(NPG 1979-04-67)
Dio ha creato l'uomo come corpo e spirito: non c'è persona se manca il corpo e l'anima. Per questo non si può parlare di attività del corpo e attività dell'anima: si deve parlare solo di attività della persona. Il buon funzionamento del corpo assicura il buon funzionamento dello spirito e viceversa. Ne abbiamo conferma dalla medicina psicosomatica. Per questo, il proporci, come educatori, il problema dell'equilibrato sviluppo della persona, esigerà l'approfondimento della conoscenza del corpo e dello spirito umano. Nel preadolescente comincia a svilupparsi la capacità fisiologica di compiere l'ordine di Dio nella creazione: «Siate fecondi, moltiplicatevi e riempite la terra» (Gn 1,28).
Il ragazzo prende coscienza di questa realtà a volte in maniera brutale, senza sufficiente preparazione; altre volte, con esperienze poco educative. È necessario perciò che conosca che la sessualità, nel piano di Dio, entra in maniera diretta nello sviluppo umano. Ci pare che questo motivo sarebbe sufficiente per mettere l'educatore di fronte al tema del corpo. Questa nuova realtà corporale porta con sé anche cambiamenti nell'aspetto fisico e psicologico, cambiamenti che dobbiamo assolutamente considerare per il corretto funzionamento della personalità globale dell'individuo.
Non è questo l'unico problema dello sviluppo corporale a questa età; lo sottolineiamo perché costituisce per il ragazzo un problema nuovo che deve essere trattato seriamente, benché senza esclusivismi ed esagerazioni, ma integrandolo nello sviluppo totale della personalità. L'educatore inoltre dovrà porre attenzione alle altre caratteristiche dello sviluppo che, in qualche modo, interessano la personalità: sviluppo della muscolatura, maggiore agilità, robustezza e abilità nello sforzo fisico, ecc.
Solo un corpo ben sviluppato e proporzionato può disporre lo spirito alla coltivazione di una personalità sana, normale, equilibrata.
Ragazzo: uomo in costruzione...
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Nella sua opera l'educatore non può prescindere da una particolare attenzione al corpo, perché esso è segno dello spirito.
Conoscenze e atteggiamenti dell'educatore
1. A livello psicobiologico
– L'evoluzione del soggetto dipende in gran parte dall'immagine corporea che il soggetto ha di se stesso: occorrerà perciò aiutare il ragazzo perché conosca se stesso (possibilità, limiti), e si accetti.
– Dovrà accettare prima di tutto la sua sessualità per non subire inutili frustrazioni.
– La sessualità non dovrà essere adombrata da un esagerato aspetto del vergognoso che può generare un senso quasi patologico di colpa, ma dovrà pure ripudiare il permissivismo e l'esibizionismo sessuale.
2. A livello psicosociale
– II corpo è il fondamento dell'intero essere umano. Data la interrelazione tra aspetti somatici e quelli psichici, per lo sviluppo armonico del ragazzo bisognerà curare anzitutto: l'alimentazione, l'igiene, il movimento, il riposo...
– Il corpo umano è strumento di attività. Durante la pubertà manifesta però atteggiamenti contrapposti: attività esagerata, passività apatica. Dovrà essere stimolato. Saranno utili esercizi vari di educazione fisica.
– II corpo è strumento di espansione dell'interiorità: sarà bene favorire le varie forme espressive.
– Il corpo costituisce un mezzo di comunicazione: occorrerà abituare a rendere il corpo interprete dei sentimenti.
– Il corpo è sorgente di motivazioni: bisognerà educare al suo dominio.
3. A livello teologico-spirituale
L'educatore dovrà riconoscere l'autonomia della realtà corporale senza sacralizzarla (tabù), ma inserendola nel piano universale di Dio.
Orientamenti metodologici
A questa età è ancora forte l'ascendente dell'educatore sul ragazzo: non bisogna abusarne sostituendosi a lui. Si farà in modo di:
– Rispettare e orientare la capacità di scelta del ragazzo.
– Metterlo in contatto, con la natura perché ammiri la sua bellezza e le tracce di Dio.
– Stimolarlo all'altruismo.
Obiettivi e proposte concrete
L'ideale sarebbe che l'educatore mirasse al raggiungimento di tutti questi obiettivi:
– Coltivare l'esattezza nell'uso dei sensi corporali.
– Accettare il proprio corpo con le sue possibilità e limiti.
– Conoscere e apprezzare il funzionamento del proprio corpo come un'unità armonica.
– Acquistare abitudini di igiene, ordine, sobrietà.
– Ottenere un controllo nelle tendenze del proprio corpo.
– Rendere il corpo docile mezzo di espressione.
– Prendere coscienza dell'importanza del corpo nell'azione redentrice di Cristo.
L'opera educativa non può prescindere da una particolare attenzione al corpo perché esso è segno dello spirito, l'attività fisica è linguaggio della persona. Il modo esterno di presentarsi, sia nel suo aspetto statico (eleganza o trascuratezza), come in quello dinamico (attività fisica), parla da se stesso e ci rivela anche aspetti importanti della personalità. Può farci conoscere il livello socio-economico della famiglia, il tipo di educazione ricevuta, il grado di cultura. La mancanza della mamma, ad esempio (perché assente, lontana o morta), può dare origine a segni esterni di trascuratezza, abbandono, aggressività o indolenza. Alcune caratteristiche della personalità si manifestano nella diversa scelta di attività, da aggressive e vigorose a calme e riservate.
Lo stesso si gita per soggetti che presentano un uguale livello di maturità e sviluppo somatico e possibilità simili, e che tuttavia differiscono notevolmente fra di loro per le scelte e per la continuità in esse: alcuni, nonostante le difficoltà, permangono in determinate attività, altri invece, abbattuti dalle difficoltà, rinunciano.
L'educatore potrà costatare facilmente quanto una attività fisica (gioco, sport...) è oggetto di conversazione e fonte di nuovi comportamenti tra i ragazzi. Terrà conto delle possibili esagerazioni nelle manifestazioni esterne, sia come difetto, sia come eccesso, nel dare al corpo un primato giusto. Allo stesso modo sarà attento ai modelli offerti dalla cultura contemporanea: dal divismo al tifo sportivo. Di essi metterà in evidenza il fattore fisico con tutti i valori presenti (sforzo, superamento, cavalleria, costanza), assieme agli aspetti umani del personaggio, i difetti e le virtù, i dolori e le gioie, la famiglia, l'amicizia, l'altruismo. Ma sarà pronto anche a denunciare i casi di disumanizzazione. Avrà cura di presentare la persona in tutta la sua armonia contrapponendola a casi di specializzazione che creano il campione ma mortificano l'uomo.
CONOSCENZE E ATTEGGIAMENTI DELL'EDUCATORE
I. A LIVELLO PSICOBIOLOGICO
È assolutamente necessaria una conoscenza elementare delle basi fisiologiche di uno sviluppo normale. Sono gravi e a volte assai durevoli le ripercussioni, sul piano psicologico ed educativo, di certe malattie o deficienze che, scoperte a tempo, potrebbero essere guarite con facilità.
Pensando che molti educatori non dispongono del tempo e della tranquillità per uno studio più esteso e più profondo, abbiamo tentato una nostra sintesi. Ci siamo basati su un solo autore, Jersild, perché ci sembra che abbia una visione unitaria dell'argomento dello sviluppo del ragazzo.
– Questo periodo, che suole avere un ritmo più rapido di crescita in tutta l'evoluzione corporea, si caratterizza per una unità funzionale peno sviluppo.
– Sembra che lo sviluppo puberale influisca sulla direzione e sull'unità dell'evoluzione.
– Il tempo e il ritmo della crescita sono unisti più strettamente ai cambiamenti propri della pubertà, che all'età cronologica.
– Normalmente il ciclo di base per la crescita in statura, tipico di questo periodo, comincia un poco prima della maturità puberale e dura tutto l'anno della pubertà. - Esiste una certa irregolarità nei ritmi di sviluppo: alcune manifestazioni che nella maggioranza dei ragazzi, si producono in questa età, in alcuni anticipano di un paio d'anni, in altri ritardano fino a cinque anni.
– Non insistiamo sulla differenza del ritmo di sviluppo puberale tra il ragazzo e la ragazza, perché crediamo sia cosa a tutti nota. Nella ragazza si anticipa in media di due anni.
– È provata da diversi esami l'importanza che ha la regolarità della formazione dello scheletro nello sviluppo corporale. Di qui l'importanza dell'esercizio fisico ben dosato (Il ragazzo ne ha bisogno per lo sviluppo normale delle ossa e della muscolatura; se esso diventa eccessivo però, impedisce una sufficiente solidificazione e robustezza). Lo stesso deve dirsi del regime alimentare, che deve essere il più equilibrato possibile.
– La distribuzione di tessuto adiposo nel corpo ha maggior importanza psichica che fisiologica in questa età.
Ci sono situazioni di sviluppo che dipendono fortemente da condizionamenti ereditari. L'educatore deve essere preparato a riconoscere queste situazioni ed aiutare il ragazzo ad accettarle, senza considerarsi inferiore agli altri a causa di certi ritmi più lenti di crescita.
Percezione dell'immagine corporea
Secondo K. Rogers ha grande importanza, a questa età, l'immagine corporea così come il soggetto la percepisce. Questa può esercitare una parte importante nell'evoluzione del soggetto, sia che si tratti di un'immagine esatta sia che si tratti di un'immagine deformata. Questo fenomeno permette al ragazzo di considerarsi capace di essere autosufficiente e di diminuire la dipendenza dagli adulti.
Infatti lo porta a misurare costantemente la sua forza fisica, per mettere a prova la sua capacità di rivaleggiare con gli altri. Se il ragazzo non ci riesce, si produrrà uno stato di permanente frustrazione. Vi sono casi nei quali il ragazzo ha un'immagine inadeguata del suo aspetto fisico, e si considera meno attraente di ciò che è in realtà. Altre volte l'immagine corporea che egli ha di se stesso è molto influenzata dalla valutazione dell'ambiente e, in concreto, da quella dei compagni.
Vi sono alcuni che sono ben visti dagli altri e questo li inorgoglisce e li incoraggia; altri che sono disprezzati, e questo li frustra. È provato che molte volte i ragazzi, quando valutano se stessi e gli altri, lo fanno a partire dall'aspetto corporeo. L'educatore perciò dovrebbe:
– aiutare il ragazzo, innanzitutto a conoscersi bene nella sua realtà fisica, e dopo ad accettare i limiti che eventualmente possa avere il suo corpo, tanto nelle strutture come nelle funzioni;
– far vedere che queste limitazioni non annullano la personalità e la capacità di azione;
– aiutare il ragazzo a superarsi continuamente, senza paura del ridicolo, procurando di favorire quelle funzioni che ritiene meno sviluppate, esercitandole con maggiore intensità;
– orientare il gruppo affinché rispetti ed accetti le differenze corporee, soprattutto quelle che possono dare una sensazione di inferiorità all'individuo o lo possono frustrare.
Conoscenze dell'educatore
Tutto questo esige naturalmente da parte dell'educatore una conoscenza base di gènetica, endocrinologia e sistema nervoso, riguardanti il periodo dello sviluppo e le loro applicazioni nella pratica pedagogica di ogni giorno.
Inoltre sarà opportuno che gli educandi siano sottoposti ad un esame medico completo, specialmente per ciò che riguarda l'apparato uro-genitale, che a volte non viene esaminato fino alla adolescenza, quando ormai certe deficienze non hanno più rimedio e il danno psicologico è ormai provocato.
Le terapie applicate da tempo suppongono la
– Conoscenza degli elementi fondamentali di igiene scolastica (ventilazione, illuminazione, orientamento delle aule, distribuzione delle attività scolastiche a seconda dell'età e dello sviluppo, ecc.).
– Conoscenza di pronto soccorso. Dovunque e in ogni momento l'educatore può avere bisogno di tali conoscenze: insolazioni, avvelenamenti, morsicature, fratture, lussazioni, annegamenti, ecc. Così è utilissima la conoscenza elementare delle tecniche di respirazione artificiale, di salvataggio, fasciatura, ecc.
– Capacità di formazione allo sport e all'ascetismo. Non è detto che l'educatore debba essere un campione in tutti gli sport. Ciò che importa è che conosca e apprezzi tutti gli sport nel loro valore educativo. In questo senso non si possono considerare educative certe gare nelle quali si mira solo al superamento dell'avversario.
Condizioni perché uno sport sia umanizzante
Possiamo affermare che lo sport è umanizzante:
1. Se è oggettivamente aperto a tutti coloro che lo desiderano, come partecipazione diretta e non solo come spettatori.
2. Se ricupera di fatto coloro che ne hanno più bisogno (fisicamente e psicologicamente) rifiutandosi di essere selettivo a vantaggio dei giovani fisicamente dotati.
3. Se rifiuta la competitività intesa come agonismo spinto, disumanizzante e diseducativo.
4. Se aiuta lo sportivo ad allargare i propri interessi umani, verso un'apertura personale e sociale.
5. Se è presente nei giovani come uno dei tanti momenti di vita ed una delle tante espressioni esistenziali.
6. Se in una parola, definisce la persona per quello che essa è, sul piano dell'esistenza umana e della figliolanza divina, e non per quello che essa vale per le capacità fisiche e la presenza atletica.
Maturazione sessuale e pubertà
Senza pretendere di esagerare l'importanza dello sviluppo puberale, l'educatore non deve ignorare i meccanismi fondamentali di questo processo, per poter aiutare ed orientare il ragazzo in ogni momento.
La cosa principale nella pubertà, come tale, è la capacità di procreare; ma l'educatore deve conoscere anche lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, ai fini di un eventuale aiuto medico, in caso di ritardo e soprattutto per aiutare il preadolescente ad accettare certe limitazioni o ritardi.
La maggior parte degli studi condotti in materia, sottolineano l'importanza del sistema ormonale. Per esempio: i ragazzi con uno sviluppo normale di questo sistema sogliono avere degli interessi più virili. Si interessano in concreto, ad attività eterosessuali, all'abbigliamento personale e agli sport violenti. Non è necessario scendere dettagli più particolareggiati che del resto possono trovarsi in qualsiasi trattato sullo sviluppo della sessualità.
Ci interessano invece .te reazioni psicologiche che possono prodursi.
– La prima preoccupazione suole sorgere quando il ragazzo è convinto di avere gli organi più piccoli e meno sviluppati degli altri. In questo caso si sente veramente frustrato, anche se nella maggior parte dei casi non lo dà a vedere: si tiene questa convinzione per sé e non la comunica, specialmente agli adulti, che invece potrebbero orientarlo facilmente.
– Un altro motivo di preoccupazione per il ragazzo sono le erezioni, più o meno involontarie, che si producono in momenti imbarazzanti, come quando parla in pubblico.
– Lo preoccupa anche il cambiamento di voce, specialmente nel momento in cui viene meno la voce bianca e non ha ancora raggiunto la voce virile. La precocità nella maturazione produce, generalmente, effetti psicologicamente positivi nei ragazzi. Il ragazzo precoce accetta di più se stesso ed è anche accettato dagli altri. Però corre il pericolo che gli si richieda o che egli stesso esiga da sé sforzi superiori alle sue capacità reali. La ragazza al contrario, trova maggiori difficoltà ad accettare i primi segni della pubertà, le prime mestruazioni.
Aspetto morale del problema sessuale
In quasi tutte le culture occidentali, e non solo nella tradizione cattolica, la vita sessuale ha portato con sé dei problemi di tipo morale, specialmente un senso di colpa di fronte a qualsiasi attività sessuale. Numerosi studi sembrano confermare che molti ragazzi si dedicano ad attività sessuali proibite. Tra le altre cause di questo fenomeno, si può segnalare l'esibizionismo sessuale della nostra epoca. Però dall'altro lato e in senso opposto, si è esagerato l'aspetto vergognoso di tutto ciò che è sessuale, estendendolo praticamente a qualsiasi attività di questo genere.
Questo porta ad un senso di timore e di disagio nei ragazzi, ad un senso di colpevolezza, di segno più patologico che religioso. L'educatore, mettendo insieme l'insegnamento della psicologia ed il punto di vista della teologia morale, deve avere un'idea chiara dei problemi della maturazione sessuale e delle loro ripercussioni morali, per aiutare il ragazzo a formarsi sotto questo aspetto senza traumi né ossessioni, dando a conoscere con esattezza e a tempo debito tutti gli aspetti positivi della sessualità, anche sul piano religioso, e la maniera in cui il ragazzo deve adattarsi in modo sereno al momento evolutivo della sua sessualità.
2. A LIVELLO PSICOSOCIALE
Il corpo è il fondamento dell'intero essere umano
L'uomo non può prescindere dal corpo nemmeno quando pensa. È impossibile riflettere in maniera giusta senza un cervello normale, sano e non affaticato. Persino lo stimolo ormonale adeguato ravviva ed arricchisce la vita dello spirito. In questo senso possono servire alcune tecniche yoga, che tendono allo sviluppo di certe ghiandole endocrine. Influiscono anche, in maniera negativa, le digestioni difficili, la mancanza di allegria, i dispiaceri, ecc.
In questo periodo la sensibilità del ragazzo diviene più profonda. Ciò aumenta la intercorrelazione tra gli aspetti somatici e quelli psichici. Così da una parte le gioie e i dispiaceri, mediante la secrezione ormonale influiscono più decisamente sull'aspetto somatico, producendo o eliminando certe alterazioni fisiche che possono preoccupare il ragazzo. Da un'altra parte certe disfunzioni fisiche influiscono notevolmente sullo psichismo. Di qui l'importanza di una alimentazione conveniente, di una vita sobria e di una igiene ragionevole. Data l'eccitazione nervosa del nostro tempo, è necessario il movimento, il riposo, la distensione.
Il corpo umano è strumento di attività
Sotto l'aspetto dell'attività, affiorano due fenomeni contrapposti. Da una parte il corpo del preadolescente è più agile, più attivo, più energico che nell'epoca precedente. Però dall'altra, resta quasi passivo e in stato di letargo nel momento della manifestazione della pubertà. Emerge così una ambivalenza che, in alcuni momenti si esplicita in attività esagerata, e in altri, in pronunciata passività ed apatia. L'educatore può rimanere sorpreso da questa situazione e, a volte non saprà che atteggiamento prendere. È necessario affrontare il problema con sufficiente maturità e prevedere o scoprire sul nascere queste relazioni contraddittorie. È necessario che l'educazione fisica lo trasformi in strumento adatto della nostra attività nel mondo. Tutto ciò che il corpo umano possiede può cambiarsi in strumento efficace di azione sopra le cose.
Il corpo è strumento di espansione della interiorità
L'uomo fin dalla prima infanzia deve imparare ad esprimersi liberamente. Molti uomini mancano della capacità di espressione perché il loro corpo non riflette l'interiorità. Quando si coltiva la facoltà di espressione nei ragazzi è necessario stimolare, svegliare, arricchire e approfondire la vita interiore per mezzo della corporeità. L'influenza della presenza esterna è più lenta nel ragazzo che nelle ragazze. Queste sentono già la necessità di essere attraenti e civettuole, mentre il ragazzo crede ancora di affermare se stesso mostrandosi scapigliato e grossolano, a volte persino volgare. Tutto questo si modificherà a poco a poco nella fase seguente, quando tutti, ragazzi e ragazze, sentiranno la necessità di apparire educati.
È interessante come oggi la preghiera stessa e la vita liturgica si stiano orientando verso un ricupero dell'unità psicosomatica dell'uomo.
Non si prega nonostante il corpo ma col corpo. Anche la preghiera quotidiana dovrà dunque nutrirsi di gesti e di azioni simboliche aprendo fra l'altro la strada ad una partecipazione più piena alla stessa Eucaristia.
Il corpo costituisce un mezzo di comunicazione
Solo in un contesto umano l'uomo giunge ad essere realmente tale. Orbene, il contatto da anima ad anima è possibile solo con la mediazione del corpo. L'affetto è l'amore manifestato con parole, azioni, con gesti del corpo: sorrisi, baci e abbracci. L'unione sessuale è, o almeno dovrebbe essere, la più alta manifestazione di amore mediante il corpo. Ma l'uomo, abusando della sua libertà, può limitarsil vivere egoisticamente le sole soddisfazioni del corpo. L'educazione del corpo deve evitare specialmente questo pericolo, affinché l'uomo possa donarsi con la mediazione di un corpo ben sviluppato al prossimo e anzitutto a Dio.
Il corpo è una sorgente di motivazioni
La fame, la sete, le tendenze sessuali, la pigrizia... possono dare origine a divqrsi atteggiamenti perché hanno una funzione di motivazione della condotta. Bisogna saperle soddisfare nella misura più conveniente per l'uomo totale. L'educazione al dominio del corpo può essere una via, lungo la quale l'uomo impara a soddisfare le sue tendenze, ognuna in misura equilibrata, nel tempo e luogo opportuno.
3. A LIVELLO TEOLOGICO-SPIRITUALE
Diamo alcuni spunti di riflessione.
Dio è creatore del mondo sensibile e corporale. «La parola si fece carne»: Dio assume un corpo come noi.INella redenzione interviene in modo decisivo la sofferenza corporale di Cristo. Il corpo umano, glorificato nella risurrezione e ascensione di Cristo, è destinato anch'esso a risuscitare e ad essere glorificato. Il corpo di Cristo è fatto alimento nell'Eucaristia. La liturgia traduce il dogma in riti sensibili. Perciò:
– Anche se il corpo è un dono di Dio ed è al servizio di tutta la persona, si eviti una sacralizzazione del corpo: si tratta di rispettare l'autonomia della realtà corporale.
– Riferire ciò che si è appena detto, specialmente al sesso. Vi sono state delle correnti religiose che hanno sacralizzato eccessivamente il sesso. Anche nella nostra tradizione morale si è conservato il senso di tabù, originario di culture primitive. Rispettare quindi l'autonomia del sessuale con naturalezza, nell'ambito di un atteggiamento di rispetto al piano di Dio.
– Ciò non esclude che il corpo sia un elemento di tutta la realtà umana, e perciò anche della realtà soprannaturale. Per questo bisogna rispettarlo ed utilizzarlo in una visione globale della persona, nella quale ogni elemento occupa il suo posto.
ORIENTAMENTI METODOLOGICI
A quest'età il prestigio e l'ascendente dell'educatore presso il ragazzo sono ancora assai notevoli: è perciò ancora possibile una influenza diretta sui criteri di scelta del ragazzo. Di qui la facile tentazione di imporsi a lui, sostituendo la sua iniziativa con quella propria dell'educatore, dando spazio ad attività stereotipate, già strutturate e preordinate senza possibilità di altre scelte. Sarebbe un vero errore. È necessario non sostitugsi al ragazzo nell'uso della sua libertà, ma creare delle occasioni affinché, a livello individuale e di gruppo, egli stesso senta la necessità di aver cura del suo corpo, di tenerlo ben in ordine, tanto nella sua capacità dell'azione come nell'eleganza della presentazione e del movimento. Non si trascuri nemmeno quanto si è detto, nell'introduzione di questo tema, sotto gli aspetti dello sviluppo della sessualità. Perciò bisogna orientarlo affinché questo sviluppo sia sereno, positivo, senza traumi né pericoli inutili.
Piuttosto bisogna valersi del prestigio come forza animatrice. La plasticità psichica del preadolescente non deve essere strumentalizzata, ma diventare la base per formare la sua capacità alla scelta e all'autodeterminazione, in vista di una formazione di abiti autentici e personali, di esercizio fisico, di sport, ecc. Per tutto ciò si rende necessano il clima di comprensione di cui già abbiamo parlato, che permetterà il maggior numero possibile di esperienze e introdurrà il ragazzo in uno stile di vita democratico, ma allo stesso tempo educativo.
Suggerimenti pratici
Perciò, fedeli ai princìpi e alle indicazioni proposte fin qui presentiamo questi suggerimenti:
– Rispettare la capacità di scelta del ragazzo in tutte le cose che si riferiscono al corpo, dal vestito alle forme di sport, ma sensibilizzarlo, mediante ik dialogo, alla ricerca di ciò che alla sua età, può essere più realistico, elegante, sobrio ed economico. Non si tratta di imporre il nostro gusto, ma di insegnare a s&egliere, tra ciò che è di moda, e ciò che risponde meglio ai requisiti enunciati.
– Metterlo in contatto con la natura perché apprezzi la sua bellezza, i suoi fenomeni. Metterlo in grado di scoprire via via i valori e le tracce di Dio nella creazione. Di conseguenza non è sufficiente «gustare la natura», ma si tratta di cogliere da essa esempi di vita, valori di bontà, di bellezza...
Si suggerisce anche di offrire occasioni di contatto diretto, o mediante la lettura, con quelle persone che si sono distinte per i valori educativi che sono connessi con la cura del corpo, specialmente sotto gli aspetti più umani: superamento di se stesso, vita in contatto con la natura, rispetto dei valori e limiti corporali. Scoprire, se è possibile su questa stessa linea modelli di una sana sessualità.
– Stimolare il ragazzo all'altruismo, insegnandogli a non abusare della forza fisica, ma ad usarla per aiutare, difendere, servire. L'uso delle capacità fisiche deve essere graduato nel senso di una grande apertura verso gli altri in spirito di gruppo e di servizio. Spirito di gruppo nelle gare sportive e in altre attività fisiche per servire gli altri quando se ne presentasse l'occasione, anche impegnandosi in modo stabile in qualche atto di servizio.
– Fomentare l'attività libera, creativa, insegnando ad organizzarsi in gare sportive o in giochi ed esercizi ginnici, nei quali l'adulto abbia un ridottissimo intervento. Siano capaci di procurarsi tutto il materiale necessario e siano stimolati ad utilizzarlo con creatività propria.
– Dare al ragazzo occasione di confronto dei suoi punti di vista con quelli degli altri, in discussioni organizzate. Possono essere occasioni buone la verifica di una gara sportiva condotta senza arbitro o in riferimento alla indisciplina dei giocatori, ecc.;
– Partendo dal fatto che il corpo è opera di Dio e Tempio dello Spirito Santo, il ragazzo va aiutato a scoprire che ogni attività di ordine fisico ci può avvicinare a Dio.
OBIETTIVI E PROPOSTE CONCRETE
Presentiamo ora alcuni possibili schemi di lavoro come proposta concreta per raggiungere gli obiettivi fondamentali. L'educatore, raggiunto ed interiorizzato un deteit minato obiettivo educativo, deve procurare che tutte le attività in cantiere convergano su detto obiettivo. L'ideale sarebbe che tutte le attività entrassero in collaborazione per il conseguimento di tutti gli obiettivi proposti. Per un certo ordine di esposizione, diamo per ogni obiettivo diverse attività concrete. Vogliono essere una proposta pratica in aiuto all'educatore, ben sapendo i limiti di un suggerimento fatto a freddo.
L'abilità e l'esperienza, insieme ad un incondizionato amore per i ragazzi, faranno quanto non è possibile comunicare attraverso le aride parole scritte.
1. Coltivare l'esattezza nell'uso dei sensi corporali
Bisognerà stimolare i ragazzi perché programmino, d'accordo con i loro educatori, un progetto di osservazione delle cose più importanti riguardanti la loro esistenza. Fondamentalmente, devono essere schemi che li aiutano a rendersi conto delle cose che lo circondano, con tutte le loro sfumature. Deve essere un progetto elaborato in funzione dell'utilizzazione dei sensi in tutta la loro pienezza. Non si rimanga passivi di fronte alla situazione concreta (come succede con il cine, la TV ed altri spettacoli), si analizzi tutta la bellezza che possiede, ed anche gli aspetti antiestetici, nella:
– luce, movimento, colore,
– suono, musica, rumori,
– colori e sfumature,
– sapori,
– sensibilità al caldo, al freddo, al dolore, ecc.,
procurando di trarre vantaggio educativo da tutti i dettagli ed aspetti.
In tale maniera si allenino all'uso delle cose semplici che sono alla loro portata per costruire, con maggiore o minore abilità, oggetti utili o semplicemente decorativi, e approfittino delle possibilità di espressione offerte dalla scuola per scoprire ed utilizzare tutte queste sfumature, in maniera che non risultino momenti di tempo perso, ma di utilizzazione della loro capacità creativa.
2. Accettazione del proprio corpo con le sue possibilità e i suoi limiti
L'educatore avrà cura di:
– Abituare i ragazzi, mediante tecniche appropriate, all'autoriflessione ed autovalo- • rizzazione delle qualità, per scoprire i loro valori e i loro limiti.
– Creare un clima di accettazione del compagno meno dotato quanto al corpo. Utilizzando il dialogo (possibilmente in tavola rotonda), si cercherà la maniera di accettarlo ed aiutarlo.
– Far conoscere da vicino i ragazzi della loro età «meno dotati» fisicamente e psichicamente, visitando centri appropriati e scuole di subnormali e aiutandq a far proprio il problema e a collaborare, secondo le proprie possibilità, alla sua soluzione. Saranno utilissime le varie attività competitive, atletiche e sportive, purché adatte all'età e ricche di varietà. Si procurerà che tutti i ragazzi partecipino a tutte, perché scoprano le proprie qualità fisiche e i propri limiti e – molto presto – evitino la propria sopravvalutazione personale o l'eccessivo deprezzamento di se stessi. Il non restringersi ad un solo sport farà sì che scoprano di essere abili in una attività e meno in altre e, allo stesso tempo, prendano coscienza del gioco in gruppo e di altre attività sportivo-formative di tipo individuale e sociale. Per tutto questo non si può aspettare fino all'adolescenza.
3. Conoscere ed apprezzare il funzionamento del proprio corpo come un'unità armonica
Sarà utile innanzitutto:
– Organizzare tavole rotonde con esperti su problemi sessuali (coppie di sposi, medico, psicologo, sacerdote), affinché ognuno nel suo campo, riferisca sulla sessualità, sottolineando i dati corporali ed integrandoli opportunamente nella personalità.
– Favorire fin da questa età ed in un clima di naturalezza, gli incontri tra ragazzi e ragazze, soprattutto in attività formative ed apostoliche quando ve ne sia l'opportunità, proprio per favorire la conoscenza reciproca in momenti nei quali il tipo di attività li distoglie da un'attenzione polarizzata sull'aspetto sessuale, ma che, allo stesso tempo, favorisce la comunicazione.
Perché il proprio corpo sia perfettamente integrato nella personalità e sempre più pronto ad agire, sarà utile:
– Far redigere dai ragazzi stessi delle serie di motivazioni sulla convenienza o sconvenienza della pratica di certi sport alla loro età, discutendone anche in tavole rotonde.
– Stimolare l'uso dei sensi nella scoperta della natura e dell'ambiente geografico, secondo le tecniche dello scautismo.
– Mettere in rapporto le condizioni richieste per essere un buon sportivo (cavalleria, spirito di servizio, dieta alimentare...), con le condizioni abituali vita del ragazzo in casa, a scuola, in colonia, in collegio...
– Coinvolgere anche i genitori attraverso conferenze riservate a loro per opera di specializzati (medici, psicologi...) sui temi concreti dell'alimentazione, dietetica, riposo dei ragazzi, malattie più correnti e profilassi, ecc.
Una informazione elementare in questo senso può essere data con utilità anche ai ragazzi stessi, sempre attraverso l'opera dello specialista.
– Convincerli fin da questa età, dell'utilità e convenienza di un orario regolato del sonno, dei pasti, dell'esercizio fisico, ecc. Dialogare su questo tema.
– Suggerire loro di acquistare l'abitudine ad un po' di esercizio fisico libero ogni giorno.
4. Acquistare abitudini di igiene, ordine, sobrietà in vista di valori più elevati
Quando si trattano o si discutono i problemi della buona educazione, sarà utile insistere, come motivazione, sul fatto che il corpo è un mezzo per mettersi in rapporto con gli altri, di cui occorre avere rispetto. I ragazzi stessi scoprono, per esempio, che non è la stessa cosa un gruppo di amici che stanno facendo un campeggio nel bosco e un gruppo di ragazzi che assistono ad una cerimonia pubblica. Trattare con ampiezza questi problemi, partendo da eventuali esperienze. Allo scopo di responsabilizzarli sarà importante interessare il ragazzo in maniera diretta e personale della pulizia e della decorazione dei luoghi utilizzati.
Anche nell'ambiente più strettamente scolastico sarà bene prendere a proprio carico l'ordine e la pulizia dei locali. Similmente sarà utile creare situazioni nelle quali tutto dipenda dai ragazzi (un campeggio, un'escursione prolungata), e insegnare ad essi a progettare le cose in maniera tale che rimanga garantito tutto ciò che si riferisce all'ordine, pulizia, igiene, ecc. In tutto questo bisogna passare gradualmente ad una completa auto-organizzazione, colla conseguente verifica critica di tutto ciò che si è fatto. In conclusione proponiamo:
– Tenere di tanto in tanto conversazioni su differenti aspetti di buona educazione, piuttosto che spiegare capitoli di un libro. Per esempio, discutere sulla buona educazione a tavola, prendendo come occasione una merenda fatta insieme.
– Creare gruppi per la pulizia, l'arredamento, l'aerazione, ecc., dei locali che si usano.
– Nei campeggi e nelle colonie, seguire le tecniche di arredamento tipiche di queste esperienze: dare un nome alla tenda, ornamentazione rustica esterna, costruzione di angoli ombreggiati, costruzioni rudimentali di oggetti domestici come tavoli, scanni, scaffali, tabelloni.
– Leggere minibiografie di personaggi vicini e lontani nel tempo, che hanno contribuito all'igiene, alla medicina (Pasteur, Sabin, Fleming) o commentare la storia degli sport, delle olimpiadi.
5. Ottenere un controllo sulle tendenze del proprio corpo
I contatti individuali e di gruppo con l'educatore, gli esercizi di autocontrollo, di revisione di vita, ecc., devono essere utilizzati allo scopo di una gerarchizzazione dei valori corporali a fianco degli altri valori. Ci si può servire di «forum» su attività e gare sportive nazionali o internazionali, per esaminare le attività di coloro che vi intervengono ed eventualmente criticare la loro scala di valori. Sarà perciò conveniente:
– Spiegare in occasione di qualche partita o gara o campionato, il regolamento o alcuni aspetti del medesimo, deducendone elementi educativi secondo i princìpi studiati.
– Discutere le realizzazioni di certi eroi dello sport, dei fumetti, cercandone i valori e i controvalori.
– Dare importanza ai valori manuali di qualsiasi tipo, poiché il loro valore pedagogico è indiscusso. Potranno essere utili «piccoli centri» interni per il conseguimento di «brevetti» (traforo, collezionista, artista del legno, cartellonista...).
– Favorire la «leadership», mediante le formazione specifica di capi e capitani di squadra, arbitri, ecc. Va favorita una vera rotazione nell'arbitraggio, nella direzione delle partite, ecc., affinché tutti possano mettere in atto possibili capacità. Ciò suppone maggiore dedizione e abilità dell'educatore, ma l'efficacia educativa è notevole.
– Potrà essere utile qualche volta invitare qualche sportivo di una certa rinomanza fra i ragazzi, soprattutto se può apportare al gruppo elementi autenticamente formativi.
6. Ottenere che il corpo sia considerato come mezzo di espressione
Per ottenere ciò bisognerà:
– Favorire periodicamente diverse forme di rappresentazione autentica dinanzi agli altri, che impegni una speciale cura nelle forme espressive.
– Acquistare abitudini e maniere di fare esterne, distinguendo i vari tipi di persone alle quali ci dirigiamo: compagni, ragazzi, familiari più intimi, persone con le quali c'è minor intimità, persone e luoghi nei quali è d'obbligo un comportamento più accurato. Evidentemente con sincerità e senza ipocrisie.
– Servendosi delle moderne tecniche di espressione, curare in modo speciale il gesto, la mimica, l'espressione del volto, la presentazione esterna, ecc.
– Coltivare le diverse forme del canto (corale, folkloristico, ecc.), danza, ginnastica ritmica, adatta al sesso e all'età.
7. Prendere coscienza dell'importanza del corpo nell'azione redentrice di Cristo
Ciò si otterrà:
– Mediante la lettura del Vangelo; soprattutto di S. Giovanni, e con l'aiuto di qualche buon commento che metta in evidenza i valori corporali dell'incarnazione, redenzione e risurrezione.
– Con lo scoprire, nella revisione di vita, in quali momenti la nostra esistenza corporale può unirsi, senza artificiosità, ai tre momenti dell'incarnazione, redenzione e risurrezione.
Dato lo spirito imitativo e la suggestionabilità dell'esempio proprio di questa età, 1' educatore potrà costatare vantaggi nel presentare modelli umani attuali e positivi. Atleti esemplari del ciclismo, dello sci, del basket, del calcio, oltre agli esempi sempre stupendi della vita di Giovannino Bosco.
CONCLUSIONE
Presentiamo un interessante schema di esercizi raccomandati da Baden Powell.
– Fate sì che il vostro cuore sia forte affinché pompi il sangue in tutte le parti del corpo ed in questo modo avrete ossa e muscoli buoni. Ottimo esercizio è la lotta.
– Rendete forti i vostri polmoni, affinché provvedano di aria fresca il vostro sangue. Esercizio utile è la respirazione profonda.
– Fate sì che la vostra pelle traspiri per liberarvi dalle scorie organiche. Esercizio: doccia, strofinarsi energicamente tutti i giorni con una spugna o asciugamano umido.
– Fate in modo che il vostro intestino sia attivo, affinché espella ciò che resta degli alimenti non utilizzati. Esercizio: piegare il corpo e massaggiare l'addome, bere acqua naturale pura.
– Fate in modo che il vostro stomaco lavori, affinché alimenti il vostro sangue. Eseguire l'esercizio del «cono»: piegare il corpo e torcersi.
– Fate lavorare i muscoli di tutte le parti del corpo affinché il sangue giunga fino ad esse e, in questo modo, aumenti la vostra forza. Esercizio: correre, camminare, praticare esercizi che mettano in moto determinati muscoli.
Tutto naturalmente all'aria libera.
Gioco, ginnastica, sport, dunque, non per se stessi, non per una vuota passione di esibizionismo, di competizione, di dominio, non per allargare il solco di una discriminazione fra uomo e uomo ancor oggi presente e alienante, ma uno sport per la sua crescita umana totale, nel superamento di sé, nell'inserimento sociale con gli altri, nella scoperta dei grossi progetti di Dio. Quando lo sport è luogo di maturazione totale del giovane è facile, spesso spontaneo, il passaggio a una vita di fede, di preghiera, di impegno cristiano.
SPUNTI DI RIFLESSIONE
Dalla Bibbia
Voi siete il corpo di Cristo
Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi, e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. E se l'orecchio dicesse: «Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l'udito? Se fosse tutto udito, dove l'odorato? Ora invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l'occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte (1 Cor 12,12A).
Hai posto l'uomo a dominare la terra
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra il cielo s'innalza la tua magnificenza. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e onore l'hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra (Salmo 8).
Signore, che cos'è l'uomo perché te ne curi? Un figlio d'uomo perché te ne dia pensiero? L'uomo è come un soffio,
i suoi giorni come ombra che passa.
I nostri figli siano come alberi
cresciuti nella loro giovinezza;
le nostre figlie come colonne d'angolo
nella costruzione del tempio... (Dal salmo 144).
Dai documenti della Chiesa
Non è lecito disprezzare la vita corporale dell'uomo, anzi questi è tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell'ultimo giorno. E tuttavia ferito dal peccato l'uomo sperimenta le ribellioni del corpo. Perciò è la dignità stessa dell'uomo che postula che egli glorifichi Dio nel proprio corpo, e che non permetta che esso si renda schiavo delle perverse inclinazioni del cuore.
L'uomo però, non sbaglia a riconoscersi superiore alle cose corporali e a considerarsi più che soltanto una particella della natura o un elemento anonimo della città umana. Infatti, nella sua interiorità, egli trascende l'universo: in quelle profondità egli torna, quando si volge al cuore, là dove lo aspetta Dio, che scruta i cuori, là dove sotto lo sguardo di Dio egli decide del suo destino. Perciò, riconoscendo di avere un'anima spirituale e immortale, non si lascia illudere da fallaci finzioni che influiscono unicamente dalle condizioni fisiche e sociali, ma invece va a toccare in profondo la verità stessa delle cose (Gaudium et Spes 14).
Tuttavia il giusto riconoscimento delle cause che diminuiscono la responsabilità soggettiva, non deve mai velare agli occhi dell'adolescente il fermo valore della norma etica; e tanto meno deve attenuare nell'educatore l'impegno di incoraggiarlo con infaticabile fiducia verso un progressivo dominio di sé, prospettandogli la speranza di conquistare la vera libertà, di aprirsi con matura sollecitudine agli altri, di crescere in una fede personale, e anche di accogliere l'ideale della verginità, se Dio volesse chiamarlo per tale via a uno specifico servizio nella Chiesa (Conferenza Episcopale Lombarda e Triveneta, Principi morali e orientamenti pastorali per l'educazione sessuale, LDC, Leumann, p. 10, «Collana Maestri della fede», n. 66).
Oggi riconosciamo, anche in altri settori fondamentali, che potremo sopravvivere solo se sapremo moderare la tendenza al possesso, al potere e al piacere. Non possiamo permettere che essa domini la nostra vita. Il dominio degli istinti dettato da una motivata conoscenza e da una cosciente decisione è segno di maturità umana, il contrario di una nociva repressione. Anche contro la pressione della cosiddetta opinione pubblica la Chiesa deve ricordare con insistenza il rispetto e l'amore, l'ascesi e la rinuncia (Episcopato Tedesco, Problemi della sessualità umana, LDC, Leumann, p. 11, «Collana Maestri della fede», n. 61).
Il corpo dell'uomo è buono e degno d'onore
La verità, la bellezza, la bontà e il dinamismo delle creature soprattutto rifulgono nella creatura umana.
Dio stesso, quando si rivela personalmente lo fa servendosi delle categorie dell'uomo. Per questo non è ardito affermare che bisogna conoscere l'uomo per conoscere Dio; bisogna amare l'uomo per amare Dio... Anche il corpo dell'uomo è buono e degno di onore; Cristo ha offerto il suo per la nostra redenzione, ne ha fatto lo strumento vivo della nostra intima comunione con lui (RdC 122).
Nell'opera di promozione umana è necessario rivolgersi a tutto l'uomo. Preoccuparsi del suo sviluppo fisico, intellettuale e morale. Poiché alla promozione dell'uomo, di tutto l'uomo, tende essenzialmente l'opera educativa, è necessario che genitori, maestri, educatori si rendano conto della loro missione e vi si impegnino fino in fondo... (M. Pellegrino, Uomo o cristiano?, LDC, Leumann, «Collana Maestri della fede», n. 72).
Dall'anima in preghiera
O Signore, è bello un corpo umano
O Signore, è bello un corpo d'uomo.
Dall'eternità, Artista impareggiabile, Tu sognavi il modello, pensando che un giorno tu avresti sposato il corpo umano sposando la natura umana.
Lentamente lo modellasti con le mani della Tua potenza e soffiasti l'anima vivente nella materia inerte.
Ormai, Signore, Tu ci chiedi di rispettare la carne, perché la carne tutta è portatrice di spirito,
E noi abbiamo bisogno di questo corpo generoso perché il nostro spirito comunichi con lo spirito dei nostri fratelli.
Le parole, lunghe carovane di parole, guidano la nostra anima verso un'anima vicina.
Il sorriso svela quest'anima sull'estremità delle labbra,
Lo sguardo la presenta al balcone dei nostri corpi,
La stretta di mano la trasmette all'amico,
Il bacio la dona all'amante,
La stretta degli sposi vuole riunire due anime per cercarne una terza in un terzo corpo.
Ma per Te, o Signore, non era sufficiente fare della nostra carne il sacramento dello spirito.
Per grazia Tua, il corpo del cristiano diventa sacro, e tempio della Trinità, Tutto Dio in tutta la nostra anima,
E tutta l'anima in tutto il nostro corpo.
Suprema dignità di questo corpo meraviglioso.
È membro del signore e portatore del suo Dio!
Ecco, Signore, stasera, il corpo degli uomini addormentati:
Il corpo puro del bimbo,
Il corpo insozzato della prostituta, Il corpo vigoroso dell'atleta,
Il corpo sfinito dell'operaio di fabbrica, Il corpo placato dello sposo, Il corpo sensuale del festaiolo, Il corpo sazio del ricco,
Il corpo pesto del povero,
Il corpo percosso del ragazzo,
Il corpo febbricitante dell'ammalato, Il corpo dolorante dell'infortunato, Il corpo paralizzato dell'infermo,
Tutti i corpi, Signore, e tutte le età dei corpi.
Ecco il corpo tiepido del fragile pupo, staccato come un frutto maturo dal corpo della mamma.
Ecco il corpo del ragazzo incurante che cade e si rialza leccando il sangue vermiglio.
Ecco il corpo dell'adolescente inquieto che non conosce la bellezza del bimbo che si sviluppa.
Ecco il corpo della giovane sposa svestita per lo sposo.
Ecco il corpo dell'uomo maturo poderoso e fiero della sua forza.
Ecco il corpo del vecchio che si spegne lentamente.
Te li offro tutti, Signore, e Ti prego di benedirli mentre vivono in silenzio, avvolti nella notte.
Sono tuoi, abbandonati sotto il Tuo sguardo, per la loro anima addormentata. Domani, scossi brutalmente, dovranno riprendere il loro servizio.
Fa' che siano servi e non padroni;
Case aperte e non prigioni;
Templi del Dio Vivente e non tombe.
(M. Quoist, Preghiere, Ed. Marietti, Torino)

