Discutere

    per amore del cielo

    Kòrach (Nm I 6, 1 - 18,32)

    Daniel Taub

    MORNING TORA READING
    «Qualunque discussione fatta per amore del cielo alla fine avrà un valore destinato a durare nel tempo, ma ogni discussione non fatta per amore del cielo non resisterà. Qual è una discussione per amore del cielo? La discussione tra Hillèl e Shammài. Qual è una discussione non fatta per amore del cielo? La discussione di Core e del suo gruppo» (Mishnà, Abòt 5,17).
    Per un ebreo, discussioni e dibattiti vivaci sono uno stile di vita. Ma la Mishnà è attenta a sottolineare che in realtà esistono due tipi di discussione. Il genere di discussione, che è di valore durevole, è esemplificato dalle discussioni tra i grandi studiosi Hillèl e Shammài. Il genere da evitare è quello che leggiamo in Nm 16,1-18,32, quello del ribelle Core e dei suoi seguaci.
    Che cosa c'è nella discussione di Core, da farne l'archetipo del dissenso distruttivo? E che cosa c'è in Hillèl e Shammài, da fare delle loro dispute delle "discussioni per amore del cielo"?

    Nel passo citato sopra Core, un cugino di Mosè, raduna 250 seguaci e scatena una ribellione contro Mosè. Per quanto Core sia attento ad ammantare le proprie pretese di retorica democratica («Se tutta la comunità è santa e il Signore è in mezzo ad essa, perché vi innalzate sull'assemblea del Signore?»), per i rabbi è chiaro che egli non è motivato da altro se non dall'ambizione personale. Anzi, nella Mishnà menzionata in precedenza, ci si aspetterebbe che per contrasto con l'espressione "Hillèl e Shammài" la Mishnà citasse questa discussione come tra "Core e Mosè". Invece fa riferimento soltanto a "Core e i suoi seguaci", poiché costoro non ebbero alcuna vera lite sostanziale con Mosè. Come osserva rabbi Menachem Meiri (Francia, XIII-XIV secolo): «La motivazione di Core era quella di sminuire Mosè e la sua posizione, per invidia, polemica e ambizione di vittoria».
    Per la Mishnà, il contrario dell'argomentare alla maniera di Core non è rinunciare a qualunque argomentazione, quanto piuttosto avanzare un'argomentazione del tipo giusto. Questo genere di argomentazione è esemplificato dai dibattiti tra i grandi studiosi della Mishnà, Hillèl e Shammài. Anzi, gran parte della Mishnà riporta le differenze di opinione tra questi due studiosi e, in seguito, tra le scuole dei loro seguaci. A un certo punto la Mishnà chiede perché, se la Legge in ogni caso concorda soltanto con uno di loro, si debba registrare anche l'opinione opposta:

    Perché era necessario riportare le opinioni sia di Shammài che di Hillèl, apparentemente senza alcuno scopo? Per insegnare alle generazioni future che non si deve insistere ostinatamente nelle proprie opinioni, dal momento che i grandi maestri non hanno ostinatamente insistito per affermare le loro posizioni (Mishnà, Eduyòt 1,4).

    Per la Mishnà la differenza principale tra Core da una parte e Hillèl e Shammài dall'altra è che il primo era motivato da ambizione personale, mentre gli altri erano motivati dal desiderio di trovare la verità. Come spiega Meiri: «Nei dibattiti [di Hillèl e Shammài] uno di loro presentava una decisione e l'altro argomentava contro di essa nel desiderio di scoprire la verità, non per ostinazione o per avere la meglio sul compagno».
    Ma la Mishnà evidenzia anche un'altra differenza tra i due tipi di disputa; mentre Core cercava di fomentare la ribellione e la discordia nel popolo, Hillèl e Shammài, per quanto discutessero su questioni fondamentali inerenti la legge e i principi, restavano acutamente e consapevoli della necessità di preservare I'unità tra il popolo. Colpisce la rilevanza della descrizione fornita dalla Mishnà per la condizione frammentata della vita ebraica di oggi:

    Sebbene una scuola abbia dichiarato idonee per il matrimonio alcune persone che altri hanno dichiarato non idonee, nondimeno la scuola di Shammài non si è astenuta dallo sposare alcune donne provenienti dalle famiglie della scuola di Hillèl, e le famiglie della scuola di Hillèl non si sono astenute dallo sposare alcune donne della scuola di Shammài. E malgrado tutte le loro dispute concernenti questioni di purità e impurità, non si sono astenuti dall'usare gli uni i possedimenti degli altri (Mishnà, `Eduyòt 4,8).

    Il contrasto tra Core e Hillèl-Shammài suggerisce due domande, che può valere la pena porsi quando ci troviamo alle prese con differenti opinioni: siamo autenticamente motivati dal desiderio di scoprire la verità, anche se entra in conflitto con la nostra opinione? E, per quanto possiamo divergere nelle nostre opinioni, ci stiamo davvero impegnando per preservare l'unità tra noi? Se possiamo rispondere a entrambe le domande affermativamente, suggerisce la Mishnà, allora possiamo confidare che le nostre argomentazioni siano davvero "per amore del cielo" e che il loro valore durerà nel tempo.