Elisa Tostini
(NPG 1998-06-47)
Magra come un fuscello al vento, alta più del normale, capelli biondi a zazzera, orecchini al naso, nelle orecchie, nel ventre. Andatura dinoccolata, sui 20 anni: la testa per aria, sempre assente con la mente, Elvira è la disperazione della famiglia, degli amici, di Afredo che la segue o insegue da anni. Dopo varie questioni con quella scuola del Liceo, con il Preside, le allieve, i professori; dopo scuole cambiate e lasciate, Elvira tenta la via di un possibile lavoro, su consiglio e con l’aiuto di amici (che la allontanano sempre più da casa, dal padre e dalla madre, che non riescono in nessun modo a dialogare con lei, fin da quando era ragazzina undicenne). Tutti si domandano del suo carattere pazzesco e irrequieto: a casa non c’è mai; quando c’è si chiude nel suo mutismo e dialoga solo con il telefono che trascina anche in bagno; non ha relazioni neanche con la sorella, da cui la divide l’incompatibilità di carattere e l’esigenza comune del telefono. Entrambe così si arrabbiano, e nessuna delle due ascolta, perché nel frattempo la musica dei «compact-disc è assordante»... La madre la supplica, allora lei esce di casa e sbatte la porta.
Una volta fuori non dà notizie di sé, lo fa da anni; i familiari sono rassegnati ma disperati. Elvira è bella, la guardano tutti, ma è una bellezza un po’ fredda. È scontrosa con chi la interroga, con qualche «malcapitato» che la conosce da poco tempo.
Alfredo la tiene in terapia due volte al mese. Sa, purtroppo, che da qualche tempo si droga. Tenta di scavare nel suo passato di adolescente, sempre di più, ma «lei» è scaltra e svicola. Da qualche tempo è intrattabile, sonnolenta... nervosa, risponde male, dice di non «avere tempo» perché lavora: non è vero. Lui sa della sua ricerca per quel lavoro precario in discoteca la sera, oramai lasciato da tempo. Con i suoi amici è allegra e cordiale. Con i «fidanzati» un po’ meno... Li lascia: spesso non fa sapere nulla di sé per mesi...
L’altro giorno Elvira si è sentita male. Dopo l’ospedale è in un Istituto per trattamento riabilitativo. Sono vari mesi che è lì. Alfredo la trova cambiata, più calma. Forse la disperazione sfocerà presto in un probabile «rientro» in famiglia. Ma poi tutto ricomincerà?

