Per non dimenticare le Olimpiadi
(NPG 2004-08-43)
Dopo aver assistito allo spettacolo delle Olimpiadi, dopo aver visto concretamente che cosa significa che lo sport è veicolo di grandi valori, dopo aver provato emozioni e sensazioni profonde e intense… viene da chiedersi perché quando si parla normalmente di sport in realtà si pensa solo al calcio, e al peggior calcio, quello dei soldi, quello del divismo insensato, quello degli imbrogli…
In questo anno europeo dell’educazione attraverso lo sport, in questo 2004 che sta finendo, le Olimpiadi hanno detto sottovoce, e soprattutto con i fatti, che cosa significa sport. E per non dimenticarlo rivediamo alcuni brevi flash. Indimenticabili.
A 16 anni nella storia!
“Ieri non ero nessuno, oggi ho vinto l’argento! Non dimenticate che ho 16 anni”. Federica Pellegrini ha vinto la medaglia d’argento nei 200 stile libero. Certo, poteva anche essere oro, ma lei si sarebbe accontentata anche del sesto posto purché in finale. La gara dura poco meno di due minuti, mentre si fa silenzio nello stadio del nuoto. Ha il suo costume preferito. Tiene la testa bassa, a concentrarsi. Parte piano, Federica, dopo cinquanta metri è al sesto posto. Tutto previsto, è nella tattica. Deve uscire alla distanza. Anche ieri ha fatto così… Seconda. Eccola. Ha lo smalto nero alle unghie, colleziona peluche, vive in provincia di Venezia. Dice che la popolarità le fa piacere dopo aver lavorato tanto e dopo un anno di grandi sacrifici. Sì, sacrifici. Ha sedici anni. Per arrivare qui e scardinare in meno di 120 secondi Novella Calligaris, uno dei miti dello sport italiano.
Una ragazza italiana.
Amiche-nemiche restando amiche
Cosa succede se ti ritrovi a dover gareggiare per la medaglia d’oro contro una tua grande amica? Lotti, dai il meglio e alla fine vincete tutte due! È capitato così a Vezzali e Trillini, rispettivamente medaglia d’oro e d’argento nel fioretto femminile. Oro e argento all’Italia nel fioretto femminile: in una finale tutta azzurra, la prima ai Giochi nel fioretto, Valentina Vezzali, campionessa uscente, batte 15-11 Giovanna Trillini. Per il suo oro chiama subito Ciampi, con cui aveva pranzato al villaggio. “Quando ci riceverà al Quirinale – le dice Valentina – le regalerò la mia medaglia d’oro”.
Trillini e Vezzali: entrambe di Jesi, quattro anni di differenza di età, a favore della più giovane Vezzali. L’oro e l’argento è affare loro: in pedana, ancora una volta come tante altre, si trovano di fronte, amiche e avversarie, per raggiungere il successo. L’una contro l’altra, per oro e argento. L’Italia può festeggiare. La finale comincia in modo molto tattico: scorre il primo terzo senza stoccate a segno. Si conoscono troppo bene, Giovanna e Valentina, sanno prevedere attacchi e parate l’una dell’altra.
Poi la sfida decolla, il duello comincia, equilibrato e teso fino a quando Valentina si stacca: comincia il terzo tempo sul 9-8 ma si porta avanti, fino +4. Arriva a un colpo dalla chiusura del match e la Trillini reagisce con orgoglio: 14 a 11. Ma poi Valentina trova l’ultimo decisivo affondo: vince e si conferma campionessa, a Giovanna resta l’argento e la convinzione di aver fatto tutto il possibile. Dopo l’abbbraccio con il tricolore, la premiazione e le feste, si ritroveranno in camera come sempre. Ma con due medaglie, preziose, in più. Per l’Italia hanno vinto tutte due!
Il ragazzo che non si concentrava a scuola
A testa bassa, per sfondare il tempo. Poi faccia in alto, per urlare al destino. Poi in ginocchio, a terra, per fermare il mondo che gira e il cuore che trema. Poi più niente, basta, fine. Sei padrone. Tu, ragazzo troppo eccitato, incapace di concentrarti a scuola. Justin, quello che in classe non capiva le domande, perché aveva sempre la testa altrove. Justin, quello che nel 2001 risultò positivo e fu sospeso per un anno. Justin Gatlin ha vinto la medaglia d’oro nei 100 metri maschile.
In 9 secondi e 85. Lui, lo svogliato, 43 passi e mezzo per ingoiare i cento metri. 22 anni. Uno sul quale nessuno contava. Troppo ragazzone, con quel torace da galera pieno di tatuaggi, con gli orecchini e la collana attorno al collo. Gatlin è stato l’ultimo a partire, tpico di quelli che non sentono la campanella perché stanno altrove. E come tutti quelli che hanno paura di far tardi, Gatlin si è messo a volare e ha vinto, anche se nessuno ci credeva! Bravo Justin!
Sette rosa, le ragazze che nessuno conosceva
Le Olimpiadi serviranno per far capire che non esiste solo il calcio? Speriamo. Certamente se è così molto merito va alle sette ragazze della pallanuoto. Hanno vinto la medaglia d’oro pur essendo sconosciute in Italia, e i giornalisti italiani hanno fatto la brutta figura di intervistarle chiedendo prima il loro nome: vergogna! Hanno costruito uno splendido gioco di squadra, divertendosi e dando il meglio di sé, ascoltando il loro buffo ma esigente allenatore.
Brave, bravissime ragazze! Un gruppo di amiche, un gruppo di donne forti, capaci di lottare, capaci di faticare, hanno dato tutto. E adesso ognuna è pronta a tornare a casa, molte non continueranno nella pallanuoto: Maddalena Musumeci, ad esempio, andrà in Africa ad aiutare i bambini, da volontaria. Non dimentichiamole!

