(NPG 1972-03-59)
Per molte comunità giovanili, il tempo della quaresima è tempo di ascolto del «grido di liberazione» che si alza dai popoli del Terzo Mondo.
È necessario però porsi in atteggiamento preciso, tecnico: non è possibile lasciarsi cullare dall'onda dell'entusiasmo, del buon senso, del genericismo; o, peggio, individuare rimedi che siano, alla misura dei fatti, tutt'altro che funzionali. D'altra parte non si può interpretare, con degli a priori, la mentalità giovanile.
Ci siamo perciò posti, in sede di redazione, alcuni interrogativi:
• come i giovani sono «sensibili» al problema del Terzo Mondo?
• dove, secondo loro, è necessario intervenire, per modificare situazioni ingiuste?
• che conoscenza essi hanno degli organismi che operano per la promozione dei paesi in via di sviluppo?
Per delineare una risposta adeguata, abbiamo inchiestato un campione di giovani del primo biennio liceale, appartenenti ad istituti gestiti da una Congregazione religiosa.
L'inchiesta è stata sviluppata nel maggio scorso: dopo il periodo «caldo» della quaresima (le proposte avanzate sulla Rivista erano per una quaresima su queste linee) e quando le suggestioni potevano essere ormai state sufficientemente decantate e interiorizzate.
Il quadro ha quindi i pregi e i limiti oggettivi del campione prescelto: giovani quindicenni (l'età media è 15,22) che vivono all'interno di istituti educativi (oggetto quindi di molteplici approcci, ma forse spesso in fase di stanca e di saturazione).
Per non fornire i dati nella crudezza (ed eloquenza) delle sole percentuali, i risultati dell'inchiesta sono stati fatti oggetto di un'attenta analisi da parte di una quindicina di giovani appartenenti ad un gruppo di impegno sociale di Torino (OMG).
Accanto ad ogni tavola riportiamo le riflessioni più significative emerse in questa conversazione. I giovani interessati ci tengono a sottolineare che l'approccio con l'inchiesta non è stato di processo o di vivisezione delle scelte che il campione intervistato aveva operato. Lo spirito con cui sono stati esaminati i dati era improntato ad una verifica delle scelte operate dagli studenti inchiestati, in rapporto alle proprie scelte, nel tentativo di scoprire le ideologie che stavano alla base di eventuali discordanze. Più che un giudizio si è trattato di una possibilità di riflessione e di confronto di idee.
Per quale scopo, allora, questa rassegna di pareri?
Per fornire agli operatori pastorali che intendessero promuovere una sensibilità ai problemi del Terzo Mondo, il polso di un certo universo giovanile: sapendo dove la sensibilità è più marcata e dove invece è maggiormente carente, è possibile programmare interventi adeguati.
Il campione
Sono stati inchiestati 414 giovani dai 14 ai 16/17 anni, studenti del biennio liceale, utilizzando il questionario pubblicato su Note di Pastorale Giovanile, 1971 /3.
La scelta degli istituti è stata predisposta in modo da ottenere una campionatura sufficientemente adeguata, in rapporto alle regioni e alla reale presenza di istituti del tipo ricercato all'interno delle singole regioni.
D'altra parte l'inchiesta mira, più che a pretese strettamente scientifiche, a una descrizione di mentalità.
Il campione è così suddiviso:
Piemonte 137 33,0
Veneto 104 25,1
Emilia 110 26,6
Lombardia 63 15,3
Età media del campione: 15,22.
Nella tabulazione dei dati e nella traduzione in percentuale non sono state prese in considerazione le non-risposte o le risposte inadeguate. Per questo la somma dei dati non sempre raggiunge l'indice totale del campione.
Prima domanda
Discuti dei problemi del sottosviluppo:
spesso qualche volta mai
con gli amici 25,3 60,6 12,2
In famiglia 6,4 54,1 30,4
a scuola 27,9 53,8 11,3
nell’ambiente parrocchiale 17,3 24,5 44,4
È da notare come la colonna «qualche volta» nella discussione dei problemi se sottosviluppo abbia conseguito, nelle quattro accezioni, la maggioranza delle risposte. Fa eccezione l'ambiente parrocchiale nel quale il 44,496 dei giovani afferma di non parlare mai dei problemi del sottosviluppo.
Elevato anche l'indice del non parlarne mai (30,4%) in famiglia.
Abbastanza sorprendente il 25,3% dei giovani che afferma di parlare spesso del sottosviluppo con gli amici e il 60,6% che dice di parlarne qualche volta: sorprendente perché denota che una libera scelta di conversazione, come può essere quella tra amici, cade con una certa frequenza sul sottosviluppo.
Correlando questa risposta con quella della domanda 9 in cui si chiede ai giovani se facciano parte di qualche organizzazione che lavora per il Terzo Mondo, e notando che solo il 19% risponde di sì, c'è da pensare che per parecchi giovani il «sottosviluppo» costituisca un puro motivo intellettuale di discussene.
Seconda domanda
Mi pare di essere informato sul sottosviluppo?:
(a) il nome di organizzazioni che si occupano dei paesi in via di sviluppo:
MANI TESE 150
OPERAZIONE MATO GROSSO 141
FAO 124
UNESCO 43
ONU 26
CHARITAS 11
(b) il nome di organizzazioni che mandano nei paesi in via di sviluppo gente che desidera prestare ivi la propria opera:
OPERAZIONE MATO GROSSO 160
MANI TESE 40
FAO 22
CORPO DELLA PACE 8
(c)riviste, libri, films, trasmissioni radiofoniche e televisive che hanno come tema principale il sottosviluppo:
riviste: NIGRIZIA 44
POPOLI E MISSIONI 26
MISSIONI 25
DIMENSIONI OGGI 24
RAGAZZI DUEMILA 23
MERIDIANO 12 22
CROCIATA MISSIONARIA 6
film: LE VERGOGNE DEL MONDO 18
trasmissioni televisive: TV 7 25
(La domanda era aperta. Diamo la somma delle scelte).
• Il fatto che emergano due movimenti quali «Operazione Mato Grosso» (OMG) e «Mani Tese» tra le organizzazioni che si occupano dei paesi in via di sviluppo, a scapito di altre organizzazioni più vaste ed importanti (alcune subordinate, altre nemmeno accennate), si può così spiegare:
OMG e Mani Tese sono conosciute dai giovani molto più delle altre organizzazioni internazionali poiché rappresentano per l'animatore religioso uno sbocco concreto di impegno dei giovani per sensibilizzarli ai problemi del Terzo Mondo e impegnarli per gli altri.
• Il quadro delle risposte circa le Riviste fa chiaramente intendere che, per la maggior parte, le idee che i giovani possono attingere sul sottosviluppo non hanno come fondamento l'analisi economica e strutturale della società in cui i paesi in via di sviluppo si trovano, quanto un certo filone tra il descrittivo e ìl letterario, che non riesce a toccare alla radice i problemi dei paesi considerati. (D'altra parte, l'età dei giovani inchiestati non facilita l'approccio con riviste più specializzate).
Terza domanda
Secondo te, il fatto del sottosviluppo in che cosa consiste, soprattutto?
(Segna 3 accanto alle cause che ti sembrano più Influenti; 2 vicino a quelle che valuti abbastanza influenti; 1 invece se pensi abbiano una scarsa influenza).
Elenchiamo le voci in ordine decrescente di importanza come risulta dalla media delle risposte date dal campione intervistato.
1. analfabetismo 2.51
2. colpa dei paesi ricchi, che sfruttano 2,38
3. mancanza di nutrimento 2,32
4. cattiva spartizione delle risorse 2,23
5. squilibrio tra popolazione e mezzi di sostentamento 2,11
6. una questione di mentalità (pregiudizi, tabù, tradizioni) 2,10
7. mancanza di tecnologia avanzata 1,90
8. Mancanza di denaro 1,88
9. un fenomeno di sovrappopolazione 1,81
10. mancanza di quadri tecnici e politici 1,81
11. mancanza di democrazia all'interno 1,73
12. mancanza di super-organismi mondiali 1,60
13. mancanza di materie prime 1,56
14. un fatto puramente organizzativo 1,39
Che il campione sia composto da studenti si comprende dall'identificazione che prima di tutto vien fatta del sottosviluppo con I'analfabetismo», a cui corrisponde, nella domanda successiva, la voce «insegnamento» al primo posto per avviare a soluzione i problemi di un paese sottosviluppato.
Ore a questa evidente caratterizzazione le risposte sembrano «centrare» sufficientemente il problema, anche se la «mancanza di nutrimento» rivela un’accentuazione troppo elevata rispetto a altre cause di sottosviluppo (frutto di una non esatta conoscenza dei problemi: cfr. il discorso fatto per le riviste), e se la «mancanza di quadri tecnici e politici» appare un po' troppo trascurata dalla media delle risposte.
I giovani dell'OMG che analizzavano le risposte degli studenti si sono anch'essi sottoposti alle domande 3 e 4 del questionario.
I risultati di questa indagine fatta perché servisse da confronto con le risposte degli studenti ha evidenziato in ordine queste cause del sottosviluppo:
1. colpa dei paesi ricchi che sfruttano
2 analfabetismo
3. cattiva spartizione delle risorse
4. squilibrio tra popolazione e mezzi di sostentamento
5. questione di mentalità e mancanza di quadri tecnici
mancanza di democrazia all'interno.
La disparità dei risultati è frutto di una diversa posizione ideologica, di un campo diverso di informazione e anche della diversità di età e di studio tra i giovani OMG e i giovani del campione.
Quarta domanda
Se tu facessi parte del governo di un paese del Terzo Mondo, che cosa cercheresti di sviluppare con precedenza?
(segna 3 ai settori cui daresti immediata precedenza; 2 a quelli cui daresti interesse successivo; 1 a quelli meno urgenti).
Elenchiamo le voci in ordine decrescente di importanza come risulta dalla media delle risposte date dal campione intervistato.
1. insegnamento 2,72
2. condizioni sanitarie 2, 71
3. agricoltura 2,49
4. industria 2,33
5. rapporti internazionali 2,01
6. religiosità 2,01
7. sensibilizzazione dell'opinione pubblica 1,91
8. democratizzazione della vita politica 1,78
9. promozione della classe media 1,77
10. finanze 1,73
11. armamento 1,23
«Democratizzazione della vita politica», «sensibilizzazione dell'opinione pubblica» «insegnamento», «condizioni sanitarie» e «agricoltura» sono ai primi posti nella graduatoria dell'inchiesta che i giovani OMG hanno voluto fare tra di loro.
Per la comparazione alle risposte del campione intervistato vale lo stesso discorso fatto per la domanda 3.
Quinta domanda
Secondo te, aiutare un paese in via di sviluppo è:

Mentre si rivela buono l'indice di «sì» per quanto riguarda la voce «aiutarli a sfruttare le loro ricchezze», appaiono un po' insufficienti le risposte positive alle voci «insegnare agli abitanti come incrementare il progresso tecnico», «mandare delle persone che facciano prendere coscienza...» e soprattutto «informarsi, studiare il problema per capire».
Sesta domanda
Credi che i paesi in via di sviluppo possano influire:

A questa sesta domanda sembra che la risposta dei giovani sia stata dettata di due spiriti diversi: la prima risposta pare sia stata data «a breve scadenza», considerando i popoli in via di sviluppo nella situazione attuale in cui difficilmente riescono a influire sulla vita politica ed economica italiana; nella terza invece (per quanto riguarda l'influenza dei popoli considerati sulla pace mondine) la prospettiva sembra essere «a lunga scadenza», quando cioè abbiano soggiunto una certa indipendenza economica e politica all'interno dell'equilibrio mondiale.
Settima domanda
L’Italia, nel 1967 (ed è stato un anno particolarmente favorevole) ha erogato in limare dei paesi del Terzo Mondo 231 miliardi di lire, pari allo 0,53% del reddito nazionale netto.
Ti pare:
sufficiente 37,2
poco 42,0
troppo poco 20,8
Ottava domanda
In Italia ci sono ancora dei poveri. Una parte del reddito nazionale è destinato ai paesi del Terzo Mondo.
Ti pare una cosa ben fatta? E perché?
motivazioni
sì 50,9 il Terzo Mondo ha più bisogno (63)
no 41,1 prima i problemi italiani (91)
Nona domanda
Certamente hai assistito a molte campagne, appelli che hanno avuto come tema il sottosviluppo.
Quale persona ti ha maggiormente impressionato?
(La domanda era aperta. Diamo la somma delle scelte).
Follerau 61
Papa Giovanni 22
nessuno 20
un missionario 18
King 13
Kennedy 12
Schweitzer 10
Abbé Pierre 9
l'esempio di persone che conoscevo 6
un sacerdote 9
Quale organizzazione ti pare più seria, tanto che gli daresti (o gli dai) adesione e appoggio?
OMG 81
Mani Tese 28
FAO 26
ONU 6
UNESCO 5
CRI 5
Fai parte di qualche organizzazione che lavora per il Terzo Mondo?
no 72,5
sì 19,0
Le risposte lasciano intendere un certo genericismo con cui pare vengano unite nella categoria specifica del «sottosviluppo» tutte le persone di «buona volontà».
Assai significativo che 20 studenti abbiano esplicitamente dichiarato che «nessuna» persona li aveva impressionati.
Sarebbe interessante poter approfondire se questa mancanza di interessamento è dovuta a una errata impostazione degli educatori e di quanti promuovono queste «campagne», oppure se è frutto di poca sensibilità per l'argomento e i problemi del sottosviluppo da parte dei giovani.

