Come un diamante puro:

    il piccolo punto di nullità

    Thomas Merton

    diamante

    La mia solitudine non è mia soltanto: ora vedo quanto appartiene agli altri, e quanta responsabilità io ho nei loro riguardi e non soltanto nei miei. Appunto perché io sono uno di loro, sono debitore verso tutti di poter essere solo, e quando sono solo essi non sono «loro» ma sono me stesso. Non esistono estranei! Era come se d'improvviso avessi visto la segreta bellezza dei loro cuori, la profondità dei loro cuori dove non arriva né il peccato, né il desiderio, né la conoscenza di sé, l'essenza della realtà, la persona che ognuno di noi è agli occhi di Dio. Se tutti potessero vedersi come sono realmente, se potessimo vederci l'un l'altro sempre così, non vi sarebbe più guerra, più odio, più crudeltà, più cupidigia... Immagino che il grande problema sarebbe di prostrarci in adorazione l'uno dell'altro. Ma tutto questo non si può vedere, si può solo credere o «intuire» in virtù di un dono speciale.

    Ancora una volta torna a proposito l'espressione: le point vierge (non riesco a tradurla). AI centro del nostro essere c'è un punto di nullità che rimane intatto dal peccato e dall'illusione, un punto di pura verità, un punto o scintilla che appartiene interamente a Dio, che non è mai a nostra disposizione, dal quale Dio dispone della nostra vita, che è inaccessibile alle fantasie della nostra mente e alle brutalità della nostra volontà. Questo piccolo punto di nullità e di povertà assoluta è la gloria pura di Dio in noi. È, per così dire, il Suo nome scritto in noi, come la nostra povertà, la nostra indigenza, la nostra dipendenza e la nostra figliolanza. E come un diamante puro che risplende della luce invisibile del cielo. È in tutti, e se potessimo vederlo, miliardi di punti di luce simili allo splendore di un sole farebbero svanire ogni oscurità e crudeltà della vita dalla faccia della terra... Non ho un programma per questa visione: è un dono. Ma la porta del cielo è in ogni luogo.

    (Diario di un testimone colpevole, 156-157)