Catechesi ai preadolescenti



    (NPG 1971-02-05)

    Voglio proporre il mio caso, che penso comune anche ad altri sacerdoti e catechisti. Mi è affidata dalla Parrocchia la catechesi per i ragazzi di 2a e 3a media: sono due età terribilmente diverse, che esigono impostazione assolutamente diversa di catechesi ecc...
    Ora non solo non ho ottenuto di poter scindere le due classi, ma sempre per motivi tecnici non posso nemmeno porre una catechesi né prolungata né libera dagli schemi tradizionali (tempo, sussidi, eccetera).
    Da parte mia ho messo tutto l'impegno nella preparazione sia remota che prossima: proprio per questo ho visto con gran soddisfazione l'inizio su NPG di una serie di articoli sulla catechesi preadolescenziale.
    Pur avendo voi più volte affermato di non proporre (in genere) sussidi immediati, mi sento costretto a chiedervi quanto segue.
    Alla proposta fatta ai ragazzi circa la catechesi che mi proponevo, essi hanno richiesto di approfondire e di maturare con loro i temi fondamentali della fede: Dio, la creazione, Gesù, la confessione... Naturalmente, le loro proposte sono state fatte sotto forma di domande concrete: «Dio non può aver creato dal fango?». «Gesù non può aver fatto i miracoli», ecc...
    Ora il mio problema sta nello strutturare queste domande in un programma organico che si estenda per le 30 (circa) domeniche nelle quali si svolgerà la catechesi. Dopo vari tentativi non sono riuscito a trovarne uno soddisfacente. Ho tentato varie innovazioni metodologiche, che però sono naufragate proprio perché il tema (era per es. la fede proposta loro con interviste fatte da loro stessi) non li interessava (?!).
    Penso che è importante che questo schema inquadri e comprenda un tipo di catechesi «vitale» esistenziale. Ne avevo trovato uno che partendo dalla visione del cristianesimo quale è proposta dal Catechismo Olandese, toccasse i problemi della loro vita (scuola, famiglia, amore, ecc...), poi un altro che, incentrato su creazione, incarnazione, nuova Alleanza, Chiesa (cioè i tempi forti liturgici) mi permettesse di proporre loro i sacramenti come sorgenti di vita ecc. Ma non ne sono soddisfatto.
    Perché non proponete una serie di catechesi possibili per gli adolescenti con alcune indicazioni metodologiche?
    (M.B. - Brescia)

    Certo, la differenza fra i ragazzi di seconda e terza media è tale da rendere abbastanza difficoltoso un incontro catechistico comune. Come superare almeno in parte questo scoglio, nel caso che sia proprio impossibile separare le due età? Una strada sicura è quella di organizzare un'intelligente attività per gruppi: essa permetterà di far «girare» con sufficiente indipendenza le due classi e di poterle insieme seguire educativamente. L'attività per gruppi impone naturalmente al catechista un impegno molto maggiore che non la preparazione, anche accurata, della «classica» lezione nella quale egli, dall'inizio alla fine, «domina sovrano». Lo spazio qui a disposizione non permette di prolungare il discorso: per lo sviluppo di questi concetti e per l'indicazione di adeguate metodologie rimando a quanto ho scritto su «Catechesi» fascicolo C, marzo 1970, pp. 2-11 (sull'attivismo) e maggio 1970, pp. 2-7 e 15-22 (sul lavoro per gruppi). Il Lettore dice di non poter svolgere una catechesi prolungata. Faccio notare però che i trenta incontri catechistici di cui parla in seguito, se utilizzati secondo un serio piano di lavoro, offrono una possibilità tutt'altro che disprezzabile per approfondire dei temi religiosi già toccati tanto a scuola che nelle celebrazioni liturgiche. La difficoltà sta nel riuscire a creare un efficace coordinamento fra i diversi interventi pastorali. Anche per questo punto mi permetto di rimandare alla trattazione fatta su «Catechesi», fascicolo C, genn. 1971, pp. 3-12 (Scuola e parrocchia, non parallelismo ma convergenza). L'attenzione alle richieste esplicite e ancor più a quelle implicite dei ragazzi è indispensabile per avviare una catechesi viva, esistenziale. Una volta selezionata una certa rosa di problemi, veramente sentiti dai preadolescenti, il catechista non dovrebbe trovare difficoltà, data la sua preparazione, a coglierne i nessi umani e cristiani e vederne insieme i logici complementi. La tentazione più grossa sta generalmente nel voler creare uno schema troppo perfetto (creazione - incarnazione - nuova alleanza-Chiesa, secondo uno dei tentativi del Lettore) , finendo inesorabilmente in sistemazioni non accessibili ai preadolescenti. Nell'affrontare i vari temi il catechista dovrà invece sforzarsi di restare sempre su un terreno molto concreto: proporre fatti e testimonianze vicine alla mentalità dei ragazzi, discutere su situazioni tipiche della loro età, fare delle domande ben circostanziate e stimolanti su determinati argomenti, ecc. Con i ragazzi di terza media, una discussione chiarificatrice sui problemi che li toccano più da vicino diventa un'esigenza, che non può essere ignorata. Un catechista sensibile saprà ricavare senza dubbio dei buoni risultati. Esula dagli scopi di «Note di pastorale giovanile» l'offerta continuativa di sussidi immediati. I sussidi che di tanto in tanto compaiono sulla rivista si collocano sul piano di modelli, stimoli o realizzazioni concrete da sottoporre a una critica metodologica. Proprio con questi intenti è stato pubblicato nel marzo del 1970, pp. 81-96, un sussidio sulla preparazione alla «professione di fede» nella preadolescenza; altro materiale potrà essere presentato in seguito.
    Numerosi spunti per l'organizzazione di una serie di incontri catechistici si possono trovare anche in «Catechesi», fasc. C: Per una catechesi extrascolastica, nov. 1970, pp. 1-9; La messa festiva e i preadolescenti, sussidio per una catechesi preparatoria alla messa e per l'omelia, nov. 1970, pp. 10-15 e dic. 1970, pp. 1-15. Il sussidio continuerà a essere pubblicato anche per la Quaresima e Pasqua del 1971 (fasc. C di febbr., marzo, aprile). Ricordiamo infine come alcuni volumetti delle Ed. Dehoniane di Bologna (Crescere alla fede; Luci sulla via; Vivere la fede) costituiscano buone fonti di ispirazione anche per la costruzione di una catechesi organica extrascolastica.
    (Pietro Damu)