«Prove oggettive» finali di Religione per le tre classi della scuola media



    Un sussidio per valutare il risultato dell'insegnamento religioso nell'«Anno della Fede»

    (NPG 1968-05-93)

    Sono dei pieghevoli a 6 pagine con domande per un «test scritto di Religione, al termine di ciascun anno della Scuola Media: Le prove non si vendono sciolte, ma solo in blocchi di 25 prove ciascuno, e servono per 25 ragazzi.
    • Prove oggettive finali per la prima Media di Tipo A
    • Prove oggettive finali per la seconda Media di Tipo A
    • Prove oggettive finali per la terza Media di Tipo A Ogni blocco di 25 prove, L. 350
    • Fascicolo-Guida per l'Insegnante con le «chiavi di correzione»,
    • per tutte e tre le Classi, L. 80.
    N.B. Si veda anche «Catechesi», aprile 1968, fasc. «C», pp. 10-14.

    1. QUALI SCOPI SI PROPONE L'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE?

    Il nostro insegnamento religioso si prefigge come primo scopo immediato, che i ragazzi acquistino delle conoscenze religiose o approfondiscano quelle già acquisite.
    Le conoscenze però non sono fine a se stesse, ma tendono a coltivare nel catechizzando le disposizioni e l'atteggiamento religioso, in una unione di idee e di volontà con nostro. Signore Gesù. Cristo. È questa la fede. viva che ci fa aderire a Dio e diviene radice e fondamento della salvezza.

    2. COME SI POSSONO VALUTARE
    I RISULTATI DEL NOSTRO INSEGNAMENTO?

    I risultati dell'insegnamento religioso sì valutano paragonando, le conoscenze e gli atteggiamenti religiosi del ragazzo con le mete che si dovevano raggiungere.
    Questo si può fare con una gara, o con un colloquio o interrogazione: ma spesso, questi mezzi non misurano realmente la situazione dell'alunno e sono esposti a errori e impressioni soggettive.

    3. QUALI SONO I DIFETTI
    DEI MEZZI TRADIZIONALI DI VALUTAZIONE?

    Le domande che si fanno di solito in una interrogazione:
    • sono diverse da ragazzo a ragazzo; se a uno fosse capitata la domanda fatta 'all'altro, il risultato avrebbe potuto essere capovolto;
    • sono prese a caso, e allora può succedere che un ragazzo prenda un ottimo voto mentre sapeva rispondere a quella sola domanda, e un altro abbia una bassa valutazione mentre quella era magari l'unica risposta che ignorava.
    Inoltre, anche davanti alla stessa risposta ricevuta, Insegnanti diversi danno valutazioni diverse; e spesso lo stesso Insegnante, in tempi diversi, dà un voto diverso.

    4. CHE COSA SI SUGGERISCE
    PER DARE UNA VALUTAZIONE ADEGUATA?

    Per le varie discipline scolastiche, e anche per la Religione, si stanno da tempo elaborando dei sussidi per una valutazione più adeguata. Le «prove oggettive», ad esempio, correggono molti elementi soggettivi nella valutazione delle conoscenze perché:
    • rivolgono a tutti i ragazzi le stesse domande, mettendoli tutti nelle stesse condizioni: ciò è possibile solo con una prova simultanea, fatta per iscritto.
    • vengono rivolte ai ragazzi molte domande, in modo che siano un campione rappresentativo del totale delle conoscenze che si vogliono valutare (programma di un anno, di un trimestre, ecc.); non può succedere allora che un ragazzo ignori o sappia per caso solo quei punti determinati.
    • la prova fornisce anche dei criteri standardizzati per la correzione, evitando quindi che l'Insegnante sia vittima di impressioni soggettive.

    5. QUALI SONO I LIMITI E I DIFETTI DELLE PROVE OGGETTIVE?

    Le prove oggettive valutano solo le conoscenze religiose dei ragazzi, e per di più solo quelle di tipo standardizzato.
    Infatti le risposte previste sono brevissime: questo per rendere più «oggettiva» e rapida la correzione. Non viene valutata ad esempio l'originalità del ragazzo, né il suo atteggiamento religioso.

    6. COME SI PENSA DI OVVIARE AI LIMITI `DELLE PROVE OGGETTIVE?

    I limiti delle prove oggettive si superano nel modo seguente:
    • costruendo, come alternativa, altre prove oggettive (che chiameremo di tipo B), che permettano ai ragazzi maggiore originalità e respiro nelle risposte;
    • costruendo scale di giudizio e scale di atteggiamento che permettano di valutare gli atteggiamenti; anche queste sono in fase di elaborazione. Per il momento l'Insegnante integrerà il risultato della prova oggettiva (di Tipo A), con un colloquio e, per quanto riguarda l'atteggiamento, con il tener conto dell'impegno dimostrato dal ragazzo, particolarmente nel compilare lavoretti' di ricerca o espressione religiosa come le schede di lavoro, o il quaderno attivo, o simili.

    7. CHE IMPORTANZA HA LA VALUTAZIONE?

    Oltre all'emulazione e allo studio che può suscitare fra gli allievi, essa permette all'Insegnante – quando è oggettiva – di rendersi conto della reale situazione dell'allievo rispetto alle mete da raggiungere, ed anche di riflettere sulle eventuali deficienze del suo insegnamento, indicandogli i punti deboli, su cui sarà più opportuno insistere in futuro.