Il viaggio più lungo
Lek Lekà (Gn 12,1-17,27)
Daniel Taub

Il grande viaggio del popolo ebraico, un viaggio di migliaia di anni attraverso gran parte del mondo, inizia dalla lettura di Gn 12,1-17,27. Inizia con un uomo, una donna e una promessa. L'uomo è Abramo, la donna è sua moglie Sara e la promessa è l'assicurazione di Dio che diventeranno una grande nazione.
La promessa per il futuro del popolo ebraico fu data ad Abramo sotto forma di due immagini straordinarie. In una gli fu detto che i suoi discendenti sarebbero stati numerosi come "la polvere della terra"; nell'altra, che sarebbero stati tanti quante "le stelle del cielo".
I rabbi suggeriscono che questa duplice immagine della polvere e delle stelle porta in sé un messaggio riguardante il futuro del popolo ebraico. È un popolo che vivrà in tensione continua: tra l'essere considerato come una luce per le genti e l'essere calpestato dagli oppressori come la polvere della terra. E in effetti qualunque osservatore della storia ebraica non può evitare di restare colpito da quanto tale tensione si sia riflessa nella storia, con la sua drammatica altalena tra epoche d'oro e periodi di oppressione.
Le dottrine chassidiche leggono queste due metafore come uno strumento psicologico per affrontare le svariate circostanze, nelle quali viene a trovarsi il popolo ebraico. Quando siamo oppressi, dovremmo ricordarci della promessa che ci eleveremo a grandi altezze, come le stelle del cielo. Ma quando raggiungiamo periodi di benessere e di prosperità non dovremmo mai dimenticare che possiamo fin troppo facilmente diventare la polvere della terra.
In un'ottica analoga, il maestro chassidico rabbi Simcha Bunem di Pshishke diceva ai suoi seguaci: «Ciascuno deve avere due tasche, con un biglietto in ciascuna, in modo che possa prendere l'uno o l'altro a seconda del bisogno. Quando ci si sente giù e scoraggiati, bisognerebbe infilare la mano nella tasca destra e qui trovare le parole Bishbilì nibrà ha'olàm ("Per il mio amore fu creato il mondo"); mentre, quando ci si sente alle stelle e potenti, si dovrebbe andare alla tasca sinistra e trovarvi le parole Anì `afàr va'èfer ("Non sono che polvere e cenere")».

