(NPG 1969-01-48)
A partire dell'i gennaio 1969, entreranno in vigore le nuove norme di valutazione e di classificazione morale dei film, che sono state approvate dal Consiglio di presidenza della C.E.I. – su proposta della Commissione episcopale per le comunicazioni sociali – nella riunione del 5-7 giugno 1968.
Norme per i fedeli
I – Film, positivo o, comunque privo di elementi negativi; per qualsiasi genere di pubblico [1];
II – Film, che per l'argomento trattato o per le situazioni rappresentate, richiede una capacità di comprensione o di interpretazione proprie di spettatori moralmente e culturalmente preparati [2];
III – Film moralmente discutibile o ambiguo, in cui l'incontro tra clementi positivi, negativi o di dubbia interpretazione morale, richiede una più consapevole e responsabile capacità di giudizio da parte dello spettatore [3];
I V – Film, che per idee o tesi o scene, è gravemente offensivo della dottrina o della morale cattolica [4];
I film di particolare valore della I, II, III, categoria verranno contrassegnati con asterisco.
I film, esaminati dalla commissione nazionale per la revisione dei film, verranno ripartiti nelle seguenti quattro categorie, che sostituiranno le precedenti classificazioni:
Norme per le sale cattoliche
In adempimento di esplicita richiesta del consiglio di presidenza della C.E.I., per quanto concerne la proiezione nelle sale cinematografiche comunque dipendenti o controllate dall'autorità ecclesiastica, la commissione episcopale per le comunicazioni sociali ha emanato le seguenti norme (trasmesse alla segreteria generale con lettera del presidente, datata 3 luglio 1968):
1) Sono ammessi i film classificati nelle categorie I e II, salvo diverso giudizio di ammissibilità delle competenti commissioni regionali di revisione, all'uopo istituito dalle conferenze episcopali regionali e da queste dipendenti [5]:
2) I film classificati in III categoria, riservati comunque a pubblico di soli adulti, potranno essere ammessi solo dopo motivato giudizio favorevole delle commissioni anzidette, in conformità alle norme relative alla categoria stessa;
3) Sono sempre esclusi dalla proiezione nelle sale cattoliche i film classificati nella categoria IV.
Norme per le attività culturali
Per quanto attiene ai criteri di programmazione dei film destinati a dibattiti culturali nei centri, federazioni, ecc., approvati dalla competente autorità ecclesiastica:
1) Sono ammessi anche i film della III categoria, salvo diverso giudizio dell'Ordinario del luogo e purché vi accedano i soli iscritti. Il consulente ecclesiastico, o il responsabile del circolo, ne risponde di fronte all'autorità diocesana;
2) Sono sempre esclusi i film di IV categoria.
NOTE
[1] È il film ammesso per tutti, cioè il film per famiglia, che non presenta comunque speciali motivi di riserva. Nella motivazione della classifica si avrà cura di dire se e quando il film risulti particolarmente adatto ad un pubblico di ragazzi.
[2] È il film adatto ad un pubblico di adulti, intendendo per «adulti» non le persone che abbiano raggiunto una determinata età, quanto piuttosto le persone che
abbiano raggiunto la maturità mentale, morale e culturale, ritenuta sufficiente e normale nelle condizioni della vita quotidiana. L'esclusione, in sostanza, riguarda i ragazzi.
[3] È il film che, pur offrendo contenuti validi e positivi, presenta anche situazioni, scene, fatti o dialoghi tali da richiedere nello spettatore una particolare preparazione e maturità. Poichè il film, classificato in questa categoria, presenta elementi positivi frammisti ad elementi pericolosi sotto il profilo dottrinale e morale, si richiede una «particolare» capacità di valutazione critica, culturale e morale; questa può variare – salvo sempre il valore obiettivo dell'ordine morale – in rapporto agli ambienti, alla formazione spirituale e intellettuale, alla diversa età.
[4] È il film gravemente dannoso o pericoloso, sul piano delle idee o della suggestione negativa, da un punto di vista sia dottrinale che morale. È importante rilevare che possono essere fortemente negativi non solo i film che riguardino il sesto comandamento, ma anche quelli che riguardano gli altri comandamenti e la dottrina della Chiesa, in particolare i film contrari alla concezione cristiana dell'amore, del matrimonio e della famiglia, i film di violenza, di alienazione, di agnosticismo, di visione materialistica ed edonistica della vita.
[5] Nelle regioni conciliari, ove ancora non fosse costituita o non funzionasse la commissione di revisione dei film, la conferenza episcopale regionale potrà utilizzare l'opera di altra commissione regionale per la scelta dei film da programmare nelle sale cattoliche.

