(NPG 1969-03-02)
Come proposta di servizio, nel clima del rinnovamento conciliare, Note di Pastorale Giovanile ha promosso un convegno di studio sulla educazione degli adolescenti alla Penitenza.
I sacerdoti e gli educatori più sensibili, sentono l'urgenza di una riflessione sicura e coraggiosa, che sappia convogliare in sintesi operativa, il dato della teologia, della tradizione della Chiesa e della prassi pastorale con i risultati attuali della psicopedagogia e della sociologia. L'improvvisazione, il genericismo, l'ascolto affrettato di ogni voce nuova, può facilmente indurre a deviazioni pericolose quanto il rifiuto di ogni contributo delle scienze d'appoggio.
Con queste preoccupazioni di base, nel convegno è stata tentata una sintesi di collaborazione tra studiosi altamente qualificati ed educatori ricchi di esperienza di confessionale e di capacità riflessiva.
Il sacramento della Penitenza è stato immesso nel contesto più ampio di educazione alla virtù della penitenza: gli adolescenti, proprio per il particolare volto che l'età loro conferisce, hanno urgente bisogno di ricollocare ogni loro gesto – specialmente quello ecclesiale della confusione – in un clima personale e comunitario di riflessione, di interiorizzazione, di conversione. Ne è nato così uno studio veramente interessante, immediatamente concreto e con continuo riferimento alla realtà, anche nelle pagine più impegnative. Questo numero monografico di Note di Pastorale Giovanile ne raccoglie i risultati, mediante l'offerta dei testi delle relazioni e di un ripensamento organico degli interventi più pastoralmente stimolanti, lasciando, evidentemente, le conclusioni degli uni e delle altre alla responsabilità dei singoli Autori.
DIMENSIONE PSICO-SOCIOLOGICA
Come si confessano gli adolescenti italiani?
È in corso di elaborazione una vasta inchiesta (cfr. Note di Pastorale Giovanile, 1968/10), sugli atteggiamenti degli adolescenti italiani nei riguardi della confessione.
Per non fare un discorso sganciato e astratto, il nostro studio avrebbe dovuto partire da questi dati. Nell'impossibilità tecnica di farlo, al gruppo qualificato dei partecipanti al Convegno, sì è chiesto di valorizzare in chiave riflessiva, la profonda esperienza, sotto la guida di un questionario.
♦ Spontaneità: Si confessano facilmente e spontaneamente? Sono necessarie pressioni psicologiche più o meno larvate? Nonostante queste pressioni sfuggono lo stesso almeno in parte alla pratica della confessione?
♦ Stati d'animo: È preceduta da un autentico esame di coscienza? La presa di coscienza del peccato ha un senso soprannaturale o si inserisce in un moralismo freddo e astratto che non è cristiano?
Si fanno un'idea sufficientemente oggettiva della gravità delle varie colpe? Ne confessano spontaneamente il numero e la specie con almeno una certa morale approssimazione? La confessione si riallaccia a una vera metànoia? Hanno il senso della conversione, del rinnovamento della vita o almeno della lotta contro il peccato? La confessione si inscrive in una autentica opera di autoeducazione morale? o è solo fatto di routine? Come giudicano i ragazzi la loro abitudinarietà? Promettono la fuga delle occasioni e l'uso dei mezzi suggeriti? Sono sinceri in questo?
♦ Quali sono i peccati che confessano con maggior frequenza? La loro visuale morale si arresta al VI comandamento? Come vedono i peccati contro le virtù umane della lealtà, dell'impegno nel dovere quotidiano, della solidarietà nel bisogno? Confessano i peccati di omissione? Hanno problemi morali nei rapporti con i genitori e con gli anziani? Hanno una visione cristiana, priva di venature superstiziose, dei loro impegni religiosi e del rapporto con Dio?
In particolare la confessione è vista come un peso necessario o come un dialogo d'amore con Dio?
La parzialità e frammentarietà delle affermazioni che seguono, troveranno un logico completamento nella pubblicazione della elaborazione scientifica dell'inchiesta sopra ricordata, rimandata ad un numero successivo della Rivista.
L'aspetto psicologico della coscienza morale
1. Psicologia e morale: frequente antitesi; possibilità di accordo e di collaborazione.
2. La coscienza morale: non è una funzione autonoma e prestabilita della personalità, né è riducibile a meccanismi psicologici, ma una funzione originale, con struttura propria, il cui dinamismo è condizionato però dai fattori bio-psicologici e ambientali.
3. Il sentimento di colpa: deriva dal conflitto tra una pulsione e le esigenze dell'istanza morale. Differenza tra Super-io e coscienza morale. Sentimento «normale» e «patologico» di colpa. Condizioni per garantire un sentimento di colpa genuino e sua frequenza nelle varie età.
4. I condizionatori del sentimento di colpa: fattori fisiologici, psicologici, ambientali.
Livelli del sentimento di colpa: fisiologico, istintivo, affettivo, intellettuale, sociale, estetico, morale, religioso.
5. Liberazione dalla colpa (confessione): ambivalenza dei sentimenti che urgono. Valore psicologico della confessione negli adolescenti.
Origine della spinta a liberarsi. Difficoltà ad attuare la liberazione.
(Articoli di Gruppi di ricerca e Nazario Giordani)
DIMENSIONE TEOLOGICA
Prospettive attuali per la prassi della confessione
Della vasta materia di rinnovamento in teologia morale, sembrano particolarmente importanti per il ministero della Penitenza (e soprattutto nei confronti dei giovani) le riflessioni e acquisizioni relative alla opzione morale e ai criteri per un giudizio etico su di essa.
• Il giudizio morale deve riguardare gli «abiti» prima che gli atti; le scelte di fondo e permanenti prima e più che le singole azioni; la direzione più costante di vita, prima e più che i distinti comportamenti. È questa la lezione che ci viene dalle recenti ricerche sul tema della «opzione fondamentale».
•L'intenzione con cui si agisce appare in tal modo un costitutivo essenziale della moralità di una scelta concreta: è precisamente il fine che quasi sempre specifica il mezzo. L'autenticità cristiana di una scelta dipende dall'intenzione.
•Elemento imprescindibile per la formulazione di un giudizio etico, è però anche la situazione del soggetto. Non si può accettare un'etica della situazione; ma è fuori dubbio che la situazione concreta è, essa pure, veicolo della volontà del Signore per i singoli.
•Il giudizio morale va sempre espresso «sotto lo sguardo di Dio». Non si nega il valore delle considerazioni razionali; ma l'aspetto cristiano che deve chiaramente palesarsi nel giudizio etico è quello religioso: «Dio mi chiama a questo».
In che senso questa impostazione risponde alle esigenze di una morale della «persona», più che non astrattamente della «natura»: significato educativo di questo spostamento di prospettiva, in connessione con l'emergere sempre più chiaro delle norme tipicamente cristiane («la legge dello Spirito di vita in Cristo Gesù»).
La metanoia come condizione di base per accedere a Dio
Tutta la vita cristiana è una conversione continua: una risposta continua all'amore di Dio che prende l'iniziativa.
1. Menaioia come risposta alla lieta novella
• Cristo è la lieta novella del Padre
• Sono vicini i tempi fortunati, i tempi «propizi»
• Le catechesi bibliche della metanoia
Guai all'educatore che vuole raccogliere il frutto della confessione senza aver seminato la gioia della fede.
2. L'incontro con Cristo
•Cristo è il centro della catechesi sulla conversione
• La fede operosa è l'opzione fondamentale.
Chiunque ha accolto Cristo si sente spinto da una dinamica urgenza di riconoscenza, di crescita nell'amore, di conversione continua.
3. Il senso del peccato
• Senso del peccato e senso del sacro
• Peccato come rifiuto di Dio e dell'uomo.
Possiamo dire Padre nostro, celebrare le nostre feste solo se diciamo anche «nostri fratelli».
4. La legge della crescita e il peccato veniale
• Peccato mortale e opzione fondamentale
• Il peccato veniale è un peccato leggero?
5. Conversione comune
Convertirsi significa inserirsi nella solidarietà di Cristo e in Cristo nella solidarietà di salvezza con la comunità in cui viviamo.
Riflessioni teologiche sul sacramento della Penitenza
Introduzione
Le due forme storiche della celebrazione del sacramento della Penitenza: vantaggi e svantaggi.
1. Il sacramento della Penitenza come evento salvifico
• Evento: impegno libero nella costruzione di se stessi e della storia
• Evento salvifico: nella storia della salvezza l'iniziativa divina l'incontro con la Pasqua di Cristo
2. La dimensione liturgico-ecclesiale del sacramento della Penitenza
• Nel perdono della comunità arriva al fratello peccatore il perdono di Dio
• Esercizio del sacerdozio comune e gerarchico nel sacramento della Penitenza
• In che senso è un atto giudiziale
• Parola e fede nel sacramento della Penitenza
3. La dimensione personale del sacramento della Penitenza
Gli atti del penitente come manifestazione, nell'ambito ecclesiale, del sincero e continuato sforzo di conversione
4. Il sacramento della Penitenza e l'Eucaristia
Alcune conclusioni pastorali
• Il valore e senso della confessione frequente
• La celebrazione comunitaria del sacramento della Penitenza
(Articoli di Ambrogio Valsecchi, Bernardo Häring, José Ramos-Regidor)
DIMENSIONE PEDAGOGICA
Riflessioni sulla formazione della coscienza morale
È nostra intenzione dare un abbozzo di risposta a due domande di fondo richieste da una programmazione dell'apostolato e della pastorale giovanile che voglia essere realistica ed efficace. Costruire un cristiano significa educare una coscienza a divenire retta e vera. È dunque necessario sapere:
• che cosa sia propriamente la coscienza
• e come si giunga a formarla.
La seconda domanda dipende dalla prima perché, come sempre, la pratica è determinata dal fondamento dottrinale che la giustifica. Ci dilungheremo perciò preferibilmente su di essa, dando della seconda le indicazioni più immediate, e lasciando il resto alla deduzione personale.
In un tempo di profonda trasformazione, di mentalità, sensibilità, e quindi strutture, come il nostro, il problema della formazione della coscienza è più acuto ed importante che nel passato. È vero quanto dice il Nuovo Catechismo Olandese:
Ci sono molte ragioni per mettere oggi un accento particolare sul verdetto personale della coscienza. V'è anzitutto un senso crescente della unicità di ciascun uomo e della sua situazione. E in secondo luogo c'è la realtà di un periodo di transizione che rinnova in modo acuto e profondo il senso stesso dei valori.
E potremmo aggiungere: il materialismo (fattore negativo) e il travaglio della evoluzione di tutti i settori della vita (fattore per sé positivo) sradicano, limitano, mettono in discussione l'influsso costruttivo dell'ambiente in cui la coscienza ha per sé esigenza di inserirsi. Essa allora vive sovente con quanto la circonda in stato non di comunione ma di rottura. Mancandole questo apporto connaturale ha bisogno di una solidità particolare, di emergenza direi, e di riflesso il problema del come formarla diventa molto più complicato. Parliamo quindi di cose vive, attuali, urgenti.
Catechesi ed educazione penitenziale
1. Focalizzazione del problema: limiti e angolature
• parliamo di un certo tipo di catechesi
• e, in concreto, della catechesi nella confessione
• confessione e conversione - conversione e atto sacramentale della conversione: in che rapporto stanno?
2. Pedagogia della conversione nel sacramento
• che cosa spinge l'adolescente alla confessione?
• come l'adolescente si considera «in peccato»?
• il dialogo direttivo eziologico, ossia la ricerca delle dinamiche del peccato
• la conversione come re-visione alla luce della fede
• dialogo orientativo della progettazione: la veste più bella per il figlio tornato a casa = un amore che parte da zero
• le formule dell'atto di dolore
3. Pedagogia degli atti di penitenza extra sacramentali
• il tema della conversione ingrandito come tema della Pasqua continua, in dinamica escatologica
• senso della progressività escatologica in rapporto al ripetersi della confessione
• rapporto tra autenticità della decisione e debolezza della pratica
• i condizionamenti affettivi e sociali come prolungamento dell'atto della virtù della Penitenza
4. Alcune annotazioni conclusive
• il desiderio di conversione e l'atto di convertirsi gestualizzato nel rito sacramentale
• una proposta pratica
Aspetti di formazione liturgica alla Penitenza
♦ Riflessione e programmazione pastorale in visione prospettica. Il domani del mondo e della Chiesa. Possibilità di previsione circa alcune attività ecclesiali, sulla base della tradizione, degli orientamenti conciliari, delle esigenze attuali, delle verifiche sperimentali. La «penitenza» caso tipico di questa impostazione.
♦ La frantumazione dell'organismo penitenziale della Chiesa e la disarticolazione delle singole «unità» penitenziali.
♦ Linee di ricostruzione prospettica dell'organismo penitenziale della Chiesa, nelle attività e nei segni che la manifestano «popolo penitente».
♦ Verso un pluralismo di forme penitenziali, anche «liturgico-sacramentali», in rapporto alla varietà delle situazioni.
♦ Momenti e aspetti penitenziali della «iniziazione cristiana»; linee per un'azione educativa alla Penitenza cristiana.
(Articoli di Giorgio M. Gozzelino, Giancarlo Negri, Luigi Della Torre)

