Facciamo un'inchiesta


     

    Giovani e associazionismo

    Cesare Martino

    (NPG 1983-07-33)


    Cosa significa per la vita dei gruppi e movimenti il moltiplicarsi di ricerche e inchieste.

    Affiancandosi ad altre iniziative del genere anche la segreteria nazionale del Movimento Lavoratori di A.C. ha promosso un sondaggio a livello nazionale per indagare sulle situazioni ed aspettative dei lavoratori. L'iniziativa, lanciata alla fine dello scorso anno, ha trovato un primo momento di verifica nell'aprile di quest'anno in occasione del congresso nazionale dei gruppi lavoratori aderenti alla Azione Cattolica. In quella occasione sono stati presentati i risultati in una prima valutazione.
    E interessante notare che tali risultati, che ora stanno per essere sistemati in una valutazione più organica, sono in alcuni punti concordanti con altre ricerche, soprattutto quella ormai nota di Giancarlo Milanesi e altri sulla fede dei giovani. Anche in alcune ricerche condotte localmente soprattutto sulla realtà giovanile, come quella organizzata questa primavera nel territorio della diocesi di Fermo, si riscontrano risultati comuni.
    Questo può dimostrare la possibilità di una verifica complessiva di una realtà pastorale che si vuole affrontare. E dicendo pastorale diciamo umana e sociale nel senso più ampio.
    Si può dire che questa verifica ormai è possibile avendo a disposizione dei modelli più nitidamente leggibili, pur sapendo della quota di approssimazione dei sondaggi e della loro collocazione nel tempo. Ma questo dimostra anche la persistenza di una cultura sociologica che nella comunità ecclesiale non è andata spegnendosi, e la necessità di commisurare continuamente l'azione pastorale con una realtà che va letta non solo con strumenti intuitivi, ma anche con una più sistematica descrizione delle dinamiche soggettive, culturali e strutturali nelle quali si colloca la presenza ecclesiale e il suo messaggio.
    Esiste tutta una letteratura per così dire minore, non per qualità, ma per dimensioni, che pur tuttavia è una testimonianza interessante di pacata fiducia in strumenti di analisi che talvolta devono sopportare la consueta critica di «sociologismo». Sono sondaggi e inchieste a livello diocesano, zonale, talvolta parrocchiale. Improntate talvolta con tecniche raffinate, talvolta più alla buona. In qualche caso con tematizzazioni sofisticate, in altre con formulazioni più ingenue ma non per questo meno incisive.
    Le promuovono le sedi locali di associazioni, uffici diocesani, di pastorale specializzata, gruppi, comunità, talora singole persone come sacerdoti che fanno di questa fatica il loro elaborato per diplomi, licenze e lauree nelle istituzioni formative civili ed ecclesiastiche.
    Normalmente è comunque interesse che soprattutto l'operare dell'associazionismo riesce a dinamizzare. O per lo meno di quell'associazionismo che non intende operare in astratto. Sarebbe in ogni caso interessante fare una volta il punto su questa realtà, scrivendo una sociologia della sociologia che nasce nell'ambiente ecclesiale.
    I temi riguardano problemi educativi soprattutto, l'insegnamento della religione, la figura del catechista, le nuove realtà del mondo dei giovani e degli adulti, le istanze del mondo del lavoro e così via. Per le congregazioni religiose si tratta di trovare elementi di affinamento del modo di esprimere i loro carismi in una società complessa.
    E in effetti l'inchiesta cui abbiamo fatto riferimento come punto di partenza di questa riflessione, come altre offre elementi che non possono essere trascurati. Si rivela una necessità di esprimere valori personali più adeguatamente, c'è maggiore richiesta di una comunicazione umana che pare compressa in sistemi organizzativi della vita quotidiana e della dimensione sociale. C'è una maggiore esigenza di riferimenti morali o meglio di autorevolezza dei messaggi e delle testimonianze.
    E tanti altri sintomi nel cui merito non vogliamo entrare: ma che comunque esprimono un problema centrale che era già compreso nelle migliori profezie sociologiche.
    La difficoltà di soggetti umani che si trovano in certe circostanze ad affrontare una complessità maggiore alla loro possibilità, anche in coincidenza con la crisi di processi educativi e di sostegno, con fasi di demotivazione ideale nei rapporti interpersonali e politici.
    Vogliamo soltanto dire come questi argomenti misurino il valore di una scommessa. A certi bisogni bisogna saper rispondere adeguatamente perché non degenerino in una serie di istanze negative. Quelle che possono portare a tutti i «riflussi», verso un privatismo che si fa governare dall'autoritarismo o dalla manipolazione nelle sue nuove forme più sottili.
    Resta da dire che tutta la serie di queste iniziative di inchieste e di ricerche, anche al di là dei risultati tecnici, si sono mostrate sempre un'occasione di militanza, un momento di discussione e di confronto, magari attorno alle ermetiche domande di un questionario. Per le associazioni stesse un momento importante di animazione. E pur sempre una esperienza importante delle comunità e dei gruppi nel momento in cui si vive in una situazione di disaggregazione e di individualismo.
    Dall'altra parte è il sintomo di una coscienza che vuole applicare un pensiero tanto semplice quanto profondo: chi conosce sa amare, chi ama vuole conoscere.