I profili di pre-animatore e animatore


    (NPG 2002-05-22)


    * Giustificazione della scelta di pre-animatori e animatori

    Il piano presenta il percorso di formazione all’animazione e individua due profili che rappresentano due fasi progressive di approfondimento e di acquisizione delle competenze dell’animatore salesiano.
    Nel definire le due fasi, vengono definiti i profili del pre-animatore e dell’animatore. La scelta di definire anche il profilo e il cammino formativo del pre-animatore viene a consolidare e codificare una prassi di pastorale giovanile delle nostre ispettorie che è venuta emergendo dalla metà degli anni Ottanta e che vuole esprimere la gradualità dell’impegno nel servizio educativo ai piccoli nello stile dell’animazione.

    * I destinatari di questo piano

    Destinatari di questo piano formativo sono tutti quei giovani che accettano di intraprendere un cammino di formazione per divenire educatori alla fede attraverso la scelta educativa nello stile dell’animazione culturale. E perciò, dentro la grande tradizione salesiana del Sistemo Preventivo riattualizzato nell’oggi, compiono la scelta del servizio educativo da vivere in tutti i differenti ambienti educativi (oratorio, parrocchia, scuola, formazione professionale, strada, comunità particolare di accoglienza…) con un unico stile.
    Va tenuto inoltre presente che tutti questi giovani, pre-animatori e animatori, sono inseriti nei percorsi formativi ordinari dei gruppi di coetanei e dell’ambiente educativo. La formazione di base, quella umana e cristiana, ha il suo luogo naturale nel gruppo di appartenenza (adolescenziale, giovanile) o di riferimento (giovani, adulti). Il piano presuppone, dunque, questo livello formativo e sviluppa esclusivamente il percorso della formazione specifica all’animazione.

    * Descrizione della struttura della griglia: voci fondamentali

    – «Prerequisiti»
    Il punto di partenza per organizzare la formazione sia dei pre-animatori che degli animatori è costituito dai «prerequisiti». Essi descrivono gli elementi minimali che divengono le «condizioni di partenza» per l’avvio del cammino formativo. Tali prerequisiti non vanno considerati come condizioni sine qua non e perciò selettive in senso esclusivo, ma indicatori di punti forti e di punti deboli che andranno verificati e consolidati nel corso della formazione.

    – «Profilo»
    Il profilo rappresenta il tentativo di descrivere i tratti che compongono l’identikit del pre-animatore e dell’animatore al livello di arrivo, cioè di esito, del cammino formativo.
    Descrive in sostanza «quale» pre-animatore e animatore noi vogliamo formare.
    È chiaro che, in una prospettiva di continuità nella formazione tra pre-animatore e animatore, il «punto di arrivo» (profilo) del pre-animatore, diviene «punto di partenza» (prerequisiti) per il cammino formativo dell’animatore.

    * Articolazione del profilo di competenze in quattro dimensioni

    Il profilo dell’animatore e del pre-animatore è un insieme di competenze che vanno acquisite e consolidate lungo il cammino formativo. Nello schema precedente eravamo soliti utilizzare la tripartizione degli obiettivi formativi in termini di atteggiamenti, conoscenze, comportamenti. La scelta compiuta in questo piano invece segue lo schema di una quadripartizione degli obiettivi formativi in: saper essere, sapere, saper relazionarsi, saper fare.
    Le motivazione di questa scelta sono da ritrovarsi nella esigenza di:
    – una maggiore «professionalizzazione» del profilo di competenze dell’animatore;
    – una maggiore «specificazione» degli obiettivi formativi;
    – una migliore messa a fuoco degli atteggiamenti attraverso un’articolazione ulteriore nel «saper essere» e il «saper relazionarsi»;
    – una articolazione dei comportamenti nella ulteriore specificazione del saper fare e del saper relazionarsi.
    Come si può constatare, non si tratta di un cambiamento di rotta, ma di una precisazione della strumentazione concettuale che permette di progettare in modo più efficace la formazione.
    Una quadripartizione che naturalmente non va assunta in modo settoriale, ma integrato. Non pensiamo perciò a far acquisire competenze settoriali, ma competenze trasversali.
    – «Saper essere»
    Il saper essere è il fondamento di ogni obiettivo formativo e rappresenta la dimensione di «atteggiamento» di ciascuna competenza. Esso nasce dalla esperienza viva dell’animatore e costituisce anche il terreno culturale e vitale su cui si innesta il tutto dell’animazione.
    – «Sapere»
    Le competenze che riguardano le conoscenze che l’animatore deve poter acquisire ed elaborare lungo il cammino formativo sono costituite qui da ciò che chiamiamo il «sapere».
    – «Saper relazionarsi»
    Le competenze che riguardano in maniera del tutto particolare l’aspetto relazionale dell’animatore e del pre-animatore sono qui denominate «saper relazionarsi».
    – «Saper fare»
    Le competenze che riguardano il «saper fare» esprimono gli aspetti operativi e organizzativi, propri del comportamento dei profili indicati.

    * Indicazioni per utilizzare le varie colonne di griglia

    Le dimensioni del profilo che organizzano le competenze sono articolate sulle seguenti colonne:
    – le competenze di partenza: i prerequisiti espressi in quella particolare dimensione di competenza che dovrà essere acquisita o consolidata. Per la griglia degli animatori tale colonna non è indicata a motivo del fatto che essa è già espressa nelle competenze acquisite nel corso della formazione dei pre-animatori;
    – le competenze da acquisire: si tratta di obiettivi formativi in termini di competenza che devono essere assicurati mediante il processo formativo;
    – le esperienze: esprimono il contenuto in termini di esperienza che deve essere messo in gioco durante i processi formativi in modo da assicurare l’acquisizione delle competenze indicate;
    – i contenuti: sono la riespressione dell’esperienza in termini di contenuti culturali, e perciò fanno riferimento a discipline varie nonché ad elementi interdisciplinari;
    – gli strumenti bibliografici e i suggerimenti metodologici rappresentano delle indicazioni utili soprattutto per la definizione del livello locale.

    * Criterio di orientamento per i formatori degli animatori

    Prendendo visione della griglia, ci si rende conto di trovarsi di fronte ad una quantità apparentemente eccessiva di obiettivi (competenze da acquisire) di esperienze e di contenuti.
    È compito di coloro che sono addetti alla formazione degli animatori di selezionare e partire da quelle che sono le esigenze e le situazione reali di partenza dei soggetti in formazione.
    Bisogna essere consapevoli che il piano prevede un livello ottimale, forse anche in parte solo ideale, ma esso costituisce un punto di riferimento per una attenzione globale alla formazione degli animatori.