La programmazione pastorale attraverso «MONDO ERRE»



    (NPG 1975-02-82)

    Il Centro Salesiano Pastorale Giovanile, con la collaborazione del Centro Catechistico Salesiano, ha curato l'edizione di una rivista per l'educazione cristiana dei preadolescenti: «MONDO ERRE» (mensile - 48 pagine - f.to 17x24 - 4 colori - Abbonamento annuo L. 3000 su ccp 2/8756 Edizioni LDC 10096 Leumann-Torino).
    La rivista, che continua la tradizione educativa del servizio pastorale della Congregazione Salesiana, iniziata con «RAGAZZI IN AZIONE» e «RAGAZZI DUEMILA», offre una proposta di educazione umana e cristiana dei preadolescenti, maturata in coerenza con le linee ricorrenti oggi nella pastorale dei preadolescenti (cfr. Gianetto-Giannatelli, «La catechesi dei ragazzi», LDC) e all'interno dei quadri educativi che il Centro Salesiano Pastorale Giovanile ha evidenziato in questi anni (cfr. Centro Salesiano Pastorale Giovanile, «Fare pastorale giovanile oggi», LDC). Per gli educatori interessati a MONDO ERRE, ci pare un servizio stimolante far emergere queste linee pastorali, per una utilizzazione della rivista corrispondente ai progetti redazionali e in vista di un dialogo di confronto.

    FATTI COME PROBLEMA: PERCHÉ «MONDO ERRE» NELLA PASTORALE DEI PREADOLESCENTI

    I nostri ragazzi si trovano nel fuoco di mille proposte. Se qualcuno non dà loro una mano a scegliere, a fare un po' di ordine nel guazzabuglio dei progetti di vita da cui sono bombardati, essi sono costretti ad alzare bandiera bianca. La loro matura crescita umana e cristiana è irrimediabilmente compromessa.
    Si dice molto spesso che viviamo in un'epoca di pluralismo culturale. Che cosa significa, nel concreto di una esperienza quotidiana? Pluralismo significa presenza contemporanea di quadri di valori e di modelli di comportamento diversi, non omogenei. Il ragazzo si trova al centro di questo conflitto. In tanti gli parlano in modi e con linguaggi diversi. Molte «agenzie» emettono per lui «valori» (proposte di vita): la famiglia, la scuola, la «chiesa», il gruppo dei coetanei, i mezzi di comunicazione sociale, la pubblicità, il clima che si respira... Tra tutte queste agenzie non c'è «uniformità». Ciascuna fa il suo discorso, affermando magari che è l'unico «serio», credibile. Ciascuna «promette» un senso definitivo alla vita: elabora un progetto d'uomo, su cui poi fa scorrere tutte le proposte, anche le più banali.
    Molto spesso, il processo non è a carte scoperte. Si parla apparentemente di cose, non di «definizioni». Ma basta un pizzico di fiuto educativo per scoprire che neppure una saponetta è lanciata sul mercato pubblicitario, senza il supporto di un progetto d'uomo che la spinga.
    Il ragazzo è manipolato: costretto a interiorizzare progetti di sé immaturi e banali o, peggio, molto diversi, spesso contraddittori. Non è possibile raggiungere un equilibrio culturale se non «articolando» le varie proposte, nella costruzione di una mentalità in cui riconoscersi. La disarticolazione è già una determinata sintesi: colui che fa spazio a proposte contraddittorie «sceglie» un progetto di sé qualunquista e esasperatamente pluralista. Sceglie quindi il disimpegno e la disintegrazione interiore. Purtroppo c'è un altro serio problema. Per fare un poco d'ordine, bisognerebbe sparire per un certo tempo dalla circolazione. Prendere in valigia tutte le proposte, chiudersi in una campana di vetro e, con la guida di un educatore accorto, decidere con calma..E un sogno proibito. Il ragazzo «sceglie» mentre continua ad interiorizzare proposte. Anzi, lo spazio educativo in cui si riconosce più adeguatamente, il «mondo» culturale in cui si identifica, condiziona e guida la sua scelta. Spesso, il ragazzo «sceglie» quel progetto che corrisponde ai modelli di comportamento che più gli piacciono.
    La «stampa» ha una grossa responsabilità. un canale privilegiato di «modelli». Quindi diventa, spesso, lo spazio educativo in cui il ragazzo elabora il suo progetto di vita, la «mano amica» che lo aiuta a crescere. Quale stampa?
    È stato fatto un piccolo e veloce sondaggio: ecco i «risultati».
    Ci sono in commercio in Italia oltre 200 pubblicazioni per ragazzi.
    Circolano circa 20.000.000 di copie al mese. Per una spesa complessiva di oltre 4.000.000.000.
    20% = ALBI UMORISTICI con storielle banali.
    33% = ALBI AVVENTUROSI: eroi spaccatutto che si affermano per l'uso dei muscoli e delle armi; vedono la vita e la società come scontro, non come incontro.
    8% = ALBI DI GUERRA: vi domina, generalmente, la violenza: armi moderne, tecnica, uomini in divisa che hanno sempre ragione.
    22% = ALBI EROTICI: delinquenti che si fanno gioco della legge, fra denaro e gioielli; personaggi crudelissimi che trattano uomini e donne come oggetti da usare e fracassare a piacere. Il sesso sembra la cosa più importante del mondo e diventa violenza.
    10% = GIORNALI PER RAGAZZI: è la parte migliore della produzione, ma ha una voce debole. Il più delle volte non può apparire in edicola.
    Il resto è fatto di fotoromanzi pieni di storie lacrimose e di principi azzurri.
    È un panorama certo poco consolante. Che ci fa pensare. Costringe, noi educatori, a passare decisamente ai ripari.
    Una volta bastava raccomandare la «fuga» dalle letture «pericolose». L'omogeneità culturale che si respirava e l'assenza di quella larga commercializzazione di modelli che noi soffriamo, permettevano di «crescere» in forma matura, eliminando le sole controindicazioni.
    Oggi le cose vanno ben diversamente. Proporre di fuggire dalla crisi di progetti contraddittori e falsi, significa spingere a fuggire dalla vita. E questo è impossibile. Si rende indispensabile l'elaborazione di «strumenti» efficaci: capaci di mordere nelle reali problematiche dell'oggi. Il rimedio è un clima «alternativo». Che si inserisca cioè nei quadri di comunicazione educativa normali (una pedagogia più esperienziale che culturale) per «fare ordine»: dare una iniziale capacità «critica» nei confronti delle manipolazioni e evidenziare modelli di comportamento significativi e maturi.
    Una rivista per ragazzi non può arrogarsi, da sola, un simile compito. La responsabilità è più vasta: investe tutto lo spazio educativo (scuola, ambienti educativi, oratori, gruppi ecclesiali, parrocchia, famiglia...). Una rivista è però sussidio importante: per attivizzare il processo di «revisione critica», nel singolo e nel gruppo.
    Il gruppo redazionale di MONDO ERRE ha sentito il bisogno di collocare adeguatamente il suo servizio. Per dare una mano agli educatori di ragazzi, messi alle corde dal difficile momento in cui viviamo, indichiamo gli obiettivi «educativi» che la rivista si prefigge e i metodi con cui intende realizzarli.

    «MONDO ERRE»: OBIETTIVI EDUCATIVI

    Un'educazione umana «aperta» alla fede: verso l'integrazione tra fede e vita

    MONDO ERRE ha, alle spalle, la lunga riflessione educativa e pastorale realizzata da molti educatori ed elaborata all'interno del Centro Salesiano Pastorale Giovanile. Del centro riprende le scelte, adattandole alla specifica funzione di una rivista formativa per ragazzi.
    Esso intende situarsi in una decisa prospettiva di educazione alla fede, ma «dentro» e «in armonia» con la maturità umana. E quindi uno strumento «educativo», aperto alla esplicita esperienza di fede.
    Per noi, educare alla fede significa lavorare per realizzare una piena e matura integrazione tra fede e vita: guidare cioè il ragazzo a raggiungere quel livello di comprensione di sé, della propra esperienza quotidiana, dei significati relativi ai compiti storici che fanno la vita come «vocazione», in cui la fede diventi il principio di significazione nuova e globale. L'obiettivo è la costruzione di una «personalità» unica, «nuova», in cui lo sviluppo umano e il dono della fede convivano in piena compenetrazione, senza mai ridurre l'una dimensione all'altra. Perché un ragazzo cammina verso la maturità di fede, quando è aiutato a raggiungere un buon livello di maturità umana e ha chiara l'esperienza del, dono dell'amore del Padre che, per il Cristo e nella Chiesa, lo fa «suo figlio», salvandolo e chiamandolo alla gioia della risurrezione.
    Se l'educazione alla fede avviene all'interno di ogni processo educativo, è evidente che dove l'uomo cresce, là è presente l'ansia pastorale. E quindi là trova spazio MONDO ERRE: la rivista dalla vita assume i suoi contenuti, per iniziare dalla vita del ragazzo d'oggi, la sua «formazione» integrale.
    Ci sono rubriche che affrontano prospettive di educazione specifica alla fede: fanno proposte esplicite, collegandosi direttamente con il discorso «catechistico» che matura nelle strutture ecclesiali.
    Molte altre, invece, sono più sulla sponda educativa.
    MONDO ERRE si colloca così soprattutto nel modo «indiretto» di educare alla fede, preoccupato dello stile educativo con cui si anima lo sport, si mette in circolazione la cultura, sono controllati i modelli di comportamento negativi, ci si impegna lungo le direttrici dell'azione sociale, sono interiorizzati gli interessi strettamente umani.
    MONDO ERRE intende in altre parole, assumere l'autonoma consistenza di ogni struttura educativa «profana». Non per strumentalizzarla in una scorretta finalizzazione religiosa. Ma per «autentificarla», per salvarla nella sua profanità, in vista della oggettiva capacità di far crescere un ragazzo così maturo e consapevole di sé, da farsi attento ricercatore del progetto di Dio su lui e dell'amore comunicato dal Padre nella sacramentalità ecclesiale.
    Ci pare una scelta importante, soprattutto per le riflessioni educative da cui siamo partiti.
    Per fare una buona educazione alla fede non è sufficiente partire dalla fede stessa, non basta un corretto annuncio.
    Quando il ragazzo vive la sua quotidiana esperienza in forme di vita chiuse, disimpegnate, sedotte dal fascino superficiale di tanti modelli costruiti ad arte per chiuderlo entro i confini angusti dell'esperienza immanente, la proposta di fede scivola lontana dalla sua vita. Per aiutarlo a crescere da cristiano, va «liberato»: guidato a riscoprire una vera gerarchia di valori e di modelli, ad avvertire la vita come vocazione di servizio agli altri, a ritrovare la gioia di amare e di donarsi.
    Questo decisivo criterio pedagogico anima tutta la rivista: ogni pagina risponde ad una rilettura della realtà in cui l'apertura al trascendente sia intrinseca, esigita o, almeno, possibile.
    E così le pagine in cui la proposta cristiana si fa esplicita sono lo sviluppo consequenziale di tutto l'impianto redazionale e non un parlar di Dio lontano dagli interessi più «normali».

    Proposte per un progetto di sé con Dio dentro

    Crediamo alla necessità di far crescere il ragazzo in uno sviluppo armonico e organico di tutto se stesso. Un uomo disarticolato non riuscirà mai ad essere «figlio di Dio» in pienezza: il dono della fede integra, non supplisce la crescita umana.
    Una rivista non è strumento sufficiente di questa maturazione piena della personalità. Va accompagnata da altri interventi educativi. È una proposta, da compaginare con altre. Lo «specifico» di MONDO ERRE è soprattutto nella sfera del «progetto di sé» per aiutare il ragazzo ad elaborare una identità personale aperta, disponibile, soprattutto con «Dio dentro», un progetto di sé animato dalla fede.
    Questo è l'obiettivo educativo prioritario di MONDO ERRE.
    Il «progetto di sé» è l'insieme dei valori in cui una persona crede: i significati che ciascuno elabora come risposta alle domande centrali della propria esperienza di vita (chi sono, chi voglio essere, che senso ha la mia esistenza, le cose che faccio, i sogni che coltivo), le cose che si valutano importanti, gli orientamenti che si vorrebbero come fondamento delle proprie piccole e grandi scelte.
    Come si vede, il progetto è una decisione sull'oggi, in tensione dinamica verso il futuro: un orientamento globale della propria esistenza. Esso coinvolge l'essere perché, anticipandone la meta ne orienta la crescita. Agisce come una energia modellatrice della persona, le fa assumere progressivamente la struttura e l'orientamento dettati dallo scopo generale cui essa tende: essa cresce secondo le esigenze del progetto.
    Quindi il progetto prepara lo sviluppo personale, ma in un certo modo pure lo anticipa, perché la meta è sempre presente, attiva e stimolante durante l'itinerario di crescita.
    Il progetto non dice solo alla persona ciò che essa sarà domani, ma anche ciò che essa deve essere oggi per realizzare il domani.
    In questo processo dinamico trova posto la fede, come principio unificatore totale:
    – in quanto mette insieme le varie esperienze in un unico sistema organico di valori;
    – in quanto è uno schema costante e coerente non solo per interpretare le situazioni, ma ancor prima per dirigere e selezionare l'attenzione e le percezioni del soggetto nella situazione di vita;
    – in quanto richiama infine alla memoria tutto un grappolo di nozioni e dottrine, connesse e collegate ad una globale interpretazione della vita.

    «MONDO ERRE»: LE OPZIONI METODOLOGICHE

    Per raggiungere gli obiettivi educativi che MONDO ERRE si prefigge, le strade aperte sono tante. Un servizio educativo corretto chiede di scegliere.
    Il gruppo redazionale ha privilegiato un quadro di opzioni metodologiche. Ci sembrano quelle più rispettose delle istanze pedagogiche correnti e nello stesso tempo capaci di contenere, almeno in germe, stimoli di integrazione tra fede e vita, coerenti, cioè, intrinsecamente. con l'obiettivo. Gli strumenti metodologici non sono mai neutrali. Essi hanno un messaggio che passa nel recettore, in primo luogo per quello che oggettivamente sono, per le modalità con cui sono strutturati e per lo spirito con cui vengono utilizzati. I contenuti comunicati sono generalmente meno incidenti del modo con cui avviene la comunicazione. Soprattutto a livello di preadolescenti.
    Per questa consapevolezza le «rubriche» di MONDO ERRE sono percorse da linee programmatiche «dense» di reale integrazione tra fede e vita, capaci cioè di coinvolgere la dimensione umana in quella di fede e viceversa, di manifestare la «salvezza» come dono di novità all'interno di uno sforzo di autenticità umana.
    Per guidare alla comprensione dei piani redazionali che stanno a monte di ogni pagina scritta, richiamiamo le principali opzioni metodologiche.

    Opzione «scoperta»

    Il preadolescente, aiutato dal proprio sviluppo conoscitivo e affettivo, tende ad uscire dall'egocentrismo dell'infanzia e della fanciullezza e ad aprirsi su di un mondo più vasto, in modo personalmente consapevole. Egli è allora in atteggiamento di «scoperta», di «esplorazione»: anzi ha il fascino della scoperta e dell'avventura. Nel tempo stesso, egli ha ancora bisogno di essere guidato a questa scoperta o esplorazione e l'informazione (oggettiva) ha in questo senso una grande importanza. La sua è una scoperta partecipativa e attiva, caratterizzata cioè da una prevalenza di «prendere possesso», toccare con mano ciò che viene intravvisto come «nuovo»: in questo suo scoprire il preadolescente si protende verso la società dei «grandi», verso un lasciarsi coinvolgere, con gli amici, in una avventura da «grandi».
    In altri termini, egli tenta di fuggire quella provvisorietà adolescenziale che tanto profondamente lo preoccupa, ricercando una propria identità in modelli adulti: queli che «scopre» nella vita, idealizzando gli adulti con cui è a contatto e scegliendo quelli più simpatici.
    Da queste annotazioni nascono le opzioni che seguono: la scoperta è costruzione di un io ideale (quindi «la pedagogia dei modelli viventi»), avviene «toccando con mano» (quindi l'esperienza); e tutto questo attraverso relazioni interpersonali strette (quindi il gruppo).
    Ne risulta, come conseguenza pedagogica interessante, che l'«opzione scoperta» può fornire il perno di tutta l'animazione cristiana del preadolescente, considerando contemporaneamente il gruppo come lo spazio in cui ciò è possibile ed è riconducibile lungo direttrici di educazione alla fede.
    MONDO ERRE si situa nella linea dell'opzione «scoperta» rifiutando anzitutto di essere un microcosmo chiuso in se stesso, una monade che tende a creare un suo clima esclusivo, una sua ideale «città dei ragazzi», un cerchio chiuso di avventure e di giochi. È una rivista aperta al mondo nella sua realtà, scoperta con gli occhi del ragazzo, non idealizzata, ma per quanto è possibile interpretata. È un'opzione che si concretizza in una serie di articoli che si preoccupano di una informazione oggettiva e completa dei problemi in cui si dibatte il nostro mondo, problemi spesso semplici anche se tragici, ma dissimulati dietro una cortina di parole ed espressioni da iniziati o abilmente strumentalizzati. Saranno presentati problemi come la decolonizzazione, l'esplosione demografica, i sindacati, la famiglia, l'ecologia, i partiti, l'emigrazione, la libertà di stampa, la scuola, le professioni. Non come astrazioni, ma come fatti in cui i ragazzi sono chiamati a vivere, fatti che li interpellano già e da cui sono distolti continuamente con proposte di facili evasioni.

    Opzione «strategia dell'esperienza»

    La scoperta che il ragazzo fa del mondo attorno a sé assume in questa età un aspetto più attivo, è una «presa di possesso», almeno parziale.
    Il ragazzo scopre «facendo». Anche se questo «fare» è spesso ancora un fare «guidato» o una «partecipazione» a quello che fanno gli adolescenti e i giovani (iniziative per i poveri, per il terzo mondo, ecc.).
    Hanno posto fisso in MONDO ERRE rubriche che non solo suggeriscono un «fare» concreto, ma lo richiedono per loro natura. «Hokus Pokus» è una rubrica che presenta piccoli giochi di prestidigitazione. C essenziale che questi giochi siano fatti davanti ad amici; le scenette della rubrica SET, come i giochi, vanno «fatti».
    Saranno pubblicate pagine che ogni lettore dovrà fare da sé, con forbici e colla; si darà la possibilità ad ogni ragazzo di diventare inviato speciale della rivista nella sua città, nel suo paese: così potrà «fare» la rivista. Sono in programma anche microrealizzazioni e iniziative che dovranno nascere dai ragazzi stessi.

    Opzione «pedagogia dei modelli viventi»

    Progredendo nella conoscenza di sé e del mondo, il ragazzo comincia un lavoro di interiorizzazione cosciente e motivata di un sistema di valori, che tende a concretarsi su di un «io ideale» che con facilità si incarna in una persona determinata, in un «eroe» concreto, anche se in parte idealizzato.
    È questo il modo proprio del preadolescente di raggiungere quei valori assoluti che non è ancora del tutto in grado di attingere in astratto. Di qui l'importanza di proporgli dei modelli viventi tra le persone che conosce, tra i cristiani esemplari e i santi, giungendo fino agli uomini più grandi nel mondo e nella Chiesa, per arrivare a Cristo, «eroe» e modello supremo.
    In questa prospettiva si collocano le pagine che ogni numero di MONDO ERRE dedica ad un personaggio della storia d'oggi. Uomini veri, che hanno aiutato il mondo a crescere, la cui vita può diventare un messaggio, composto di valori, di idee.
    Non saranno presentati soltanto coloro di cui tutti parlano, ma anche qualche oscuro personaggio di cui si parla poco ma che «vale» molto.
    De Gasperi, Camara, Panagulis, Sally Trench non vivono e si battono per un ideale astratto a sfondo filantropico, tantomeno per un'ideologia. Ma per le persone, per l'uomo condizionato da una particolare sofferenza. La scelta di questi campioni «di umanità» è una scelta di «servizio».
    Il campione non è poi un fenomeno mitico: non è un divo, non è un «fumetto». La vita di questi personaggi ha anche delle componenti negative e il profilo lo mette in risalto: gli eroi fanno a volte delle scelte errate oggettivamente e soggettivamente. E questo significa che sono molto vicini, che sono reali, che non sono infallibili pur essendo campioni. L'imitazione diventa così non un fatto di esportazione pura e semplice di modelli e di scelte, ma diventa la comprensione di un certo tipo di vita. li suo messaggio non è da ripetere pappagallescamente ma da sviluppare, da migliorare, da realizzare in tanti piani diversi. Per questo le situazioni «rischiose» della sua esistenza – e sono i fatti che più attirano l'attenzione dei ragazzi – non sono le occasioni per dimostrazioni di fegataccio. Il campione non è un «marine» sempre a contatto con il nemico: il campione è un coraggioso che il rischio fa riflettere, che il dolore fa maturare, che il lavoro costruisce e non aliena.
    Il campione non diventa un miraggio impossibile.
    Diventa un amico, fatto su misura, straordinariamente ricco ma anche coscientemente povero. Identificarsi con lui non sarà allora evadere, sarà costruirsi, autenticarsi.
    Occorre solo aiutare il ragazzo a fare quest'opera di collegamento tra la sua esperienza e quella del campione, tra le sue realizzazioni che non lo soddisfano e quelle dell'eroe: rivelargli che si tratta di un amico.
    Impedire al ragazzo di mitizzare questi personaggi e aiutarlo a scoprire come tanta parte della sua vita sia sulla loro stessa linea nella misura in cui egli è ricco di umanità, è costante, è altruista, accetta i suoi limiti e si dona. Aiutarlo a scoprire come i campioni siano «segni» che l'uomo sta camminando verso la realizzazione piena delle sue massime aspirazioni: la libertà, la giustizia, la pace. Rivelargli come l'uomo stia camminando verso Dio e come di questa marcia i campioni siano i «portabandiera» carichi di promesse.

    Opzione «appartenenza»

    Il ragazzo sta passando dall'appartenenza al piccolo mondo della famiglia e della scuola elementare a quello più grande della scuola media (compagni, gruppi, insegnanti di diverse tendenze) e in genere – spesso attraverso la scuola stessa – alla società più vasta.
    In questo passaggio fa da intermediario il bisogno di intimità (il preadolescente cerca una situazione che gli permetta di verificare tutte le componenti del valore personale, in collaborazione con un'altra persona). Il bisogno di intimità si manifesta durante la preadolescenza, la caratterizza e contribuisce a correggere l'immagine che il ragazzo ha di sé, poiché avvicinandosi tanto ad un'altra persona, acquista la capacità di vedersi attraverso gli occhi dell'altro. E per questo acquista comportamenti e atteggiamenti nuovi. Da qui la spontanea carica educativa dei molti contatti interpersonali. Le appartenenze sono molteplici, dettate da un innato desiderio di entrare in rapporto con altri e dalle esigenze che la vita gli pone.
    In questa pluralità di appartenenze il ragazzo non si orienta con facilità, e sovente perde in parte o del tutto il senso di appartenenza alla Chiesa. D'altra parte questa appartenenza gli appare spesso come in contrasto con l'appartenenza al mondo che viene a conoscere sempre meglio (progresso, sviluppo, scienza, altro sesso, cultura, mondo del lavoro, ecc.) e che lo affascina facendolo sentire come «a casa propria», mentre si sente sempre più estraneo al mondo della Chiesa.
    E di grande importanza portarlo a comprendere e sperimentare che Dio è di casa sia nel mondo che nella Chiesa, e che la Chiesa è qualcosa di vivo, di operante, a cui tutti i battezzati appartengono, uniti a Cristo, come sacramento di unità e di salvezza per il mondo intero. Si concilierà così anche il rapporto personale con Dio, più fortemente sentito a questa età, con il rapporto comunitario e cosmico con gli uomini e con le cose. L'opzione «appartenenza» si realizza attraverso le tappe del «gruppo» e della «famiglia», più vicine al ragazzo.
    Nel lavoro di scoperta, di allargamento dei propri valori, ha grande importanza il gruppo dei coetanei, attorno al quale il ragazzo è spinto a «sateilizzarsi» per facilitare la propria emancipazione dalla famiglia e che, da parte sua, tende ad avere sempre più la funzione di mediatore dei valori.
    Occorre tenerne conto e puntare molto sul gruppo.
    MONDO ERRE infatti tiene sempre presente nella sua impostazione il ragazzo inserito in un gruppo. Mira anzi a diventare un possibile punto di riferimento del gruppo, un centro di interesse e di iniziative. Dedica ai gruppi una rubrica fissa che propone attività, promuove dibattiti, raccoglie esperienze. Sono pagine aperte a tutti i gruppi, sia quelli già collegati tra loro da organizzazioni più vaste (come gruppi ACR, ADS, AGESCI) sia i gruppi oratorianí, parrocchiali, liturgici, sportivi, catechistici, scolastici. Sono a servizio del gruppo anche le rubriche di espressione (teatro e giochi) che stimolano e aiutano concretamente il «fare gruppo».
    Sempre in linea con questa opzione è realizzata una serie di servizi che presenta dal di dentro l'esperienza di alcuni gruppi ecclesiali di notevole impegno.

    Opzione «revisione critica»

    È facile intuire, leggendo i contenuti delle quattro opzioni, che, ancora una volta, si è scelto di partire dalle esigenze spontanee psicologiche del preadolescente: Cristo lo salva, inserendosi nella sua esistenza quotidiana. Il preadolescente vive oggi in un certo contesto sociologico secolarizzato. Ora, questa nuova condizione fa sì che la proposta cristiana sia una fra le proposte di realizzazione di sé che fanno pressione sul preadolescente. Si impone perciò la necessità di far sottoporre al vaglio critico le altre proposte con i valori di cui sono portatrici, con i limiti da cui sono affette, con il «male» di cui sono cariche. Dall'altra parte guidare a comprendere che la proposta cristiana è una proposta «divina», ma proprio per questo è la più umana.
    Da questo fatto scaturisce la percezione che la fede e il vangelo sono una forza di critica permanente ad ogni ideologia storica. Tutto questo, il preadolescente deve incominciare a percepire, attraverso la guida dei suoi «educatori».
    Quindi è fondamentale per lui, e per coloro che sono chiamati a diventare animatori della sua fede, lo sviluppo di una notevole capacità critica: una conoscenza precisa del «mondo» ed un continuo confronto con la fede.
    Una rivista per ragazzi deve, per sua vocazione, essere attenta a un certo numero di valori, in particolare: deve sviluppare nei ragazzi il senso del rispetto e della dignità della persona umana, il senso della comunità in uno spirito di rispetto degli altri, di servizio e di partecipazione; deve suscitare, nel quadro dei divertimenti ed in particolare in rapporto agli altri mezzi di comunicazione sociale, un interesse, un giudizio, delle scelte.
    In questa prospettiva si colloca il discorso che MONDO ERRE fa sul cinema, la televisione, la canzone. Non è un discorso ipercritico ad oltranza, ma un discorso semplice che si propone come obiettivo di ridurre questi fenomeni nella loro realtà, di insegnare ai ragazzi a servirsene per comunicare, non ad esserne sopraffatti e manipolati. Conoscerli quindi anche tecnicamente, non idealizzarli. Rientrano in questo ambito di «revisione critica» anche gli articoli sportivi. Lo sport prevalentemente professionistico è un fenomeno che deve essere in gran parte demistificato. Una critica accurata deve però trasfromarsi in autentico discorso promozionale mettendo in evidenza i valori autentici che lo sport porta con sé.
    Inoltre la rubrica «Officina del crescere» costituisce uno stimolo ed una riflessione sul progetto d'uomo che il ragazzo, inconsciamente spesso, traccia per se stesso; cerca di offrirgli una sollecitazione a maturare, a «stare in piedi da sé», nella famiglia nella società, nella chiesa e una purificazione e maturazione della religiosità e moralità.

    «MONDO ERRE» NELLE MANI DEGLI EDUCATORI

    MONDO ERRE è una rivista per ragazzi: scritta, disegnata, impaginata per loro. Tra i collaboratori, molti hanno alle spalle una lunga dimestichezza di letteratura per ragazzi; gli altri vivono gomito a gomito con essi nella scuola.
    Le scelte educative sono chiare. Ogni ragazzo è in grado di sentirsene facilmente investito.
    Nello stesso tempo, però, MONDO ERRE è strumento nelle mani degli educatori. Richiede la mediazione accorta, discreta, calda di educatori intelligenti. I discorsi che abbiamo fatto finora sono la filigrana di tutta la rivista. Vanno fatti emergere lentamente, attraverso una guida alla lettura.
    Soprattutto due aspetti ci stanno a cuore:

    – Una lettura attiva.
    MONDO ERRE è destinato al singolo ragazzo. Ma, nell'intenzione redazionale, è tagliato sulle misure del gruppo: classi, gruppi catechistici, gruppi di animazione cristiana o di tempo libero. Molte pagine si concludono con interrogativi. Vanno fatti circolare nel gruppo, per una risposta maturante e concreta. Altre pagine sono «attive»: giochi, «discussioni», scherzi e ricerche. Sono pagine da «fare», prima che da «leggere».

    – Una lettura «cristiana».
    Abbiamo spesso ricordato la funzione di critica sui modelli che la rivista vuole essere. La nostra società sta appiattendo tutti i problemi: riduce allo stesso livello l'ultima partita internazionale e la sciagura che ha mietuto centinaia di vittime, il personaggio alla moda e colui che si è fatto un nome pagando di persona nel servizio agli altri; spesso fa una gerarchia di modelli in base alle cose che si possiedono e non all'oggettiva ricchezza di ogni uomo. I preadolescenti sono facile preda di questo livellamento.
    A MONDO ERRE sta a cuore riportare la realtà alle giuste misure, demistificando gli idoli e abbattendo le false gerarchizzazioni: l'«eroe» diventa un uomo, carico di quotidiani problemi, e ogni uomo un eroe, pieno del coraggio cristiano di vivere.
    Non è sempre facile guidare alla scoperta di queste prospettive. Temiamo che troppi ragazzi si fermino al fatto superficiale che anche MONDO ERRE parla del tale o del tal altro.
    Ancora una volta ci vuole qualcuno che dia una mano. Che animi una lettura intelligente.

    Con questi progetti, il Centro Salesiano Pastorale Giovanile ha dato il via ad una impresa rischiosa, in questi nostri tempi. Lo facciamo con il coraggio del servizio e per rispondere ad istanze che si sono moltiplicate da molte parti.
    Abbiamo una speranza. Per molti ragazzi MONDO ERRE sarà una «festa»: la festa della verità e della libertà, contro il conformismo e i condizionamenti di cui soffriamo. Una festa nella vita e per la vita. Verso la Festa di sempre.