Sguardo nuovo sull’altro



    Enzo Pappacena & Ivana

    (NPG 2004-05-53)


    Anche stasera, come sempre, ti sei addormentata tra le braccia della mamma con il tuo orsetto di peluche tra le mani. Prima, però, ti ho dato un bacio e tu hai balbettato qualcosa comprensibile solo dal mio cuore che non è più lo stesso e che ogni giorno si lascia sempre più intenerire dai tuoi sorrisi e dal tuo sguardo. Ti ho vista felice oggi al parco quando dal ponte sul laghetto hai scoperto le anatre e quando hai accarezzato le foglie di quel vecchio albero di ulivo che ormai ha più di cento anni. Poi sei voluta salire su un cavalluccio di legno tutto colorato e hai battuto le mani quando i colombi, forse spaventati dal nostro passaggio, si sono all’improvviso levati in volo.
    Ogni giorno scopri qualcosa di nuovo e con la tua tenerezza riesci amabilmente a coinvolgere anche noi in questa tua costante esplorazione del mondo, regalandoci un cuore nuovo e occhi grandi per capire ed amare la vita. E cosě anche noi, grazie a te, ogni giorno viviamo una nuova emozione. Tutto ci sembra diverso e anche ciò che prima appariva banale e scontato oggi si mostra sotto una nuova luce.
    Ci stai educando all’amore vero che fa di ogni incontro un’occasione per crescere e per sentirsi più vivi. Così come è accaduto oggi al rientro dal parco.
    Non era ancora sera e lungo le strade della città c’era tanto traffico. Avanzavamo lentamente verso casa. Al semaforo ci siamo fermati. Tu eri in braccio alla mamma sul sedile posteriore ed io aspettavo che il semaforo diventasse verde. Ad un tratto mi sono accorto che veniva verso di noi una giovane zingara con la sua bimba in braccio. Una scena vista tante volte e sempre vissuta allo stesso modo. Ma oggi è accaduto qualcosa di nuovo. Quella bimba si teneva aggrappata alla sua mamma con un braccio attorno al collo e lo sguardo rivolto in avanti. Batteva contenta le sue manine e di tanto in tanto accarezzava il volto di chi le aveva dato la vita. Proprio come fai tu quando, ogni volta che rientro dal lavoro, ti agiti tutta perché sei contenta di vedermi e subito vuoi venire tra le mie braccia regalandomi una felicità mai prima d’ora conosciuta.
    Poi madre e figlia si sono avvicinate al finestrino e tu, vedendo quella bambina, con uno slancio improvviso hai teso le braccia verso di lei. La bimba ti ha sorriso ed io, tua madre e la zingara ci siamo guardati senza dire nulla. Commossa, quella donna non ci ha chiesto denaro, ci ha invece regalato un sorriso al quale noi abbiamo risposto con cuore emozionato.
    Assistevo a ciò che stava accadendo non con gli occhi pietosi di chi è solito appagare la propria coscienza con pochi spiccioli, ma con il cuore di un padre che, cercando di educare la propria figlia, scopre nuove dimensioni dell’amore, quello autentico che non conosce pregiudizi e ci rende persone accoglienti.
    Ho raccolto sul sedile uno dei tuoi giocattoli e l’ho regalato alla piccola zingara. Vi ho viste ancora sorridere felici.
    Intanto il semaforo già da qualche istante era diventato verde e gli automobilisti, ignari ed impazienti, suonavano con insistenza invitandomi a proseguire. E così mi sono avviato. Con il cuore immerso in una tenerezza nuova mi sono voltato verso di te perché volevo dirti grazie per il dono di quell’incontro che hai reso speciale e soprattutto perché ci stai aiutando a crescere, insegnandoci a guardare gli altri con un sguardo nuovo. Poi la mamma ti ha indicato i fiori gialli che crescono lungo i bordi della strada che porta a casa e tu felice con la manina li hai salutati.