Slotmob come impegno civile ed educativo


    Francesco Naso

    (NPG 2018-07-43)


    Il movimento Slotmob è nato nel 2013 in una stanza di un’Università di Roma da cinque o sei soggetti che ancora non si conoscevano granché ma che avevano molte visioni in comune. Fra tutte condividevamo la preoccupazione che l’azzardo stesse dilagando senza alcun controllo dello Stato, o meglio con il suo aiuto, generando povertà a più dimensioni (economiche, sociali, relazionali, politiche) fra i cittadini più deboli, più anziani e più giovani, quelli privi di strumenti culturali e di alternative per emanciparsi dal giogo dell’azzardo e della criminalità locale, dell’usura, della droga e del riciclaggio. Le dipendenze che l’azzardo genera impattano negativamente tuttavia non solo sui cittadini ma su più porzioni della struttura sociale: ricatta gli esercizi commerciali, che si ritrovano a cercare di campare sulla pelle dei loro vicini e dei clienti più vulnerabili; invade i comuni, che sono stati privati di strumenti normativi ed economici per arginare l’invasione dell’azzardo e la perdita di un tessuto commerciale e produttivo più positivo per la salute e la sicurezza dei loro abitanti; infine compenetra lo Stato, che proponendosi di fare più soldi e di arginare il mercato illegale, è diventato il primo azzardopatico di Italia, impotente nel ridurre la domanda per paura di perdere gli introiti fiscali. In questo contesto lo Stato ha offerto invece alla criminalità organizzata un intero settore facilmente penetrabile, non in vero contrasto con l’azzardo illegale e molto ma molto redditizio (la commissione parlamentare Antimafia ha stimato il giro di affari criminale nel settore sia del 20% del fatturato dell’azzardo legale).

    Per questo il movimento Slotmob ha deciso di concentrarsi non tanto sugli effetti, le dipendenze, la diffusione della criminalità in un settore legale, ma sulle cause. Su una visione dell’essere umano riduzionista e deprimente e su un modello economico basato sull’aumento del profitto e non sull’aumento del valore che un settore industriale dovrebbe garantire. In quel cerchio di sedie all’Università si incontravano persone provenienti da diverse realtà ma con una sensibilità comune e un comune obiettivo del proprio impegno civico: una visione complessa dell’uomo, capace di gesti gratuiti e solidali, delle imprese, che non mirino necessariamente all’aumento del proprio profitto ma all’aumento del proprio valore riducendo gli impatti negativi della loro azione, e delle istituzioni, che convoglino le energie positive dell’iniziativa privata per generare benessere per i cittadini, valore fondante e faro dell’economia nella nostra costituzione. In questa ottica la scintilla che ci ha portato alla creazione di Slotmob è stata la notizia di alcuni baristi che hanno deciso di rinunciare a qualunque tipo di forma di azzardo nel proprio locale, andando contro i propri interessi economici, incorrendo a volte nella ritorsione delle società (o a volte di mafiosi) gestrici delle macchinette o dei gratta e vinci e, di fatto, impostando la propria attività in base all’etica e ai principi morali personali. Questo gesto virtuoso si è sposato perfettamente con il messaggio dell’Economia Civile e del Voto con il Portafogli, che accomunava tutti i fondatori, e si è deciso quindi di fondare un movimento che desse forza a questi esercenti, li facesse conoscere e che li premiasse attraverso un evento di consumo massivo dei cittadini. Una sorta di flashmob che portasse centinaia di persone a consumare durante l’evento in quei bar, accompagnate da giochi (veri), testimonianze, musiche e balli. L’evento incarnava in effetti quello che Gioia chiamava premio alle virtù civili, un concetto che elevava la scuola Italiana nel dibattito economico dell’800 e che abbiamo purtroppo dimenticato al giorno d’oggi. Il premio ai virtuosi, e non il boicottaggio degli altri esercenti che sono più vittime che carnefici, è il motore dell’impegno di Slotmob sia negli eventi sul territorio italiano, sia nella pressione sul governo nazionale che dovrebbe e potrebbe prendere ad esempio il comportamento di questi cittadini.
    L’impegno civile di Slotmob però si configura su differenti livelli di azione che si traducono in diversi obiettivi.
    Il primo è riconquistare le relazioni fra le persone, in opposizione all’alienazione dell’azzardo e alla solitudine in cui il modello economico neoclassico relega l’essere umano come agente economico. Nei 230 eventi svolti in tutta Italia abbiamo coinvolto più di 15.000 persone che si sono fatte portatrici della positività premiale durante la loro vita quotidiana. Negli eventi in cui si riscopre il gioco, quello vero, che si contrappone all’azzardo come la compagnia si contrappone alla solitudine, come la crescita delle capacità si contrappone allo spreco di tempo, come l’abilità si contrappone al caso.
    Il secondo obiettivo è conoscere e costruire sinergie con più di 500 realtà locali e associazioni sia a livello di visione (lotta alla povertà, lotta contro le mafie, lotta al degrado) sia a livello di attività verso l’opinione pubblica e di pressione sulle istituzioni (tanti regolamenti comunali e regionali sono stati firmati grazie a questa commistione). L’attivismo di Slotmob ha messo insieme in molte città centri sociali e parrocchie, centri anziani e associazioni giovanili, creando reti solide che anche a distanza di tre anni continuano a organizzare eventi e iniziative informative insieme.
    Il terzo è l’impegno educativo nelle scuole, quasi 150 coinvolte in tutta Italia, attraverso la formazione fornita alle reti locali che si sono prodigate nei progetti didattici nei licei e nelle scuole medie di tutta Italia; inoltre gli stessi studenti sono diventati agenti di cambiamento organizzando loro stessi eventi e formando i cittadini del quartiere, del comune o della regione.
    Il quarto scopo è da una parte formare e sostenere le istituzioni locali che vogliono dotarsi di strumenti di contrasto all’azzardo, dall’altra è fare pressione pubblica verso le istituzioni locali e nazionali reticenti al cambiamento di paradigma sull’azzardo. Le iniziative verso il governo sono sempre state volte alla indipendenza delle istituzioni locali in materia di regolamentazione degli esercizi dell’azzardo sul territorio cittadino, all’eliminazione totale di pubblicità e sponsorizzazione come per il tabacco e, soprattutto, alla revisione radicale delle concessioni dell’azzardo, da quelle delle sale slot, vlt e scommesse sul territorio, sino a quelle sull’azzardo online, pericolosissime perché incontrollate e senza alcuna trasparenza societaria e terreno fertile per le mafie. In questo contesto Slotmob ha saputo mettere insieme tante altre realtà nazionali che combattono la proliferazione incontrollata dell’azzardo legale, rafforzando di molto la rappresentatività delle istanze di fronte al Sottosegretario all’Economia e ai membri del Parlamento e del Governo, i quali, seppur con qualche eccezione, non hanno risposto responsabilmente alle nostre sollecitazioni.
    Il quinto e ultimo è fare informazione e diffondere cultura attraverso varie forme di comunicazione, popolando giornali e riviste con articoli autorevoli sul tema, pubblicando testi e attraverso i canali online quali siti e social. La comunicazione è sempre stata impostata più sulla stortura del modello economico e di governo dell’azzardo che sulle dipendenze o le notizie di cronaca che assediano i giornali. Questa impostazione è volta a spostare l’attenzione verso le dinamiche che hanno portato lo Stato, i media e gran parte della popolazione ad evitare di “fare i conti” con l’azzardo e la sua convenienza per i cittadini: una tassazione indiretta sulle singole “giocate” ridicola rispetto ad altri beni e servizi, una tassazione diretta sulle società difficile da reperire per l’enorme numero di concessionari delocalizzati all’estero, una spesa sanitaria sulle dipendenze in vertiginoso aumento all’aumentare del totale di spesa degli Italiani nel settore (arrivato a circa 102 miliardi di euro nel 2017) e una spesa per la lotta alla criminalità e al degrado demandata agli enti locali che già si trovano in ristrettezze per il patto di stabilità.
    Il Movimento Slotmob ha la fortuna (e il merito) di essere tuttora auto-generativo, tanto che spontaneamente nuove reti nascono e organizzano iniziative in città non ancora coperte dagli eventi, mantenendo attivo e proattivo l’impegno civile ed educativo che ci caratterizza.