Conclusione al DOSSIER "Il primo annuncio all'interno del processo di evangelizzazione"


    Gustavo F. Cavagnari

    (NPG 2026-06-39)


    Se la fede e il discepolato cristiano nascono e si rinnovano nell’incontro o re-incontro personale con Gesù Cristo, oggi questo non può darsi per scontato, né nei battezzati, né tantomeno in coloro che hanno mai udito parlare di Lui. Da qui il bisogno di «tornare ad annunciare» e di «tornare ad ascoltare» il kerigma (EG 164). A questo scopo, il “primo annuncio” ha un ruolo fondamentale. Esso ha la capacità di proporre l’avvenimento cristiano alla fede o di attualizzarlo.
    Certamente, non tutta la dimensione kerigmatica dell’evangelizzazione va circoscritta all’annuncio orale. Altresì, le nostre vite, azioni e processi devono proclamare, propagare, diffondere il kerigma. Esso deve farsi sentire in tutte le attività che la Chiesa porta avanti e deve essere presente in ogni attività ecclesiale. Si ricordi comunque che l’inserimento dell’annuncio all’interno delle varie azioni evangelizzatrici offre loro la capacità di attivare il nucleo della Parola rivelata, rivelare la contemporaneità dell’evento salvifico di Cristo, esortare ad una decisione, facilitare l’accoglienza della grazia giunta in Cristo.
    Tra le diverse forme di annuncio, in contesti di progressiva secolarizzazione e pluralità religiosa, il primo annuncio è sempre più urgente. Non solo in senso qualitativo ma cronologico. «La fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo» (Rm 10,17). Tutti i battezzati e tutte le comunità sono chiamati a essere «ascoltatrici» e «annunciatrici del Vangelo» (EN 58).
    In questa missione, i laici hanno un ruolo privilegiato, trasmettendo, orizzontalmente e gratuitamente, attraverso la trama ordinaria della vita, l’annuncio della fede. I giovani stessi sono incoraggiati a risvegliare nei loro coetanei una profonda esperienza di fede mediante un primo annuncio offerto «in una conversazione al bar, in un momento di pausa nella facoltà, o attraverso una delle insondabili vie di Dio. Ma la cosa più importante è che ogni giovane trovi il coraggio di seminare il primo annuncio in quella terra fertile che è il cuore di un altro giovane» (ChV 210). L’esperienza francese sembra confermare che questa è una strada vincente.
    A livello comunitario, invece, si porgono altre sfide. La prima sfida è che le comunità cristiane siano quello che devono essere. Spazi di appartenenza ma anche di accoglienza di tutte quelle esperienze che sono eventuali soglie di accesso alla fede.[1] Garanti della tradizione ma anche custodi di quello che germina. La seconda sfida è che cerchino con più serietà come organizzare l’accoglienza di coloro che bussano alla porta della struttura ecclesiale, affinché siano veramente accompagnati, ascoltati nelle loro domande, iniziati alla fede in modo rispettoso e profondo e accompagnati dopo il battesimo, servendosi anche degli strumenti offerti dal Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti. A questo punto risulta decisiva la questione dell’ospitalità e della processualità. Nondimeno, la flessibilità per lasciarsi sorprendere dalla novità che portano gli “ultimi arrivati”.[2] La terza sfida è che discernano e risolvano come fare proposte di primo annuncio organico e pubblico. Per sostenere tutto questo c’è bisogno di una struttura, di operatori preparati, di itinerari pensati. Questa scelta va fatta non solo in teoria, ma passo dopo passo. Per questo, non basta dire che questo lo si sa già o se ne avverte l’urgenza. C’è bisogno di darsi da fare. È necessario prendere la decisione e di iniziare a fare i primi passi.

    A che punto si trova la tua comunità? Da dove iniziare?

    Come detto, ci sono già esperienze avviate, movimenti esperimentati, gruppi preparati. Loro possono offrire aiuto a chi ha bisogno di mettersi in moto. Non tutto va necessariamente pensato da capo.
    Qualsiasi metodo che faciliti l’incontro con Gesù Cristo può essere utile. Ma il metodo sarà efficace se unisce l’annuncio iniziale e il processo formativo, la vita personale e comunitaria, il discepolato e la missione.


    NOTE

    [1] Cfr. Vescovi delle diocesi lombarde, Lettera La sfida della fede: il primo annuncio (31 maggio 2009).
    [2] Cfr. M. Dal Santo – M. Gallo – É. Grieu – M. Magoni, Le sorprese di Dio. In ascolto di chi diventa cristiano oggi, Queriniana, Brescia 2026, specie 107-140.