Icona della gratuità


    Enzo Pappacena & Ivana

    (NPG 2004-03-53) 


    Ti osservo mentre, stretta al seno, ti nutri serena tra le braccia della mamma. Con gli occhietti vispi, intanto, impari a riconoscere il volto e il sorriso di chi ti ha messa al mondo. La mamma, mentre ti canta una dolce melodia, ti osserva e i suoi pensieri si perdono nel tuo sguardo.

    Ammiro questa icona vivente che svela un amore difficile da raccontare.
    In questo abbraccio trovi sicurezza, tenerezza, protezione e amore: le cose di cui si ha veramente bisogno per crescere e che rappresentano la ricchezza che una mamma e un papà possono offrire ai propri figli. Me lo ripeteva sempre mia nonna che ebbe sei fratelli e due sorelle e aiutò sua madre ad allevarli tutti. La sua non era una famiglia ricca eppure la nascita di un fratellino o di una sorellina non mandava in crisi l’economia familiare, anzi ogni figlio che nasceva era accolto come una benedizione dal cielo. Una lezione, questa, che ho sempre presente e che nonostante la precarietà del lavoro non ha mai scoraggiato i nostri progetti di futuri genitori.
    È vero che da quando sei nata, con un solo stipendio in casa, si arriva a fine mese con più fatica, ma è anche vero che ci stiamo educando alla rinuncia, al sacrificio. Concetti forti, questi, che coinvolgono tanti aspetti della nostra vita di tutti i giorni, ma che, se accompagnati da una grande dose d’amore, si traducono nella realtà in gesti e atteggiamenti quotidiani quasi normali, tanto che ci sembra di rinunciare solo al superfluo. La tua presenza ha sconvolto profondamente le nostre abitudini. Anzi tutte le nostre giornate sono impostate sulla base delle tue esigenze: le poppate ogni tre ore, il cambio dei pannolini, il bagnetto, le gocce, per non parlare delle colichette notturne e delle tante altre cose che spesso ci colgono impreparati perché inesperti.
    Ma tutto ciò non lo stiamo vivendo come una rinuncia al nostro tempo, ma come una conquista, come il raggiungimento di una pienezza di vita che si esprime nel servizio e nel dono di sé, nel fare spazio all’altro.
    Grazie a te riusciamo ad allontanare la tentazione di pensare solo a noi stessi. Tu ci chiedi di vivere la vita in termini di dono e gratuità che sono le autentiche fondamenta su cui poggia l’Amore. E così ci dischiudi ad un nuovo orizzonte di senso in cui le cose “sono”, esistono solo perché diventano dono.
    Ecco allora da dove arriva quella forza che ci aiuta, dopo una lunga e faticosa giornata, ad alzarci tante volte durante la notte, magari solo per rimboccarti le coperte o per calmare quei tuoi pianti che spesso non sappiamo interpretare.
    E se i nostri occhi stanchi raccontano le notti in bianco è pur vero che essi sono un segno tangibile dell’amore grande che nutriamo per te. È il sacrificio, infatti, che verifica l’autenticità dell’amore.
    Proseguiamo intanto su questo cammino che tu stessa ci stai aiutando a tracciare e che conduce ad una paternità e maternità autentiche. A guidarci sono soprattutto il tuo sguardo e la tua tenerezza: le vere sorgenti che sanno riempire di gioia il nostro cuore.