Una Diocesi vive la quaresima



    Centro diocesano giovanile A.C. – Novara

    (NPG 1971-02-55)

    La diocesi di Novara, da sette anni, vive il tempo della quaresima, come momento forte unitario. Il Centro diocesano di A.C. studia una batteria di proposte: esse sono offerte alla sensibilità dei singoli operatori pastorali.
    Le proposte contengono un doppio elemento significativo:
    • sono «strutturate»: le accompagnano sussidi precisi, indicazioni di tempi e di modi di realizza. zione (fino nei dettagli di un elenco di «esperti»: disponibili per guidare le singole iniziative);
    • sono «duttili»: hanno cioè alcune linee essenziali, da conservare per non cadere nel genericismo e nel frammentarismo, e tutto uno spazio per l'adattamento a livello delle singole situazioni concrete.
    Ci paiono ricche di un'altra prerogativa, che merita un'attenta sottolineatura. Se è vero che si incide nella maturazione di un giovane solo quando ci si pone a ritmo con la totalità della sua personalità; e se è vero che l'uomo è una sintesi esistenziale di riflessione-azione-comunione, una proposta pastorale «forte» deve muoversi in queste tre direzioni, con contemporaneità e reciproca integrazione (è il discorso che la Rivista porta avanti da tempo). L'esperienza di Novara è tutta su questa linea: catechesi e «testimonianza» in continua integrazione, nel gruppo (così come emerge dalla vita) come spazio per la loro verità.

    SIGNIFICATO DI UNA ESPERIENZA

    Tra le grandi proposte di sensibilizzazione che la Diocesi di Novara cerca di attuare, trova il primo posto la «quaresima della gioventù»: sono ormai sette anni che questa iniziativa trova adesione nelle parrocchie e nei gruppi giovanili.
    Evidenziandone solo le linee fondamentali, la Quaresima della Gioventù può essere presentata come una proposta di revisione cristiana della vita giovanile offerta a tutto il mondo giovanile della parrocchia o di una zona dai responsabili della pastorale giovanile, cioè il Vescovo e il Parroco da un lato, ed i laici impegnati nelle associazioni cattoliche del settore ed attuata a livello strettamente laicale.

    ♦ Vengono così messe a fuoco le caratteristiche di fondo di questa azione:
    • promossa dalla Chiesa (laici e gerarchia) nel suo complesso, come testimonianze della sua missione unitaria;
    • attuata dai laici, essendo rivolta a quel mondo giovanile di cui si parla al cap. III del decreto sull'Apostolato dei Laici come di un campo di azione apostolica loro specificatamente assegnato;
    • proposta a tutto l'intero arco dei giovani della parrocchia, studiando temi e metodi, per renderla una vasta esperienza di precatechesi;
    • impegnante ad una revisione cristiana di vita giovanile secondo lo spirito quaresimale, ma non già in termini individualistici bensì «ecclesiali», col fine cioè di «proporre una esperienza di Chiesa»;
    • ed infine rivestita di uno stile di proposta e non di imposizione, di annuncio e non di conquista, di dialogo e non di indottrinamento che la renda davvero un ponte gettato tra la Chiesa e il mondo dei giovani, l'inizio o la prosecuzione di un autentico dialogo sui loro problemi e sulle loro attese.

     Dicendo ciò che vuole essere, abbiamo anche fatto intendere quali fini voglia raggiungere questa nostra «quaresima».
    Ma riassumiamoli in forma sintetica, cominciando appunto da dove abbiamo concluso il discorso precedente.
    • Gettare un ponte tra la Chiesa (comunità parrocchiale) e il mondo giovanile del nostro tempo.
    • Assumere i valori contenuti nelle istanze del mondo giovanile rendendone coscienti i protagonisti stessi, i giovani di oggi.
    • Offrire una soluzione cristiana, non imponendola ma proponendola, dei più vivi problemi che agitano il cuore dei giovani del nostro tempo ed ai quali solo in apparenza e per le distrazioni d'un vivere superficiale sembrano estranei.
    • Impegnarli ad una crescente azione cristiana perché la catechesi dei valori annunciati sia integrale e cioè si tramuti in costume nuovo di vita.

     Il metodo con cui la quaresima dei giovani deve essere attuata, è studiato in ogni parrocchia, in relazione alle esigenze locali. In ogni caso, chiediamo siano rispettate sempre queste caratteristiche:
    • proposta e non indottrinamento: quindi metodo del dibattito, dell'inchiesta, della tavola rotonda, dei cineforum, ecc.;
    • proposta vitale: quindi non delle semplici ricerche culturali, ma una saldatura alla vita. Per questo programmiamo un doppio binario di interventi: il tempo della catechesi e il tempo della testimonianza;
    • proposta continuativa: la pastorale non chiude i battenti a Pasqua. La quaresima dei giovani o è vista come grande proposta nel quadro di pastorale generale, in un piano più vasto e organico, o è una meteora che passa, con un certo clamore, ma senza concreti risultati cristiani. Essa cioè vuole essere un momento culmine o se si vuole un momento di partenza, ma solo a condizione che il resto della strada sia già ben chiaro e programmato esso potrà davvero essere anche «continuativo» e maturare dei frutti senza finire come un fuoco di paglia.

    LA STRUTTURA DELLA «QUARESIMA»

    Dal punto di vista della struttura dell'iniziativa ci pare opportuno insistere sul doppio binario, quello della catechesi e quello dell'esperienza, legati insieme da uno stretto vincolo che è la concretizzazione dell'impegno cristiano a cui vogliamo portare i nostri giovani.

    Tempo di catechesi

    Consiste in incontri con tutta la gioventù della parrocchia distribuiti nel corso della quaresima.
    Proprio per cogliere le esigenze dei giovani e da esse far nascere la proposta cristiana abbiamo pensato di proporre l'azione di catechesi a due categorie distintamente (naturalmente tenendo calcolo delle situazioni locali): la prima per i giovani dai 14-15 ai 17 anni (l'età prejunioristica «grosso modo» identificabile con il biennio scolastico successivo alla Scuola Media); la seconda per i giovani oltre i 17-18 anni e fino all'età ritenuta opportuna.
    Ogni anno, il centro promotore, in cui operano giovani e sacerdoti, studia una serie di temi, cercando di cogliere le istanze più vive del momento; e offre degli schemi-base, per gli operatori diretti.
    Lo scorso anno, per esempio, abbiamo proposto un ciclo di catechesi sulla «esperienza della comunità» che
     partendo dall'amicizia come valore di base che coagula i giovani in gruppi spontanei, in movimenti e in ambienti di cui sono comunitariamente protagonisti (I incontro);
     aiutando a far comprendere che solo nel dialogo che è apertura verso l'altro e in un dialogo universale che è apertura verso tutti gli altri si crea una vera comunità (II incontro);
     facendo scoprire che la Chiesa adunata dallo «Spirito» è uno «stare insieme» dialogante con Dio in una comunità di fratelli e che quindi è una esperienza che merita di essere fatta (III incontro);
     arrivi a collocare la Cena del Signore (Messa) come momento privilegiato di uno «stare insieme» che ha Cristo per centro e un vero popolo per protagonista (IV incontro).

    Tempo di testimonianza

    Il secondo binario su cui si muove la proposta quaresimale è quello di una ricca esperienza cristiana da fare a complemento e a verifica dell'itinerario di idee trasmesse con la catechesi.
    Anche qui restando fedeli alla più vasta impostazione della pastorale giovanile così come si è venuta via via metodologicamente affermando nei nostri incontri per dirigenti e assistenti, intendiamo che catechesi (dialogo) ed esperienza non siano momenti separati, ma si attuino come unitario respiro della «comunità» giovanile in cui trovano il loro ambiente ideale di attuazione.
    I punti cardine sono tre:
     formule moderne di diffusione dell'idea quaresimale: tavole rotonde, dibattiti, cineforum, teleforum, inchieste, spettacolini, ecc.
     Impegni caritativi che applichino ad esperienze vissute le idee dibattute negli incontri.
    Essi sono di due generi:

    • Un grande comunitario impegno di tutta la gioventù novarese per il Novara-Center a Dinajpur, che continua ad essere l'azione quaresimale caratteristica e tipica.
    Il Novara-Center è uno dei tanti modi in cui noi «ricchi» cristiani ci rivolgiamo ai fratelli poveri, al Cristo che soffre.
    Tutta la Diocesi è ufficialmente impegnata: ciascuno secondo le proprie disponibilità e possibilità.
    Le varie iniziative in cantiere continuano lungo tutto l'anno, ma hanno, nella quaresima, il loro momento forte.

    • Una serie di piccole iniziative che a livello locale e con esperienze dirette diano ai giovani il caldo entusiasmo dell'impegno di servizio agli altri, condizione indispensabile perché la stessa campagna del Novara-Center non diventi un alibi «intellettualistico» o un impegno platonico che non attui una esperienza personale.
    Per aiutare, facciamo già noi alcune proposte. Ricordiamo, trascrivendo dal quaderno-lancio per il 1970, quelle che l'esperienza ci ha confermato tra le più interessanti.

    «Proposte» di amicizia
    – La gita (non dimenticando qualcuno che non potrebbe essere con noi se noi non lo aiutassimo).
    – La «festa» (in gruppo).
    – Una serata «a dischi» scegliendo i più significativi sui temi presentati.
    – Un «cineforum».
    – Un «dono» di amici a un amico malato o in crisi o in qualunque difficoltà.
    – Una «serata» in allegria, con un gioco comunitario, in cui tutti siano partecipi della gioia di tutti.

    «Proposte» di fraternità
    – Ripetizioni gratuite ai figli dei poveri (o pagate devolvendo la somma).
    – Baby sitters.
    – Assistenza alle famiglie.
    – Carta, stracci, ferri vecchi (op. Emmaus).
    – Gruppi autotassati.
    – Prestazione di servizi gratuiti (o retribuiti devolvendo la somma).
    – Visita e assistenza ai malati.
    – Cena-digiuno.

    «Proposte» di presenza ecclesiale
    – Il giornale murale prolungato in parrocchia.
    – Gruppi di Revisione di Vita - della Bibbia - della Liturgia.
    – Servizio all'opinione pubblica locale: redazione del settimanale diocesano, diffusione, partecipazione alla «pagina dei giovani», altra attività di opinione pubblica, ecc.
    – Route: segno del Popolo di Dio in cammino. Suggeriamo la possibilità di piccole «Routes» parrocchiali o zonali.

    «Proposte» di presenza liturgica
    – Il canto: elemento essenziale alla partecipazione comunitaria.
    – Il servizio alla Lettura.
    – Preparazione di celebrazioni della Penitenza.
    – Individuare e sperimentare dei «segni» liturgici (per la pace ad esempio).
    – L'omelia «partecipata».
    – Messa dei giovani.
    – Animazioni di Messe parrocchiali.

     Route diocesana conclusiva dell'impegno quaresimale, un appuntamento che, pur nella ristrettezza di una giornata, ha rivelato sempre di essere valido e funzionale.
    La route è una formula copiata dalla classica «route della Pax Christi» e adattata ai mezzi, ai temi e ai luoghi che l'ambito diocesano potesse esprimere.
    La nostra esperienza ci conferma la validità della route come esperienza-sintesi. Essa ha anche consentito a zone e parrocchie una riedizione in sede locale della formula. Infatti, mentre favorisce – nel fare, nel camminare, nell'organizzare, nello stare assieme – un clima di esperienza e di comunità, stimola all'interno anche la dimensione del dialogo, culminando in un ricco momento liturgico sacramentale: è dunque una sintesi emblematica di un iter di educazione e maturazione cristiana.

    Collaborazione giovani-adulti

    Ci sembrano ormai maturi i tempi per tentare una esperienza di fruttuosa collaborazione tra i giovani e gli adulti delle parrocchie.
    Il rischio del gruppo spontaneo, caldo e accogliente, è proprio quello di diventare anche «precludente», esclusivo; si trasforma facilmente in ghetto, non permette di allargare i propri orizzonti sulla realtà circostante, ben più complessa e varia delle nostre idee, pur valide.
    Al di sopra poi delle idee differenti pensiamo si possa collaborare a livello di iniziative liturgico-caritative. Oltre tutto, l'esperienza insegna che lavorando insieme per uno stesso scopo è più facile entrare in dialogo. Dividere speranze, impegno, gioie e anche delusioni prepara anche ad una maggior comprensione delle reciproche divergenze.
    Per questo esperimento non abbiamo proposte prefabbricate, né tanto-meno già esperimentate.
    Siamo piuttosto in attesa dei risultati positivi della fantasia e della capacità di dialogo di chi ha tentato qualcosa.