Preghiera a Dio
Jean D'Ormesson

È a te adesso che mi rivolgo, Dio del cielo e della terra, origine e sostegno delle idee e delle cose, padrone del tempo e dell'eternità. Ho sempre pensato che ti dovevo tutto e prima di tutto il mio passaggio in questo mondo che ho creduto con forza tu avessi creato e che solo a te doveva la sua esistenza.
Non è escluso, sono così debole e stupido, che mi sia sbagliato e che tu non esista. Ma poiché il mio sogno sarà stato bello e mi avrà impedito di sprofondare nell'assurdo e nella disperazione, poiché, leggenda o realtà, mi avrai fatto vivere un po' al di sopra della mia inutile bassezza, non benedirò meno il tuo grande e santo nome.
Ma se esisti, in un modo o in un altro, nella tua eternità... Ah! Se esisti... Allora quando apparirò di fronte a te e alla tua gloria nascosta, lo spirito ancora tutto pieno di Marie, inchinandomi ai tuoi piedi, ti dirò soltanto:
«Grazie».
E tu, se esisti, e se lo vorrai, nel tuo amore senza limiti per tutto ciò che è stato, ti chinerai su di me che sarò ormai soltanto un ricordo e mi dirai con bontà e forse con un sorriso:
«Ti perdono».
(Un giorno me ne andrò senza aver detto tutto, ed. Clichy 2014, pp. 243-4)

