(NPG 1969-02-81)
Le assemblee di studenti
Finalmente qualcosa si è mosso alla Pubblica Istruzione: però ci sono voluti due anni di protesta studentesca per concedere quello che già molti Presidi previdero di poter attuare: ossia le assemblee scolastiche.
ora tutto ciò è autorizzato da una disposizione del Ministro della P.I.: meglio tardi che mai!
I un avvio per la partecipazione degli alunni alla vita della scuola, come esige In struttura della nostra società democratica. A questa efficacia educativa dell’esperimento concesso, accenna la circolare ministeriale là dove dice che sono possibili, oltre le riunioni di studenti di una classe o più classi parallele, anche «assemblee unitarie formate con rappresentanze delle singole classi». l ruppe spesso avevamo dimenticato che la conquista di una cultura non poteva essere line a se stessa nella scuola, ma doveva servire a rendere i giovani partecipi più intensamente ed efficacemente alla vita della collettività.
Come accoglieranno Presidi, insegnanti, allievi questa circolare? Sapranno tutti metterla in pratica, con questa nuova mentalità democratica, di cui la scuola ha tanto bisogno? Non badiamo a coloro che penseranno che di questa circolare, in un clima di richieste sempre più avanzate, non c'era bisogno. Noi accettiamo di buon grado tutto quello che di buono essa ci permetterà, specialmente perché prevede che in queste assemblee scolastiche possano essere presenti «i genitori degli alunni».
Apriamo quindi con fiducia la via all'esperimento, pensando che ci sono giovani – e forse sono la più parte – che l'esperienza di una società sempre più progredita nei mezzi di informazione e quindi di istruzione, ha resi più maturi e consapevoli di potersi inserire, come forze vive, nella dinamica della propria stessa formazione.
(Ivo Paltrinieri)
La censura cinematografica nel mondo
Solo in due stati, Argentina e Belgio, manca un sistema preventivo di censura cinematografica per gli adulti. Sono previsti tuttavia divieti e controlli per i minori. In tutti gli altri stati la censura viene esercitata da vari organismi, secondo quattro diversi criteri.
Stati dove la censura è esercitata dalle categorie interessate.
In Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania occidentale e Giappone i produttori cinematografici si sono imposti un codice di autocensura, creando uffici incaricati di applicarlo. In Gran Bretagna, per esempio, i film vengono divisi dal British Board of Films Censor in tre categorie: film universali (U) visibili per tutti, film A per adulti e minori di 16 anni accompagnati, film X riservati agli adulti. Anche negli Stati Uniti è prevista la qualifica «film consigliabile ai soli adulti». Il codice attuale lascia un ampio margine di discrezionalità. Fino al 1966 era invece in vigore il codice Hays, più severo, che conteneva un minuziosa serie di divieti.
Stati dove la censura è esercitata dalle amministrazioni periferiche.
In Austria sono le autorità regionali che stabiliscono i vari casi di divieti alla proiezione di film, in Polonia e Olanda le autorità comunali applicano le norme stabilite dalle autorità centrali; in Svizzera ogni Cantone segue criteri diversi, come fanno in Canada le provincie federali, in alcune delle quali però non esiste alcun sistema di censura. Sia in Svizzera sia in Canada è previsto tuttavia l'intervento repressivo della magistratura quando la proiezione di un film rappresenti un reato.
Stati dove la censura è esercitata da organismi a nomina statale ma indipendenti.
Sono la Svezia, con l'Ufficio nazionale del cinema, che svolge i suoi compiti con estrema liberalità; la Norvegia con un comitato di esperti scelti dal ministro della Giustizia, e Cuba, con un ufficio collegato all'Istituto dell'arte e dell'industria.
Stati dove la censura è esercitata dalla pubblica amministrazione centrale. L'amministrazione centrale è per lo più rappresentata dal ministero degli Interni. È il caso del Messico, Nuova Zelanda, Afghanistan, Costa Rica, Haiti, Israele, Giordania, Libano, Nicaragua, Paraguay, EI Salvador, Siria, Tailandia, Turchia, Sud-Africa.
La censura dipende dal ministero della Giustizia in Brasile, Irlanda, Danimarca; dal ministero della PCultura popolare nell'URSS; dal ministero della Pubblica istruzione e delle Belle arti in Francia; dal ministero dell'Informazione e del Turismo in Spagna; da speciali commissioni statali in Grecia, India e Portogallo; dall'autorità amministrativa, coadiuvata in qualche caso dai tribunali ordinari, in Finlandia.
(da Panorama)
I giovani scelgono Guevara contro Mosca
«La gioventù desidera uscire dai vecchi schemi preconcetti. Né il cattolicesimo, ne il comunismo di tipo sovietico, con la loro mentalità antiquata, esercitano oggi una vera attrattiva. Ecco perché i nostri giovani scelgono Che Guevara e Mao Tse-tung». Così dice Ernst Fischer, uno dei più noti filosofi marxisti, ex-segretario di Stato per la Cultura nel governo di Vienna e membro del Comitato centrale del partito comunista austriaco. Alle sue parole ha fatto eco Roger Garaudy durante una riunione del Comitato centrale del partito comunista francese, a Ivry. «Se volete che il comunismo possa esercitare di nuovo una certa attrazione sui giovani», ha detto Garaudy, «dovete denunciare il fallimento degli attuali dirigenti del Cremlino».
Prospettive attuali
delle scienze dell'educazione
Oggi è vivamente sentita l'esigenza di concepire la pedagogia come una scienza che possa e debba avvalersi dei ristillati di varie scienze umane e religione al fine di tener conto di tutte le componenti che rientrano nel processo educativo, per ottenere una personalità integralmente morale.
Per analizzare le prospettive attuali di tali scienze dell'educazione, al Magistero «Maria Assunta» di Roma si è tenuto recentemente un convegno per le insegnanti delle scuole secondarie, convenute da ogni parte d'Italia. Sono stati trattati i temi e i problemi dell'educazione femminile contemporanea, ponendo in risalto i principi animatori per una attuale e concreta educazione della donna come «persona» avente «spirito di maternità», che condiziona scelte professionali conferendo dignità alle sue tiiuni. Sono stati svolti argomenti di pedagogia familiare, tenendo conto della dinamica attuale.
Ila destato vivo interesse la relazione che ha delineato un quadro della complessa situazione attuale circa l'insegnamento religioso, puntualizzando il concetto di cultura come ricerca, scoperta ed esercizio di tutti i valori. Sono state tracciate anche le linee di un rinnovamento dell'insegnamento religioso scolastico in riferimento ad una adeguata ed attuale educazione religiosa.
Che cosa pensano gli anziani dei giovani
Come rispondono gli anziani alla «contestazione» e alle ribellioni dei giovani? Prevale lo scetticismo, secondo le testimonianze raccolte in Italia dall'istituto d'indagine DOXA.
Attraverso l'esame delle risposte, risulta che il cittadino d'una certa età ha una scarsa opinione delle nuove leve: studiano poco, non vanno d'accordo con i genitori, non sono particolarmente attive, s'interessano mediocremente di politica.
Ma su un punto gli anziani sono d'accordo: i giovani d'oggi sono svegli e sanno far valere i loro diritti, anche se spesso sono incapaci di farsi strada da soli. Il 56,1 per cento degli intervistati ha riconosciuto tuttavia, che i ragazzi di oggi sono più istruiti di quelli delle passate generazioni, mentre solo il 35 per cento ritiene che i giovani pensino seriamente al loro avvenire.
Le donne, secondo l'indagine, hanno dimostrato una maggiore comprensione. Il 68 per cento delle intervistate ha affermato che i figli hanno bisogno del loro aiuto, mentre il 34 per cento ha rilevato che le madri, più dei padri, cercano di collaborare con i loro ragazzi. Per quanto riguarda lo studio, le differenze di giudizio sono sempre più accentuate scendendo dalle classi abbienti a quelle meno abbienti. Tra le prime, ha risposto affermativamente alla domanda «Studiano molto i giovani?» soltanto il 5,9 per cento degli intervistati, mentre ha dato un parere positivo il 40 per cento di appartenenti alla classe media e operaia.
Nelle famiglie più modeste si ha la convinzione che i figli siano più istruiti dei genitori (in tal senso si è espresso il 61 per cento). Questa valutazione trova minor credito nei più elevati strati sociali (37 per cento), dove anche l'intesa fra anziani e giovani è più difficile. In generale, gli anziani considerano di estrema sinistra il 16 per cento degli studenti e il 37 per cento dei lavoratori.
(Ancilla Domini)
I gusti delle teen-agers italiane
Che fanno? Quali sono i loro gusti? Che professione intendono scegliere le nostre ragazze fra i 13 e i 19 anni, le «teen-agers» italiane? Intanto spendono fra i 180 e i 200 miliardi all'anno e ne risparmiano 40. Spendono un terzo di meno dei loro coetanei maschili (300 miliardi) che ne risparmiano sessanta. Sono autonome e concrete nella scelta della professione. Contro l'opinione comune, pochissime hanno la vocazione della «Cenerentola» dei nostri giorni: conquistare cioè ricchezza, notorietà e amore insieme, diventando una cantante o una attrice del cinema. Soltanto l'uno per cento infatti ha risposto «sì» alla domanda di un sondaggio di mercato: «Vuoi fare la carriera artistica, cioè cantante, cinema, teatro, ecc.?». Di queste le più sono localizzate nel Sud, sono sui 14-15 anni (2,7 per cento). A 19 anni non ci pensano più (solo 0,5 per cento).
Il sondaggio di mercato, di una trentina di domande, a 1400 ragazze intervistate in tutta Italia, è stato compiuto dal Centro internazionale ricerche di mercato (Cirm) di Milano. Ne ha presentato le conclusioni il direttore dott. Pie-poli, al convegno «Il mercato e la donna», a Genova.
Le giovani leggono più di quanto si pensi, soprattutto riviste femminili. Ne leggono, in media, quasi due la settimana (1,80 per cento). Il 78 per cento ne legge almeno una alla settimana, percentuale che sale all'89 per cento nelle più «anziane», le ragazze di 19 anni. Gli «evasivi», cioè albi a fumetti, «divorati» (60 per cento) dalle più giovani sui 13-14 sono abbandonati dalle più mature (solo 33 per cento delle diciannovenni). Anche i quotidiani sono letti: il 30 per cento delle piccole e il 40 per cento delle più grandi ne hanno letto almeno uno il giorno prima.
Questa tendenza ad informarsi, anche se in modo rapido e sommario contribuisce a portare le ragazze ad una maggiore autonomia, alla tendenza a decidere da sole anche le questioni fondamentali della vita. Un'alta percentuale, infatti (45 per cento) vuol scegliere da sola la propria professione, ed un 50 per cento accetta «soltanto» consigli dai propri genitori, ma non vuole imposizioni. Solo un 5 per cento che ha risposto «non so», probabilmente, accetta passivamente una decisione non propria. Le più «autonome» (cioè che vogliono scegliere da sole) non sono in maggior numero nel Nord e nell'Est dell'Italia come i più possono pensare (solo 36 per cento), ma nelle isole (54 per cento) e nel centro, cioè Roma, in gran parte di famiglie d'immigrati meridionali (52 per cento). Le ragazze del Sud per il 44 per cento vogliono decidere da sole, 47 per cento in accordo con la famiglia, 13 per cento «non so». La carriera è l'insegnamento (22 per cento) seguita dall'impiego (15 per cento), percentuale che sale al 19 per cento nelle più anziane, dalla libera professione (10 per cento); dalla carriera tecnica (2,4 per cento). Carriera artistica e sport raccolgono solo 0,9 per cento!
I «flirts» cominciano presto: a 16 anni già il 52 per cento ha dato «il primo bacio» a un ragazzo, e circa il 12 per cento a 13 anni. Altrettanto presto cominciano le spese: da zero a 500 lire la settimana a 13 anni; il 24 per cento delle tredicenni spende da 500 lire a duemila lire, cifra che spende anche la metà delle ragazze di 18-19 anni. Di queste spese molto va in prodotti cosmetici, che usa il 14 per cento delle ragazze con netta preferenza per «l'ombretto» (30 per cento) e la cipria (17 per cento).
(Gazzetta del Popolo, 25.XI.68)
Statistiche sull'età e la professione degli iscritti alla GIAC
per l'anno 1967-68
Il Centro Meccanografico dell'ACI, ha fornito una statistica sulle età e sulle professioni degli iscritti alla GIAC. La pubblichiamo credendo di fornire in questa maniera all'attenzione di tutti dati utili ed interessanti.
i soci della GIAC hanno
anni %
meno di dieci 0,08
dieci 0,28
undici 6,29
dodici 10,49
tredici 10,76
quattordici 10,30
quindici 8,75
sedici 7,54
diciassette 6,46
diciotto 6,74
diciannove 5,89
venti 5,13
ventuno 3,56
ventidue 2,93
ventitré 1,94
ventiquattro 1,69
venticinque 1,40
ventisei-trentacinque 4,23
errato, o più di 35 0,19
non indicato 5,35
_________________________
100
queste le attività dei soci della GIAC
%
studenti universitari 2,60
studenti liceali o ginnasiali 5,16
studenti magistrali 1,48
studenti istituti tecnici 10,04
studenti istituti professionali 4,38
studenti media inferiore 28,36
scolari 11,87
liberi professionisti 0,44
insegnanti medi 0,13
insegnanti elementari 0,18
impiegati laureati e diplomati 1,17
impiegati non diplomati 0,87
lavoratori industria 7,75
lavoratori commercio 1,08
lavoratori agricoli 1,86
artigiani 2,61
agricoltori 2,76
commercianti 0,38
lavoratori a domicilio 0,56
altre attività 1,24
senza occupazione 0,56
codice errato 0,24
non indicato 14,28
_________________________
100
(Gioventù Notizie)

