Notiziario



    (NPG 1968-01-76)

    Corso triennale di teologia per corrispondenza

    A cura del Centro «Ut unum sint» (Via Antonino Pio, 75, Roma) e con la collaborazione di noti docenti delle Facoltà teologiche e dei Seminari d'Italia, ha inizio, col presente anno scolastico, un Corso triennale di Teologia per corrispondenza, aperto a tutte quelle persone che intendono approfondire scientificamente il problema religioso e la dottrina cattolica.
    Il Corso è diretto in particolare ai laici per una loro maggior qualificazione teologica e apostolica, in armonia a quanto viene auspicato dal Vaticano II.
    Per iscriversi ad esso si richiede una copia del diploma di scuola media superiore e la presentazione fatta dal Parroco, o da altro Sacerdote.
    Agli alunni, che avranno partecipato attivamente al Corso e alle settimane annuali di studio e che avranno superato gli esami delle materie principali, verrà rilasciato, in fine, un diploma di cultura superiore religiosa.
    Per le iscrizioni, e per eventuali maggiori spiegazioni, rivolgersi al seguente indirizzo: «Corso di Teologia per corrispondenza» - Centro «Ut unum sint» - Via Antonino Pio 75 - Roma 00145 -Tel. 51.32.941

    IV Centenario
    nascita di San Luigi Gonzaga 9 marzo 1568
    morte San Stanislao Kostka 15 agosto 1568

    Nell'anno in corso 1968 si celebra il duplice centenario rispettivamente della nascita e della morte di due santi, certo cari al cuore di ogni educatore: San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù e San Stanislao Kostka, patrono dei Novizi.
    Il Comitato Promotore Romano sta organizzando un piano di iniziative, a diversi livelli, per rendere spiritualmente proficua la celebrazione di questa ricorrenza.
    Ne segnaliamo alcune:
    1. Il prof. Gian Luigi Rondi ha promesso il suo interessamento per la realizzazione di un documentario cinematografico su san Luigi. Il P. Aluffi sta curando alcune radioscene per le scuole, per un intervento alla Radio.
    2. Sono in preparazione nuove biografie moderne sui due santi, per chiarire le due significative figure di giovani che hanno saputo vivere per un grande ideale, rinunciando alla vita comoda e ad un avvenire facile, giovani campioni di un cristianesimo aperto al di sopra di ogni frontiera.
    3. Nel settembre 1968 il Comitato Promotore vorrebbe realizzare a Roma e a Castiglione delle Stiviere un incontro spirituale di gioventù europea, con diverse manifestazioni culturali, artistiche, spirituali.
    Per ogni ulteriore riferimento, è sempre a disposizione la Segreteria del Comitato promotore - Via del Caravita 8a - 00186 Roma.

    Biennio esperti in Pastorale Catechistica

    È iniziato presso il Centro Catechistico Salesiano, organizzato dallo stesso e approvato dalla Commissione per la Catechesi della Conferenza Episcopale Italiana, un corso biennale per esperti in pastorale catechistica.
    Aperto a sacerdoti, religiosi e religiose e laici, ha lo scopo di formare gli operatori intermedi fra i dirigenti e chi in concreto fa la catechesi: essi sono il perno dell'organizzazione, il segreto e il nerbo dell'azione catechistica.
    Per questo serve per:

    – insegnanti e professori di religione (abilitazione)
    – formatori di catechisti parrocchiali, di oratorio e di associazione
    – formatori di genitori-catechisti
    – capigruppo per gruppi di ricerca tra insegnanti di religione
    – cappellani di Istituto scolastico
    – dirigenti zonali e foraniali della pastorale catechistica
    – consulenti settoriali per la catechesi nella diocesi.

    Al termine del corso viene rilasciato un Diploma di Esperto in Pastorale catechistica, valevole per i ruoli indicati, ma soprattutto assicura:
    formazione della mentalità pastorale e catechistica
    informazione e aggiornamento dottrinale per i ruoli indicati
    formazione professionale adeguata acquisizione di tecniche e metodi corrispondenti:
    saper analizzare una situazione catechistica
    saper progettare a fondo un metodo catechistico
    saper applicare a fondo un metodo catechistico
    saper far uso delle tecniche di controllo essere esperto nelle tecniche del dialogo saper usare i vari sussidi.

    Associazioni giovanili e sviluppo democratico

    Nelle società dei consumi in cui ci stiamo avviando c'è tutta una tendenza a far sì che le energie giovanili vengano distratte a livelli diversi da quelli che sono gli impegni comunitari. Né il problema della formazione giovanile per la esperienza della vita comunitaria è stato assunto a fondo come problema dello Stato forse per una preoccupazione giusta, un pudore fondamentale, date le esperienze precedenti che avevano tentato di mortificare le tendenze autonome di libertà della gioventù.
    Oggi però esistono le premesse per vedere píù positivamente il problema. Mentre per molti anni la tendenza a creare gruppi e associazioni è stato soprattutto un fatto di «élite», presentemente sembra che questo divario tra «élite» e non, a livello giovanile vada colmandosi e che strati sempre più vasti di giovani appartenenti ad ambienti diversi sentano l'esigenza, il bisogno di uscire dal proprio particolare.
    Dovrebbero essere incoraggiate le Consulte giovanili al livello comunale. I problemi dei giovani vanno riguardati come problemi della società nazionale nel senso che sono i problemi di una comunità in evoluzione.
    (Giovanni Garofalo, Il Popolo, 24-9-67)

    Una parola dal Sinodo

    Una parola che deve essere sottolineata e meditata è quella del Padre Sinodale Don Luigi Ricceri, Rettor Maggiore dei Salesiani, detta a conclusione della discussione sul tema dei Seminari.
    «Il problema della formazione degli alunni può essere risolto solo con la fusione di due elementi: la comprensione paterna delle aspirazioni e dei bisogni della gioventù e la necessità di una disciplina formatrice. Molti sono i mezzi e le tecniche tentati per l'educazione, ma si deve tener presente che i giovani non sono cavie da esperimento ma bensì persone con propri diritti. Sono le doti degli educatori che fanno la buona educazione e non già i mezzi tecnici, che possono avere a disposizione. L'opera essenziale che deve compiere l'educatore è quella di saper ridestare le doti anche nascoste degli alunni, scoprire la ricchezza umana e soprannaturale insita nei loro cuori e nella loro intelligenza. Non saranno mai abbastanza preparati a tale compito, e perciò meritano incoraggiamento gli studi didattici e i corsi speciali che si propongono di completare la formazione degli educatori».
    (i. p.).

    Crisi scolastica

    Nel settembre scorso il Presidente Johnson ha riunito a Williamsburg in Virginia una conferenza generale... sulla crisi scolastica mondiale. Non solo in Italia dunque, ma nel mondo intero il fatto istruzione è in crisi. Il convegno si propose la ricerca sulla natura, sulle cause, sulle situazioni concrete del fenomeno, che ormai è irreversibile e possibilmente offrire una soluzione.
    Fra le conclusioni l'urgenza di una programmazione della istruzione sul piano mondiale, cercando le vie e i mezzi per superare la rigidità del tradizionale culturalismo, con strutture scolastiche fresche e ardite.
    Per questa inevitabile rivoluzione non basta lo stato, forse troppo ancorato al rispetto della vetustà e al culto del passato, ma sarà soprattutto l'iniziativa privata, più libera e sciolta, ad iniziare, specialmente nel campo tecnologico, la preparazione degli elementi che le necessitano.
    Anche la scuola cattolica deve già fin d'ora prepararsi e qualificarsi.

    Scuola ed economia

    È sorto in Roma presso l'Istituto di Pedagogia della Facoltà di Magistero il Centro di sociologia ed economia della educazione. Scopo del centro è studiare i fenomeni scolastici in rapporto al sistema sociale e alla natura delle voci del bilancio concernente l'istruzione pubblica e privata. Con la realtà di fatto della esplosione scolastica e le continue richieste da parte di ogni attività sociale di una più ampia preparazione culturale dei suoi membri, più nessuno dubita della maggiore importanza del capitale investito nell'istruzione e formazione umana.
    Più che mai oggi è vero quanto scriveva George Eliot: «È meglio spendere duecento o trecento sterline di più nell'educazione di un figlio che lasciargliele nel testamento»!
    Oggi lo Stato nel suo piano quinquennale ha programmato oltre il 20% delle sue spese per la scuola. L'educazione viene così a formare un coefficiente fortissimo di valore economico e di interesse sociale. Ma quale educazione? Quanto è necessario dunque che la Chiesa, non solo non abbandoni le sue posizioni, ma le solidifichi per espansione e collaborazione.
    (i. p.)

    Scuola per gli esami o esami per la scuola?

    Alla fine di agosto si è tenuta a Strasburgo la Conferenza dei Ministri della Istruzione dei 18 stati Europei aderenti al Consiglio d'Europa. Presidente della Conferenza è stato il nostro Ministro della P. I. On. Luigi Gui.
    La conferenza ha trattato delle difficoltà in cui si trova la scuola di fronte alla esplosione scolastica in ogni paese. Più che questione di strutture e di bilanci, e risolvere la crisi saranno le soluzioni che si dovranno attuare circa i metodi, la didattica, i programmi della scuola. Particolare studio è stato posto su l'aspetto degli esami, troppo spesso condizionatori dell'insegnante stesso. Non si può continuare a insegnare per preparare gli alunni agli esami, ma formare e istruirli alle realtà della vita d'oggi, che sono assai diverse dal memorismo e nozionismo dei nostri esami.
    (i. p.).

    Animazione cristiana dell'interrogazione

    Merita di essere segnalato, nella rivista Fede e Scuola (n. 34 - UCIIM, Roma), l'articolo che affronta il momento educativo dell'interrogazione da parte dell'insegnante cristiano. Vi si legge, fra l'altro questa preghiera, ricca di esperienza evangelica:
    «Signore, me li hai affidati; sono tuoi e vuoi che io li aiuti a crescere,
    – devo servire Te in loro, rispettare Te in loro,
    – il mio lavoro ben fatto dà gloria a Te: aiuta questi ragazzi che sono tuoi, che Tu ami e desideri vicini al tuo Cuore: santifica me, santifica il mondo,
    – mentre lavoro per loro, collaboro con te,
    – io non sono niente di speciale: sono solo più grande di loro e Tu mi hai messo qui per farli crescere, non per far mostra del mio sapere e far pesare la mia superiorità, non per fermarmi con compiacenza su notizie che a loro non servono, ma a me piace dire».
    (i. p.).

    Una eccezionale impresa editoriale della S.E.I

    Con il titolo «L'ateismo contemporaneo», la Società Editrice Internazionale ha presentato al mondo degli studiosi e del gran pubblico il primo volume di un'eccezionale opera che si articolerà in quattro volumi. Questa enciclopedia vera e propria su un fenomeno tanto inquietante dei nostri giorni, è curata dai professori della facoltà filosofica della pontificia università salesiana in Roma.
    Il comitato di redazione annovera illustri docenti del mondo intero ed è diretto dal salesiano prof. Don Giulio Girardi. Tra i membri figurano altri cinque figli di Don Bosco, con il decano della facoltà filosofica dell'ateneo salesiano, Don Vincenzo Miano, segretario del dicastero «per i non credenti» presso la curia romana. Questo primo volume, – ha una prefazione di H. De Lubac – è stato presentato alla stampa, a Roma, dal cardinal Franziskus König, arcivescovo di Vienna. Dopo la lucida introduzione del prof. Giulio Girardi, il volume tratta della sociologia, psicologia, delle scienze della natura, della storia delle religioni di fronte al problema dell'ateismo, con particolare riferimento all'ateismo giovanile e al problema dei popoli atei. Le ultime tre parti sono dedicate all'ateismo nell'arte, all'ateismo militante e alla pedagogia dell'ateismo. Quest'opera, di cui sono in corso traduzioni in varie lingue, non ha come scopo unicamente il dialogo con i non credenti, in quanto, come bene osserva il comitato di redazione, «si rivolge in larga misura agli stessi credenti, come sollecitazione al ripensamento e al rinnovamento».
    (ANS).

    Le avventure del libro tascabile

    Da un'intuizione di Don Bosco all'idea di un editore americano sull'orlo del «crak».

    Il «libro tascabile», se da un lato ha risolto molti dei problemi che in varia misura assillavano l'editoria italiana, dall'altra ripropone un problema morale, il contenuto dei libri non essendo sempre attendibile e idoneo alla salvaguardia e al rafforzamento dei valori spirituali. È questo, tema di altrettanta attualità e che si dilata nella misura in cui le «collane» si arricchiscono e gli editori, col vento poppiero, sempre meno sembrano resistere alla tentazione di immettere sul mercato libri sui quali il giudizio critico e morale fu e resta improntato ad ampie riserve se non addirittura negativo.
    Il «focolare» del libro tascabile, vale a dire una sorta di primogenitura, spetta senza ombra di dubbio a una delle più luminose figure dell'epoca moderna, a un apostolo del nostro tempo; spetta a San Giovanni Bosco il quale, intuendo la grande portata didattica ed educativa dell'arte tipografica, istituì nell'ambito dell'Opera Salesiana vere scuole di composizione e stampa, dalle quali trasse libri di catechismo e di istruzione religiosa il cui piccolo formato e la semplicità espositiva rappresentarono un sorprendente e al tempo stesso stupendo veicolo per le idee e l'educazione soprattutto dei giovani.
    Vale la pena di sottolineare gli opposti motivi che animarono l'intuizione di San Giovanni Bosco e quella degli editori moderni? Certamente no, anche se, per vie diverse, con diversi intenti, e con opposti obiettivi da raggiungere – di qua l'apostolato, di là la fredda necessità di bilancio – entrambe le azioni hanno inciso profondamente nel costume popolare.
    Se a Don Bosco si deve far risalire la primogenitura del libro tascabile, il lancio vero e proprio sul mercato librario dei grandi romanzi stampati in piccolo formato e venduti a bassissimo prezzo spetta a un editore americano.
    E oggi che quell'idea ha mosso decine di milioni di uomini, il padre di essa (a suo onore bisogna ricordare altresì il costante rifiuto a «depositarla» e a coprirla di relativo brevetto) è uno dei più forti editori d'America e si permette il lusso di edizioni rarissime! A un giornalista che lo intervistava e gli chiedeva che cosa provasse nel sapersi legato a una formula editoriale tanto diffusa e popolare, rispondeva: «Un grande orgoglio, amico. Quello di avere insegnato all'America il gusto di leggere, perché chi compra i miei «pockets» lo fa per leggere e non per farne tappezzerie».
    (ANS).

    Orientamento scolastico

    Una circolare del Ministro della P. I. merita di essere segnalata non solo per l'importanza che ha in sé, ma per i valori educativi che ne emergono.
    Si tratta della circolare n. 320 del 6 sett. 1967 n. 9300, indirizzata ai Provveditori agli Studi e che ha per oggetto: l'ordinamento scolastico degli alunni delle scuole secondarie.
    Nella lettera sono indicate a quali condizioni i Provveditori possono stipulare convenzioni con Enti qualificati ad operare nel settore dell'orientamento scolastico.
    Fra le finalità di questa azione orientativa è riportata quella messa in luce dai partecipanti alla Seconda Tavola Rotonda Internazionale svoltasi a Salisburgo nei mesi scorsi: il miglioramento cioè della azione educativa in quanto i servizi di orientamento dovrebbero «sollecitare la scuola stessa ad adeguarsi maggiormente ai bisogni della società ed alle esigenze individuali degli allievi».
    Di qui l'importanza che la Scuola cattolica abbia i propri Enti qualificati per il servizio di orientamento per le proprie scuole e aperti a tutte le altre. Infatti è diverso lo spirito con cui un cattolico può vedere «i bisogni della società e le esigenze individuali degli allievi» da come li può vedere un laicista o un marxista.
    Arriveremo noi dunque in ritardo?
    (i. p.)