Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    speciale 2026


    Newsletter
    speciale 2026
    NL speciale 2026


     P. Pino Puglisi
    e NPG


    Post it

    • On line il numero SPECIALE sulla proposta pastorale 2026-2027 e la  Newsletter di approfondimento.
    • On line TUTTI GLI ARTICOLI (e i DOSSIER) dell'annata 2022: 122 articoli usufruibili per la lettura, lo studio, la pratica, la diffusione (citando gentilmente la fonte).Digitare il mese.
    • Una nuova serie di RUBRICHE ON LINE... che vale la pena visitare!!! E sottolineiamo anche: ORATORIO, NOI CI CREDIAMO!

    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email


    Il principio del cammello
    Stefano Zamagni *


    C’è un cammelliere che sta per morire e decide di fare testamento. Lui ha tre figli, e scrive nel testamento che al primo figlio lascia la metà di tutti i suoi averi; al secondo figlio lascia un quarto; al terzo figlio lascia un sesto. Avrà avuto le sue ragioni per fare questa ripartizione. E muore. I figli, i tre fratelli, aprono il testamento e scoprono che il patrimonio del padre consisteva in 11 cammelli: tutto quello che il padre era riuscito ad accumulare nel corso di una vita lavorativa. E iniziano a litigare. Perché 11 non è divisibile per 2, farebbe cinque e mezzo; allora il primo figlio dice: «Datemene 6 di cammelli». E gli altri lo contestano: «Come 6? Hai avuto la fortuna di avere più di noi, accontentati di 5».
    Niente da fare, come succede nelle migliori famiglie i tre fratelli cominciano a litigare, dalle parole passano alle mani, poi dalle mani al pugnale; e si sarebbero scannati se per puro caso di lì non fosse passato un cammelliere. Che non conosceva i tre fratelli, e se ne andava per la sua direzione. Questi, avendo visto il trambusto, si fa raccontare cosa è successo. E a quel punto il cammelliere fa il gesto: e cioè dona – dona, senza essere obbligato – il suo cammello ai tre fratelli. A questo punto l’asse ereditario diventa di 12, 11 più uno fa 12. Fatti i conti: 12 diviso 2 fa 6; 12 diviso 4 fa 3; 12 diviso 6 fa 2. Totale: undici! A quel punto il cammelliere riprende il suo cammello e prosegue per la sua destinazione.
    Qual è il messaggio, anzi, quali sono i due messaggi della storia? Il primo: che chi pratica il dono non si impoverisce mai. Il cammelliere ha fatto il dono gratuito, e non ci ha perso, anzi, ci ha guadagnato perché ha ottenuto la riconoscenza dei tre fratelli. I quali, avendo visto che con quel gesto si sono risparmiati la vita, gli avranno manifestato la loro gratitudine.
    Il secondo messaggio è ancora più interessante. Ed è che le regole della giustizia – perché il testamento ha valore di legge – da sole non bastano a garantire la pace. I tre fratelli si sarebbero scannati, uccisi. E nella storia umana quante guerre sono state combattute in nome della giustizia? Tantissime. Quindi attenzione quando parlate di giustizia: la giustizia ci vuole ma non basta. Ma quando la giustizia si sposa con il dono, con il principio del dono, il risultato è ottenuto. Vedete? Alla fine della storia le regole della giustizia sono state rispettate, garantite, perché ognuno ha ottenuto quello che era stato scritto. Però si è evitato il conflitto tra fratelli.
    Ecco allora il punto in questione. Noi abbiamo bisogno di declinare il concetto di giustizia benevolente. Non basta la giustizia, dobbiamo puntare alla giustizia benevolente, cioè alla giustizia che vuole il bene. Perché se la giustizia non è finalizzata al bene cosa diventa? Giustizialismo. E sapete cos’è il giustizialismo? È pericoloso, è tagliare la testa, come i giacobini fecero durante la rivoluzione francese.
    Ecco perché oggi la vera sfida sul piano culturale, filosofico e anche politico è che non basta dire “giusto, giusto”. Perché voi potete avere una società giusta dove la gente si ammazza, oppure dove la gente viene ammazzata, come sappiamo dalla storia. I casi sono tantissimi.
    Noi dobbiamo mirare alla giustizia benevolente, cioè alla giustizia che procede di pari passo con il principio del bene. Perché quando la giustizia e il dono – cioè la carità – marciano assieme, allora si ha sia il benessere, sia la pace.

    * Economista e professore all’Università di Bologna e alla Johns Hopkins University


    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo ordinario


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi