Spiritualità della pastorale giovanile in America Latina



    (NPG 1996-05-38)


    Dal 14 al 18 febbraio 1994 è stato realizzato a Ypacaraì, in Paraguay, il Primo Incontro Regionale di pastorale giovanile del Cono Sud.
    L'obiettivo era quello di «vivere un momento di comunione ed integrazione regionale per sostenerci nell'esperienza della nostra spiritualità e missione e per rafforzare la nostra proposta di pastorale giovanile latinoamericana».
    All'incontro hanno partecipato 36 delegati (vescovi, sacerdoti e giovani) delle pastorali giovanili di Argentina, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay.
    L'incontro ha visto condividere esperienze e riflessioni sulla spiritualità della pastorale giovanile e sul lavoro della pastorale giovanile degli ambienti specifici.
    Ogni delegazione ha presentato all'Incontro un rapporto elaborato precedentemente nel proprio paese, partendo da quattro punti programmatici formulati nello strumento di lavoro preparatorio.
    Quattro gruppi, comprendenti delegati di tutti i paesi della regione, si sono suddivisi questi rapporti e hanno cercato gli elementi in comune rispetto a caratteristiche, strumenti, frutti e difficoltà che si incontrano nella formazione e nell'esperienza della spiritualità giovanile. Hanno avuto luogo due momenti di chiarificazione durante i quali sono stati apportati ulteriori contributi partendo dalla riflessione biblica e dai documenti del Magistero della Chiesa in modo da trovare un fondamento più efficace per questa proposta di spiritualità. Con questi elementi è stato possibile arricchire la riflessione riguardante caratteristiche e strumenti realizzata precedentemente.
    Infine si è cercato di trovare delle linee di azione per continuare il processo di riflessione e di sistematizzazione rispetto alla spiritualità della pastorale giovanile.
    Il documento che segue è espressione del lavoro realizzato.

    Perché la spiritualità

    Facendo un ulteriore passo nel suo cammino, la pastorale giovanile della Regione del Cono Sud ha proposto ai giovani e ai rappresentanti dei paesi che ne fanno parte di approfondire uno degli aspetti più importanti del processo di formazione: la spiritualità.
    Siamo partiti da una riflessione fatta nei singoli paesi, dalla quale si è ricavato un contributo preparato per il I° Incontro Regionale di pastorale giovanile del Cono Sud di Ypacaraì. Però la nostra ricerca non si esaurisce con questo incontro.
    Il presente documento non rappresenta qualcosa di definitivo: vuole essere una fase di lavoro per proseguire in avanti aprendo nuove strade. È un contributo che proviene dalla nostra realtà del Cono Sud, il quale ha come obiettivo di sviluppare uno stile di vita e una proposta di spiritualità che necessariamente resta aperta alla azione libera dello Spirito di Gesù.
    Partendo dalle esperienze che noi condividiamo, ci siamo resi conto che nei nostri gruppi e nelle nostre comunità giovanili, mossi dallo Spirito Santo, seguiamo Gesù verso il regno di Dio Padre. La nostra spiritualità ha pertanto le sue radici nella più profonda esperienza della vita cristiana.
    Seguire Gesù implica incontrarci con Lui partendo dalla nostra realtà, conoscerlo così com'è e coltivare una relazione di amicizia che ogni volta si fa più profonda, esigente e liberatoria. Lo Spirito Santo crea questa comunione intima con Gesù che vive, cresce e si esprime nella comunità giovanile ed ecclesiale.
    Lo stesso Spirito Santo rende più dinamica la vita personale e comunitaria riempiendola di entusiasmo e potenziando il nuovo e il creativo.
    Questo dinamismo dello Spirito Santo mira al regno di Dio Padre e al suo progetto. Il regno di Dio si percepisce come dono e come impegno che trasforma, esige coerenza testimoniale tra fede e vita, soddisfa utopie giovanili e si sviluppa in un ambiente culturale mondiale di postmodernità.
    Per dar senso alla vita del giovane, si concretizza nella scelta per i poveri e nell'impegno di costruzione della Civiltà dell'Amore.
    Tutto questo è stato riconosciuto come patrimonio comune del nostro cammino, arricchito dalle caratteristiche proprie di ogni paese secondo le proprie culture e le proprie esperienze storiche.

    CARATTERISTICHE DELLA SPIRITUALITÀ

    Vogliamo segnalare le seguenti caratteristiche di una spiritualità per la pastorale giovanile.

    1. Sequela di Gesù
    La spiritualità parte da un incontro personale con Gesù che ci rivela il Padre come il Dio della vita e ci offre lo Spirito Santo come forza per vivere questa missione e per renderci testimoni (At 1,22). In questo incontro Gesù si fa modello di una vita interessante che noi decidiamo di seguire e annunciare con i suoi stessi gesti ed atteggiamenti: umiltà, vicinanza, compassione verso il povero, impegno concreto e incarnato di liberazione per le persone, pienezza di vita per i giovani.

    2. Centrata sulla parola
    Attraverso la Parola si conosce Gesù e partendo da essa si confrontano la vita e l'esperienza pastorale e si scoprono le facce sofferenti di Dio.

    3. Incarnata
    È segnata dalla ricchezza delle tradizioni familiari e religiose dei nostri popoli e dei nostri giovani. Si incarna nel quotidiano e si impegna con la realtà, si confronta costantemente con l'ambiente culturale della postmodernità e si arricchisce con la diversità culturale, facendo propri segni e linguaggi dei nostri paesi e riscattando e rivalorizzando le culture marginali.

    4. Esperienza comunitaria
    È caratterizzata dalla condivisione espressa nella preghiera, nella eucaristia, nei simboli, nella accoglienza, nel cibo... Si vive in gruppo e nella comunità, crea il senso di appartenenza ad un popolo, alla Chiesa, di apertura verso gli altri. Nella esperienza comunitaria si confrontano la vita e l'esperienza del seguire Gesù, si creano legami di fraternità, si sperimentano i valori del regno e si cresce uniti nel progetto di Dio.

    5. Celebrativa e festiva
    Esprime creativamente la fede e l'incontro con il Dio della vita nella celebrazione e nella festa.

    6. Di ricerca
    Accompagna il giovane nella ricerca della propria identità e del senso della propria vita, nella ricerca di Dio e di una Chiesa meno formale e più fraterna.

    7. Fa sua la scelta preferenziale per i poveri
    Condivide e fa proprie le sofferenze e le angosce del popolo latino-americano, affronta con coraggio il conflitto che nasce dalla difesa dei propri diritti e valori e celebra con speranza la memoria dei martiri che hanno dato la propria vita per la verità e per la giustizia.

    8. Laicale
    Anima e spinge i giovani ad approfondire il proprio impegno battesimale e a lanciarsi nella propria missione di trasformatori dell'ambiente in cui vivono, favorendo e maturando le vocazioni specifiche.

    9. Mariana
    Presenta Maria, donna e madre, modello di impegno e di servizio, esempio di dono totale a Dio e ai propri fratelli, espressione delle speranze e delle ricerche del popolo e dei giovani.

    10. Intensa
    È piena di una energia giovanile che porta vita a tutti gli ambienti e che spinge a vivere in pienezza.

    11. Coltiva la speranza
    Mette in movimento e trasforma la realtà in direzione di una vita migliore, una società più giusta, capace di superare conflitti personali, sempre confidando in Dio Padre: «Spera contro ogni speranza» (cf Rom 5,18).

    12. Assume il conflitto
    È una spiritualità che partendo dalla sequela di Gesù, mette in discussione la realtà socio-economica, politica ed ecclesiale, costruendo creativamente nuovi significati sociali ed ecclesiali. Per questa ragione è una spiritualità che richiede rottura e che genera conflitti.

    STRUMENTI PER VIVERE E SVILUPPARE LA SPIRITUALITÀ

    Nella pastorale giovanile latinoamericana che desidera realizzare la spiritualità della sequela di Gesù, utilizziamo i seguenti strumenti per viverla e per svilupparla.

    a) A livello personale
    - La preghiera e il contatto intimo con Gesù.
    - La lettura personale e comunitaria della Parola di Dio fatta partendo dalla nostra realtà quotidiana. Questa lettura ci porta a scoprire e cercare di vivere lo stile di vita proposto da Gesù, che sa scegliere i mezzi adeguati per ogni situazione; ci facilita l'incontro personale con il Dio della vita, ci impegna a contribuire alla formazione di esseri umani pieni e realizzati e alla costruzione di una società giusta e fraterna che sia segno del regno definitivo, e rinforza la nostra scelta preferenziale per i poveri.
    - La partecipazione ai sacramenti, specialmente all'eucaristia.
    - La lettura dei testi di diversi autori, che ci aiuta ad una riflessione più profonda.

    b) A livello di gruppo e comunitario
    - Il gruppo o comunità giovanile che accompagna la nostra vita è testimone di speranza, ci fa vivere come fratelli in atteggiamento di servizio e ci fa coltivare relazioni interpersonali, affetti, gesti, ecc.
    - La preghiera comunitaria, che facciamo tanto con il gruppo quanto con la comunità parrocchiale.
    - Le celebrazioni comunitarie e dei sacramenti, che ci fanno scoprire e valorizzare la presenza di Dio nella vita e nel nostro cammino. Sono momenti forti nei quali la dimensione pasquale si fa molto più presente e durante i quali riscattiamo la speranza e l'utopia del regno di Dio.
    In esse facciamo in modo di esprimerci per mezzo di segni che corrispondono alla nostra realtà giovanile e che esprimono la nostra creatività e il nostro senso del festivo.
    - Le comunità ecclesiali di base, che ci permettono di vivere una esperienza di Dio e di una chiesa domestica e trasformatrice.
    - I processi di formazione nella fede, che favoriscono una formazione integrale e integratrice e ci portano a una spiritualità incarnata.
    - La memoria storica dei nostri martiri e dei santi del nostro tempo, che ci stimola a essere noi stessi convincenti esempi di vita.

    c) A livello di massa
    - Gli incontri di massa, che cambiano in relazione ad ogni realtà: alcune volte sono il risultato di un lavoro intenso nella base, proiettato verso l'esterno come un messaggio per il popolo; altre volte sono rappresentazioni di un momento chiave dei processi pastorali.
    - Esprimiamo la nostra spiritualità anche attraverso manifestazioni di religiosità popolare, tra le quali evidenziamo la devozione a Maria, che esprimiamo per mezzo della preghiera del rosario, di processioni e di pellegrinaggi.
    - Cerchiamo di fare nostra la cultura dei nostri popoli in un dialogo trasformatore dal quale riceviamo e al quale apportiamo elementi e senso. Integriamo elementi dei riti e delle culture indigene e della esperienza della spiritualità.

    FRUTTI PRODOTTI DA QUESTA SPIRITUALITÀ

    Questi sono alcuni dei frutti che abbiamo percepito nella nostra vita personale di giovani e nel nostro impegno nella chiesa e nella società, come conseguenza della esperienza di questa spiritualità della sequela di Gesù.

    a) A livello personale
    - L'esperienza di Gesù come amico vicino e come liberatore; l'esperienza di amarlo e di essere amati da lui, di scoprirlo nel nostro quotidiano, di sentirlo partecipe della nostra vita, incarnato nella nostra realtà giovanile, compagno della nostra storia.
    - La percezione di Gesù come Dio fatto uomo: la sua umanità ci permette di dare valore all'utopia.
    - La presa di coscienza di essere figli e figlie di Dio.
    - L'esperienza della preghiera personale nella intimità con uno stile proprio dei giovani.
    - La scoperta di noi stessi e degli altri e la elaborazione di un progetto di vita. Questa esperienza vissuta nella giovinezza resta come riferimento per la vita adulta.
    - La forza per affrontare i conflitti e mantenere gli impegni assunti, facendoci testimoni che sostengono l'impegno personale e risvegliano nuovi leader.
    - Lo sforzo per conquistare una maggiore coerenza tra la nostra fede e la nostra vita, il risvegliare la solidarietà e la sensibilità verso i più poveri, specialmente verso i più giovani.
    - Una maggiore comprensione della nostra identità laicale e dell'impegno per la nostra missione, e il risveglio di differenti interessi che la concretizzano: militanza sociale, apostolato, ecc.
    - La scoperta e l'esperienza dei valori integrativi e costitutivi del Regno come la speranza, l'amore, la pace, la fraternità, partendo dalla dinamica delle nuove relazioni: scambio di esperienze, nuove amicizie, la gioia di incontrare altre persone, il rispetto per la vita e per la natura.

    b) A livello comunitario
    - Uno «stile» di essere cristiano che forma parte di una identità della pastorale giovanile e che è relazionato con l'uso della metodologia vedere-giudicare-agire-verificare-celebrare.
    - L'integrazione tra i giovani, una più intensa e desiderata esperienza comunitaria, un atteggiamento di solidarietà dei momenti di crisi personale e comunitaria, lo sviluppo del sentimento ecclesiale attraverso il senso di appartenenza al gruppo e alla pastorale giovanile, che porta ad un impegno con questo nuovo modello di chiesa.
    - La creatività che viene espressa dalla vita giovanile e dalla sua cultura arricchisce la Chiesa, rinnova la liturgia e fa nascere un nuovo modo di pregare e di celebrare la Parola di Dio, l'eucaristia e gli altri sacramenti.
    - Il risveglio della coscienza critica, per andare in direzione di sentimenti diversi da quelli proposti dalla società capitalista.
    - Un maggior impegno sociale in una linea trasformatrice della società.
    - La maturazione della dimensione missionaria, tanto nella testimonianza personale quanto nelle azioni programmate.
    - Un modo differente di stabilire relazioni e di partecipare alle strutture di potere, contrassegnato dalla partecipazione ai movimenti sociali partendo dai valori di riferimento del regno.
    - La lotta per il popolo e specialmente per la gioventù impoverita.

    Difficoltà per vivere questa spiritualità

    Queste sono alcune delle difficoltà e delle sfide che abbiamo affrontato nel nostro sforzo per vivere la spiritualità del seguire Gesù nei nostri gruppi e comunità:
    - l'incoerenza tra fede e la vita;
    - la lotta che dobbiamo affrontare per portare avanti i valori cristiani proposti da Gesù in contrapposizione con i valori che ci presenta la società;
    - le difficoltà della vita dei giovani (lavoro, studio, necessità di cercare dei mezzi per sopravvivere, ecc.), che li porta a rinunciare o a mettere da parte l'esperienza della spiritualità;
    - la scarsa lettura della Bibbia e la mancanza di un incontro personale con Dio;
    - la confusione tra spiritualità e spiritualismo;
    - la mancanza di operatori e la presenza di alcuni che non comprendono i processo che i giovani stanno vivendo;
    - lo strutturalismo della Chiesa, che porta alcune comunità adulte e alcuni sacerdoti a non comprendere e a non essere aperti di fronte alla spiritualità giovanile;
    - gli inconvenienti che sorgono quando si vuole mettere in relazione la pastorale giovanile organica e i movimenti, i quali impediscono di vivere l'esperienza di una vera comunità ecclesiale;
    - la poca comprensione di alcune radici della nostra spiritualità, come quella africana e quella indigena.

    Linee di azione

    Desideriamo impegnarci per mettere in pratica le seguenti linee di azione in modo da stimolare l'esperienza e l'approfondimento della nostra spiritualità giovanile:

    1. Alimentare e porre le fondamenta della nostra spiritualità giovanile.
    - creando ambiti di approfondimento biblico-teologico, con contenuti e metodologia adeguati.

    2. Elaborare una proposta di spiritualità cristiana della sequela di Gesù, giovanile, laicale, latinoamericana, che sottolinei gli aspetti della umanità di Gesù:
    - creando processi per mezzo dei quali i giovani si approprino della riflessione;
    - partendo dalla cultura giovanile con il suo linguaggio e le sue espressioni e dalla pratica dei gruppi e delle comunità giovanili;
    - valorizzando la comunità giovanile come spazio nel quale si vive e si esprime questa spiritualità e si cresce nel senso di appartenenza alla chiesa, popolo di Dio;
    - coinvolgendo gli operatori nello sviluppo di questo processo.

    3. Promuovere la partecipazione festiva e gioiosa dei giovani alle celebrazioni comunitarie e alla vita sacramentale per il loro incontro con il Dio della vita:
    - usando nuove forme creative e la pedagogia dei segni;
    - recuperando la religiosità popolare;
    - integrando la diversità delle culture latinoamericane.