Introduzione al dossier NPG sulla proposta pastorale 2012-2012
(NPG 2012-06-5)
I due studi che seguono (con l’appendice finale) intendono approfondire e rilanciare il contenuto della Strenna per il 2013 del Rettor Maggiore dei Salesiani, d. Pascual Chávez. Tale Strenna ormai da alcuni anni diventa poi il tema della proposta pastorale che accompagna il cammino educativo e spirituale dei ragazzi e giovani che vivono nelle opere salesiane (scuole, cfp, oratori, parrocchie, gruppi formativi e gruppi di interesse, associazioni e movimento giovanile) e anche per i membri della Famiglia Salesiana (Cooperatori, Ex-allievi e altre Associazioni collegate): ovviamente non tema unico o esclusivo, ma quello che può accostare i cammini formativi e gli itinerari di educazione alla fede, sottolineandone alcuni aspetti.
Il tema che il Rettor Maggiore ha scelto per il prossimo anno si inserisce nel triennio di preparazione al secondo Centenario della nascita di Don Bosco (1815), un momento di grande attesa per il significato che assume per quanti vedono in Don Bosco non solo un modello di santità, ma soprattutto di santità educativa, e ancora considerano il suo esempio e il suo metodo un’affascinante e coinvolgente proposta di santità per il mondo giovanile (ancora una volta, Don Bosco padre, maestro e amico dei giovani).
Mentre lo scorso anno il tema della Strenna verteva essenzialmente sull’invito a «conoscere» la figura di Don Bosco, con l’ausilio della storia e soprattutto dell’accostamento alle Memorie dell’Oratorio, attraverso l’icona del Buon Pastore (Gv 10,11), quest’anno l’invito è a entrare dentro la personalità di questo Santo e conoscerne la passione educativa, il che cosa e il come della sua proposta educativa: cioè quella di vita e di santità per i giovani.
Ecco dunque il tema proposto come Strenna 2013:
«Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti» (Fil 4,4)
Come Don Bosco educatore, offriamo ai giovani il Vangelo della gioia attraverso la pedagogia della bontà.
Ricordiamo una delle espressioni più belle di Don Bosco che ne dice – meglio di tante parole – l’intuizione e l’orizzonte: «Miei carissimi figliuoli in Gesù Cristo, vicino o lontano io penso sempre a voi. Uno solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità» (cf Lettera da Roma). È il Vangelo della gioia che Don Bosco ha offerto ai suoi giovani attraverso la pedagogia della bontà per giungere a una santità che vede la gioia come punto di partenza e punto di arrivo: «Noi qui facciamo consistere la santità nello stare sempre allegri» (S. Domenico Savio).
Don Bosco, come educatore, appare come un «cercatore» e un «promotore» della felicità dei suoi giovani. Da qui il titolo di questo dossier di approfondimento: «Siate felici nel tempo e nell’eternità».
La citazione di Filippesi 4,4 viene qui intesa come il contesto in cui ogni corretta educazione e proposta cristiana viene compresa e attuata: «tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode». La felicità cristiana quindi «sposa» ogni aspetto della vita umana. Nei giovani va fatto crescere tutto quello che è nobile, giusto, pure amabile, degno di lode… Dunque, nessuna visione spiritualista e disincarnata!
Il tema della Strenna poi si inserisce benissimo nell’anno della fede: coniugare fede e gioia. «Riscoprire la gioia nel credere» è uno degli obiettivi proposti dal Papa: «Oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione, per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede. Nella quotidiana riscoperta del suo amore attinge forza e vigore l’impegno missionario dei credenti, che non può mai venire meno. La fede, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia» (Benedetto XVI, Porta Fidei n. 7) .
La proposta del Rettore Maggiore viene ripresa, nel mondo salesiano, attraverso due diverse modalità:
– la riproposizione delle Vite che don Bosco ha scritto su alcuni suoi giovani, che sono come la storia della loro santità e del metodo utilizzato da don Bosco per farli giungere ad essa: «Per una comprensione approfondita e l’attuazione dei punti nodali suindicati sono utilmente da leggere: Il Sistema Preventivo nell’educazione della gioventù, la Lettera da Roma, le Biografie di Domenico Savio, Michele Magone, Francesco Besucco, tutti scritti di Don Bosco che illustrano bene sia la sua esperienza educativa che le sue scelte pedagogiche» (d. Pascual Chavez);
– i sussidi che il Centro di pastorale giovanile e il Movimento Giovanile Salesiano offrono per le diverse fasce d’età (fanciulli, preadolescenti, adolescenti, giovani ) e per i diversi contesti educativi, come ulteriori concrete proposte per un cammino di fede alla luce del Vangelo della gioia seguendo il carisma di Don Bosco. Strumenti utili per gli educatori salesiani ma anche per tutti coloro che nella Chiesa sentono il fascino, non solo della santità personale di don Bosco, ma anche la ricchezza della sua proposta educativa (vedi pag. 37).
Come intende collocarsi NPG in questa proposta?
Non certo presentando sussidi di azione «spicciola», ma offrendo agli educatori e ai gruppi di adulti una riflessione di base che illustri il senso e il dinamismo profondo della «Strenna». E ciò mediante la ripresa della citazione di Fil 4,4 analizzata attraverso una lectio divina classica che vede lo sviluppo del tema, anzitutto in Gesù e poi nella vita e negli scritti di Paolo, e poi dei cristiani… fino alla sua ricomprensione da parte di Don Bosco e dei suoi Salesiani. Dunque una lectio divina «salesiana» che i Salesiani apprezzeranno molto.
E poi mediante una ripresa pedagogica (ma che affonda in radici teologiche e in conseguenze decisamente spirituali e pastorali) del tema che mostra come la pedagogia della gioia sia in effetti la pedagogia della santità utilizzata da don Bosco con tutti i suoi giovani e, alla fine, anche con e per gli educatori stessi.
Riteniamo questo dossier un «bel lavoro», e speriamo che esso possa diventare una «guida» per il lavoro educativo di tante realtà ecclesiali, dove essere giovani cristiani non significa fuggire dalla vita e dalla gioia del vivere, dell’incontro con Gesù e gli altri, nella Chiesa.

