Materiale pre-convegno di NPG
(NPG 1993-05-07)
NPG ha messo tra i temi all'o.d.g. lo studio di un itinerario educativo verso l'esperienza religiosa.
Non vogliamo di certo inoltrarci in questioni di notevole complessità con la presunzione di risolvere problemi che hanno inquietato la riflessione di tanti addetti ai lavori. La nostra preoccupazione è molto più ristretta e concreta: pensando soprattutto all'attuale situazione giovanile, cerchiamo indicazioni di prevalente respiro educativo.
Tre preoccupazioni fanno da orizzonte della nostra ricerca:
- In una situazione di pluralismo culturale e religioso diventa particolarmente urgente ritagliare una meta globale da cui comprendere il processo relativo all'educazione dell'esperienza religiosa. Senza una convergenza intenzionale non si dà educazione. La chiarezza sulla meta non funziona come discriminazione, ma come ipotesi consolidata (da verificare e ricostruire) per un autentico dialogo.
Per questo non possiamo evitare qualche considerazione, incondizionata e amorevole, dell'esistente. Riconosciamo nella situazione di fatto in cui siamo chiamati ad operare i segni positivi di futuro, anche quando sono frammisti a disturbi e deformazioni.
Il processo di educazione dell'esperienza religiosa si svolge con persone e in una situazione culturale e sociale che vogliamo conoscere pienamente per riconoscere fattivamente come contributo alla definizione e costruzione della meta verso cui è orientato il processo.
- La prospettiva educativa richiede infine la definizione di «strumenti» di intervento.
Solo in una accurata ricerca metodologica riusciamo a progettare educazione: il cammino verso la meta globale verso cui siamo orientati.
La scelta di strumenti adeguati è un momento importante di tutto il processo. Da una parte, lo rende praticabile. Dall'altra però lo condiziona fortemente.
Per questo richiede una particolare attenzione «in contesto».
Per affrontare il problema dell'educazione dell'esperienza religiosa abbiamo concretamente progettato:
- un convegno: è già stato programmato per i giorni 10-11-12 settembre 1993. Chi è interessato trova il programma su NPG;
- un paio di dossiers che, a partire dal convegno, riprendono e approfondiscono il quadro globale dentro cui proponiamo di comprendere il senso complessivo della nostra proposta;
- lo sviluppo, soprattutto pratico (con esperienze e sussidi), dell'itinerario con cui si conclude questa proposta. Le pagine che seguono sono un primo avvio di discorso. Sono, per così dire, materiali «pre-convegno» per introdurre al tema.
Così devono venire letti anche gli altri articoli che compongono il dossier e - questa volta - anche le rubriche «Il punto» (sui movimenti religiosi) e «Materiali» (le categorie dell'esperienza religiosa).
Fanno il punto su orientamenti più maturi e puntuali, su cui ci impegniamo a tornare.
Una cosa va detta ancora, prima di affidare questo dossier alla fatica del lettore.
L'articolo di Geffré è di taglio sociologico/fenomenologico. Offre degli spunti per ripensare il tema dell'esperienza religiosa e del futuro del Cristianesimo nel confronto con le sfide della società (post)moderna.
Quello di Schepens ripensa più da vicino il tema della spiritualità, cioè della fede incarnata nella vita concreta delle persone. Come coniugare oggi il trinomio fede-cultura-persona?
Infine, l'articolo a cura di Tonelli riprende e rilancia verso l'educativo con uno sguardo d'insieme. Esso è frutto di ripetuti incontri redazionali. Per questo risente un po' della complessità di una ricerca a più mani. Qualche tema è sviluppato a fondo; altri sono appena accennati. Non sempre si è riusciti a rendere in modo lucido e persuasivo le intuizioni che nel lavoro redazionale hanno affascinato noi che dibattevamo il problema.
Abbiamo voluto affidare al lettore un materiale forse non ancora sufficientemente maturo, per costringerlo ad una riflessione che stimiamo urgente e inquietante in questa nostra stagione culturale.

