Ragazzo: uomo in costruzione


    PREADOLESCENTI

    (1980-1/2-115) 

     

    Le esigenze di uno sviluppo totale e armonioso, e la costatazione che il modo di gestire svago e riposo non sono sempre adatti ai ragazzi, impone una trattazione su questi temi.
    Il preadolescente ha bisogno del gioco. La straordinaria riserva di energie e di dinamismo provoca il desiderio di muoversi, di correre: per questo egli preferisce i giochi movimentati. Molti giochi fermi a cui si dedica, per comodismo suo o per le esigenze degli adulti, non solo conformi alle caratteristiche del suo sviluppo. Attraverso al gioco, specialmente quello movimentato e di gruppo, egli soddisfa la tendenza a svilupparsi, a uscire da se stesso e a mettersi alla prova. Accanto al gioco sono necessarie, per la sua educazione integrale, le attività libere. Benché i nuovi metodi scolastici stiano superando molto rapidamente la scuola tradizionale, che si preoccupava solamente dell'acquisto di conoscenze per via intellettuale: non si è trovata ancora del tutto nella coscienza degli educatori la convinzione della necessità di programmare l'educazione delle attività libere. Questa programmazione non si può ridurre a definire quali attività devono esercitare i ragazzi in ogni momento, ma bisogna approfondire scientificamente la scoperta di tutte le necessità che si debbono soddisfare, programmando, in seguito, le attività corrispondenti. La natura stessa di molte delle attività che la società dei consumi presenta al ragazzo, lo porta spesso più alla passività che alle attività libere e spontanee, nei suoi divertimenti. Si pensi ai giochi da salotto, nei quali basta premere un bottone, dopo che la macchina ha ricevuto i soldi; si pensi agli sport passivi, nei quali si sta solo ad osservare; alle possibilità di distrazione, per niente attive, che si hanno in casa con la televisione, con riviste illustrate, che attirano unicamente i sensi, ma non invitano a leggere. Reagire a questa corrente non è facile per cui appare sempre più urgente per l'educatore la necessità di saper educare i ragazzi affinché fin dalla preadolescenza imparino ad utilizzare il tempo libero per la formazione umana. Inoltre la nostra società sta privilegiando sempre più la cultura del tempo libero, che tende a crescere sempre di più. Di qui l'urgenza di aiutare il ragazzo fin d'ora ad impiegarlo bene, perché le attività del tempo libero siano allo stesso tempo riposo, svago e promozione umana e sociale.

     

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    lettura rapida

    Premesse per l'educatore
    Nell'attuale civiltà il tempo libero tende ad aumentare: occorre educare il ragazzo ad approfittarne per la sua crescita totale.
    Tempo libero tempo dell'edonismo?
    Può esserlo per chi non reagisce alle tentazioni consumistiche. Occorre perciò servirsi delle attività ricreative per far assimilare nuovi valori.
    Preadolescente e tempo libero
    Il ragazzo deve comprendere che tempo libero non significa tempo in cui non si fa nulla, ma tempo utile per la formazione.

    Conoscenze ed atteggiamenti dell'educatore
    Premesse
    - L'attività ricreativa favorisce l'equilibrio interiore dei sentimenti.
    - Essa non va esagerata a scapito di altri valori più profondi perché perenni.
    - L'educatore deve conoscere i vantaggi e gli svantaggi che l'attività ricreativa presenta.

    A livello psicobiologico
    Attività sportive di diversa indole favoriscono un equilibrato sviluppo puberale, ma un eccessivo consumo di energie potrebbe ritardarlo.

    A livello psicosociale
    Da inchieste risulta che nella scuola il preadolescente partecipa volentieri ad attività scolastiche e sportive. Fuori scuola i ragazzi scelgono ancora attività sportive, le ragazze attività sociali e domestiche.

    Orientamenti metodologici
    - Si dia grande varietà di scelte.
    - Presentando modelli ed eroi, si cerchi di scoprire valori autenticamente positivi.
    - Si dia la possibilità di esercitare qualche attività altruistica.

    Obiettivi e proposte
    - Soddisfare, mediante attività ricreative la tendenza ad esplorare e creare.
    - Favorire quelle attività che sono più adatte alle tendenze profonde del ragazzo.
    - Favorire l'inserimento di tutti dando fiducia al timido, frenando i dominatori.
    - Cercare di superare gli aspetti negativi delle varie forme di distensione.
    - Formare il ragazzo alla scelta di certa attività, al rifiuto di altre.
    - Coltivare la socievolezza favorendo il senso del gruppo.
    - Creare nei ragazzi la capacità di assumere «ruoli» di maggior responsabilità.
    - Far conoscere modelli di attività orientate ad un impegno religioso.

    Conclusione
    Domenico Savio confidava ai compagni che la santità non è disgiunta dall'allegria. A questa dovrebbe condurre un sano impiego del tempo libero.
    Il tempo libero, dice il Concilio, deve «fortificare la sanità dell'anima e del corpo».

     

    TEMPO LIBERO, SVAGO, RIPOSO

    PREMESSE PER L'EDUCATORE

    «Il tempo libero è lo spazio privilegiato di tutte le forme di decadenza o di splendore umano».
    Queste parole, che ci fanno pensare alla decadenza dell'Impero Romano o a certi saloni dell'ultimo rinascimento, ci possono aiutare a prendere coscienza del problema del tempo libero e dell'ozio, nella società attuale.
    Siamo preparati e prepariamo i ragazzi per vivere «positivamente» questa civiltà del tempo libero, che va prendendo sempre maggior terreno nella società?
    L'ozio era considerato, fino a poco tempo addietro, come una perdita di tempo. Il tempo libero bisognava «consumarlo», perché era un soprappiù.
    L'ozio costituisce una sfida, in forme diverse, a tutte le morali utilitaristiche, a tutte le filosofie comunitarie, ecc., ereditate da una civiltà tradizionale, dominate dalla miseria, dall'ignoranza, dalla paura e dai riti imperiosi del gruppo. Oggi questa fase dovrebbe essere già superata. Il ragazzo si trova in questa civiltà ed ha ogni volta sempre maggiori possibilità reali di tempo libero. D'altra parte, non è capace di imporsi lo sforzo necessario per superare questa situazione, specialmente perché non si è pensato sufficientemente di approfittare delle risorse educative di questo tempo libero. Di qui la necessità di sfruttare tutti gli elementi per educarlo nell'uso dei suoi momenti liberi adesso e specialmente quando sarà uomo.
    Naturalmente, gli educatori non possono programmare in scala generale; ma possono trar profitto dalle risorse di cui dispongono per una educazione la più completa possibile dei ragazzi.
    Il ragazzo di questa età dedica gran parte del suo tempo libero a diverse forme di svago: gioco, sport, radio, televisione, cine, letture, ecc.
    D'altra parte «l'uomo, e soprattutto l'uomo contemporaneo, ha bisogno di momenti di "ozio". Questa necessità si rivela già nel ragazzo che, pressato dalle obbligazioni scolastiche, sente nascere prepotente il desiderio di disporre di un po' di tempo che gli appartenga interamente» (A. Kriekemans, Pedagogia Generale, La Scuola, Brescia). Anche questo momento entra nel vivo del progetto educativo del ragazzo. Svago e riposo sono preziosi elementi di sviluppo della personalità e occasioni non meno importanti di intervento pastorale.

    Tempo libero: tempo dell'edonismo?

    È un fatto constatato l'aumento del tempo libero in tutte le società industrializzate in via di industrializzazione. Benché nel nostro paese siano ancora molti quelli eh( lavorano più di otto ore al giorno, in alcune industrie si è introdotta, in maniera sta bile, la settimana corta. Una buona parte della popolazione, anche tra i lavoratori d una certa possibilità economica, può prendersi già delle vacanze. Molti sono quelli d classe umile e a volte molto umile, che hanno in casa parecchie comodità e che dispongono di sufficienti soldi per i divertimenti settimanali o più frequentemente, for se, sottraendoli a necessità più urgenti. Questo fatto si accentuerà gradualmente, i mano a mano che il paese migliorerà il tenore di vita e di industrializzazione.
    D'altra parte, sono continui gli stimoli della pubblicità ad acquistare, a viaggiare, i consumare, creando un clima di consumismo e borghesismo irresponsabile. I ragazzi, inseriti in questo ambiente, oltre che sentirsi sempre più allontanati dal lorc mondo di studio e di lavoro, molte volte perdono l'ideale dello sforzo, della capaciti di donazione e della generosità per molte attività.
    Può sembrare persino che sia superata quell'espressione degli psicologi, secondo la quale l'adolescenza è un tempo di generosità e di sforzi.
    E, non di meno, sembra che il tempo libero possa offrire sufficienti risorse educative se gli educatori sanno approfittarne. Il gioco, gli svaghi e la partecipazione nelle sport contribuiscono allo sviluppo dei valori fondamentali, delle qualità e delle attitudini naturali. È ovvio che questa influenza non si distribuisce in maniera uniforme, ma è anche difficile immaginare una qualsiasi attività di tempo libero che non abbia alcun effetto nella maturazione della personalità. Per esempio, la televisione ed il cine possono esercitare un impatto considerevole sugli atteggiamenti e sui valori; conversazioni, riunioni, feste sociali, influiscono direttamente sulla formazione sociale dell'adolescente; gli sport ed altre attività fisiche, com'è naturale, determineranno il ritmo di crescita e di sviluppo fisico, ecc.
    Va da sé che l'attività di un educatore e di un gruppo di educatori sarà insufficiente per rendere educativo il tempo libero, se non si fa una progettazione generale, a livello locale e generale dell'educazione per il tempo libero; crediamo tuttavia che uno sforzo in questo senso farà sempre bene ai ragazzi che sono a contatto con noi.

    Preadolescente e tempo libero

    Il tempo libero del ragazzo, lo costatiamo ogni giorno, è occupato in gran parte dal gioco. Ma una porzione sempre più abbondante viene da lui impiegata in letture e hobbies vari.
    Un fatto è costante: che nel suo tempo libero egli butta tutte le energie che possiede, spinto dalla sua grande vitalità.
    Il ragazzo deve crescere con la convinzione che tempo libero non significa tempo in cui non si fa nulla, ma tempo utile per la formazione. Tempo importante, quindi da non sprecare. Si può infatti peccare per eccesso o per difetto nella programmazione delle attività del tempo libero. Non è quindi formativo:
    - privilegiare gioco e divertimenti, senza porre una seria alternativa di valori, secondo una precisa gerarchia (preghiera, studio, riposo...);
    - la ricerca quasi esclusiva di «un» piacere, di «una» evazione...;
    - la ricerca della «gara per la gara»;
    - l'organizzazione di attività che riducono gran parte dei ragazzi ad un ruolo puramente passivo (spettatori...);
    - l'abuso di attività svolte per lungo tempo in luoghi chiusi;
    - l'esercitare attività che comportano un eccessivo dispendio fisico o mentale fino a compromettere altre attività;
    - privilegiare certi giochi e certi divertimenti (calcio, cine...);
    - l'abuso di «direzionismo», privando il ragazzo della sua iniziativa;
    - l'eccessivo peso allo studio e alla riuscita scolastica, riducendo il tempo di riposo, di svago, di libera iniziativa. Le esigenze di studio sempre maggiori, le condizioni a volte precarie dell'ambiente scolastico (aule sovraffollate, vita cittadina, carenze di insegnanti, povertà di attrezzature, ambiente familiare in tensione...) provocano stress sempre più pesanti, che esigono tempi più lunghi e più frequenti di «scarico» e di svago. Qualche volta a creare ulteriori difficoltà intervengono divergenze fra genitori e figli nella scelta dei divertimenti. Si pensi alla scelta di programmi televisivi, cine, letture. L'adulto giudica secondo la sua mentalità, il ragazzo secondo le proprie esigenze e gusti. L'adulto deve tener presente che certi programmi possono essere meravigliosi per un ragazzo che sta «scoprendo» il mondo e le cose, mentre possono lasciare indifferentemente l'adulto che è già sperimentato o istruito.

    CONOSCENZE ED ATTEGGIAMENTI DELL'EDUCATORE

    Premesse

    Equilibrio interiore dei sentimenti
    Elemento fondamentale della psicologia del preadolescente è la necessità di vivere, avere aspirazioni, credere e trovare un equilibrio interiore dei sentimenti. Nell'attività ricreativa il ragazzo scarica i suoi stati di tensione. L'allegria può essere la manifestazione esterna di questo equilibrio.

    Quattro criteri nell'educazione al tempo libero
    - Gli interessi e i valori che si scoprono e si alimentano in questa età devono continuare a sussistere nella età adulta e deve essere limitato tutto ciò che li può far deperire: così, per esempio, lo sport va limitato perché non venga vissuto a spese di altri valori che devono permanere nella vita.
    - Le attività devono suddividersi tra i diversi ambiti: fisico, intellettuale, estetico e sociale...
    - Alcuni interessi devono essere individuali, altri collettivi, di gruppo.
    - Le attività devono essere realmente positive e creatrici, in modo che servano per coltivare l'iniziativa personale, evitando per quanto è possibile i ruoli «passivi» (cf H. Dimock, Rediscovering the adolescent, New York).

    Conoscenza del valore formativo delle attività ricreative
    L'educatore deve conoscere i vantaggi e gli svantaggi che possono essere presenti in ognuna delle attività ricreative che il ragazzo suole svolgere.
    Così A.T. Jersild riassume i vantaggi del gioco collettivo.
    - Comporta sempre un rischio.
    - La ripetizione dà opportunità di consolidare una serie di abilità.
    - Inventiva e sviluppo della fantasia, quando il ragazzo aggiunge forme e possibilità diverse ad uno stesso gioco o lo trasforma in un altro.
    - Col gioco i ragazzi si sforzano di raggiungere fini «seri», ma senza impegnarsi totalmente nel rischio che importerebbe il confronto con la realtà.
    Ad esempio: la responsabilità nel gioco è un allenamento per la futura responsabilità dell'adulto; la socievolezza nel gioco è un allenarsi per la socievolezza della vita seguente.
    - Nel gioco il ragazzo può esercitare a scelta un ruolo determinato, che permette all'adulto di conoscere meglio il ragazzo. A volte questo ruolo prende la forma di una proiezione di sé.

    A livello psicobiologico
    L'educatore dovrà conoscere il valore dei diversi tipi di attività per lo sviluppo psicofisiologico del ragazzo. Tenendo conto che l'età dai 12 ai 14 anni è importante per lo sviluppo puberale dell'adolescente per le sue ripercussioni psicologiche, è necessario presentare ai ragazzi attività sportive di diversa indole, nelle quali l'organismo possa equilibrarsi. Però, dall'altra parte, bisogna evitare, a questa età, un eccessivo consumo di energie, che potrebbe ritardare lo sviluppo puberale. Può essere utile, come compensazione, una qualche attività distensiva sedentaria, a patto che sia veramente distensiva, meglio in gruppo, perché favorisce ed aiuta maggiormente a distrarsi, piuttosto che una attività individuale, la quale, di natura sua, esige quasi sempre una maggior concentrazione.
    Dovrà conoscere ancora le ripercussioni psicologiche di questa attività fisica e vedere se distrarre dai problemi e dalle difficoltà profonde ottiene gli effetti sedativi che l'educatore si propone. L'osservazione attenta dell'educatore aiuterà molto a questo scopo.

    A livello psicosociale
    Conoscere i tipi di attività realmente preferiti dai ragazzi di questa età, e, per quanto è possibile, i motivi per i quali li scelgono.
    Disponiamo di una inchiesta di Jersild e Tasch fatta tra ragazzi dai 6 ai 18 anni. Tale inchiesta, è riconosciuta assai indicativa anche oggi, per lo stretto legame con la psicologia di questa età.
    Nel gruppo più vicino al nostro (290 ragazzi e 186 ragazze dai 12 ai 15 anni), le risposte alla domanda: che cos'è che ti piace di più nella scuola? si distribuirono così:

    Sport, passatempi ed educazione fisica Ragazzi 30,6% Ragazze 33,2%
    Gruppi di studio e materie scolastiche Ragazzi 44,4% Ragazze 60,1%
    Arte: musica, pittura, disegno, ecc. Ragazzi 10,0% Ragazze 15,0%
    Mestieri e arti manuali Ragazzi 19,8% Ragazze 0,0%
    Club e riunioni di allievi Ragazzi 0,5% Ragazze 3,6%
    Professori ed allievi Ragazzi 4,1% Ragazze 5,6%
    (NB - La somma supera il 100% perché alcuni hanno dato vari tipi di risposta).

    Come si può vedere, a questa età dominano ancora in ragazzi e ragazze, gli interessi scolastici e sportivi, mentre quelli di tipo sociale sono ancora relativamente bassi. Aumenteranno nella fase seguente a scapito degli interessi scolastici.
    In un'altra inchiesta, condotta tra ragazzi e ragazze dagli 11 ai 13 anni si domandava loro: «Se qualcuno presentasse la creazione di un nuovo club o gruppo di ragazzi/e come te, a quale attività dovrebbe dedicarsi?». Ecco il prospetto delle risposte:

    Attività sociali Ragazzi 11 % Ragazze 58 %
    Sport e giochi Ragazzi 57 % Ragazze 39 %
    Hobbies, arti e mestieri Ragazzi 36 % Ragazze 27 %
    Attività educative Ragazzi 10 % Ragazze 15 %
    Servizi, interessi comunitari Ragazzi 5 % Ragazze 10 %
    Attività organizzative Ragazzi 37 % Ragazze 12 %
    Attività domestiche Ragazzi O % Ragazze 45 %
    Attività diverse Ragazzi 4 % Ragazze 3 %
    Attività sconosciute Ragazzi 4 % Ragazze 5 %
    Attività indefinite Ragazzi O % Ragazze 3 %

    Come si vede vi sono marcate differenze tra i ragazzi e le ragazze. Tra i primi primeggiano le attività sportive, organizzative, e quelle fuori casa; nelle ragazze, le attività sociali e quelle domestiche.
    Oggi forse le risposte delle ragazze s'avvicinerebbero assai di più a quelle dei maschi. Naturalmente, da queste inchieste non si può dedurre tutto ciò che interessa ai ragazzi di queste età; ma sono sufficienti per darci una prima informazione. Le inchieste fatte in Europa si riferiscono a ragazzi con più di 15 anni, e perciò non ci servono per il nostro lavoro. Crediamo però che questi dati siano sufficienti.
    Una caratteristica fondamentale che l'educatore non può perdere di vista è il grado di influenza del gruppo sull'individuo nella scelta delle attività.
    Questa influenza, sotto certi punti di vista, era più forte nella tappa precedente e lo sarà di più in quella seguente. Ma per motivi differenti. Nella tappa precedente, il ragazzo partecipava irriflessamente alle attività del gruppo. In questa tappa, data la sua situazione emotiva, si ritrae un poco e cerca un certo isolamento nelle attività libere, anche con tendenza a ciò che sarà tipico dell'attività seguente: l'attività in piccoli gruppi, e centrata su questi stessi gruppi.

    Atteggiamenti dell'educatore

    Sarà opportuno:
    - cominciare dalle attività che attirano di più il ragazzo, rendendole educative;
    - influire sui soggetti mediante il piccolo gruppo, sfruttando i vantaggi di questa situazione;
    - tentare di infondere loro interesse per quelle attività «libere» che non accettano «spontaneamente», e che tuttavia sono considerate essenziali per una educazione integrale;
    - ottenere che i ragazzi progettino in gruppo una serie di attività che, nel loro insieme, riempiano tutti i settori;
    - stimolarli all'esecuzione poiché, in questo periodo dello sviluppo, i ragazzi riescono a progettare facilmente, ma solo difficilmente giungono alla realizzazione completa.

    ORIENTAMENTI METODOLOGICI

    Come segno di accettazione e di comprensione dell'allievo nei suoi interessi e nelle sue attitudini, «affinché possa manifestarsi tale e quale è» (D. Bosco) e possa così essere meglio educato, non si impongano divertimenti o tipi di svago, ma si offrano piuttosto allo stesso tempo attività differenti, dando abbondanti indicazioni perché il ragazzo possa scegliere e «creare».
    Si dia grande varietà di scelte, affinché il ragazzo possa veramente scegliere e manifestarsi come è in tutti i settori distensivi. Il dialogo aiuti a scoprire nuove piste di distensione e di occupazione dei tempi liberi. L'educatore ottenga la creazione di un clima di creatività nel quale debba solo intervenire per orientare. Il dialogo servirà allora per trarre profitto educativo da queste attività ed iniziative molteplici.
    Le letture, le pellicole che si proiettano, i programmi televisivi, ecc., siano ricchi di testimonianze autentiche di adesione ai valori.
    Negli eroi e nei modelli di azione, si cerchi di scoprire i valori autenticamente positivi. Si aiutino i ragazzi a superare alcuni aspetti puramente gradevoli al gusto, riguardanti questi personaggi, per scoprire invece in essi il valore autentico. Se è possibile un contatto diretto con i personaggi più rappresentativi e, allo stesso tempo, più impegnati cristianamente, sarà di vera utilità.
    Si sfruttino i principi di creatività, partecipazione, ecc., per aprire dinanzi a loro delle attività altruiste nel tempo libero. Se c'è spirito creativo e senso di donazione, lo si otterrà facilmente.
    Si faccia in modo che la scelta di attività distensive sia reale: solo così sarà possibile educarli alla scelta.
    Abbiamo presentato negli schemi di lavoro un grande numero di possibilità di confrontare i punti di vista che hanno rapporto con il tema. Se ne potrebbero presentare molte altre. Ciò che interessa è che, in questo periodo, nel quale si tende di più alla interiorizzazione, i ragazzi siano aiutati molto a comunicare con gli altri e a confrontare i punti di vista.
    Si aiutino i ragazzi a scoprire Dio anche nei momenti di distensione, inserendoli in uno schema di valori,che, a poco a poco, si va costruendo e nel quale ogni giorno si ottiene che ogni cosa, ogni avvenimento, occupi il suo posto.
    È opportuna, dopo attenta preparazione, la partecipazione a certe attività liturgiche o paraliturgiche, dove il ragazzo possa prendere parte attiva. Anche l'omelia partecipata può già essere avviata. Nei tempi liberi poi, i ragazzi abbiano possibilità di esercitare, preferibilmente in maniera collettiva, qualche attività altruistica, dove si richieda il sacrificio (anche pecuniario) personale.
    Oltre le attività ricreative, liturgiche e di altruismo, dove la libera iniziativa sia pacificamente ammessa, si creino altre possibilità dove la libertà, la responsabilità personale e l'opzione libera possano serenamente esercitarsi. Vengano promosse frequenti tavole rotonde, discussioni di gruppo, ecc., dove si commentino alcuni aspetti delle attività ricreative alle quali i ragazzi hanno partecipato o hanno assistito. Anche mediante il colloquio e la direzione spirituale i ragazzi vengano avviati alla discussione e alla critica per scoprire i valori e gli pseudovalori presenti nelle letture, nel cine, nella TV, nell'arte, ecc. Questa è l'età in cui i ragazzi possono con profitto essere iniziati alla lettura, sia pure guidata, di libri di formazione, di carattere religioso e soprattutto del vangelo.

    OBIETTIVI E PROPOSTE CONCRETE DI LAVORO PER I RAGAllI

    1. Soddisfare, mediante attività ricreative, la tendenza ad esplorare e creare

    Per questo sarà utile assegnare delle tracce e dare suggerimenti per mettere i ragazzi nell'occasione di ricercare. Possono essere valide le seguenti iniziative:
    - caccia al tesoro, esplorazione di una regione, di una caverna, una marcia notturna;
    - scoprire le cose e gli uomini;
    - improvvisare narrazioni, descrizioni, ecc., nelle serate in gruppo;
    - coltivare la creazione di canzoni;
    - coltivare tutte le tecniche espressive.
    A livello più impegnato sarà utile:
    - creare, sia a livello di gruppo formativo, sia a livello parascolastico, gruppi, club, comitati, che con l'orientamento di un «esperto», coltivino alcune di queste attività: recitazione, rappresentazione, esecuzioni musicali, cori, complessi, ecc., favorendo soprattutto le aree creative;
    - sollecitare la collaborazione ad un giornale murale del gruppo o della classe, procurando che vi partecipino creativamente un buon gruppo di ragazzi;
    - nel settore della «espressione plastica», dentro e fuori della scuola, fomentare la capacità di «creatività» più che la copia di alcuni modelli. Valersi, a questo scopo, degli elementi offerti dalla stessa situazione scolastica (qualche ragazzo particolarmente dotato, per esempio), o la capacità di inventiva;
    - scoprire, dentro e fuori della scuola, le risorse che offre il settore di espressione dinamica, per migliorare la capacità creativa. L'iniziativa dell'educatore e l'imitazione degli altri, aiuterà a perfezionare questa creatività;
    - analizzare in gruppo gli aspetti educativi di tutte queste attività.

    2. Favorire la scoperta di quelle attività che sono più adatte alle tendenze profonde del ragazzo

    Per raggiungere questo obiettivo, è necessario offrire un'ampia gamma di attività ricreative, a cui il ragazzo possa partecipare con piacere. Di più: è conveniente, come già si è detto altrove, che i ragazzi esercitino, almeno qualche volta, tutte le attività atte a fare emergere qualità e valori:
    - attività che suppongono movimento (sport, gioco all'aria libera, escursioni, ecc.);
    - attività che non implicano movimento (giochi a tavolino);
    - divertimenti di gruppo (serate, recite, giochi da campeggio, ecc.);
    - pittura e disegno, cartellonistica, ecc.;
    - letture;
    - esercitazioni di pronto soccorso;
    - giornalini, giornali murali, ecc.
    Per soddisfare la vitalità, il dinamismo, la sete di avventure, gioverà, sempre sotto un assiduo controllo di un educatore esperto, dare l'opportunità di qualche attività un po' violenta e forte, che contenga un minimo di rischio.
    Per potenziare l'uso delle qualità corporee, si provveda a:
    - organizzare attività fisiche di competizione ed allenamento, nelle quali ognuno possa scoprire, al massimo, le sue capacità e possa potenziarle;
    - analizzare in gruppo i valori positivi e negativi di queste diverse attività, per lo sviluppo globale della personalità;
    - organizzare uscite, escursioni e campeggi, nei quali si integrino gli elementi fisici con gli aspetti dello sviluppo personale.

    3. Mediante l'attività ricreativa, dare fiducia al timido e frenare i dominatori

    Bisognerà anzitutto studiare attentamente i valori e le attitudini presenti nel ragazzo timido; quindi dovrà essere messo in gara con responsabilità diretta sull'attività competitiva, ma sempre in conformità alle attitudini scoperte.
    L'estroverso e il dominatore invece vanno avviati alla collaborazione di gruppo, con pari responsabilità, pratica, concreta.

    4. Giudicare gli aspetti negativi delle forme di distensione e impegnarsi a superarli

    Con attenzione l'educatore dovrà:
    - innanzitutto, conoscere queste distensioni più passive, mediante una analisi di ciò che vi è nella propria zona, nel proprio istituto;
    - cominciando da quelle che sembrano le più negative, studiarne il pro e il contro, e perché si continua a dedicarsi ad esse;
    - studiare anche le possibilità di distensione più positive, non utilizzate sufficientemente, forse perché costano troppo, e vedere in che modo impegnarsi in esse. Sarà il modo migliore per superare la passività negativa;
    - se è necessario, studiare in gruppo la possibilità di creare altre attività distensive sane, a vantaggio dei compagni della stessa età.

    5. Formare il ragazzo alla libera scelta di certe attività e alla rinuncia di altre per motivi più elevati

    Non si tratta solo di proporre molte e svariate attività e fornire il tempo necessarie per svolgerle, ma soprattutto di assicurare al ragazzo un saggio orientamento sulla scelta e sull'uso del tempo.
    Il ragazzo va aiutato quindi a saper scegliere con decisione quando si presentasse l'alternativa del gioco o di un preciso dovere. L'attività ricreativa, soprattutto quando esige la collaborazione di vari ragazzi, non sempre garantisce soddisfazione immediata ad ognuno: per qualcuno anzi implicherà una certa rinuncia ad attività più gradite. Va posto in rilievo, proprio in simili occasioni, il vero spirito di gruppo che, appunto, può esigere anche qualche rinuncia.
    Sarà bene perciò aumentare gradualmente le occasioni di libera scelta, nelle quali il ragazzo vada prendendo la responsabilità dei propri atti. Si tratta di:
    - scegliere in gruppo le attività distensive alle quali i ragazzi partecipano in maniera collettiva o individuale, in un fine settimana o in festeggiamenti del rione o del villaggio, nelle vacanze, ecc., analizzando i vantaggi e gli inconvenienti degli uni e degli altri. Si farà una revisione in gruppo, dopo aver partecipato a diversi tipi di attività, per vedere il vantaggio formativo che se ne è tratto;
    - a livello più teorico, analizzare in gruppo i vantaggi e gli inconvenienti, gli aspetti formativi o deformativi dei mezzi di distensione e di occupazione del tempo libero, che sono alla loro portata;
    - fare individualmente dei progetti a breve e lunga scadenza e discuterli con l'educatore (uso dell'agenda).

    6. Approfittare della necessità di nuove esperienze, tipiche di questa età, per orientarle verso elementi autenticamente formativi

    In modo particolare si suggerisce di:
    - programmare attività nelle quali si cerchi soprattutto la conoscenza umana dei luoghi, delle persone, delle attività che hanno attinenza al tema riguardante le persone;
    - programmare escursioni, viaggi, ecc., nei quali si cerchi, soprattutto l'aspetto educativo;
    - dar sfogo alle idee spontanee che nasceranno in questo campo, quando si sarà formato un clima di vero spirito di esplorazione.

    7. Coltivare la socievolezza favorendo il senso del gruppo, del «noi»

    È importante il dialogo con le famiglie perché si aprano alle esigenze delle amicizie dei loro figli, e diano la possibilità di riunire in casa gli amici per festicciole (onomastici, compleanni, ecc.). Così si consiglino i genitori affinché partecipino frequentemente ai giochi e ai divertimenti dei loro figli. I fine-settimana sono ottime occasioni per queste manifestazioni familiari.
    Si tratta di creare in famiglia un clima e attività tali per cui i ragazzi non siano costretti ad andarsene e passare molto tempo fuori casa perché vi si annoiano. Altrettanto è da dirsi di certi centri a torto chiamati «educativi», dove l'unica preoccupazione è il rendimento scolastico o la disciplina. Si favoriscano situazioni di svago dove sia richiesta la collaborazione di tutti.
    Nelle competizioni e nell'organizzazione ricreativa si crei un tale spirito di corresponsabilità che ciascuno rispetti i limiti entro i quali deve agire.
    Questo è assai difficile senza la presenza attenta dell'educatore. Il ragazzo va aiutato anche a sacrificare l'opportunità di una vittoria o di un risultato personale a favore del gruppo, della collaborazione di tutti e della maggiore unità e soddisfazione del gruppo stesso. La collaborazione deve favorire una migliore integrazione degli individui nel gruppo. Per questo l'educatore deve avere sufficiente abilità per conoscere le interazioni interne del gruppo, per individuare il dominatore, l'assente, l'emarginato, il nemico dichiarato... ed integrarli in maniera che nessuno si senta frustrato. sse

    8. Formare il ragazzo all'autocontrollo affinché rispetti le regole delle attività ricreative e le persone

    Vanno date delle norme per l'autocontrollo. Inoltre sarà bene favorire riunioni in cui si impersonino i ruoli dei singoli membri interessati: giocatore, spettatore... e si indaghi, si discuta, si cerchino modi per prevenire, correggere:
    - l'eccessiva irritabilità del giocatore;
    - la prepotenza dell'arbitro;
    - la confusione creata nella sala cinematografica;
    - l'intemperanza dello spettatore, ecc.

    9. Attraverso alle attività distensive creare nei ragazzi la capacità di assumere «ruoli» di maggior responsabilità

    - Quando si crea un club, un comitato o qualsiasi altro gruppo di attività distensiva, procurare che vi sia una autentica rotazione dei «ruoli» o «funzioni».
    - Se il caso lo esige, creare una funzione appropriata ad un individuo determinato, che non ha ancora trovato una via per assumere delle responsabilità.
    - Far revisioni in gruppo sulle varie maniere nelle quali sono state portate avanti le diverse mansioni di responsabilità, sempre su un piano di costruzione positivo.

    10. Scoprire ciò che vi è di «valore» autentico nei «valori» più immediati che sono propri a questa età

    A tale scopo l'educatore potrà:
    - analizzare in gruppo persone (modelli) o comportamenti, mettersi dinanzi il personaggio, il campione, il divo e analizzare ciò che di positivo, ciò che di «valore» vi è ,arà nel suo agire. Impegnarsi ad imitare questi aspetti positivi. L'attenzione dell'educatore consisterà nel far sì che i ragazzi non prendano per positivo ciò che in realtà non lo è;
    - guidare all'osservazione per la scoperta dei «valori», prescindendo un poco dalla persona;
    - per via di contrasto, analizzare l'anti-valore che vi può essere in questi personaggi, prescindendo ancora dalla persona, evitando così il pericolo di lasciarsi impressionare da ciò che di positivo vi è in essa e rimanere assorti nel personaggio, tendendo ad imitare tutto, ciò che è positivo e ciò che è negativo.
    Si tratterà anche di mettere in evidenza valori morali che emergono in attività ricreative (capacità di perdono, sincerità, disciplina, collaborazione) e i valori morali degli spettacoli, letture, ecc. Il pericolo è che certi valori scivolino via perché nessuno li mette in evidenza, e vengano colti altri aspetti meno validi e più insignificanti. Si tratterà pure di non fermarsi a fare delle costatazioni, ma di muovere la volontà del ragazzo a vivere personalmente i valori morali scoperti.

    11. Abituare i ragazzi a giudicare persone ed atteggiamenti con cui vengono a contatto nelle diverse attività ricreative

    Tali persone possono essere quelle vere che «fanno ricreazione con lui» o quelle immaginarie delle novelle, del cine: gli eroi, gli avventurieri. Ebbene: anche di fronte a questi egli deve abituarsi a prendere un atteggiamento preciso, di approvazione o di condanna, per non lasciarsi plagiare, ma divenire sempre più padrone sicuro dei propri sentimenti e delle proprie opinioni. A ciò saranno utili le già tanto proposte discussioni in gruppo, i semplici cineforum, in cui possa ricostruire atteggiamenti diversi come alternativa a quelli non approvati.

    12. Mediante le attività di libera iniziativa, riuscire a trovare Dio

    Perciò sarà bene:
    - far conoscere modelli di azione nei diversi rami di libera attività, che si siano distinti per il loro impegno religioso, mentre esercitavano attività distensiva. Si preferiscano personaggi attuali;
    - quando fosse possibile, mettere il gruppo in contatto con alcune di queste persone, con lo scopo di aiutarlo a conoscere e scoprire questo comportamento;
    - analizzare alcune delle proprie attività distensive o quelle del gruppo, per vedere il grado di maturità cristiana o religiosa che presenta;
    - presentare tracce, guide di osservazione, per scoprire Dio in alcuni degli elementi studiati.

    CONCLUSIONE

    Nella sua Psichologie du sport il Peters nota che lo sport ha perduto tutte le caratteristiche del gioco, e tra queste la spontaneità e la gioia senza ombre che ne derivano. Lo sportivo è un individuo teso, preoccupato, non autentico, narcisista, iperemotivo, ingenuamente ambizioso, che s'interessa esclusivamente dello sport che pratica, e delle sue prestazioni personali.
    È un'osservazione amara e senz'altro riferibile ad un certo modo di fare dello sport. Ma è anche indicativa dei molti rischi e delle grosse storture che un modo sbagliato di impiegare il proprio tempo libero nel gioco può portare.
    D. Bosco, nella breve traccia del suo Sistema Preventivo, invita a dare ai giovani «ampia libertà di saltare, correre, giocare». Egli stesso fondò da giovane studente, la «Società dell'Allegria». E prete fra i suoi ragazzi a Valdocco, era il primo animatore di accesissime partite. Nei suoi ambienti, allora come elemento caratteristico, oggi più in sordina e in forme dimesse, la musica, la recitazione, le passeggiate, il gioco creavano un clima in cui il dovere compiuto bene e la sentità concreta diventavano conseguenza immediata di una profonda gioia che veniva dal di dentro. E Domenico Savio non temeva di confidare il segreto della felicità ai suoi nuovi compagni: «Noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri».
    Un'allegria vera, un vero riposo dello spirito, una fonte di gioia sincera. A questa dovrebbe condurre un sano impiego del tanto tempo libero nel quale vengono a trovarsi i giovani d'oggi. La pastorale che di esso si interessa è attualissima: richiede intervento saggio, apertura al mondo nuovo e alla nuova cultura. Una vocazione che va vissuta con piena coscienza. Lo stesso Concilio ce lo raccomanda: «Il tempo libero sia impiegato per distendere lo spirito, per fortificare la sanità dell'anima e del corpo, mediante attività e studi di libera scelta..., mediante viaggi,... e anche mediante esercizi e manifestazioni sportive che giovino a mantenere l'equilibrio dello spirito anche nella comunità» (GS 61).