II incontro di Pastorale Giovanile della Regione Bolivariana
(NPG 1996-05-32)
Dal 28 al 31 ottobre 1993 è stato realizzato a Santo Domingo de los Colorados, in Ecuador, il Secondo Incontro di Pastorale Giovanile della Regione Bolivariana. L'obiettivo era quello di «promuovere lo scambio di esperienze in relazione alla metodologia per definire alcune linee per il lavoro della Regione».
Ogni delegazione ha presentato all'Incontro un rapporto elaborato precedentemente nel proprio paese, partendo da dieci punti programmatici formulati nello Strumento di Lavoro preparatorio.
Questi Rapporti sono stati suddivisi tra cinque gruppi, comprendenti delegati di tutti i paesi della regione, i quali hanno cercato di definire i successi, gli insuccessi e le difficoltà più comuni e le rispettive cause.
Sulla base dei risultati dei lavori di gruppo presentati, integrati con il lavoro in plenum, è stato elaborato quanto segue:
SULLA METODOLOGIA PASTORALE
Risultati positivi
- L'unificazione di criteri per l'utilizzazione della metodologia del vedere-giudicare-agire-verificare-celebrare, portata a termine negli Incontri Latinoamericani e Regionali e sostenuta dalle scelte della Chiesa a favore dei giovani.
- La metodologia del vedere-giudicare-agire-verificare-celebrare prende in considerazione il giovane, valorizza la sua persona e la sua vita, promuove l'esperienza del gruppo dentro un processo di formazione integrale che rafforzi la relazione tra fede e vita partendo dalla propria realtà.
- Porta il giovane verso un impegno militante all'interno dell'ambiente dove vive, rafforzando le pastorali specifiche.
- È una metodologia che rispetta i processi formativi personale, di gruppo e comunitario.
- Risveglia nel giovane il suo essere parte integrante della Chiesa, portandolo ad una identificazione con la Chiesa stessa. Facilita la relazione con altre organizzazioni partendo dai processi di militanza.
- La formazione e la conoscenza del metodo da parte degli operatori pastorali e la loro convinzione che questo sia completo e integrale.
Aspetti negativi
- Una insufficiente diffusione della metodologia della pastorale giovanile e una mancanza di valutazione dei suoi risultati.
- La mancanza di operatori pastorali capaci e convinti della validità del metodo della pastorale giovanile e la necessità di accompagnare i giovani. La mancanza di materiali, di conoscenza e di studio dei documenti orientativi, e la scarsità di risorse economiche.
- La poca continuità dei giovani nei gruppi impedisce l'applicazione del metodo e non permette che questo arrivi ad essere parte dell'essere e dell'agire del giovane e del gruppo. A volte il metodo resta soltanto sul piano teorico e non sempre parla lo stesso linguaggio del giovane.
- Non si è ancora pensato all'applicazione della metodologia della pastorale giovanile per le situazioni specifiche.
- Gli aspetti della metodologia che portino alla autovalutazione personale del giovane e lo aiutino a prendere coscienza del proprio ruolo trasformatore di fronte ai problemi sociali e la promozione dell'impegno e dell'azione sociale.
Difficoltà
- Mancanza di conoscenza e di convinzione rispetto al valore del metodo vedere-giudicare-agire-verificare-celebrare da parte degli operatori e degli animatori.
- L'applicazione incompleta del metodo vedere-giudicare-agire-verificare-celebrare conduce a una situazione di stallo determinando un impegno superficiale che non porta alla trasformazione sociale.
- L'utilizzazione povera, superficiale e meccanica del metodo, che non risponde alla realtà e alla problematica giovanile.
- La scarsa pianificazione, l'immediatismo e l'improvvisazione del lavoro pastorale che non permettono una effettiva applicazione della metodologia, generando una pastorale giovanile di eventi e non di processi.
- Molte volte il metodo si ferma al vedere e giudicare per paura delle esigenze di impegno e di azione.
CHIARIMENTI METODOLOGICI
Per chiarire questa realtà è stata realizzata una bacheca dove venivano riportati gli elementi riguardanti gli aspetti sociologici, psicologici, biblici e pastorali della metodologia. Successivamente è stato portato a termine un lavoro di gruppo per individuare degli elementi che chiariscano la nostra metodologia e per spiegare le ragioni per le quali abbiamo optato per il metodo vedere-giudicare-agire-verificare-celebrare Sulla base dei risultati dei lavori di gruppo presentati e integrati nel plenum, sono state preparate le seguenti sintesi.
Elementi da approfondire rispetto alla metodologia
- Il fondamento biblico e teologico delle fasi del metodo, in particolare del verificare e del celebrare.
- Accettare la metodologia come una mistica, una spiritualità e una opzione per uno stile di vita al seguito di Gesù, evitando che si trasformi in una semplice tecnica o in una pratica del momento.
- La competenza per la applicazione della metodologia e il necessario rispetto del processo personale e comunitario del giovane e del gruppo.
- Assicurare la partecipazione da protagonista del giovane, sostenere la sua ricerca di identità e autenticità e la valorizzazione del proprio linguaggio.
- L'applicazione della metodologia vedere-giudicare-agire-verificare-celebrare nelle diverse realtà giovanili e nelle situazioni specifiche.
- Il dialogo tra il progetto di vita del giovane e la proposta cristiana.
- L'apertura della metodologia al contributo di altre esperienze, di altre forme di lavoro e ai nuovi codici di comunicazione dei giovani.
Ragioni della scelta di tale metodologia
- Per il fatto che nasce nella Chiesa. È una scelta della Chiesa latinoamericana. Essa viene sempre accettata nel cammino di pastorale giovanile e rafforza la nostra identità e appartenenza alla pastorale giovanile latinoamericana.
- È una pratica storica, collaudata, semplice ed efficace, quando viene realizzata in modo adeguato.
Possiede elementi di base fondamentali e permette la propria applicazione e l'adattamento alle diverse realtà dei giovani e dei gruppi.
- È un metodo integrale, rispetta i processi dei giovani, parte dalla vita e dalla realtà per trasformarla.
Porta il giovane ad essere protagonista, è un metodo liberatorio, aiuta a formare la coscienza critica e influenza lo stile di vita partendo dalla pratica di vita di Gesù.
- Rafforza la vita di comunità, la maturazione della fede e la relazione tra vita e vangelo.
- Rafforza la verifica permanente della propria vita da parte dell'operatore e dei giovani nella comunità, conduce alla conversione e genera un impegno sociale che si traduce in azioni trasformatrici per la costruzione del Regno di Dio.
- Privilegia il piccolo gruppo, promuove l'organizzazione e l'autogestione.
- La valutazione permanente permette di realizzare un lavoro programmato.
VERIFICA DELLA REALIZZAZIONE PRATICA DELLA METODOLOGIA
Subito dopo è stato realizzato un lavoro a gruppi, durante il quale sono state condivise le forme concrete con cui si stanno mettendo in pratica i passi della metodologia nel lavoro di tutti i giorni della pastorale giovanile.
I gruppi hanno cercato di individuare risultati, difficoltà e suggerimenti.
Il lavoro svolto nei diversi gruppi, presentato ed integrato nel plenum con i contributi degli altri partecipanti, ha dato luogo alla seguente sintesi.
Sul vedere
Risultati:
- Aiuta a fare le cose con maggiore profondità.
- Aiuta a trovare delle motivazioni per le esperienze di gruppo.
- Aiuta i giovani a essere più coinvolti nel processo e ad arrivare all'impegno.
- Aiuta a scoprire la realtà in tutti i suoi aspetti.
- Rafforza l'autovalorizzazione del giovane, la sua vita comunitaria e il suo essere Chiesa.
Difficoltà:
- Non si riesce a concretizzare e a comunicare gli avvenimenti.
- I temi non sono suggeriti o scelti dai giovani.
- Il pericolo della superficialità, della generalizzazione e delle letture parziali della realtà.
- Mancano dei criteri per riuscire a selezionare gli avvenimenti e stabilire delle priorità.
- Manca conoscenza, comprensione e valorizzazione della realtà.
Suggerimenti:
- Partire da avvenimenti della vita del giovane, selezionare uno di questi, approfondirlo, cercando le sue cause e conseguenze e analizzarlo nel contesto più ampio della realtà.
- Tenere in considerazione che non si deve necessariamente partire da avvenimenti negativi e che invece è possibile prendere in esame anche avvenimenti positivi.
Sul giudicare
Risultati:
- Il giudicare, sostenuto dalla parola di Dio, ci porta ad una discussione sulla presenza o assenza di Dio nelle nostre azioni e nelle diverse realtà, ci porta alla conversione e all'impegno.
- Ci aiuta ad avere una coscienza critica rispetto al personale, all'ecclesiale e al sociale, e ci predispone alla costruzione della Civiltà dell'Amore integrando fede e vita.
- L'illuminazione a partire dalle nostre esperienze e dalle nostre culture e tenendo conto dei documenti del Magistero della Chiesa e dei contributi di altre scienze affini, ci aiuta a scoprire la presenza o assenza di Dio in questa realtà.
Difficoltà:
I coordinatori, gli animatori e gli operatori molte volte non hanno trasformato il metodo in uno stile di vita.
- Molte volte il giudicare si trasforma in un giudizio senza misericordia delle persone, che può arrivare ad uccidere il processo di gruppo. Si parte da presupposti e da apprezzamenti personali che non hanno fondamento nella parola di Dio. Non ci si rende conto che non è il momento per giudicare gli altri, bensì per lasciarsi giudicare dalla Parola di Dio.
- La paura di affrontare questo momento del metodo per timore della discussione che ne può scaturire. Evitando questo momento si passa dal vedere all'agire e si cade nell'attivismo.
- La conoscenza e l'uso della Bibbia e dei documenti della Chiesa non sono approfonditi al punto da permettere di confrontare questi testi con i fatti in discussione.
Suggerimenti:
- Utilizzare la Bibbia come fonte principale di chiarificazione.
- Mettere in grado gli operatori pastorali e i giovani di conoscere ed adoperare la Bibbia.
Sull'agire
Risultati:
- L'agire è diventato tanto più efficace quanto più il vedere e il giudicare sono partiti dalla esperienza del giovane.
- Nella misura in cui il giovane va scoprendo che il suo ruolo è importante nella Chiesa e nella società, assume impegni veramente in grado di determinare un cambiamento.
- Quando si applica bene l'agire, questo spinge il giovane ad avere una prospettiva più ampia e a nuovi campi di azione.
Difficoltà:
- Si assume però l'agire non sempre come impegno personale, bensì come azione che altri debbono realizzare.
- L'agire molto spesso è superficiale o troppo ideale.
- Davanti agli avvenimenti del momento molte volte ci troviamo limitati da pressioni politiche, sociali, economiche, ideologiche e intraecclesiali che producono timore nell'affrontare le conseguenze dell'agire.
Suggerimenti:
- Assicurare la rappresentatività e la continuità dei differenti eventi e incontri a tutti i livelli.
- Ricorrere al contributo di altre metodologie e delle scienze sociali per fare in modo che l'agire sia più efficace e raggiunga le trasformazioni auspicate.
Sul verificare
Il termine più comune è «valutare» e non «verificare». La valutazione ci fornisce il modello di comportamento costante, ci spinge ad assumerci delle responsabilità e nuovi atteggiamenti che sostengano il processo.
Risultati:
- Riteniamo che si possa progredire in un processo soltanto nella misura in cui realizziamo una valutazione permanente.
- Utilizziamo diverse forme di valutazione: valutazione per obiettivi, valutazione partecipativa partendo dalla esperienza delle persone che fanno parte integrante del gruppo e valutazione guidata attraverso un questionario.
- La valutazione è applicata a differenti livelli. A livello personale: autovalutazione e revisione continua della propria condizione esistenziale; a livello di gruppo o comunitario: aiuta a far maturare le persone, ad impegnarsi di più e ad avere una maggiore coscienza critica; a livello delle attività e dei processi: si ha dopo un periodo di lavoro.
- La valutazione è una pratica della pastorale giovanile latinoamericana. La sua applicazione porta a nuove scelte.
- La valutazione permette la sistematizzazione delle esperienze.
Difficoltà:
- Non si riprende la valutazione per la pianificazione di azioni successive.
Suggerimenti:
- Approfondire il senso di questo passo metodologico.
- Considerare la valutazione non soltanto come un passo necessario successivo all'azione, bensì come una revisione permanente delle fasi del metodo.
- Diffondere a tutte le istanze di organizzazione della pastorale giovanile la valutazione portata a termine, evitando che resti soltanto a livello dei gruppi coordinatori.
- Coinvolgere nella valutazione non soltanto i gruppi giovanili bensì anche la comunità.
Sul celebrare
Risultati:
- La presenza di più agenti celebrativi e una maggiore capacità di creare e ridefinire i segni.
- Si va creando un nuovo stile di esperienza celebrativa.
- Le celebrazioni pian piano rafforzano la spiritualità giovanile.
- Le celebrazioni fanno tesoro della esperienza e conducono ad una azione più impegnata e liberatrice.
- I segni diventano gradualmente sempre più parte della vita del giovane e dell'ambiente che lo circonda.
Difficoltà:
- Molti celebranti non ammettono forme di celebrazioni giovanili.
- Le strutture tradizionali nelle celebrazioni giovanili.
- Celebrazioni non integrate nel processo metodologico.
- Poca collaborazione da parte dei giovani per fare celebrazioni più adatte ai giovani.
- La sovrabbondanza dei segni fa perdere l'essenziale della celebrazione per mancanza di una adeguata pedagogia dei segni.
- Non valorizzano certe forme celebrative quali il silenzio, la meditazione, ecc.
- La mancanza di spiritualità e quotidianità nelle celebrazioni.
- La mancanza di articolazione ed integrazione delle celebrazioni giovanili con altri settori della comunità.
Suggerimenti:
- Sistematizzare le esperienze celebrative dei giovani.
- Promuovere celebrazioni coerenti con la pratica e l'esperienza che sta realizzando il gruppo.
- Sviluppare la creatività giovanile.
- Valorizzare la celebrazione eucaristica e promuovere anche altre forme celebrative che permettano di scoprire la presenza di Dio nella vita del gruppo.
Orientamenti per l'azione a livello regionale
Per concludere la riflessione è stato realizzato un lavoro per paesi, per proporre linee di azione da mettere in atto nella Regione in riferimento alla metodologia della pastorale giovanile. Sono state approvate le seguenti linee di azione a livello regionale:
- Proseguire il lavoro di sistematizzazione e di formulazione della metodologia nelle sue fasi e processi.
- Mettere gli operatori pastorali in condizione di diffondere la metodologia del vedere-giudicare-agire-verificare-celebrare.
- Cercare la possibilità di arricchire questa metodologia con i contributi di altre tecniche ed esperienze.

