GMG reporter!


    Giacomo Ruggeri

    (NPG 2001-02-61)


    Sei mesi dopo il giubileo dei giovani che cosa è nato!? Gruppi e comunità che filmano, con tanto di telecamera, ciò che sta nascendo in parrocchia, oratorio, centro giovanile dopo l’onda giovanile della Gmg. Una occasione per confrontare le iniziative tra parrocchie e diocesi vicine.

    «Tornando a casa, non disperdetevi.
    Confermate ed approfondite la vostra adesione
    alla comunità cristiana a cui appartenete».
    XV Giornata Mondiale della Gioventù
    Omelia di Giovanni Paolo II - 20 agosto 2000 - Tor Vergata

    Pellicole… mondiali!

    Ecco una idea per la prossima indagine Istat: chiedere ai fotografi italiani quale «tematica di stampa» tra foto, diapositive, rullini, film... è stata la più sviluppata nel periodo fine agosto, primi di settembre 2000! È abbastanza presumibile il risultato: Roma, giubileo dei giovani a 360°!
    Chi ha partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Roma, nello zaino non si è dimenticato la macchina fotografica o (i più esperti e veri reporter!) la mini telecamera. Portarsi a casa un fotogramma dell’incontro con i giovani del mondo è stato il desiderio di tutti. Si ricercavano le pose e le inquadrature con paesaggi e personaggi più originali. Ora quelle foto e pellicole sono diventate dei megaposter nella propria camera, nella sala dell’oratorio, nel calendario parrocchiale 2001, nei diari di scuola come «isola di evasione» tra una materia e l’altra, come sfondo nel deskop del computer, come carrellata nel sito della pastorale giovanile diocesana. È un voler dire: «come si fa a dimenticare un evento così!». A livello nazionale sono state realizzate delle raccolte fotografiche formato libro: una preziosa memoria ai posteri.

    … e non finisce qui

    Il Papa stesso ha invitato i giovani presenti a non disperdersi una volta tornati alle proprie comunità e faccende quotidiane. È come se avesse detto: continuate a filmare, riprendere, scattare foto di vita su ciò che siete, valorizzando l’energia nuova che ha scaldato il cuore di tanti giovani e non.
    La proposta che viene qui presentata (ne seguiranno altre nei prossimi numeri) è sbilanciata nel versante della concretezza, della praticità, della verifica. Dare voce e volto a ciò che è nato e sta nascendo dopo l’incontro di Roma è quanto mai prioritario e doveroso, per diversi motivi:
    * per rispondere all’invito del Papa, di non disperdersi, lasciando cadere nella scatola dei ricordi l’esperienza di fede e di umanità vissuta e condivisa;
    * per ritrovare lo spirito di unità, uno dei pilastri del Giubileo dei giovani, nella propria realtà di vita quotidiana e di fede, sia essa la parrocchia, la scuola, la famiglia, il gruppo di amici del lampione! Questi sono i primi luoghi di ricaduta del «fiume giovanile agostano»;
    * per aprire e dare voce a quei «laboratori della fede» che il Papa ha segnalato come luoghi di confronto e scambio, nel consolidare la fede in Cristo, vagliando le proprie difficoltà e certezze.

    Uno, due, tre: ciak!

    I giovani di Tor Vergata non si sono fatti belli per la foto di gruppo con il loro guru, il Papa. I giovani che hanno partecipato lo hanno fatto con spontaneità e semplicità, senza mettersi né in posa, né in mostra. Con la stessa spontaneità, a distanza di sei mesi, ritrovatevi con i giovani che hanno vissuto la Gmg, per raccontarvi che cosa è nato di bello, vero, grande, autentico dopo quel 20 agosto del 2000. Non solo a parole, ma con tanto di telecamera e macchina fotografica.
    Partendo dalla vostra realtà, iniziate a filmare le situazioni di vita, progettualità, iniziative che sono nate grazie allo sprone dato dallo spirito della Gmg. In che senso?
    Ecco alcuni esempi concreti.
    Un gruppo di ragazzi diciottenni, guidati dal proprio educatore, hanno capito l’importanza di mettersi al servizio dei più piccoli. Con il mese di ottobre (mese missionario) hanno iniziato a svolgere servizio di dopo scuola presso la casa famiglia, che accoglie minori in difficoltà. A turno, lungo la settimana, si danno il cambio nell’aiutare i bambini nel fare i compiti, nel giocare, ecc…
    Fatti come questi, nati dalla verifica della Gmg, sono importanti per una parrocchia, per un gruppo, per le famiglie dei ragazzi e per loro stessi. Vanno raccontate, filmate. Non vuole essere un autoelogio del gruppo per dire «quanto siamo bravi». Scelte di questo tipo, invece, possono essere di sprone per altri ragazzi, loro amici, compagni di scuola e di sport.
    L’esempio citato è uno fra tanti. Il bello sta proprio nello scovare nella quotidianità dei giovani, quel seme che, gettato all’incontro mondiale, sta iniziando a germinare, presagio di un frutto abbondante.

    Riunione di redazione

    Per meglio organizzarsi, evitando così di disperdere energie e tempo, ecco alcuni consigli prima di dare il via all’operazione «Gmg Reporter».
    Primo passo
    Il referente parrocchiale, di associazione, di movimenti che è stato il punto di coordinamento nell’organizzare la Gmg, convoca gli educatori dei vari gruppi. Partendo da alcuni punti, comuni a tutti, inizia il confronto:
    * i ragazzi come hanno vissuto (soprattutto interiormente) la Gmg?
    * si notano in loro alcuni cambiamenti nello stile di vita?
    * è stato loro proposto di tradurre in impegni concreti e scelte quotidiane l’esperienza della Gmg? Come gruppo quali passi state facendo?
    E così via.
    Dal confronto d’équipe emergono idee nuove, proposte concrete, scelte già in atto che i ragazzi mettono in pratica nella loro vita. In sintonia con il parroco e/o il don giovane che lavora nella pastorale giovanile, si cerca di coinvolgere le famiglie, per avere dal loro versante e visuale, opinioni di riflesso.
    Secondo passo
    Ogni educatore ritrovandosi con i propri ragazzi nel giorno dell’incontro fa loro la proposta di documentare il dopo Gmg, puntando la telecamera (è il caso di dirlo!) su quei luoghi, spazi, ambiti che vedono i ragazzi i primi protagonisti, che hanno deciso di fare delle scelte, piccole o grandi, non importa, purché siano scelte concrete. Per poter dire: la Gmg? Non è solo un ricordo!
    Con l’aiuto di tutti si cerca di fare una scaletta di ripresa.
    Esempio:
    - si inizia con Roberta, aiuto catechista. Si filmerà un tempo di 5-10 minuti dell’incontro con i suoi bambini; è il sua risposta concreta al dopo Gmg;
    - sarà la volta di Nino, che fa parte di un gruppo scout; dopo la Gmg ha deciso di prendersi come impegno settimanale, tre ore al centro handicap della città, paese;
    - per passare poi alle gemelle Giorgia e Laura, campionesse provinciali di pallavolo; la loro esperienza al servizio dei ragazzi, dando vita ad una scuola di pallavolo per giovanissimi presso il centro sportivo dell’oratorio;
    - ecc…
    Terzo passo
    Ed ecco finalmente il giorno della ripresa. È bene che sia tutto il gruppo a muoversi, come segno di comunione e adesione all’unico progetto. Chiedete ai vostri ragazzi di essere spontanei, loro stessi, come a Roma!! Terminate le riprese, tutti a cena, per rivedersi e commentare il primo ciak, si gira.

    Tra parrocchie e diocesi

    L’iniziativa di «Gmg Reporter» può essere un ulteriore spunto per collaborare tra parrocchie e diocesi territorialmente vicine. Un incontro interparrocchiale con gruppi di giovani che hanno vissuto la Gmg è l’occasione per mettere in comune ciò che si sta vivendo nelle singole realtà, troppo spesso non comunicanti. I vari uffici diocesani di pastorale giovanile possono fungere da punto di raccordo tra le parrocchie, associazioni, movimenti.

    … e a scuola!

    Il video realizzato, le foto scattate possono essere materiale di confronto e arricchimento con i propri compagni di scuola. Coinvolgere i docenti di religione, dando vita ad un mini progetto: al tema del servizio trattato in forma discorsiva, gli studenti propongono al docente di accostare l’esperienza video realizzata e vissuta dai ragazzi. Un modo per coniugare le parole a delle scelte concrete.

    Concorso? Perché no!

    Andando al di là dell’idea di coloro che «vincono perché più bravi», non sarebbe male l’idea di dare vita ad un «concorso diocesano Gmg reporter»: filma e scatta il dopo Gmg, con una clausola fondamentale: che vedano i ragazzi protagonisti in scelte di servizio, grazie allo spirito dell’incontro mondiale. Una commissione ad hoc studierà la modalità di premiazione.