Luigi Zulian
(NPG 1969-02-77)
1. LA MESSA È UNA COSA DI DIO
Immaginate che un bel numero di persone sia stato invitato ad un pranzo di gala. Noi riusciamo a sbirciare nella sala e vediamo questa scena curiosa: ognuno se ne sta in un cantuccio, per conto suo, a degustare la sua sfilza di pietanze, ignorando completamente o quasi tutti gli altri commensali.
Una cosa ben ridicola, non vi pare? E credo che non sia mai capitata da che inondo è mondo.
Uno degli elementi caratteristici e simpatici di questi festini è appunto il ritrovarsi insieme, il godere insieme; quindi parlare, comunicare con gli altri; e tanto più la cosa riesce quanto più c'è affiatamento tra i convenuti. Mentre se manca questa comunione di spiriti la festa si trasforma in un disagio per tutti.
Ebbene lo stesso discorso si può fare per la Messa (banchetto nella casa del Padre), nella quale spesso si realizza, purtroppo ancora oggi, quella cosa ridicola che non capita mai nei pranzi degli uomini, e cioè che ognuno se ne stia a consumarsi il suo pasto per conto suo.
Lo spirito comunitario della Messa non è ancora entrato nella mentalità di tanti cristiani, come si può vedere dai commenti e dalle lamentele di tante persone pie, che anche voi avrete sentito un sacco di volte:
«Com'era bello prima! Mi dicevo tranquillamente il mio rosario, o tante belle preghiere che ci sono sul mio libretto (la Via Crucis, la preghiera delle Cinque Piaghe, la preghiera speciale per le anime del purgatorio da dirsi durante la s. messa per lucrare le indulgenze, o la consacrazione alla Vergine Addolorata...). Ora invece, con tutte queste innovazioni...».
«Non si riesce neanche più a pregare a Messa. Uno lì davanti che ti invita ad alzarti quando vorresti stare in ginocchio o a sederti quando preferiresti rimanere in piedi...; tutti comandati a bacchetta: sù, giù, in piedi, seduti, in ginocchio!... E poi che mania di far cantare... Distrae dal raccoglimento. Io ho bisogno di concentrarmi, mi piace dire quello che voglio io al Signore...».
Ora io non metto assolutamente in dubbio l'efficacia della preghiera di queste persone. In genere sono molto più sante di noi e in quanto a fede spesso ci battono di molte misure. Però bisogna anche dire che hanno travisato completamente lo spirito della Messa.
Oggi è in corso uno sforzo meraviglioso di rinnovamento in campo liturgico. Si studiano forme nuove, si cerca di adattare alla mentalità moderna. Però (credo che tutti quanti ne conveniamo) la prima cosa assolutamente necessaria è capire bene cos'è la Messa. E per ottenere questo dobbiamo vedere cosa vuole Dio, come l'ha concepita Lui.
Perché (e anche questo lo comprendiamo bene) è Dio che ha l'iniziativa, non noi uomini. La Messa è una cosa sua. Noi non dobbiamo far altro che sforzarci di interpretare il suo pensiero e non imporgli i nostri gusti, pur cercando di concretizzare questo pensiero in forme adatte al momento storico in cui viviamo.
Se, per un caso ipotetico, Dio avesse voluto che l'Eucaristia, e quindi la Messa, fosse un affare privatissimo di ogni cristiano, noi, con tutta la nostra sensibilità sociale, con tutto il desiderio di fare le cose insieme, comunitariamente, non avremmo potuto farci proprio niente. È Lui che decide.
Ecco allora il nostro atteggiamento di fondo: «Signore, cosa vuoi che io faccia?» Qual è la risposta, la partecipazione che desideri da noi? Qual è lo spirito intimo, (Samuele). Dandoci il meraviglioso dono dell'Eucaristia, cosa hai voluto offrirci? profondo, che dovrà permanere sempre al di sotto delle strutture e forme esteriori che potranno e dovranno variare secondo le diverse sensibilità delle diverse epoche storiche?
Docilità massima, quindi, al pensiero, alla volontà di Dio, nella convinzione (logicissima del resto) che è l'unico modo per valorizzare pienamente il suo dono.
2. DIO RADUNA LA SUA FAMIGLIA
È Dio che ci dice come vuole che si svolga il rito della S. Messa nella sua sostanza.
Ora Dio ci parla attraverso la Scrittura e la Tradizione. Dovremo quindi interrogare queste due fonti per conoscere il pensiero di Dio.
In primo luogo sappiamo tutti che la Messa è la ripetizione-rinnovo di quanto Cristo ha fatto nell'Ultima Cena. Basterà allora esaminare bene gli elementi per sapere come dobbiamo impostare la nostra Messa.
«Prima della festa di Pasqua... Gesù che aveva amato quelli che nel mondo erano suoi, li amò fino alla fine» (Giov. 13, 1).
«Venuta la sera, si mise a tavola con i dodici» (Mt. 26, 20).
Durante la Cena Gesù parla a lungo con i suoi, effonde tutto il suo amore, dà l'ultimo tocco al suo insegnamento, promulga il comandamento nuovo, quello
dell'amore: «Vi do un comandamento nuovo: di amarvi gli uni gli altri; come io ho amato voi, così voi amatevi gli uni gli altri» (Giov. 13,34).
Poi «prese il pane... rese grazie... lo spezzò... disse: questo è il mio corpo... ecc., (Mt. 26, 26), cioè si offrì come Vittima e come Cibo. E tutti mangiarono di quel pane-corpo e bevvero di quel vino-sangue.
Ecco gli elementi sostanziali della Messa:
– i seguaci di Cristo si radunano insieme su invito di Gesù;
– manifestando e nello stesso tempo rafforzando l'amore reciproco;
– ascoltano la parola di Dio;
– lo ringraziano con la preghiera;
– offrono la vittima;
– si cibano di quella vittima.
Fermiamoci per ora sul primo elemento: Dio raduna la sua famiglia.
Le prime descrizioni della Messa (la «fractio panis», come si diceva allora) mettono sempre in risalto il fatto del radunarsi insieme: «Si radunavano insieme per spezzare il pane» è l'espressione tipica.
Quando i primi cristiani andavano a Messa dicevano: andiamo all'assemblea. E S. Giustino (anno 150) ci racconta: «Nel giorno detto del sole (= la domenica) tutti i nostri che abitano in città o nei campi si riuniscono in uno stesso luogo».
Infatti, quando si vuole far festa, stare allegri con un buon pranzo, la prima cosa che si fa è quella di radunarsi insieme, no? Mica si mandano le vivande al domicilio di ciascuno...
Altro elemento da sottolineare: c'è sempre uno che fa l'invito.
E questo lo fa Dio stesso: «Andate per i crocicchi delle strade e invitate quanti incontrerete al festino nuziale» (Mt. 22, 9).
I figli di Dio sono dispersi nel mondo, ognuno occupato nelle sue faccende, impegnato nel suo spesso monotono quotidiano. Dio è contento che i suoi figli mettano tutto il loro impegno nelle loro occupazioni quotidiane: è Lui che gli ha affidato il regno della terra perché lo rendessero sempre più bello (Genesi). D'altro canto però vuole che non dimentichino il senso esatto delle cose: sono dei figli in cammino verso la casa del Padre, che è stata riaperta dal Sangue del Fratello Maggiore, Gesù.
È bene quindi che ogni tanto interrompano le loro occupazioni, si ricostituiscano in famiglia di Dio, radunandosi tutti insieme, per sentire una buona parola del Padre, per ringraziarlo, proprio come suoi figli beneficati immensamente, per ricevere quel nutrimento che gli permetterà di proseguire con coraggio lungo questo cammino, a volte difficile e doloroso.
Questo è lo scopo che il Padre si prefigge nel radunare i suoi figli per la Messa. E allora ecco la prima domanda che vorremmo farci: abbiamo le idee chiare a questo riguardo? Siamo coscienti di essere invitati da nostro Padre per questo incontro di amore? O vi andiamo, nella migliore delle ipotesi, portandovi i nostri gusti personali (richiamate quanto dicevamo la volta scorsa), forse solo per chiedere delle grazie che ci stanno a cuore, cioè per imporre più o meno a Dio le nostre idee e i nostri desideri? O anche solo per essere consolati nelle nostre afflizioni, fortificati per le difficoltà che incontriamo?
Se invece ci convinceremo che siamo convocati, attesi, accolti non solo, ma anche guidati dal Padre nella partecipazione a questo Sacramento, allora entreremo nel vero spirito della Messa, così come Dio l'ha voluta.
PER LA DISCUSSIONE DI GRUPPO
Come preparazione alla discussione si potrebbe fare una piccola inchiesta tra le persone che assistono alla S. Messa nel vostro ambiente, rivolgendo queste o simili domande:
1) Con quali sentimenti intervengo alla celebrazione della S. Messa?
2) Il fare le cose insieme mi disturba o mi aiuta nella partecipazione alla S. Messa?
3) Esaminando la mia preghiera durante la S. Messa, quale mi pare abbia la preminenza? (richiesta di grazie per me – ringraziamento per benefici ricevuti
lode e adorazione a Dio – ringraziamento per la redenzione – richiesta di grazie per il prossimo...).
4) Nel mio ambiente è compreso lo spirito comunitario che deve regnare tra i partecipanti alla S. Messa?
5) Quali suggerimenti darei, se dipendesse da me stabilire l'andamento del rito della S. Messa?

