Itinerario catechistico-educativo per gruppi di adolescenti
A cura di Francesco Monti e dell'Ufficio di Pastorale giovanile - Fermo
(NPG 1994-07-42)
INTRODUZIONE: L'ITINERARIO
Un itinerario di fede
Ogni educatore avverte l'importanza di rivolgersi con particolare attenzione agli adolescenti che, dopo la scuola media, rischiano seriamente di perdere quelle occasioni formative che, bene o male, avevano nel periodo precedente.
Il cambiamento che caratterizza questa età esige un rinnovamento nella pastorale catechistica: se da una parte sarebbe necessario vivere un'esperienza di catechesi in stile di animazione non scolastica o contenutistica già nella scuola media, dall'altra diventa indispensabile operare questa scelta almeno dopo tale periodo.
L'itinerario che offriamo è animato dalla ricerca di atteggiamenti convinti che possano far crescere la vita degli adolescenti verso la maturità dell'umanità e della fede. A caratterizzare le tappe progressive non saranno quindi soltanto i contenuti offerti alla ragione, ma le convinzioni e gli atteggiamenti interiori da conquistare con fatica e passione educativa.
La scelta del gruppo caratterizzerà il nostro cammino.
Non sarà tuttavia un espediente per «annunciare a tutti i ragazzi insieme» le verità della fede; né sarà semplicemente un modo per aggregarli. La scelta del gruppo vuole esprimere la convinzione che solo una relazione reciproca diversa e all'interno di un'esperienza più globale di comunione con la Chiesa e col mondo, possono crescere nell'ascolto, nell'accettazione, nel confronto e in una vita di Chiesa che si tra duce concretamente in «cammino comunitario nella fede».
L'obiettivo del cammino di un anno
Ci proponiamo di suscitare negli adolescenti un atteggiamento di maggiore coscienza della propria vita attuale e di ricerca delle possibilità che la vita offre per superare la condizione di indifferenza e dispersione che sembra caratterizzare questa età. «Cercare insieme la vita» è possibile vivendo una gioiosa esperienza di gruppo, in un cammino guidato dallo Spirito nella Chiesa.
Il significato della vita, scoperto come fondamentale a questa età, sarà esperimentato come effettivamente salvifico solo se si «cerca Cristo con coraggio» (Il Papa ai giovani, 21/5/83) e se contemporaneamente si scoprono le coordinate del cammino di sequela e di crescita.
L'esito dell'itinerario dovrà essere, quindi:
- la concezione/esperienza della vita intesa come cammino di ricerca e di realizzazione;
- la scelta consapevole di vivere in gruppo e in comunione tale esperienza;
- il porsi in «sequela di Cristo» da quindicenni:
- la scoperta e la sperimentazione delle dimensioni che caratterizzano la vita di ogni credente: l'ascolto di Dio, la sequela di Gesù incontrato nella Chiesa, la propria risposta nell'esercizio responsabile della testimonianza della novità cristiana scoperta.
Un itinerario col primo capitolo del catechismo «Io ho scelto voi»
Questo primo capitolo funge da introduzione all'itinerario catechistico. Esso si propone di suscitare nell'adolescente un atteggiamento di ricerca, superando la condizione di dispersione e di indifferenza che sembra caratterizzare questa età. Si esplicita così l'invito a «cercare insieme la vita», cioè il suo significato e l'inizio di un suo progetto, in Cristo. La comunità ecclesiale e le sue espressioni di vita sono offerte come luogo e strumenti del cammino della ricerca di fede. Il gruppo si presenta come la mediazione pedagogica dell'esperienza ecclesiale.
* Una nuova voglia di vivere.
L'età dell'adolescenza è tempo di cambiamento. Occorre che l'adolescente prenda coscienza di vivere un momento evolutivo della propria crescita umana, che ha forte incidenza sulla strutturazione di significati, convinzioni, attitudini che caratterizzano il suo futuro di giovane e di adulto.
L'adolescente è perciò invitato a misurarsi seriamente con i fenomeni che segnano la sua esperienza ed è sostenuto nell'insicurezza con cui egli vive le nuove problematiche. È aiutato ad avviare una ricerca aperta, che accetta come punto di partenza una pluralità di significati e di modelli per le sue esperienze, ma che orienta verso gli interrogativi esistenziali fondamentali.
* In gruppo per imparare a crescere.
La ricerca di significati non può essere condotta da soli. L'adolescente cerca spontaneamente il confronto con i coetanei.
Il gruppo diventa così luogo in cui vengono filtrate esperienze e domande. Va così aiutata la formazione del gruppo degli adolescenti come possibile ambito di formazione e di crescita.
Occorre far presente che, per la condizione di insicurezza emotiva che caratterizza questa età, il gruppo può esercitare una pressione manipolatoria sull'identità dei singoli. Il gruppo, oltre che rispondere ai bisogni di integrazione emotiva e sociale, deve poter diventare luogo di maturazione di un'identità personale, capace di autentiche scelte autonome.
In questa sua funzione pedagogica, il gruppo diventa concreta esperienza di come l'autonomia personale si costruisce nel confronto con gli altri, facendo prendere coscienza che ogni decisione che si assume scaturisce delle sollecitazioni, in positivo o in negativo, che provengono dall'ambiente umano in cui si vive e per altro verso esercita influssi su di esso.
* Domande decisive per la vita.
La vita dell'adolescente è una continua domanda: a se stesso, gli altri, al mondo che lo circonda.
Spesso si tratta di dubbi, crisi di sicurezze acquisite, tentativi di darsi ragione di valori prima accettati e vissuti con tranquillità e ora visti come insignificanti o bisognosi di ulteriore fondamento.
Occorre rimotivare da capo anche l'adesione di fede. Qui nascono a volte interrogativi radicali, addirittura sulla stessa esistenza di Dio e sul perché credere, sul senso di una vita sofferente o diversa da quella normale, sul problema della morte.
Una paziente opera educativa sa accompagnare questa ricerca senza parzialità o senza superficialità che rischiano di non prendere sul serio i problemi o di considerarli più profondi di quanto non siano.
L'adolescente vuole cercare insieme e trovare dentro di sé le risposte più vere, motivate e autentiche.
* Nella ricerca non siamo soli.
Non si può leggere l'esperienza dell'adolescente riduttivamente in una prospettiva puramente psicologica, cogliendone soltanto la provvisorietà e confondendo, ad esempio, la condizione di cambiamento con il caos.
Tensioni verso il superamento di sé, ricerca di libertà, apertura a nuove relazioni con gli altri, sofferenza del limite e dei condizionamenti, ecc. sono manifestazioni in cui deve essere letta la presenza operante dello Spirito, che sospinge verso un'attuazione piena della propria umanità.
Dove la libertà, pur dentro limiti e condizionamenti, tende ad aprirsi agli altri, al mondo e all'insieme della realtà, dove c'è desiderio e aspirazione di superamento di limiti, va riconosciuto l'emergere storico dell'azione dello Spirito in quanto datore di vita.
Una lettura in positivo del momento di crescita dell'adolescente non è solo azione di «conforto» cristiano nelle difficoltà, ma anche di orientamento verso ulteriori mete di crescita.
* La vita deve avere un centro.
La piena umanità verso cui lo Spirito sospinge è l'umanità perfetta del Figlio di Dio, Gesù Cristo, morto e risorto.
È questa l'esperienza dei primi discepoli dopo la Pasqua, i quali, dalla presenza del Signore risorto hanno visto illuminata dal dono dello Spirito Santo di nuovo significato la loro vita e dalla ricomprensione del cammino del Cristo hanno scoperto possibilità di un nuovo orientamento per la loro esistenza.
Questa esperienza di umanità nuova continua fino ad oggi nella comunità dei credenti, che si propone come luogo privilegiato visibile e della sua realizzazione.
* Il coraggio di fare un cammino di crescita.
La comunità cristiana ha un itinerario da proporre all'adolescente, che è il cammino che essa stessa percorre incontro al suo Signore. In questo itinerario l'adolescente è invitato a:
- prendere coscienza con responsabilità della propria vita, attraverso una comprensione più profonda delle esperienze che egli fa;
- confrontarsi con la parola di Dio e con la persona di Gesù Cristo, come esperienza normativa a cui la comunità cristiana fa continuamente riferimento;
- guardare alle testimonianze più autentiche della vita della comunità cristiane e cominciare a vivere rapporti nuovi di fraternità e di servizio;
- saper esprimere e realizzare la novità di vita nei segni sacramentali;
- aprire la propria vita al dialogo con il Padre, sorgente stessa della vita, nella preghiera;
- rispondere al dono della vita attraverso l'esercizio responsabile della testimonianza della novità cristiana che ha riscoperto.
Le tappe del cammino
Più che per «nuclei tematici» concepiamo il cammino come una serie di passi progressivi verso il raggiungimento di una meta. Essi costituiscono l'indice di maturazione dei propri atteggiamenti verso traguardi più maturi.
Tali passi vanno formulati in maniera dinamica, per valorizzare meglio il concetto di crescita e le situazioni che progressivamente portano al raggiungimento dell'obiettivo finale.
Prima tappa: Da una relazione interpersonale di tipo «catechistico/scolastico» (quale è molto probabilmente quella dei gruppi di catechismo) bisognerà «condurre» gli adolescenti ad una conoscenza più profonda di sé, della propria vita e degli altri, in una esperienza di gruppo che sia realmente capace di far emergere motivazioni, bisogni ed attese. (In alternativa, per gruppi costituiti già in precedenza). Dalla presa di coscienza della precedente vita di gruppo e della crescita «da ragazzi», all'esperienza della novità dell'essere gruppo di adolescenti.
Seconda tappa: Dalla conoscenza di sé, della propria età e degli altri, all'interpretazione del proprio attuale momento come «storia misteriosa», voluta da Dio, decisiva per tutta la propria vita.
Terza tappa: Dalla comprensione «sapienziale» della propria vita, all'accettazione di compiere insieme agli altri un impegnativo cammino di ricerca e di maturazione.
Quarta tappa: Dalla convinta adesione ad un cammino, alla scelta di darsi, in Cristo Signore della vita, una guida e un centro alla vita.
Quinta tappa: Dall'accettazione della sequela, alla scelta delle dimensioni di vita che caratterizzano il cammino della fedeltà.
PRIMA TAPPA: «VOGLIA DI NUOVO»
Da una relazione interpersonale di tipo «catechistico/scolastico» (quale è molto probabilmente quella dei gruppi di catechismo) ad una conoscenza più profonda di sé, della propria vita e degli altri, in una esperienza di gruppo che sia realmente capace di far emergere motivazioni, bisogni ed attese. (In alternativa, per gruppi costituiti già in precedenza).
Dalla presa di coscienza della precedente vita di gruppo e della crescita «da ragazzi», all'esperienza della novità dell'essere gruppo di adolescenti.
Lo slogan di questa tappa «Voglia di nuovo» è volutamente ambiguo per mettere in risalto contemporaneamente due cose:
- il desiderio di novità che caratterizza, o potrebbe caratterizzare, la vita degli adolescenti in questo momento («nuovo equivale a «novità»);
- la voglia di ricominciare un'esperienza, dopo la possibile stasi del periodo immediatamente seguente alla celebrazione della Cresima («di nuovo» equivale a «nuovamente»).
In ambedue i casi però la nuova esperienza deve essere diversa dalla precedente: più gioiosa, più piena e responsabile, più capace di dare lo slancio alla crescita, perché l'età che si vive è caratterizzata da bisogni più intensi, da attese più importanti, da motivazioni più decisive.
Il momento di vita: il ragazzo è ormai approdato ad un momento che egli ritiene diverso e che è effettivamente tale: la scuola, un nuovo gruppo di amici, diversi luoghi di riferimento, presenze di adulti diverse e più differenziate, un mondo più vasto... Anche l'appartenenza ad un gruppo viene concepita in modo diverso. È il momento, ormai, di conoscersi e conoscere meglio, di rendersi conto dei bisogni e delle attese, di cominciare a vivere una nuova esperienza di relazione più costruttiva e decisiva, di avviare un diverso processo di crescita, orientato con più precisione all'assunzione di una storia personale e sociale in un più preciso processo di autocoscienza.
Obiettivi
1) Prendere coscienza della fase di vita precedente l'attuale momento e della precedente vita di gruppo.
2) Acquisire una conoscenza più vera di sé, della novità e delle difficoltà della propria vita attuale.
3) Raggiungere una conoscenza reciproca e un confronto serio tra i membri del gruppo per...
4) Impiantare una effettivamente nuova vita di gruppo, attraverso l'esperienza dell'incontro e del confronto.
Indicazioni per gli animatori
- Cercare di ambientare il gruppo nella comunità interessando le persone giuste al fatto che non pochi giovani cominciano a stare insieme e a crescere in modo più significativo.
Ottenere collaborazione e corresponsabilità della parrocchia.
- Cercare iniziative che facciano comprendere ai ragazzi di essere «accolti» ed amati dagli animatori: occorre agire senza preconcetti e preclusioni verso tutti, non rendere difficile il cammino iniziale con discorsi «duri».
- Saper distinguere tra le attese dei ragazzi e quelle degli animatori. Essere soprattutto attenti a non far pesare agli stessi ragazzi le attese, spesso indebite o precoci, presenti nella mentalità della parrocchia, soprattutto quando qualcuno esigesse immediatamente servizi e presenze.
- Agli animatori occorre in questo momento acquistare credibilità e «guadagnarsi sul campo» la fiducia.
Occorrerà anche, soprattutto nell'esperienza della «Finestra di Johari», essere un po' psicologi, sfruttando al massimo la loro esperienza di giovani maturi.
È bene anche evitare, soprattutto in certi incontri, un clima intimista, astratto o intellettuale. Occorrerà invece un clima sereno, da amici, anche sdrammatizzando i problemi e mai cadendo nella tentazione di «parlarsi addosso».
Atteggiamenti
- Capacità di guardarsi dentro.
- Saper ascoltare e capire fino in fondo gli altri. Saper «contemplare» il bello degli altri. Saper accettarli così come sono.
- Saper condividere se stessi con gli altri e con l'animatore.
- Cominciare ad apprezzare veramente la vita per tutta la sua ricchezza presente e futura.
Riferimenti al catechismo
È inutile sintetizzarli: occorrerà utilizzare tutti gli spunti, i contenuti, le provocazioni presenti nei paragrafi 1 e 2 del primo capitolo.
Esperienze ed iniziative
Si richiede qui agli animatori uno sforzo di creatività: pensiamo siano sufficienti, infatti, i suggerimenti seguenti, senza giungere a stabilire con precisione lo svolgimento di ciascuno incontro. Il periodo di durata di questa prima tappa può variare a seconda di quanti incontri settimanali si fanno, dell'accettazione o meno di tutte le iniziative proposte, della necessità di approfondire la riflessione in occasione di certi obiettivi (esempio: la conoscenza di sé e degli altri: La finestra di Johari, vedi scheda).
Suggeriamo quindi questi momenti; tra di essi scegliere quelli ritenuti più opportuni:
- Lettera di invito a ciascun ragazzo o forma equivalente di invito, purché sia convincente e abbastanza consistente nei contenuti.
- Un momento o più, riservato alla presentazione reciproca nel caso occorra. Servirsi delle tecniche già conosciute.
- Diversi incontri di conoscenza di sé e di conoscenza reciproca.
Suggeriamo diverse possibilità:
* Alla ricerca degli elementi fondamentali che caratterizzano il momento attuale di vita (Vopel 2/8).
* Analisi «dialogata» sui cambiamenti intervenuti a livello di personalità, esperienze, concezioni di vita e prospettive in questo periodo (paragrafo 1 del primo capitolo).
* Riflessione su «le caratteristiche che rendono difficile l'attuale momento di vita» e tutto ciò che, pur essendo fondamentalmente bello, tuttavia fa problema (paragrafo 1 del primo capitolo).
* Per conoscersi e rivelarsi: «Autobiografia segreta» (Vopel 1/11).
* Sul futuro: «Quattro immagini» (Vopel 4/20).
* Per rendersi conto delle scelte di vita durante le proprie giornate e da cosa esse eventualmente siano condizionate: «Come divido il mio tempo» (Vopel 1/62). Inoltre, «Come organizzare il tempo libero» (Vopel 1/63).
* Per una conoscenza reciproca e per rendersi conto della propria capacità di amicizia vera e responsabilizzante (Vopel 3/3639; Vita di gruppo: pp. 9-15).
* Per una profonda conoscenza di sé, della propria capacità di autocoscienza, del giudizio degli altri e di eventuali scelte necessarie per la propria personalità.
- Ritiro di mezza giornata con brano di Mt 6, 25-27; 31-34. Domande guida per la riflessione.
- Un incontro complessivo di sintesi sul «già detto» per focalizzare i problemi, i bisogni, le attese e le motivazioni di tutti interpretandole come «situazione reale dell'adolescenza».
- Stesura di un «Manifesto dell'adolescenza e delle prospettive» per visualizzare il tutto.
Per pregare
Suggeriamo anzitutto la preghiera «Tu sei grande, o Dio» (CdG, p.30) da trascrivere su un manifesto fino alla riga «ma Tu non ci lasci soli» compresa (il resto della preghiera servirà in futuro).
- Sul senso del tempo e dell'impegno: 2 Tess 3, 612; Sal 127; Lc 12, 1521.
- Sul problema dei rapporti: brani a scelta dai capitoli 17, 18 e 19 del libro dei Proverbi; Sir 6, 5-17; Salmo 91 (90) «Tu che trovi rifugio nell'Altissimo» (Dio, il grande amico, è modello di amore fedele); Mc 6, 30-43 «Spezzare il pane con gli uomini».
Dinamiche di gruppo
- Iniziative di accoglienza: tutte quelle ritenute necessarie a questo primo momento di vita di gruppo (festa, gita, «pizza» o castagnata, incontri... volutamente casuali, ecc.).
- Tecniche riguardanti le discussioni con l'intento di rendere gradevole la vita di gruppo
- Esercizi di conferma e di fiducia.
SECONDA TAPPA: «DENTRO, UN GRANDE MISTERO»
In questa tappa del cammino ci proponiamo di far compiere agli adolescenti un altro passo: da una conoscenza più profonda di sé, della propria vita e degli altri, dalla presa di coscienza della propria età, delle difficoltà e delle novità insite in essa, occorre portare i ragazzi al punto che siano capaci di interpretare questo preciso momento della loro storia come storia misteriosa» voluta da Dio, decisiva per tutta la propria vita.
Lo slogan di questo movimento, «Dentro, un grande mistero», vuol significare il fatto che, nonostante la varietà, le difficoltà, la novità e, forse, la superficialità della vita dell'adolescente, essa «si porta dentro un mistero più grande di quello che si percepisce» (CdG/1, cap. 1°, par. 3) e che a questa età nascono dentro domande ed esigenze che «si fanno anche più decisive e profonde, insieme a dubbi e alla ricerca di conferme» (ibidem).
Obiettivi
Obiettivo fondamentale è quello di far emergere a livello di coscienza il fatto che proprio questo momento della vita non è né secondario né di passaggio ma voluto da Dio, importante e determinante per tutta la vita.
Se a livello personale questo obiettivo può sembrare facilmente raggiungibile, nella vita di gruppo esso si specifica come coscienza collettiva determinata da notevole volontà di reciproca appartenenza, di comune destino e di un comune cammino più responsabilizzante ed impegnativo.
Il prender coscienza delle difficoltà o superficialità attuali, come anche dei desideri e delle aperture, deve portare a scoprire proprio dentro a queste ultime delle possibili direttrici di crescita sulle quali si può portare la vita solo a patto che si tenti una risposta alle domande fondamentali e alle esigenze più profonde.
Indicazioni per gli animatori
- Il primo suggerimento è quello di prepararsi molto bene soprattutto per i primi incontri, caratterizzati da riflessione e da confronto.
- Vale anche qui, come in precedenza, ricordare che l'animatore dovrebbe rivestire il ruolo di colui che dà sicurezza soprattutto nel passaggio dall'analisi delle situazioni attuali all'interpretazione di esse come disegno misterioso di Dio.
La sua maggiore esperienza, insieme ad un radicale ottimismo e ad una visione della vita più lungimirante, può aiutare gli adolescenti a intravedere nella loro vita le trame di questo disegno.
Gli atteggiamenti
I seguenti atteggiamenti esplicitano e chiariscono l'obiettivo fondamentale, segnandone anche delle piccole tappe. Infatti non si può raggiungere la coscienza che il momento attuale di vita è voluto da Dio e caratterizzato dalle trame di un suo disegno, senza aver prima ottenuto alcune «capacità».
- Capacità di ragionare sulla propria vita e di porsi domande.
- Capacità di meravigliarsi e di stupirsi di essere ottimisti sulla propria vita, proprio perché voluta da Dio «tutta così com'è» in queste condizioni concrete, capace comunque di ulteriori sviluppi.
- Capacità di non fuggire le difficoltà, di porsi con forza e criticità nei confronti delle mode.
- Capacità di leggere all'interno delle «domande/esigenze» più appariscenti le «domande/esigenze» più definitive.
Riferimenti al catechismo
Sono i contenuti del paragrafo 3 del 1° capitolo. Li possiamo riassumere così:
- Nell'attuale momento dell'adolescenza si rischia di vivere la propria vita superficialmente, alla ricerca del consenso e delle mode, anche a costo di mettere in second'ordine la ricerca di Dio e l'esperienza della vita cristiana con tutto ciò che è impegnativo e importante.
- La vita consiste in una trama e in un disegno voluto da Dio: le gioie, l'entusiasmo, le tristezze e lo smacco sono degli indicatori che possono farci comprendere ciò per cui vale la pena vivere.
- Scoprire tale disegno e andare in fondo significa trovare la piena realizzazione.
- Certe domande, più decisive e profonde, possono esigere risposte non immediate ma che solo Dio, in una vera e personale rivelazione, può darci. Solo tali risposte hanno la forza di farci scommettere sul futuro.
Esperienze e iniziative
A livello di analisi, per facilitare la presa di coscienza del «come» si vive il rapporto tra presente e futuro, esteriorità ed interiorità, proposte facili e proposte impegnative, concretezza e desiderio, occorre rivolgere le proprie attenzioni ai due livelli di situazione personale e situazione generale degli adolescenti.
- Un incontro di gruppo dedicato alla riflessione su «quelle situazioni che danno gioia, entusiasmo, dolore, ansia, smacco, depressione»: quali sono? Come sono vissute personalmente? Cosa si riesce a capire del loro valore? Quale reazione complessiva si ha nei loro confronti: ci si lascia trasportare sia in bene che in male? Si cerca di capire? Oppure si reagisce eliminando le difficoltà, ubriacandosi nel consumo, allontanando l'esperienza cristiana?
Tale incontro potrebbe essere svolto prima attraverso dialoghi a coppie e poi relazionando ciò che è stato detto.
L'educatore concluda dicendo che tutto ciò ha un senso e che «si porta dentro un mistero più grande di quello che si percepisce».
- Un incontro con lo scopo di «ripercorrere all'indietro» tutti i momenti di felicità o di crisi, chiedendosi il «perché» certe situazioni sono desiderate e altre rifiutate, fino a scoprire nel profondo le esigenze fondamentali nascoste nel cuore dell'uomo. Quali possono essere? Non sono per caso esigenze di vita, di gioia, di dialogo, di comunione, di amore, di significatività, di pienezza? Un confronto con altri amici coetanei, o in un dialogo in gruppo o attraverso un'inchiesta veloce, tesa a conoscere «come oggi viene vissuta la situazione reale»: è la tomba del desiderio o il terreno che rilancia una speranza?
- Un confronto con un «testimone» che sappia «raccontare» come anche dentro alla vita più diversificata e difficoltosa esista un mistero, una trama voluta da quel Dio che contemporaneamente vuole anche il senso pieno della vita.
- Letture del paragrafo 3 del capitolo I del catechismo.
- Come attività può essere fatta una ricerca di letture o poesie o parole di canzoni col criterio del verificare «come e fino a che punto gli uomini sono capaci di scendere nel profondo della vita e porsi domande fondamentali all'esistenza».
Quali sono, inoltre, le risposte ai momenti di difficoltà e (soprattutto) al problema della morte.
- Consigliamo, infine, la prosecuzione del «Manifesto dell'adolescenza».
Per pregare
- È difficile capire ciò che Dio fa nella nostra vita: Qoelet 8, 10-17.
- La nostra vita è in costruzione misteriosa in Cristo: «In Lui anche voi venite edificati». Si può leggere Ef 2,14-22.
- Il Signore ci guida lungo i sentieri della giustizia e della piena realizzazione: Sal 22.
- Il Signore ci guida per il giusto cammino: Sal 22.
- Siamo destinati alla trasfigurazione, come Lui: Lc 9, 28-35.
Dinamiche di gruppo
- Molto probabilmente il gruppo è in un momento nel quale occorre affrontare e risolvere le prime vere difficoltà interpersonali: la possibile presenza di una leadership, il fatto che qualcuno è più esigente di altri, che si assiste ai primi disagi dovuti al diverso grado di impegno di ciascuno; tutto ciò esige che si affrontino con calma queste difficoltà nel confronto e nella chiarezza fino a far nascere quasi delle regole o norme generali.
- Anche il ruolo dell'animatore deve risultare più decisivo attraverso un rapporto più profondo sia con gli individui che con il gruppo stesso.
- Si inventino attività o momenti tesi a recuperare i primi «ritardatari o marginali».
- Si ricerchino occasioni e momenti in cui sia viva la compartecipazione e la condivisione nell'incontro con una realtà di bisogno che sia contemporaneamente esterna al gruppo e capace di far porre domande fondamentali sul senso della vita.
- Se occorre, si ricorra al «Check up» di pag. 84 (Il ciclo vitale del gruppo di animazione di Mario Comoglio), o alle tecniche per risolvere i conflitti di gruppo (Vita di gruppo, pp. 61-63).
TERZA TAPPA «NON DA SOLI»
Occorre che la coscienza del proprio attuale momento come «storia misteriosa» e decisiva per tutta la vita sia accompagnata subito dalla volontà di compiere un impegnativo cammino di ricerca e di maturazione in compagnia dello Spirito e di coloro che Dio ci ha messi a fianco.
Dalla comprensione "sapienziale" della propria vita, all'accettazione di compiere insieme agli altri un impegnativo cammino di ricerca e di maturazione, alla luce dello Spirito.
Lo slogan di questo movimento «Non da soli» sta a significare che si vive dentro ad un'attenzione amorevole di Dio e, contemporaneamente, ad una comunità di fratelli il cammino verso la propria piena identità.
«Non da soli» significa anche che non ce la facciamo a rispondere alle più profonde esigenze della vita con la nostra intelligenza e le nostre forze soltanto.
«Non da soli» significa anche che il centro di tutto non siamo noi ma il vero centro della vita è «là dove si esprime desiderio e aspirazione», nel proprio futuro: «non si è soli a vivere, a crescere e a sperare» (cap. 1, par. 4).
Obiettivi
Obiettivo di fondo è, quindi, la scelta di compiere un impegnativo cammino di ricerca e di maturazione alla luce dello Spirito e insieme agli altri. Tale obiettivo deve poter essere raggiunto a livello di atteggiamento personale, da tutti.
Ciascuno e tutti vivranno quindi «alla luce e alla presenza» di quel Dio che non vuole solo la pienezza del singolo ma la condiziona anche alla comune volontà «di popolo» di essere guidato da Lui nel comune cammino.
La convinzione e la scelta di ciascuno di vivere lasciandosi guidare da Dio rafforza anche l'adesione reciproca in una vita di gruppo che diventa allora effettivamente vita di Chiesa perché vissuta già in ascolto e in sequela.
Indicazioni per gli animatori
Dagli atteggiamenti cercati e dalle attività proposte qui di seguito si può facilmente evincere come sia necessario essere carichi di una buona spiritualità per aiutare i ragazzi ad esperimentare la «dolcissima azione dello Spirito» e, soprattutto, l'eventuale trama che soggiace all'interno della loro vita.
Non ci sembra strano suggerire quindi di dedicarsi soprattutto alla propria riflessione sugli stessi temi proposti agli adolescenti e alla preghiera personale da farsi anche sui brani proposti nel paragrafo «Per pregare». Ci sembra inevitabile che prima di tutto l'educatore verifichi di fronte a Dio ciò che egli stesso va ad annunciare e testimoniare.
Atteggiamenti
L'atteggiamento finale di questo breve periodo o tappa (che è poi l'obiettivo sopra esposto) può essere raggiunto attraverso dei piccoli progressi nei propri atteggiamenti personali. Essi possono essere così sintetizzati:
- Capacità di «affrontare» (e non solo «leggere/interpretare») le domande più profonde e di incontrare effettivamente attraverso di esse il «progetto» di Dio.
- Consapevole scelta di porsi in atteggiamento di scelta e di cammino.
- «Sottomissione» (almeno iniziale) all'azione dello Spirito.
- Considerazione degli altri come reali fratelli di cammino, guidati anch'essi dallo Spirito.
Riferimenti al catechismo
Il riferimento essenziale è ai contenuti del paragrafo 4 del 1° capitolo, il cui centro è nelle frasi dell'ultima parte: «ma là dove si esprime desiderio e aspirazione al superamento dei limiti... va riconosciuto l'emergere dell'azione dello Spirito... Non si è soli a vivere, a crescere e a sperare»
I contenuti più specifici potrebbero essere i seguenti:
- Esistono esigenze irrisolvibili della scienza e della saggezza umana: esse sono il segno della presenza dello Spirito che spinge in avanti la vita dell'uomo. Occorre ricercare insieme quali sono tali esigenze.
Le esigenze più profonde non sono, quindi, destinate a rimanere inesaudite, ma rappresentano l'aspirazione umana al superamento dei propri limiti.
- Non si è soli a vivere, crescere e sperare, perché ci guida lo Spirito di Dio e perché siamo tutti dentro lo stesso cammino.
- Il gruppo è il segno e il dono più immediato dello spirito per il cammino e la ricerca.
- Il gruppo è mediazione della comunità ecclesiale.
Esperienze e iniziative
Anzitutto è bene rendersi conto sia delle domande più ricorrenti nella vita degli adolescenti sia del fatto che ad esse è possibile già dare una risposta attraverso l'ascolto di quella sapienza che il Signore ha posto dentro di noi. Suggeriamo di svolgere la tecnica «Il dono del saggio» (Vopel 2/13). Deve esser chiara la conclusione: è possibile trovare in se stessi già molte risposte e proposte agli interrogativi fondamentali della vita.
- Come anche potrebbe essere necessario chiarire a quali valori e prospettive gli adolescenti diano più importanza. Si potrebbe fare, come gioco di apertura (non certo in sostituzione dell'incontro precedente, ma prima di esso) la tecnica «Verso nuovi approdi» (Vopel 1/1).
- Occorre poi definire bene uno o due incontri di gruppo su quegli «interrogativi della vita» che non sono risolvibili facilmente. Sono le «domande che vanno oltre... il segno della presenza operante dello Spirito di Gesù che sospinge verso una realizzazione piena della propria umanità». Occorre «scoprire nella vita la bellezza di un piano».
Quali sono queste profonde esigenze? Quando le hanno sentite gli adolescenti? In quali occasioni privilegiate? Come ne sono usciti: dimenticandole, mettendolo in parte oppure approfondendo coraggiosamente il mistero? Sono riusciti a mettersi «sotto la dolcissima azione della Sua presenza» e ad affrontare la «entusiasmante avventura di una libertà che è guidata a realizzare il piano di Dio»?
- Utile sicuramente sarà un incontro con un testimone, possibilmente giovane maturo o adulto, che esprima con i fatti della sua vita i contenuti esposti nelle righe: «là dove si esprime desiderio e aspirazione al superamento dei limiti, degli abbagli... delle involuzioni in cui in momenti di debolezza ci si è rifugiati, va riconosciuto l'emergere storico dell'azione dello Spirito, datore di vita». Dovrà trattarsi di un testimone «in conversione» che, nel dialogo, dimostri come solo l'aspirazione al superamento dei propri limiti dà la possibilità a Dio di intervenire per la pienezza.
- Interessante riteniamo poi organizzare un lungo momento di silenzio interiore e di ascolto reciproco (potrebbe essere un pomeriggio fuori, in ambiente adatto e non certo la sala rumorosa della parrocchia) in cui si invitano gli adolescenti a raccontarsi tutte le esperienze positive che loro ricordano dai primissimi tempi della propria vita per scoprire la trama che la lega e che dà loro un senso superiore. Chiamiamo questa esperienza «perle preziose». Dice il catechismo: «La vita è fatta di tante perle, non ancora ordinate, sparse qua e là, senza continuità. Si tratta di farne una collana: lo Spirito non solo sta sotto ogni perla che la vita esprime, ma ha la capacità di aiutarci a collegarle e dare loro un senso compiuto».
Può venir fuori qualsiasi cosa: persino un sogno, una frase dei genitori o del maestro, una preghiera, un'ispirazione improvvisa...
L'importante è che, dopo un lungo momento di silenzio per recuperare i ricordi, si racconti a qualche altro (potrebbero farsi gruppetti di tre individui), in un dialogo molto confidenziale, tutto ciò che di più bello e significativo si intravede nel passato come pietra miliare della propria crescita. Non soggiace forse a tutto ciò una trama voluta da Dio? Qual è questa trama? Dove porta? Cosa esige? Come andare avanti se tutto ciò non è casuale?
- La stessa esperienza di silenzio e di confronto, oppure una piccola celebrazione apposita può concludere il tutto. In essa si annunci e si affermi che esiste un disegno, una trama di Dio che è decisiva per la propria vita purché se ne prenda atto.
- Considerare bene l'eventualità di organizzare a questo punto una «presentazione del gruppo alla comunità». Tale iniziativa può comunque essere spostata a gradimento degli educatori e secondo le opportunità offerte dal calendario della parrocchia. Nel caso si decida di farla, occorre prepararla o nell'uscita qui sopra esposta o in un incontro a parte.
Per pregare
Consigliamo alcuni brani:
- L'umanità nuova è l'obiettivo finale voluto da Dio: Is 65, 16-25.
- A Te, Signore, innalzo l'anima mia: Sal 25.
- La pienezza dell'umanità innanzitutto e su tutto: Mt 8, 28-34.
- Non affannarsi, ma affidarsi: Mt 6, 25-27;31-34.
- Per affrontare in maniera più decisa le difficoltà e la vita del gruppo: Prov capitoli 17,18 e 19; Sir 6, 5-17; Sal 91 (90) «Dio, il grande amico, è modello di amore fedele»; Mc 6, 30-43 «Spezzare il pane con gli uomini».
Dinamiche di gruppo
Bisogna ricordare assolutamente che il gruppo, a questo punto, può essere già nella fase di raggiungimento di una coscienza complessiva e di un progetto organico.
- È necessario fare interventi ogni tanto per ricordare la necessità di un progetto sistematico, per prendere coscienza di ciò che si è e si vuole essere, per creare consensi e accordi, per definire l'identità del gruppo in rapporto con l'esterno.
- Forse occorre anche pensare già a «fare qualcosa», in una azione fuori del gruppo, allargando interesse e partecipazione. Come anche comincia a diventare importante la presenza del prete assistente come «padre spirituale» che accompagna la scoperta e la crescita.
- A livello di attività occorre cercare quelle occasioni che possano, più facilmente di altre, diventare «esperienze»: sono le attività di «impatto con la vita» in tutti i suoi contrasti (bisogni, emergenze, handicaps, gravi situazioni politico-amministrative) .
- Può risultare utile la tecnica («Quoziente di felicità» (Vopel 2/25): essa ha lo scopo di far capire come la pienezza della felicità non è tanto questione di condizioni esterne, quanto di atteggiamento interiore.
QUARTA TAPPA: «DENTRO (,) QUALCUNO»
A questo punto, dopo aver cercato una convinta adesione ad un cammino impegnativo insieme ad altri verso la pienezza di vita, è necessario affrontare il nucleo centrale della proposta cristiana: occorre darsi, in Cristo Signore della vita, una guida e un centro alla vita.
Lo slogan di questo movimento «Dentro (,) Qualcuno» a secondo che si tolga la virgola o la si lasci, sta a significare che l'adolescente sta andando dentro la realtà del Cristo e sta quindi trovando il centro della propria esistenza. Significa anche (con la virgola) che dentro di lui Qualcuno sta cominciando a guidare le scelte e ad essere particolarmente significativo come il Signore della propria vita; lo sta guidando dal didentro.
È il momento, quindi, in cui è possibile proporsi gli obiettivi più tipici della maturazione della fede.
Obiettivi
Obiettivo di fondo è quello di raggiungere un atteggiamento ormai abbastanza stabile in cui il Cristo sia concepito ed esperimentato come il «Signore della propria vita» e come la guida e il centro di essa.
È questo un obiettivo che, mentre si pone come un «passo/movimento» esigente, a sua volta è però raggiungibile non tutto di un colpo ma con ulteriori piccoli passi in progressione. A questi passi corrisponderanno progressivi atteggiamenti e consapevoli scelte in progressione.
- Superamento della problematica di Dio in senso generale per una sempre maggiore accettazione della figura di Gesù come «il Dio per noi». E questo il momento in cui anche l'insegnamento di religione a scuola dovrebbe favorire questa coscienza.
- Scoperta di Gesù come il «possibile» Salvatore della nostra vita.
- Iniziale accettazione di Lui e della Sua proposta come la possibile salvezza per noi. Occorre per questo il superamento dello sconcerto e della paura che la Sua proposta può suscitare («Cercate Cristo con coraggio», dice il Papa) e la decisione di «spalancargli le porte».
- Iniziale esperienza della Chiesa come il popolo di coloro che lo hanno accettato. In particolare: approfondimento della propria vita nella parrocchia e dell'eucaristia come «fonte e culmine» della vita di fede.
Indicazioni per gli animatori
Come ogni volta che nella catechesi e nella vita di fede si tocca questo punto, così anche ora occorre più che mai proporsi una continua verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi: volta per volta, in ogni incontro o esperienza di questo periodo è bene verificare se sono stati compiuti i piccoli passi.
Soprattutto al termine di questo periodo occorre avere una certa sicurezza che la fede sia cresciuta in tutto il gruppo, altrimenti non sarà possibile far fare al gruppo stesso quel salto qualitativo che permetterà poi tutto il resto del cammino. Già da diverse volte si è assistito alla «crisi del gruppo» proprio a questo punto.
- Occorre inoltre che l'animatore sia profondamente catechista e quindi «educatore» della crescita della fede.
- Considerato poi la gran quantità dei piccoli obiettivi e passi che ci si propongono all'interno di questo movimento, occorre prendersi le cose con calma ed essere disposti al lungo periodo, senza accelerare i tempi. D'altronde il 5° ed ultimo movimento di questo itinerario si riduce effettivamente solo a qualche iniziativa, visto che qualche passo del 5° movimento è già compreso in questo tratto di cammino.
Atteggiamenti
- Superamento dell'astrattezza e/o dell'intellettualismo con cui a questa età può essere vissuto l'approccio con la figura di Dio.
- Accettazione della persona di Gesù come la «possibile» pienezza della nostra vita. Per questo occorre:
* insoddisfazione progressiva per la banalità dell'esistenza;
* semplicità, atteggiamento di fiducia e di grande stupore;
* desiderio di pienezza di vita. Slanci personali di forte amore alla propria vita fino al punto di volerla vedere fortemente e significativamente realizzata.
- Rifiuto delle paure e crescita della speranza per un futuro anche non caratterizzato dalle sicurezze umane.
- Disponibilità totale alla sua azione ed abbandono fiducioso come quello di un bambino tra le braccia dei genitori.
- Superamento dell'intimismo della fede e inizio del processo di accettazione della vivibilità della fede nella Chiesa.
Riferimenti al catechismo
- Il riferimento centrale è ai contenuti di tutto il paragrafo 5 «La vita deve avere un centro». È bene averne chiara la consequenzialità.
* La pienezza di umanità verso cui lo Spirito sospinge è in Gesù Cristo l'uomo perfetto.
* La problematica di Dio non si risolve né oltre né fuori di Lui.
* La voglia di vivere è la strada obbligata per giungere a Lui e, quindi, alla pienezza della felicità.
* L'incontro con Lui non viene attuato né da un libro, né da un gruppo, né da occasioni eccezionali ma dalla comunità dei credenti.
* L'Eucaristia è il momento culminante della vita di fede.
* (Ci sembra opportuno, invece, non approfondire il concetto esposto nel 5° paragrafo del «servizio ai fratelli» come il luogo in cui è possibile il riconoscimento dell'esperienza di una nuova umanità).
- Inoltre, come già anticipato nelle indicazioni per gli animatori, due contenuti dell'ultimo già ora proposti: per un «coraggio di fare un cammino di crescita» (paragrafo 6) si fa riferimento ai titoletti «Incontrare Gesù Cristo» e «Vivere la comunione nella Chiesa».
- Riferimento al brano di Giovanni Paolo II «Cercate Cristo con coraggio».
- Per quanto riguarda l'Eucaristia e la vita di Chiesa: Capitolo V di «Eucaristia, Comunione e Comunità».
Esperienze ed iniziative
- Chiarimento con il gruppo del contenuto della proposta e del perché si fa questo passo. Fare riferimento all'ultimo momento precedente: «Questa trama porta e si realizza nell'accettazione di Gesù».
- Affrontare le difficoltà (che a questo obiettivi si frappongono) derivanti dal come viene vissuta a questa età la problematica di Dio: come viene considerata o vissuta la presenza/concetto di Dio; quali sono i rischi di queste diverse concezioni; il bisogno della comprensione del «Dio di Gesù Cristo».
- Annuncio finale: credere in Dio è credere in Cristo. Possono accompagnare questi primi tre nuclei tematici le seguenti iniziative:
* Ricerca/raccolta di brani di letteratura o testi di canzoni a proposito del rapporto con la figura/presenza di Dio.
* Analisi di come la cultura odierna e gli stessi ragazzi si pongono dinanzi a tale problematica.
* Analisi di come ne esca «malconcia» la figura di Gesù il Cristo.
* Confronto/ascolto del Vangelo «Chi dicono che io sia?» (Mt 16,13 e ss.)
- Ulteriore passo: per avviare l'esperienza di Cristo come il «Salvatore per me».
* Uno o due incontri con lo scopo di mettere a nudo i limiti delle sicurezze umane. Riferimento ai contenuti presenti nelle prime righe del paragrafo 5: «Le domande, la ricerca di libertà, ecc.». Molto opportuno preparare per questi incontri schede che enucleino i concetti ed avviino una verifica su di essi.
* Una giornata di spiritualità (o due mezze giornate abbastanza vicine nella settimana per verificare la problematica dell'approccio con Dio e con la persona di Gesù così come esposta nei primissimi obiettivi e atteggiamenti. Conclusione della giornata con annuncio/consegna del brano del Papa «Cercate Cristo con coraggio».
* Rilettura e meditazione personale dei suddetti brani e casi con segnalazione delle frasi ritenute più decisive perché Cristo diventi il centro della propria vita.
* In gruppo, evidenziare, ritagliare, discutere e ricomporre tali frasi in cartelloni .
- La ricerca degli atteggiamenti incontro/testimonianza con gente dalla fede serena e fiduciosa, in particolare con qualcuno con il quale si possa approfondire la totale disponibilità all'azione di Dio.
- Ulteriore passo: «Dall'incontro con qualche testimone alla concezione della Chiesa come un «insieme» di fratelli testimoni.
* Analisi/verifica di quale concezione della Chiesa è prevalentemente presente nei ragazzi: luogo di servizi? centro di riferimento? cos'altro?
Difficoltà eventuali sia nei confronti della Chiesa in generale che del proprio inserimento nella vita parrocchiale.
* Proposta di brani (dagli Atti, Lettera agli Efesini, Catechismo, ecc.) molto brevi ma abbastanza numerosi da cui si comprenda come la volontà di Dio sulla Chiesa è diversa: popolo che vive nelle stesse condizioni storiche, nello stesso tempo, in cammino insieme agli uomini ma che realizza il corpo di Cristo.
* Richiamo al realismo: «Sì, tutto questo va bene, ma la chiesa in effetti non è così»... Tentare una risposta credibile e realistica. La Chiesa è contemporaneamente realtà umana e spirituale, solo così può essere realmente «realtà di fede» e «popolo di Dio».
Incontro/confronto con il parroco e le persone più significative del Consiglio pastorale parrocchiale.
Approfittare dell'occasione per discutere anche il ruolo del gruppo nella parrocchia in una fase caratterizzabile da un suo più significativo inserimento. L'Eucaristia domenicale:
* Un incontro o più su «come vivono la Messa domenicale» e sui problemi sentiti.
* Uno o più incontri su alcuni dei punti fondamentali del Capitolo V di «Eucarestia, Comunione e Comunità».
A giudizio degli animatori si utilizzino tali brani scegliendoli sia nei contenuti che nelle quantità e valorizzandoli in diverso modo (schede, letture a casa, celebrazione con la valorizzazione di qualche momento dell'Eucaristia, ecc.).
Per pregare (o meditare)
- All'incirca a metà di questo percorso suggeriamo le preghiere di gruppo che qui indichiamo.
- Possibili anche diversi momenti di preghiera guidata come riflessione su qualche brano del Catechismo.
- Valorizzazione, su cartellone e/o come preghiera continua da ripetersi durante gli incontri centrali della preghiera finale del capitolo, dalla frase «Ma Tu non ci lasci soli» fino in fondo.
- Due ore di preghiera, in posto molto adatto, caratterizzata dall'adorazione della Croce. Schema:
* Brano centrale alla celebrazione: Giov 15, 1-11 «Rimanete in me... perché la vostra gioia sia perfetta».
* Invocazioni libere sul tema della sequela, sulle proprie difficoltà, sul proprio peccato.
* Adorazione della Croce accompagnata dai Canti di Taizè (esempio: Adoramus Te, Domine).
- Brani adatti al discorso sulla Chiesa:
* Vari brani a scelta dagli Atti o dalla Lettera agli Efesini.
* 1 Cor 12, 12-28 («Molte membra»);
* Rom 12,1-2; 6-8 («Chi ha un dono lo doni»);
* 1 Cor 12, 1-11 (Chi ha un dono lo doni);
* Sal 122 («Quale gioia, andremo alla casa del Signore»);
* Mt 18, 1-6; 10-17 («Accoglienza, perdono»)
QUINTA TAPPA: «INDISPENSABILE È ...»
Obiettivo, contenuti e indicazioni
Come si può facilmente vedere in seguito, l'attuale non è propriamente un movimento, ma soprattutto un momento conclusivo, caratterizzato da una più consapevole coscienza di ciò che occorre per mantenere viva una vita di fede. Occorre infatti ora passare dall'accettazione di Cristo come Signore della vita, guida e centro di essa, alla consapevole scelta delle dimensioni di vita che caratterizzano il cammino della fedeltà.
Per poter mantenere e far crescere l'amore alla vita e la propria adesione al cammino di fede in Cristo Gesù, occorre darsi delle strutture interne che risultano quasi un'ossatura alla propria personalità.
Esse sono quelle caratteristiche della vita di ogni cristiano che il Catechismo espone al paragrafo 6, presentandole sia come dimensioni della vita di fede che come «fasce» (o divisioni) dei capitoli seguenti del Catechismo, e quindi anche come tappe progressive di eventuali itinerari che possono essere eventualmente strutturati su questi capitoli.
Esse si racchiudono in quattro proposte:
- Interrogare la vita;
- Ascoltare Dio che parla; Incontrare Gesù Cristo;
- Vivere la comunione nella Chiesa.
- L'accettazione di alcune di queste dimensioni si è molto probabilmente realizzata all'interno del precedente movimento/tappa.
Forse occorre enucleare il concetto di «interrogare la vita»: esso significa «prenderne coscienza nel suo insieme» come serie di esperienze che «hanno il potere di far porre domande fondamentali, di far sentire esigenze più profonde e, quindi, di spingere a cercare risposte e ad inventare soluzioni».
Occorre anche far diventare prassi quotidiana l'ascolto di Dio nella sua rivelazione di vita. Tale ascolto, oltre ad essere carente nella vita ordinaria, è purtroppo carente anche negli itinerari catechistici in atto.
Quanto all'incontro con Gesù Cristo non si può dimenticare che ciò che abbiamo cercato è solo «l'iniziale» incontro.
Occorrerà, soprattutto in futuro, concepire il Cristo come «la risposta più grande e completa che il Padre dà ad ogni nostra ricerca». Tale risposta interpella personalmente «Se vuoi essere perfetto, se vuoi essere grande, felice...» e diventa una sfida che va oltre le nostre domande.
Tutto ciò, insieme alla riaffermazione della vita di Chiesa come luogo abituale di cammino, deve costituire l'annuncio di questa fase finale. Bisognerà qui introdurre seriamente l'aspetto della testimonianza o missionarietà al quale, in ogni fase finale, gli altri capitoli del catechismo danno notevole rilevanza.
Esperienze ed iniziative
La conclusione di questo itinerario può avvenire in due modi o nella loro stessa combinazione:
- Annuncio «solenne», con tutte le caratteristiche del «Mandato», fatto dal parroco o dall'assistente del gruppo nell'ambito di una celebrazione finale.
Si può consegnare tutto il paragrafo 6 presentandolo come «lo strumento che la Chiesa dona» agli adolescenti per sostenerli nel loro cammino e farli crescere, nella logica del seme, come «albero maestoso e sicuro».
Ovviamente i contenuti andranno spiegati nell'omelia.
Formulazione degli stessi contenuti nel paragrafo attraverso l'elaborazione, da parte dei ragazzi, di «proposte per la vita». In questo caso si ha la possibilità di valorizzare bene l'ultima parte di ogni capitolo: la testimonianza e missionarietà e di orientare anche ad impegni particolari per la propria presenza futura all'interno della Chiesa e della città. L'ideale sarebbe svolgere prima di tutto il lavoro del punto 2 e concluderlo poi con la proposta «della Chiesa» all'interno della celebrazione suggerita nel punto 1.
Momento finale di verifica
Alla fine di tutto il cammino bisognerà trovare l'occasione più adatta per un serio momento di verifica di tutto ciò che si è vissuto insieme.
Noi suggeriamo uno schema (allegato), ma pensiamo anche che ogni punto dello schema possa essere analizzato nel dialogo, specie se il tempo per tutto questo è sufficiente.
Tuttavia, anche nel caso che i ragazzi riempiano lo schema suggerito, questo e i suoi risultati andrebbero poi dibattuti per un vero momento di crescita di tutto il gruppo.
Perché non pensare ad un incontro di tutto il gruppo, fuori dell'ambiente, specificamente per questo?
Ci si avvierà così con più coscienza e con più motivazioni alle attività estive.

