: «Io credo in Gesù Cristo è un compendio di cristianesimo, rivolto ai credenti per indurli a scoprire l'essenza della loro fede...
    E rivolto a coloro che conoscono male la religione cristiana per guidarli a cogliere l'aspetto più valido e affascinante. L'esposizione facile e briosa è indirizzata ad un pubblico giovanile.
    I Professori di Religione e i Catechisti troveranno in questo libro un utile sussidio per il loro insegnamento». Il testo può essere anche usato – ci pare – come base per un corso di teologia per laici, a livello giovanile.
    (r. t.)