L'augurio della pace
nell'ospitalità
"In qualunque casa entriate, dite anzitutto: Pace a questa casa!" (Lc 10,5; Mt 10,12), perché il Signore stesso vi entri e vi si stabilisca come in casa di Maria (cf. Lc 10,38-42; Gv 12,1-8), e poi vi soggiornino con i suoi discepoli in quanto discepoli. Questo saluto costituisce il mistero di fede che risplende nel mondo; per esso, l`inimicizia è soffocata, la guerra fermata e gli uomini si riconoscono reciprocamente. L`effetto di questo stesso saluto era come dissimulato dal velo dell`errore, nonostante la prefigurazione del mistero della risurrezione dei corpi, mistero espresso dalle cose inanimate, allorché sopraggiunge la luce ed appare l`aurora che scaccia la notte. Da quel momento, gli uomini cominciarono a salutarsi reciprocamente e a ricevere il saluto gli uni dagli altri, per la guarigione di chi lo dà e la benedizione di quelli che lo ricevono. Su coloro, però, che ricevono solo esteriormente la parola di saluto, le cui anime non recano l`impronta di membri di Nostro Signore, il saluto si spande come una luce mutata da coloro che la ricevono, cosi come i raggi del sole lo sono ad opera del mondo.
Questo saluto che il suo nome annuncia, del quale la scienza spiega la potenza nascosta, e che regola un simbolo, basta ampiamente per tutti gli uomini. Ecco perché Nostro Signore lo inviò insieme con i suoi discepoli, quale precursore, perché esso ristabilisca la pace e, avvolto dalla voce degli apostoli, suoi inviati, prepari la via davanti a loro. Esso veniva seminato in tutte le case per adunarne e smistarne le membra; esso entrava in tutti coloro che lo ascoltavano per separare e mettere a parte i figli che riconosceva come suoi; restava in essi e denunciava coloro che gli si dimostravano estranei, poiché, una volta seminato in questi ultimi, esso li abbandonava.
Tale saluto non inaridiva, zampillando dagli apostoli sui loro fratelli, per rivelare che i tesori del Signore che lo inviava non si esauriscono. Esso non si trasformava in coloro che lo accoglievano, manifestando in tal modo che i doni del donatore erano stabili e sicuri. Presente in coloro che lo davano e in quelli che lo accoglievano, quel saluto non subiva né diminuzione, né divisione.
Del Padre, esso proclamava che è vicino a tutti e in tutti della missione del Figlio, che egli è tutto intero presso tutti e che la sua fine è presso il Padre. Immagine del Padre, quel saluto non ha cessato di predicare, cosí come non ha cessato di essere proclamato, fino all`avvento della certezza che adempie le figure tipiche, fino a quando la verità non metterà fine alle immagini e le ombre vengano respinte dal corpo stesso, e i simboli dispersi dalle rappresentazioni vere.
È cosí dunque che noi lanciamo la parola del Signore su ascoltatori ed amici, quale coagulo per separare e unire; per separarli e dissociarli da ogni miscuglio e unirli al Signore che aduna la comunità.
(Efrem, Diatessaron, 8, 3-5)

