Antonio Scotta
(NPG 1972-05-02)
In molti contesti è stata sottolineata la prima urgenza di ogni azione pastorale: conoscere i giovani, entrare nel loro «mondo», intervenire là dove essi sono di fatto.
È una grossa conversione strutturale, questa che ci è richiesta. Si esprime in due battute. Ma diventa criterio di vita solo a prezzo di una continua tensione, di una cosciente «povertà» (la povertà di chi sa di essere a totale servizio; di non aver nulla di prefabbricato da donare, nulla di precostituito da difendere).
Questa «conversione alla realtà» colora tutta l'azione pastorale.
Troppo spesso, noi operatori, ci siamo lasciati affascinare da progetti di tipo efficientistico (il conteggio delle presenze) o dalla preoccupazione di «attirare», per rinchiudere, con il tacito convincimento che fuori, che oltre il confine marcato con cura, ci fosse il vuoto di valori, il pericolo ad ogni passo, la rovina e la morte...
E così sono nati «i lontani»: coloro che non hanno accettato l'invito ad entrare, sono diventati, di fatto, «lontani» (cfr. 1971 /11).
Erano tempi diversi, d'accordo. E sarebbe errore molto grave valutarli con l'unità di misura dell'attuale sensibilità.
Ma è lo stesso grave errore perpetuare una prassi pastorale specifica di altri tempi.
Una linea pastorale fedele al Dio dell'incarnazione, oggi, cammina su queste direttrici:
• atteggiamento di ricerca: gli operatori pastorali devono cercare i giovani dove essi si trovano, recandosi dove essi vivono e dove lavorano, si divertono, anche a costo di uscire da schemi abituali di attività;
• atteggiamento d'incontro: la nostra ricerca ci porta all'incontro con i gruppi e con ciascun giovane. Luoghi preferenziali di questo incontro sono gli ambienti e i momenti in cui i giovani si comportano più spontaneamente, dove sono più = se stessi»;
• atteggiamento di presenza: il nostro incontro con i giovani non può essere occasionale: dobbiamo arrivare a stabilire con essi una permanente presenza od loro mondo, come Cristo che «piantò la sua tenda in mezzo a noi»;
• atteggiamento di comprensione: il mondo giovanile oggi ha un volto nuovo. I suoi valori e le sue manifestazioni sono molto diverse dal nostro modo di concepire e di vivere la realtà. Per questo è necessario sforzarsi di amare-capire i giovani, le loro situazioni concrete, le loro possibilità e risorse, le limitazioni e debolezze esistenti nel profondo del loro cuore. Abbiamo bisogno ci studiare, di riflettere, di osservare, di convivere, di ascoltare i giovani, evitando la condanna sistematica e il rifiuto dei loro valori e dei loro atteggiamenti;
• atteggiamento di creatività: è il punto di sbocco dell'impatto disponibile con i reale. La creatività nell'azione pastorale fa in modo che le «proposte» siano risposte adeguate e tempestive ai bisogni delle persone, del momento e del Vogo. La creatività dà la coscienza della relatività di ogni adattamento.
Questa lunga premessa per situare l'articolo che segue.
Si tratta del resoconto di una inchiesta: è quindi un impatto guidato con la realtà, e con una realtà tra le più «eloquenti».
Le pagine dello studio sono una vocazione: una provocazione ed un confronto. Ci indicano problemi aperti, mentalità, attese. Ci forniscono contenuti e materiale per il nostro progetto pastorale.
Ad una condizione. Che l'approccio non sia condotto con la fredda attenzione duello studioso che cataloga cifre e dati, senza nessuna diretta promozione di cambio sociale. Ma con l'amore appassionato dell'educatore che sente vibrare volto dei suoi giovani, in ogni cifra e in ogni annotazione. Che, a partire dalla conoscenza, si sente chiamato a farsi agente di promozione di valori nuovi e dei relativi cambi sociali.
Le conclusioni dell'autore ci guidano già su questa linea.
(Coloro che fossero interessati alla lettura totale dell'inchiesta, nella sua stesura completa ed integrale, possono richiedere il libro alla Libreria Universitaria Editrice di Venezia).
MOTIVAZIONI E FINALITÀ DELL'INDAGINE
Uno dei fatti più appariscenti e caratteristici della società odierna è certamente il turismo [1]. È stato definito «l'avvenimento sociale del secolo» [2].
Oggi nessuno più crede si tratti di una moda, quanto piuttosto di un fatto che, pur essendo ancora lontano dal raggiungere le sue adeguate e compiute dimensioni [3], si avvia ormai a divenire una componente fondamentale nel quadro culturale della società.
Di facile costatazione è pure il fatto che i giovani mostrano un grandissimo interesse per il turismo nelle sue varie manifestazioni. Ma un posto distintissimo in questo interesse generale lo occupa il turismo nei centri di villeggiatura al mare.
È sufficiente infatti una breve visita in un qualsiasi centro balneare per avere l'impressione di trovarsi in mezzo ad un mondo di giovani.
È la loro esuberante presenza che impone tale evidenza, ed è il loro stile e costume di vita, che si diffonde come atmosfera generale che recepisce e condiziona perfino i meno giovani.
Chi ne è a conoscenza diretta sa quanto suggestive e significative ragioni di studio e di ricerca sociologica un tale mondo presenti. Si tratta di un fatto che ha dimensioni rilevantissime ormai anche a livello internazionale [4], e presenta delle caratteristiche, in molti casi ormai formalizzate, sulle quali si può motivare un'indagine capace di rilevare valori ed orientamenti e tendenze fondamentali sul piano psicologico, sociale, morale, religioso.
Ciò che in particolare ha suggerito e stimolato una indagine sociologica al riguardo, a parte la vastissima e sempre crescente dimensione del fenomeno già segnalata, è stato il grandissimo interesse che i giovani mostrano di avere per questa esperienza. Ci sono infatti dei fattori particolari che la favoriscono e che meritano attenta considerazione, quali:
• lo svincolo, talvolta radicale ed assoluto, dall'ambiente in cui abitualmente si vive e si è conosciuti;
• il contatto immediato con la natura in una delle sue manifestazioni più splendide e pure;
• l'incontro ed il confronto, su tutti i piani, con giovani di varia provenienza nazionale ed internazionale, ma soprattutto sul piano della formazione civile, morale, sociale, religiosa;
• la tensione e disposizione psicologica all'evasione, all'avventura ed inoltre l'interesse per una distensione e ripresa psico-fisica;
• la suggestione di un mondo creato per le vacanze, dove il divertimento viene offerto nelle sue più varie forme e per ogni attesa e desiderio;
• in particolare la sperequazione dal punto di vista formativo e morale, facilmente rilevabile a contatto con mentalità talvolta assai diverse e quindi urtanti;
• infine, altro fattore immediatamente evidente, una non ordinaria liberalità sul piano del comportamento psico-sessuale, favorita da una promiscuità di concezioni ed atteggiamenti derivanti da varietà di esperienze culturali ed educative.
Sono fattori questi che si sono formalizzati in caratteristiche ormai dell'ambiente turistico marino, e sono capaci ovviamente di determinare una situazione notevolmente significativa, nei confronti della quale tutta la opportunità e la convenienza, per non dire necessità, di indagare e Su queste cause materiali o motivazioni e su questi stimoli si fondano la opportunità e la convenienza, per non dire necessità di indagare e studiare l'atteggiamento dei giovani.
Il fine non è solo quello di misurare dei valori generali ed assoluti, cioè per conoscere la temperatura sociale, morale, civile, religiosa della gioventù odierna. Si tratta fra l'altro di una occasione opportuna, stanti le particolari circostanze di libertà psicologica e spirituale. Ma soprattutto di esaminare sulla stregua di dati statistici concreti e frutto di esperienza diretta i dati di fatto ed i problemi, le istanze, gli orientamenti, i bisogni del mondo giovanile in vacanza al mare.
Qui naturalmente si fa avanti la tematica psicologica e pedagogica e pastorale che oltre allo scopo di rendersi conto del fatto intende in special modo studiare metodi, iniziative, prospettive, ecc., che vengono ad emergere da una tale situazione.
In ordine a quest'ultima finalità naturalmente entrano in gioco fattori e metodologie particolari e spesso addirittura personali nei confronti dei quali il lavoro di indagine sociologica ha solo valore di semplice informazione. È nella consapevolezza di questo limite che la presente esposizione si fa riguardosa e prudente, lasciando la responsabilità alle personali categorie e metodologie pastorali degli operatori in tale settore per interpretazioni di dati e prospettive di lavoro.
Occorre però tener presente che di fronte a questo mondo, spesse volte dagli educatori riguardato con sospetto e prevenzione, ci si deve porre non con uno spirito di rassegnazione, come di chi è costretto ad accettare un dato di fatto allo scopo di evitare mali maggiori, ma con grande apertura e serenità, come di chi va alla ricerca di autentici valori, che troppe volte sono coperti da superficialità, indifferenza, oltre che da pesanti preconcetti.
INFORMAZIONI TECNICHE
L'indagine venne condotta mediante il tipo di questionario con domande predederminate o standardizzato.
Per gli italiani il modulo era di colore giallo, per gli stranieri azzurrino. V'erano domande di tipo dicotomico, altre a scelta multipla con relativo spazio per risposte libere o aperte.
Il sondaggio è stato effettuato mediante campione accidentale non probabilistico. Le peculiari caratteristiche di eterogeneità e fluttualità della popolazione giovanile in spiaggia difficilmente consentono tecniche di campionamento ad alto tasso di scientificità.
periodo di tempo scelto per la effettuazione dell'inchiesta è compreso tra l'ultima decade di Giugno a tutto Agosto del 1968.
I centri balneari interessati all'indagine sono stati LIGNANO (Udine), BIBIONE, CAORLE, JESOLO (Venezia). La prima e l'ultima sono spiagge di altissima affluenza di villeggianti italiani e stranieri.
I modi di distribuzione: la consegna mediante le portinerie dei vari posti di alloggio: alberghi, pensioni, campings; mediante posta; ma soprattutto mediante l'avvicinamento personale. In quest'ultimo caso ha prestato la sua collaborazione un «gruppo» di quindici, tra giovani e ragazze dai 18 ai 23 anni, opportunamente preparato per tale operazione. Soprattutto grazie a quest'ultima forma di distribuzione l'indagine ha avuto successo sia quantitativamente che qualitativamente.
L'universo statistico dell'indagine è stato di 220.000 giovani italiani e 150.000 stranieri.
I moduli compilati sono stati in totale 1194, e cioè 954 italiani e 240 stranieri. Dalla elaborazione statistica vennero esclusi 105 moduli compilati, perché ritenuti gravemente difettosi.
I giovani interessati all'inchiesta erano compresi nelle età tra i 14 ed i 26 anni, sia maschi che femmine.
I criteri che hanno guidato la formulazione del questionario sono stati la oggettività e la globalità.
Nel primo caso si è cercato di raggiungere i giovani a livello di immediatezza e spontaneità, proponendo delle domande facili e che impegnassero al minimo la riflessione. Inoltre, pur avendo di mira anche rilevazioni di carattere morale, queste non sono mai state poste direttamente, ben sapendo che una tale valutazione, più o meno coscientemente, è sempre presente in ogni scelta giovanile. Le stesse domande di carattere religioso sono state poste nel quadro di un giudizio complessivo sulle offerte di servizio e comodità dei centri balneari; ma naturalmente ad esse hanno risposto coloro che sono interessati. Si temeva infatti che una particolare insistenza o attenzione ai problemi religiosi o morali tagliasse via una larga frangia dí giovani insofferenti o refrattari a inquisizioni del genere.
Quanto alla globalità si è cercato di toccare un po' tutto il mondo e l'esperienza della vita in spiaggia e, naturalmente, in tale contesto sono emerse interessanti linee di rilevazione statistica.
Un giudizio complessivo del sondaggio può essere: di notevole valore esplorativo».
Può essere utile notare che i giovani tra i 14-17 anni sono 340 pari al 39,1%; quelli dai 18-20 sono 316 pari al 36,4%; quelli dai 21-26 sono 212 pari al 24,4%. I lavoratori sono 267 pari al 30,7%; gli studenti 502 pari al 57,7%; i professionisti 99 pari all'11,4%.
Quanto alla provenienza sono 328 (37,7%) del Friuli Venezia Giulia, 280 (32,2%) del Veneto, 260 (29,9%) dalla Lombardia ed un po' da tutte le Regioni d'Italia.
L’INCHIESTA
L'esposizione che segue è necessariamente sintetica, è una specie di «excursus», una panoramica che si attarda un po' sulle indicazioni più interessanti e significative. Solo per alcune domande di particolare interesse anche pastorale vengono riportate delle tabelle statistiche.
TEMPO DI SOGGIORNO
La preferenza dei giovani italiani (77,6%) e stranieri (98,1%) è per un periodo permanente di villeggiatura, della durata media di 15 giorni. I pendolari, coloro cioè che raggiungono i centri balneari nei giorni festivi o alla sera, sono circa il 16% del totale presenze giovanili.
Gli stranieri sono appena l'uno per cento e sono da identificarsi con i turisti nomadi.
L'analisi delle variabili dell'età, sesso, professione, provenienza mostra che il pendolarismo è determinato da ragioni topografiche, interessa in netta prevalenza i maschi (21%) in particolare maggiorenni (24%). Il fenomeno quindi è di notevolissima rilevanza per le zone limitrofe ai centri balneari che nel periodo estivo rappresentano un polo di attrazione incontrastabile.
LA SCELTA DELLA SPIAGGIA
La scelta di una spiaggia o di un centro balneare è per il 67,7% degli italiani una determinazione personale, solo il 27,6% lega tale scelta al motivo di «seguire i familiari».
Per gli stranieri invece è l'inverso: il 59,5% per seguire i familiari mentre il 38,6% per scelta personale.
Anche qui l'analisi delle variabili rivela che una tale scelta è vista come affermazione di autonomia ed indipendenza sia a livello psicologico (sesso, età) sia a quello socio-economico (professione, provenienza). In altri termini sono i giovani maschi delle età maggiori, lavoratori e professionisti, quelli che elevano le quote percentuali, mentre gli adolescenti e gli studenti, ed in generale le ragazze, nel diagramma statistico si attestano sui livelli inferiori.
Per gli stranieri il discorso pare si debba fare non in termini di autonomia, quanto piuttosto come fattore di sicurezza sul piano sociale, economico, politico. Il condizionamento dei familiari per altre ragioni ha poco rilievo tra gli stranieri. A livello comportamentale infatti mostrano di essere più liberi, mentre per gli italiani si nota evidente, da tutto il complesso della inchiesta, un certo senso di protezione e di controllo della famiglia.
LE MOTIVAZIONI DELLA VACANZA AL MARE
È una domanda di base come è facile intendere. Essa dice testualmente: Quali sono le ragioni che ti fanno preferire il soggiorno di vacanza al mare?
Una avvertenza invitava a porre un segno accanto alle tre risposte suggerite dall'inchiesta ritenute più importanti.
Ne riportiamo la tavola relativa ai dati statistici generali degli italiani e stranieri.

Sulla motivazione «divertimento» l'indagine si soffermerà dettagliatamente in seguito. Qui merita solo segnalare l'aspetto di generica opzionalità, che rivela una tensione psicologica di fondo, ma che si definisce concretamente proprio in ordine a precise scelte di esperienza.
Pure sulle motivazioni «riposo» e «salute», che ai totali si classificano per italiani e stranieri al secondo posto, il discorso si farà più preciso in seguito.
Qui merita soffermarsi un momento sulle due motivazioni «avventure sentimentali» ed «incontri sentimentali seri» che sono un po' il dritto ed il rovescio di una stessa medaglia.
Gli indici percentuali al totale non offrono significative differenze tra italiani e stranieri in nessuna delle due motivazioni.
Chiaramente rilevabile invece è la discrepanza sulla variabile del sesso sulle «avventure sentimentali» tra le ragazze italiane (17,4%) e quelle straniere (29,0%). Sulla voce «incontri sentimentali seri» mentre a
livello minimo si attestano le ragazze straniere (2,7%), significativa appare la divergenza tra maschi italiani (8,2%) e stranieri (18,0%). È evidente quindi una sintonia di interessi tra maschi italiani e ragazze straniere e maschi stranieri e ragazze italiane. È un dato questo che potrà essere più chiaramente osservato da tutto il complesso dell'inchiesta e che trova particolare rilievo nel quadro dei giudizi che italiani e stranieri si danno reciprocamente, come si vedrà più avanti.
Per gli italiani in particolare l'analisi delle variabili dell'età, professione, provenienza mostra che i più interessati alle avventure sentimentali sono i maschi dai 18-20 anni (57%) e i lavoratori (61,4). I maschi adolescenti (47,8%) e gli studenti (45%) indicano quote sostenute, mentre sensibile appare il calo tra i maschi maggiorenni (34,9%) e professionisti (28,3%). Tra le ragazze gli indici più distinti si notano tra le adolescenti (21,5%) e le studentesse (20,7%). La variabile provenienza non offre differenze significative.
Ultima cosa importante da segnalare è che l'espressione «avventure sentimentali» piuttosto generica ha voluto di proposito evitare altre più audaci, di uso corrente anche se si vuole ma che potevano contrariare qualcuno.
In conclusione:
• l'ambiente di spiaggia non è giudicato dai giovani sufficientemente serio per un incontro sentimentale correttamente intenzionato;
• il parallelismo che si osserva sul tracciato percentuale delle variabili età, professione, sesso (qui la tavola statistica non è stata riportata) tra le motivazioni «divertimento» ed «avventure sentimentali» può permettere di affermare che l'avventura sentimentale è vista in termini di divertimento. È chiaro che questo rapporto è uno dei «leit motiv» dell'esperienza sentimentale giovanile, ma qui viene a dire che nella vita di villeggiatura al mare questo è un interesse caratteristico specificatamente perseguito;
• le due considerazioni sopra fatte mostrano che c'è un evidente rapporto tra disimpegno affettivo o sentimentale e libertà di divertimento;
• inoltre pare opportuno osservare che gli indici percentuali delle ragazze, italiane in specie, sono evidentemente coperti da una specie di riservatezza e timidezza, dato che i maschi non pare sappiano e possano vivere tale esperienza solo a livello di intenzione (!);
• la genericità dell'espressione «avventura sentimentale» e gli altri indici percentuali dei maschi permettono di credere che non si tratti di esperienze erotiche fatte in termini di spregiudicatezza morale;
• i maschi italiani mostrano una certa attenzione ed interesse per la civettuola leggerezza delle ragazze straniere, mentre i maschi stranieri mostrano di disapprovare questo fatto, per questo dedicano qualche attenzione alle ragazze italiane.
DIVERTIMENTI E PASSATEMPI DURANTE IL TEMPO DA TRASCORRERE IN SPIAGGIA
Italiani e stranieri mostrano distinto interesse per alcune modalità di divertimento tipiche della spiaggia e del mare: nuotare (italiani 62,6%, stranieri 84,1%), bagni di sole (It. 36,1 %, St. 50,2%), gite in barca (It. 38,9%, St. 26,3%), conversare con amici (It. 36%, St. 43,4%), passeggiare (It. 34,3%, St. 24,4%).
Altre modalità quali: giochi di società, letture di riviste, letture serie, giochi di movimento, ascoltare al radio, non mostrano indici di rilievo per cui sono da ritenere forme del tutto occasionali ed in taluni casi isolati.
Le elevate percentuali invece che si riferiscono alle modalità tipiche della vacanza al mare sopra segnalate indicano precipui interessi, chiaramente avvertiti e non semplici occasionalità e convenienze derivanti da motivazioni ludiche o divertentistiche.
Evidentemente si tratta di motivazioni di natura psico-fisica in diretta reazione al tipo di vita, spesso a limite di «stress», che l'urbanesimo e l'industrializzazione condannano a vivere.
Merita osservare però un particolare e cioè che nel confronto tra italiani e stranieri sono quest'ultimi quelli che mostrano uno studiato interesse ad utilizzare il più possibile i valori climatici, clinico-terapeutici, ginnici anche, paesaggistici, ecc., della villeggiatura al mare. Tutto ciò è frutto di una opportuna educazione e propaganda al riguardo. La propaganda turistica italiana è esclusivamente a livello di attrattive, divertimenti, quasi da «paese dei balocchi»; oppure di comodità alberghiere e gastronomiche. Tutto ciò fra l'altro crea una falsa prospettiva della vacanza al mare, come cioè di un lusso, di un privilegio dei benestanti. Mentre in effetti con un regime di saggia economia, una villeggiatura al mare può essere condotta entro limiti facilmente sopportabili.
Ma soprattutto c'è il problema della educazione ed istruzione al riguardo che non pare debba essere lasciato ad individuali intraprendenze quanto invece promosso in termini di salute sociale da responsabili organismi dello stesso Stato. Ed inoltre studiare delle previdenze socio-economiche atte a rendere possibile ai giovani, soprattutto operai, un conveniente periodo di ferie in un ambiente ecologicamente ricreante.
I DIVERTIMENTI DELLA CITTÀ DELLE VACANZE
E necessario anche in questo caso riportare la tavola dei dati statistici generali degli italiani e degli stranieri.
Il quesito diceva testualmente: Quali sono le forme di divertimento che preferisci in un centro balneare?
Potevano essere scelte le tre risposte ritenute più importanti tra quelle segnate o suggerite nel modulo dell'inchiesta.
È facile distinguere in base agli indici percentuali sopra riportati una serie di modalità che si possono chiamare «a partecipazione attiva» dove cioè il soggetto è coinvolto nella sua totalità di presenza personale come protagonista. Tali modalità sono: ballo, sport, night club, gite in bicicletta, luna park. Un'altra serie di modalità possono essere definite a partecipazione passiva», dove il soggetto è interessato come spettatore, quindi a livello più o meno intellettuale o, genericamente, ricettivo; queste sono: il cinema, gli spettacoli di varietà, le serate folklorisriche, le riunioni sportive, le serate di musica, le sfilate di moda.
una distinzione questa che vien fatta «a posteriori», a dati cioè acquisiti. Si nota infatti che tutte le modalità della seconda seriazione sono compresse in indici percentuali in ogni caso inferiori a quelle della prima seriazione, e quasi del tutto irrilevanti.
Alcune modalità della prima serie quali «luna park, sport, gite in bicicletta» sono riconducibili facilmente a particolari interessi dove si distinguono gli adolescenti, i maschi, le ragazze, queste ultime soprattutto nelle gite in bicicletta, cioè in quei caratteristici mezzi che sono il «tandem», il «tridem» o il «risciò» che permettono oltre ad una refrigerante passeggiata alla sera, una specie di esibizionismo.
Particolare attenzione invece merita la modalità «ballo» cui si unisce per gli italiani il «night club». Pare questa del ballo una modalità caratteristica, tipica del mondo di vacanza al mare. Gli indici percentuali sono altissimi, ben superiori a quelli misurati in altre indagini condotte fuori del mondo della spiaggia [5].
Anche qui dalla tavola dei dati in generale si nota che la differenza tra i giovani italiani e stranieri al rispettivo totale è determinata dalla variabile del sesso, cioè dalle ragazze straniere che segnalano gli indici più elevati in assoluto.
Per gli italiani in particolare invece è bene riportare anche qui alcuni dati che emergono dalle variabili dell'età, professione, provenienza.
Si nota infatti che tale interesse per il ballo si gradualizza con l'età, adolescenti 42%, giovani 18-20 anni 70%, maggiorenni 85%; questi sono dei maschi. Per le ragazze invece non si notano differenze significative su tale variabile.
Inoltre sono i lavoratori maschi quelli che si distinguono (73%), seguiti dagli studenti 68% ed a significativa distanza dai professionisti 45%. Pure in questa variabile le ragazze non mostrano indicazioni di rilevante differenza.
Infine merita segnalare una certa netta differenza tra i giovani della Lombardia (59%) e quelli del Veneto (73%) e Friuli-V. Giulia (75%).
È evidente che in tali maggiorazioni intervengono i «pendolari», i giovani della fascia a ridosso delle varie spiagge che si trovano tutte nel Veneto o Friuli-V. Giulia appunto; questi inoltre sono lavoratori e maggiorenni.
Una valutazione conclusiva richiama alcuni altri elementi che abbiamo in precedenza esaminato. Il polo di attrazione dell'interesse divertentistico dei giovani è rappresentato in elevata misura dal ballo. Tale fattore, possiamo anche chiamarlo così, influisce quindi nella scelta di un centro balneare, nelle ragioni generali di una vacanza al mare e sia nella permanenza e pendolarità anche se per differenti ragioni di comodità. A questo punto occorre tener presente una serie di fattori che danno una significazione particolare al mondo divertentistico giovanile in vacanza e che influenzano l'atteggiamento psicologico e morale:
• le caratteristiche della popolazione giovanile che sono la eterogeneità e la fluttualità;
• l'ambiente e lo stile di vita pressoché privo dei riguardi delle attenzioni che in certo senso vincolano e proteggono l'ambiente in cui abitualmente si vive e si è conosciuti;
• la facilità ad attingere ad ogni forma di divertimento che si desideri;
• infine quella specie di liberalità psico-sessuale già segnalata all'inizio e che si rileva nella sua più ampia espressione proprio nell'interesse divertentistico.
È chiaro che in presenza di tali fattori la distanza psicologica tra il pensare e l'agire si riduce di parecchio; lo dimostra anche il fatto che non si trova quasi spazio per eventuali evasioni culturali o fantasmatiche. È una situazione di vita quindi che può facilmente decadere in una esperienza erotica stimolata da fervide tensioni passionali e coltivata all'insegna dell'occasionalità, del disimpegno affettivo e morale e talvolta della spregiudicatezza.
Ci sono peraltro degli aspetti positivi che non possono essere sottovalutati quali la fortuna di incontri, conoscenze, amicizie nuove, e quindi di un certo confronto ed approfondimento nella ricerca dei valori psicologici e morali per i quali i giovani sono sempre particolarmente attenti. Favorisce una specie di scaricamento psicologico con il superamento di complessi, di barriere sociali o nazionali, propiziando quindi una liberazione della personalità.
Una valutazione morale è opportuno legarla più alla persona che alla situazione, ma questa non è una novità.
AGENZIA DI INFORMAZIONE PER I GIOVANI CASA DEL GIOVANE TURISTA
Sono due quesiti distinti posti distintamente nell'inchiesta ma che hanno un interesse comune: misurare il senso di disagio dei giovani e proporre delle iniziative atte a compensarlo almeno in parte.
Per quanto riguarda l'agenzia di informazione la risposta per il sì è stata tra i giovani italiani pressoché unanime, 80%. È un indice che troppo eloquentemente ne proclama l'urgenza e la necessità. Sotto sotto però, al di là del senso di disagio e di abbandono, è facile scorgere una protesta contro un mondo economico-commerciale legato esclusivamente al profitto, talvolta il più sfacciato.
Per quanto riguarda la casa o centro del giovane turista le percentuali più elevate si riferiscono a strutture o iniziative quali «sala audizioni musica leggera» (62%), «sala giochi» (46%). Notevole adesione si riscontra inoltre per iniziative a carattere culturale: «biblioteca» 40%, «cineforum» 30%, anche per gli stranieri.
Altre modalità o iniziative: conferenze ed incontri culturali 23%, «sala audizione musica classica» 17%, concerti 8%, rivelano indici percentuali riferibili ad iniziati, ma non alla massa.
Una valutazione a proposito di una iniziativa del genere, nel suo complesso è stata in termini di utilità: it. 63%, st. 61%; di necessità: it. 26%, st. 20%; non opportunità: it. 6%, st. 13%.
QUANTO SPENDONO IN VACANZA AL MARE?
La domanda dice testualmente:
«Quanto spendi al giorno in media oltre lo stretto necessario»?
Per stretto necessario una avvertenza precisava che si intendeva il vitto ed alloggio.
Uno spazio libero invitava a rispondere con una cifra. Sulla base di tali cifre si è potuto formare una scala di catalogazione dei valori in lire che pare bene anche qui riportare:

La tavola qui riportata dice chiaramente come gli italiani spendano più degli stranieri sia dai dati al totale sia da quelli relativi alla variabile del sesso.
Tale costatazione risulta anche più evidente se si osserva la media aritmetica che risulta:
Italiani maschi L. 1830
Italiani femmine L. 1258
Totale maschi+ femmine L. 1555
Stranieri maschi L. 1364
Stranieri femmine L. 980
Totale maschi+ femmine L. 1179
Pur tenendo conto delle particolari convenienze e facilitazioni che gli stranieri hanno in rapporto a certi generi di consumo come le sigarette, la benzina, ed inoltre del fatto che una quota per il divertimento è già conteggiata alle Compagnie turistiche che organizzano il «tutto compreso» (vaggio, soggiorno in albergo, pensione, posto in spiaggia, e divertimenti...) la differenza nella spesa tra italiani e stranieri è significativa di indicazioni e motivazioni più profonde.
Qui deve essere chiamata in causa una diversa concezione della vacanza al mare. Per gli stranieri si tratta di un interesse rivolto in primo luogo a valorizzare i fattori climatici e paesaggistici e quelle forme di divertimento ad essi caratteristici. Per gli italiani invece la vacanza al mare è vista prima di tutto nei suoi aspetti ludici e divertentistici, spesso a livello di spensieratezza e di avventura, che un mondo ricco di tante suggestioni sa fornire.
Oltre a ciò ci sono anche ragioni di carattere generale, quali: il proverbiale senso della misura nei Tedeschi ed Austriaci, soprattutto sul piano economico; inoltre una certa diffidenza nei confronti del mondo commerciale turistico italiano per il diffuso sospetto che vengano arrangiati dei profitti sulla supposta sprovvedutezza degli stranieri.
Per gli italiani in particolare merita osservare sulla base delle indicazioni percentuali emerse sulle variabili età, professione, provenienza che ciò che determina una specie di prodigalità non è tanto il fatto della disponibilità del denaro quanto invece quello di poter disporre liberamente di esso, per il motivo ad esempio che non v'è alcuna dipendenza dai familiari o perché il denaro è frutto della propria attività.
Si nota infatti che i lavoratori (media lire 2380) ed i professionisti (media lire 2288) sono quelli che spendono maggiormente.
L'età pure influisce chiaramente come anche il fattore reddito regionale.
Ecco in proposito uno specchietto:

Lasciamo le varie considerazioni che si possono ancora fare per rilevarne una sola in particolare e cioè che pare diffusa tra gli italiani la convinzione che vi sia una proporzione che governa il mondo della vacanza al mare: tanto più denaro = tante più vacanze!
E una convinzione questa che purtroppo distoglie molti dall'intenzione di trascorrere un periodo di vacanze al mare.
L'INTERESSE PER LA PRATICA RELIGIOSA
È necessario anche qui riportare integralmente il testo delle domande. La prima di carattere più generale diceva:
«Il centro balneare ti presenta sufficienti comodità di servizio religioso»? Una avvertenza invitava a segnare ogni risposta di quelle suggerite nell'inchiesta ritenuta personalmente valida. Le risposte suggerite erano:
• sono interessato per la frequenza alla Messa festiva...
• ritengo utile un servizio di assistenza e consulenza psico-morale-religiosa per risolvere i problemi giovanili...
• ritengo utile un aiuto spirituale anche di gruppo per risolvere i problemi che la spiaggia comporta...
• non rispondo perché il servizio religioso nel periodo di soggiorno al mare non mi interessa...
Seguivano quindi indicazioni di tipo «anagrafico»: cattolico... protestante... ateo... non praticante... altro...
Ecco i dati statistici generali di italiani e stranieri [6]:

L'interesse per la pratica religiosa è chiaramente maggiore negli italiani in confronto agli stranieri. La stessa osservazione vale per le iniziative a carattere assistenziale, consultivo o aiuto spirituale esposte nei quesiti n. 2 e 3. Il quesito n. 4 in cui si dichiara il disinteresse per la pratica religiosa durante il soggiorno al mare grosso modo conferma tale risultante.
Tale differenza in parte almeno rientra se si osserva la seguente tabella di confronto tra cattolici e protestanti:
Cattolici maschi 36,3% femmine 31,4% totale 34,2%
Protestanti maschi 25,0% femmine 10.0% totale 18,2%
Chi influenza negativamente gli indici percentuali tra gli stranieri sono i Protestanti come si vede. Però non bisogna dimenticare che per Cattolici e Protestanti c'è distinto e regolare servizio religioso nella loro lingua. Gli indici percentuali più divergenti sono quelli delle ragazze: le straniere rivelano assai scarso interesse per il fatto religioso nel suo complesso; il contrario invece degli italiani, dove sono appunto le ragazze che elevano le quote percentuali.
Guardando in particolare i dati degli italiani si osserva che le ragazze rivelano in misura significativa (lo scarto è del 20% circa) maggiore interesse dei maschi per la pratica religiosa festiva.
Pure maggiore interesse è mostrato dalle ragazze per iniziative assistenziali e di gruppo (items nn. 2, 3) [7].
Gli indici percentuali relativi alle variabili dell'età, professione, provenienza dicono (qui non sono riportati): l'interesse per la pratica religiosa per i maschi è chiaramente influenzato dall'età, degrada cioè dagli adolescenti ai maggiorenni. Per le ragazze: le adolescenti e le giovani di mezza età (18-20 anni) quotano misure elevate ed equivalenti; le maggiorenni raggiungono l'indice percentuale più alto in assoluto 55%.
Lo stesso si verifica in rapporto ai quesiti nn. 2, 3.
Non si notano divergenze significative in rapporto al quesito del disinteresse religioso.
Dei maschi i meno interessati per il fatto religioso nel suo complesso sono i lavoratori; non altrettanto si può dire delle lavoratrici che rivelano anzi spiccato interesse per le iniziative proposte ai nn. 2, 3.
I professionisti d'ambo i sessi sono i più praticanti.
Le studentesse tra le ragazze rivelano minor interesse.
Quanto alla provenienza non si notano differenze apprezzabili tra le regioni al totale, mentre tra i maschi e femmine del Veneto si osserva il più rilevante sbalzo negli indici percentuali.
Una annotazione conclusiva.
Al di là di particolari motivazioni di ordine psicologico-evolutivo o anche socio-professionale in ordine alla pratica religiosa in tempo di villeggiatura al mare, motivazioni che in definitiva sono riferibili alla persona più che alla situazione, si notano delle effettive remore imputabili al tipo di vita, piuttosto disimpegnato e dispersivo, che il mondo della spiaggia suggestiona ed inoltre a difficoltà di carattere organizzativo della chiesa locale. Tale situazione influisce in modo distinto sui maschi.
I dati statistici dei quesiti nn. 2, 3 rivelano l'esistenza di problemi di natura psico-morale-religiosa causati dall'ambiente e dalla situazione di vita. Sono particolarmente avvertiti dagli adolescenti d'ambo i sessi, ma più dalle ragazze. Per tale fatto chiedono centri di consulenza e di assistenza, non allarmismi, condanne, proibizioni, divieti, privi di serie motivazioni personalmente accettate.
Le lievi maggiorazioni che nel confronto con i dati di talune inchieste a livello più o meno nazionale [8] si riscontrano a favore della pratica religiosa in vacanza al mare, sono imputabili alle ragazze e solo relativamente alle particolari Regioni di buona tradizione religiosa. Ma possono anche essere significative, almeno per le ragazze, di una maggiore e migliore disponibilità spirituale che proprio nel tempo della vacanza trova modo di esprimersi.
I GIOVANI SI GIUDICANO...
Il quesito dice testualmente:
Per gli italiani: «come giudichi i giovani e le ragazze di altre nazioni?»; per gli stranieri: «come giudichi i giovani e le ragazze italiane?».
Seguiva quindi una serie di termini di giudizio identici per italiani e stranieri, con accanto una doppia fila di quadratini, una riservata per il più (+) ed una per il meno (—).
Nella tavola seguente vengono esposti gli indici percentuali risultanti dai valori positivi e negativi [9]:

Si nota evidentemente una certa sintonia di interessi e di attenzioni tra maschi italiani e ragazze straniere e, naturalmente, anche se meno accentuata, tra maschi stranieri e ragazze italiane.
Si osservano inoltre dei giudizi concordanti sia negativi che positivi per ognuna delle classificazioni: e cioè i maschi stranieri sono visti dagli italiani d'ambo i sessi: in senso positivo liberi, educati, emancipati; mentre tra le voci meno positive o negative generosi e maturi; in particolare le ragazze straniere sono considerate molto vivaci sessualmente, mentre poco o scarsamente lo sono i maschi stranieri. Per gli italiani invece i valori più distinti sono: allegri, socievoli, facili all'amicizia; in senso negativo risaltano: generosi ed emancipati. Sono inoltre d'accordo gli stranieri nel giudicare in particolare i maschi italiani molto vivaci sessualmente ed anche liberi ma anche scarsamente educati, emancipati e maturi. Le ragazze italiane godono di un giudizio discreto e benigno proprio perché sanno tradurre in termini di educazione la vivacità del temperamento latino: rilevano però in esse una tinta tradizionalista che lega la loro libertà ed emancipazione.
Il giudizio più pesante tocca in generale agli italiani maschi dato che la loro, anche proverbiale, esuberanza non hanno riguardo di esprimerla spesso con la villania.
Lasciando da parte altre considerazioni, solo preme notare a questo punto come certe linee di comportamento emerse più o meno chiaramente nei precedenti rilievi trovino qui una conferma.
DIMENSIONI E PROSPETTIVE INTERNAZIONALISTE
Uno degli aspetti più interessanti ed attraenti del turismo marino è certa-mento l'incontro con giovani di tutte le provenienze sia regionali italiane che straniere. Era d'obbligo quindi un quesito in proposito, anche perché è una esperienza assolutamente unica e pregna di significative prospettive. Alla domanda che diceva: «su un piano di intesa, di solidarietà, di amicizia tra i giovani delle varie nazioni trovi il soggiorno al mare una occasione utile?» hanno risposto per il sì quasi all'unanimità. Per il no sono stati il 7,9% di italiani e 8,5% di stranieri.
Una seconda parte della domanda diceva: «Pensi in ogni caso che sia bene favorire l'incontro di giovani di varie nazionalità con iniziative a carattere: associativo, artistico, culturale, musicale, religioso, sportivo, folcloristico, turistico...?». Queste erano delle modalità che potevano essere segnalate distintamente a seconda della personale preferenza.
In ordine a tali preferenze si è rilevato una certa differenza tra gli italiani e stranieri: per i primi la scelta preferenziale è rivolta significativamente sulle modalità: «associativo» 45,9%, «culturale» 37%, «sportivo» 48,4%, «turistico» 36,7%; per gli stranieri invece le sole modalità significative sono risultate «musicale» 61,5% e «sportivo» 63,8%.
In ordine ad una vocazione internazionalista che ha modo di esprimersi particolarmente nel mondo della spiaggia, gli italiani puntano sulle modalità che favoriscono un'incontro più personale, più completivo, più vincolante; sentono l'esigenza di una maggiore concretezza ed impegno. Gli stranieri invece anche in questo caso fanno prevalere la situazione, nella quale allora trovano facilmente componibili le modalità segnalate con io spirito della vacanza.
la modalità di carattere «religioso» trova preferenze del 17,2% tra gli imdiani e del 9% tra gli stranieri. È chiaro in questi dati l'influsso di una concezione personalistica e privaticistica del fatto religioso, come di una faccenda privata che non merita di essere posta in dimensione interpersonale o sociale. Ciò è più evidente tra gli stranieri per i quali c'è anche l'esperienza di una difficoltà di dialogo tra le stesse confessioni religiose.
M VACANZA AL CAMPING!
E un quesito rivolto a tutti; naturalmente alcuni solamente hanno risposto in base all'esperienza, la maggioranza in una proiezione intenzionale. Si è rilevata una duplice tendenza: quella che si coagula attorno a motivazioni di contenuto naturalistico come: vita aperta, contatto con la natura, spirito di avventura che ha visto nettamente prevalenti gli italiani; una seconda tendenza, preferita dagli stranieri, è quella dettata da motivazioni pratiche, quali: economicità, maggiore indipendenza, vita libera. In ogni caso sembra non trascurabile questa tendenza, che urge come esigenza, a riscoprire il valore della natura. Al di là di questi dati statistici c'è tutta l'inchiesta che lo dimostra.
Altre domande infine riguardavano i singoli centri balneari nei quali venne condotta l'inchiesta.
Merita solo ricordare che alla domanda finale, quella che invitava ad esprimere desideri e lagnanze, a parte le varie osservazioni di carattere ambientale, di attrezzature e di moda e costume, c'è un diffuso coro di desideri che proclama l'urgenza di una organizzazione che raccolga tutti i giovani, italiani e stranieri, e che vive il suo momento privilegiato proprio nell'esperienza turistica.
CONCLUSIONI
RILIEVI PSICOLOGICI, SOCIOLOGICI, MORALI, RELIGIOSI
I fattori e le motivazioni più importanti che sono emerse nell'inchiesta sono:
♦ il fattore «presenza giovanile» come principale polo di attrazione. I giovani amano incontrarsi ed è proprio la varietà dell'incontro, la possibilità di conoscenze ed amicizie nuove che maggiormente li emoziona e conquista. E ciò al di sopra di ogni chiusura di fantomatiche caste di nazionalismi, di fortune socio-economiche o professionali, in una esperienza fortemente socializzante;
♦ il fattore «divertimento», inteso prevalentemente non come ciò che devia o rallenta la tensione dello spirito e del corpo dalle abitudini ed occupazioni consuete, ma come ricerca di ciò che procura sensazioni, piacere, avventura, che permetta esperienze ludiche dove sia inglobato in partecipazione attiva, come protagonista, non spettatore semplicemente, il soggetto;
♦ ci sono inoltre delle motivazioni di ordine strettamente psicologico come il fascino e la seduzione di un mondo aperto e libero, svincolato cioè da condizionamenti tradizionalistici ed ambientali, dove il protezionismo familiare è per necessità meno autoritario ed invadente. Tutto ciò perché attratti dall'ambiente e dallo stile di vita apparentemente non conformista e contagiati in ciò da una varietà di esperienze educative e da modelli di comportamento;
♦ ci sono inoltre motivazioni, facilmente comprensibili, di natura psicofisica che si possono ricondurre ovviamente a valori «ecologici».
Il mondo giovanile in vacanza al mare pone delle considerazioni e dei problemi di natura socio-culturale di estrema importanza. La presenza di correnti umane di assai varia estrazione, sia etnica che civile, che di classe sociale, economica o politica, ed anche religiosa, determinano una promiscuità di interessi e valori culturali che influenzano:
♦ il costume civile-politico con la caduta di pregiudizi etnici, nazionalistici, classistici; con il superamento di barriere ideologiche; con una integrazione a livello di vacanze da «società del benessere». È importante notare come il fenomeno della contestazione e della protesta, così ardente in questi anni, non abbia mai toccato il mondo giovanile della vacanza al mare, neppure come larvato tentativo. E, certo, non sono solo ragioni di impossibilità organizzative che hanno mortificato tale fenomeno;
♦ la mentalità ed il comportamento morale: i giovani si trovano direttamente a contatto e confronto con esperienze di vita, modelli di comportamento, criteri di valutazione morale, concezioni estetiche, contenuti culturali in genere, talvolta assai diversi. Ciò viene facilmente a determinare una presa di posizione critica nei confronti di questi valori o meglio dei valori morali in genere. È una attenzione, comunque, questa che pare preoccupi coscientemente solo una minoranza. I più si lasciano condurre dalla logica amoralistica del divertimento.
Tutto ciò può determinare un orientamento morale che trova le linee di meno facile individuazione in:
• una tendenza alla omogeneizzazione delle modalità di comportamento ad un livello di principi e di condotta edonistico-materialista, sotto la spinta, tra l'altro, di tutta una organizzazione economico-commerciale che la favorisce, reclamizza e suggestiona;
• una specie di appiattimento dei valori e dei principi nel campo della condotta sessuale, ridotta alla fine a semplice e facile esperienza ludica e spersonalizzata, ad un cameratismo erotizzante ed occasionale. Possono essere questi anche sintomi di un processo di trasformazione proprio dell'atteggiamento morale dei giovani nei confronti della vita e della condotta sessuale che si evidenziano particolarmente proprio nell'ambiente di vacanza al mare. Non si tratta però, a quanto pare, di una specie di osmosi tra modelli di comportamento, ma di una vera e propria concezione relativistica dei valori morali. Ma è una conclusione questa che merita una specifica e più attenta indagine.
IL COMPORTAMENTO RELIGIOSO
È osservabile al di sotto degli indici percentuali generali, peraltro ottimistici, una crisi in atto nella pratica religiosa dei giovani. Il forte divario infatti nell'interesse per la pratica religiosa tra maschi e femmine italiani, soprattutto nel Veneto tradizionalmente di buona pratica, lascia intravvedere chiaramente tale crisi. Non è certo imputabile tale fenomeno al genere di vita che si conduce in un centro balneare; qui piuttosto trova occasione di evidenziarsi, ma la causa deve essere ricercata in tutto il contesto religioso-sociale-civile.
Sembra urgente in ogni caso riconsiderare l'organizzazione del servizio religioso nei vari centri balneari in termini di maggiore disponibilità sia di collocazione topografica di adunanze di culto, sia di personale, sia infine di liturgia-pastorale settoriale, almeno per il mondo giovanile. Ed anche a conferma di ciò, due fatti meritano di essere segnalati. Anzitutto il grande successo di frequenza e partecipazione che ottiene la «Messa dei giovani» specialmente se è celebrata il sabato sera; si tratta davvero di un incontro spontaneo e vivissimo che spesso entusiasma gli stessi giovani, tanto da divenirne uno stimolante invito.
Ed inoltre la personale testimonianza di chi opera pastoralmente nei centri balneari, del desiderio e della esperienza di incontri spirituali, spesso a livello sacramentale, che numerosi giovani hanno nelle località di villeggiatura al mare. E pare non sia un caso che quivi arrivino con vive problematiche spirituali e morali, alla ricerca di una risposta che a titolo di confronto o addirittura di risoluzione affidano alla occasionalità di un incontro.
Ci sono delle difficoltà di fondo, già ricordate, e cioè la inadeguatezza del servizio e la scomodità topografica, che arrestano quella maggiore apertura e disponibilità spirituale che anche in rapporto all'interesse religioso è lecito intravvedere anche a livello statistico.
ISTANZE ED INDIRIZZI FORMATIVI E PASTORALI
Il dato di fatto più chiaramente avvertito dai giovani, e che balza in evidenza da tutta l'inchiesta, è che essi si trovano immersi in una intensa e vivissima esperienza, che li raggiunge in tutte le dimensioni del loro essere, da quelle biofisiche a quelle psicologiche e spirituali.
Parimenti avvertono un senso di isolamento e di abbandono. Nella interazione sociale del mondo della vacanza al mare sentono di avere una posizione passiva, di essere relegati al ruolo di clienti, per di più non adeguatamente considerati, nel solo ingranaggio efficiente, quello economico-commerciale, del mondo del turismo balneare.
Non è per semplice reazione però che si pronunciano in vertici percentuali quasi unanimi a favore di iniziative, organizzazioni, attività, associazioni d'e li riguardano direttamente ed esclusivamente, ma perché sentono
dover confidare solo in se stessi per fare meno frastornante, meno mortificante e più umano questo loro mondo e questa esperienza cui non sanno né possono ormai rinunciare.
Non vale l'obiezione di chi dice che questa è una parentesi di tempo isolata nella vita giovanile; piuttosto bisogna considerare il fatto che per essere una esperienza intensamente vissuta perciò stesso si incide profondamente sulla vita giovanile e non rare volte in decisioni ed atteggiamenti difficilmente reversibili.
Qui naturalmente si fa avanti il problema formativo e pastorale. A questo proposito non sembri superfluo ritornare su una considerazione di fondo che riguarda chi ha compiti educativi. Non pare assolutamente proficua ama presa di posizione, un atteggiamento allarmistico e di diffidenza da porte dell'educatore nei confronti di chi intenda trascorrere una vacanza ai mare. È una posizione ancora presente e che ha contrassegnato una tradizione pastorale di severo moralismo, legata, forse non solo incidentalmente, a tempi meno prosperi, e che tutto sommato si è rivelata un fallimento. È certamente più vantaggioso un atteggiamento che si ispira a stima e fiducia fino ad arrivare all'incitamento ed al consiglio nei riguardi di una tale esperienza. Non bisogna dimenticare infatti che pur essendo questa una situazione di vita significativa quanto poche, non arriva mai ad infrangere quelle predisposizioni psicologiche e morali soprattutto che sono il corredo di una buona formazione giovanile.
Ma c'è anche un programma preventivo da prendere in considerazione. Questo trova le sue linee in quanto segue:
• educare i giovani all'uso della libertà ed indipendenza morale e civile;
• educarli al senso di misura e responsabilità; alla stima della propria ed altrui dignità personale;
• alla varia ed appassionante esperienza di vita sociale e socializzante giovani di varia estrazione, sia italiani che stranieri;
• alla capacità di interazione ed integrazione socio-culturale;
• alla stima e considerazione dei valori morali, soprattutto in ordine alla condotta sessuale;
• al senso di responsabilità sul piano religioso, e quindi anche della prati:a religiosa;
• alla considerazione e misura dei valori bio-psichici e terapeutici della vacanza al mare.
C'è un discorso, ancora a monte, che chiama in causa la responsabilità di tutta la società sia sul piano organizzativo (offrire attrezzature, tempo, mezzi, possibilità a tutti i giovani di una vacanza vera) sia su quello educativo (il turismo deve entrare come programma anche nella stessa scuola).
Per quanto riguarda invece gli indirizzi e l'organizzazione per una pastorale del turismo, marino in specie, sembra necessario anche qui richiamare quel significativo documento che è il «Direttorio generale per la pastorale del turismo» (1969).È un documento che si pone veramente in linea con questo grande fenomeno del turismo di massa, rivelando in particolare una mentalità ed uno stile assai aperti a prospettive di una pastorale avanzata.
È importante sottolineare anche qui il richiamo alla corresponsabilità di tutto il popolo di Dio, inoltre l'invito a «non fermarsi sulle posizioni tradizionali, ma a cercare nuove forme pastorali», tali da investire le stesse strutture della Chiesa locale; la necessità di studiare una pastorale con cui debbono essere riguardati i valori ed i fattori culturali, sociali, civili, anche tipicamente cristiani (ad es. il senso della ospitalità, il dovere della carità, ecc.) che il turismo porta con sé, e così via. Ma qui ci si deve fermare, il discorso vale un altro articolo. Basti solo ricordare che la pastorale del turismo giovanile può trarne preziosi indirizzi e stimoli.
NOTE
[1] È appena opportuno precisare che qui si intende parlare del turismo di massa e di soggiorno o villeggiatura in zone climatiche, e non del tradizionale modo di intendere il turismo che è quello dei viaggi di diporto in altri paesi a scopi più o meno culturali.
[2] Paolo VI in «Osservatore Romano» 17-18/8/1963.
[3] Un'indagine ISTAT rilevava che nel 1966 appena il 30% delle famiglie italiane aveva potuto concedersi una vacanza in zone climatiche mentre nel 1959 tali famiglie erano il 15% solamente.
[4] La popolazione giovanile italiana dai 14 ai 26 anni è del 18% sul totale (ISTAT 1967), mentre quella che si registra nei centri balneari si aggira tra il 30% ed il 35% del totale presenze.
Secondo indagini turistiche effettuate dal Ministero del Turismo si calcola che non meno del 20% di tutta la immigrazione turistica in Italia sia costituito da giovani (Ministero Turismo e Spett., Il turismo dei giovani, Roma, 1967).
[5] In una inchiesta tra i giovani dai 14 ai 21 anni risulta che il 31,8% trova nel ballo «il divertimento più comune» (C. Testa, Giovani '70, Roma 1969, pag. 30).
[6] La dicitura «nessuna risposta» raccoglie coloro che non hanno risposto ad alcuna delle prime quattro domande.
[7]II fenomeno della pendolarità influenza solo gli indici percentuali delle ragazze: «Item» n. 1 maschi 27,7%, femmine 41%, totale 32,8%. «Item» n. 4: maschi 40%, femmine 33,9%, totale 37,6%.
[8] Ci si riferisce all'indagine di S. Burgalassi che rileva la frequenza dei giovani dai 15 ai 21 anni per la pratica religiosa in 35% dei maschi e 36% delle ragazze (Comportamento religioso degli Italiani, Vallecchi, 1968, pagg. 18-25). Inoltre all'inchiesta Doxa (Questi giovani, Genova, 1970) dove si dice che la pratica religiosa è seguita dal 40,6% dei giovani.
[9] Le sigle MS ed FS indicano rispettivamente maschi e femmine stranieri; quelle MI ed FI maschi e femmine italiani. La tavola deve essere letta così: Italiani e Stranieri sono divisi in maschi e femmine, ed ognuna di queste due classi esprimono un giudizio sui MS e FS per gli Italiani, sui MI ed FI per gli Stranieri.

