Feste mariane
Giancarlo Bruni
Maria, Madre di Dio
Numeri 6, 22-27; Galati 4, 4-7; Luca 2, 16-21
Il mirabile scambio
1. Il tempo nel suo scorrere è attraversato da eventi che lo orientano in modo favorevole o sfavorevole.
Nella tradizione cristiana l'evento cardine, che ha indirizzato in maniera decisamente positiva il cammino storico dell'uomo, è l'apparizione sulla faccia della terra di Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio «nato da donna, nato sotto la legge quando venne la pienezza del tempo» (Galati 4, 4).
Gesù è l'evento nel quale si adempie un mirabile scambio: il Figlio di Dio si è fatto uomo perché l'uomo divenisse figlio di Dio, imparando sulle orme del Figlio ad agire nei confronti dell'uomo in maniera divina, cioè umanissima. Per questo il tempo è detto "pieno", perché è la sua presenza a renderlo tale, presenza della rivelazione adempiuta del volto di Dio e del volto dell'uomo divenuti carne nella sua persona nella stanza nuziale del grembo di una donna di nome Maria. In lui, «il predestinato già prima della fondazione del mondo, ma il manifestato negli ultimi tempi per voi» (1Pietro 1, 20), Dio si fa vedere per quello che è per noi e l'uomo è fatto conoscere a se stesso per quello che è secondo Dio: un figlio di Dio chiamato a dare avvio a una storia con Dio nella filialità, con l'uomo nell'alleanza amica e con il creato nella cura, protesi verso l'eredità eterna (Galati 4, 5-7). In questo sta il riscatto del tempo, nel convertirlo in tempo di pace (Numeri 6, 22-27), di riconciliazione divino-umano-cosmica. Il come entrare nell'anno che inizia è posto, in compagnia del Figlio, per orientare la storia da figli di Dio, non privandola del grazie alla sua grazia e del fare evangelicamente ciò che è giusto, nell'attesa della grande trasfigurazione.
2. La coscienza cristiana necessita costantemente di essere risvegliata a questa elementare verità, la notizia che il Padre nel partorito da Maria ha visitato e continua a visitare l'uomo, orientandolo in sentieri di bellezza. Un Gesù determinante per la vita dell'uomo, a cui andare, alla maniera dei pastori del Vangelo, con stupore e sorpresa sempre nuovi, un "andare a vedere e un trovare" (Luca 2, 15-16) che sono all'origine di un nuovo cammino, il "riferire, il glorificare, il lodare" (Luca 2, 15-17.20) e, al pari di Maria, il conservare la memoria di lui e del suo significato per l'uomo in un cuore di meditazione: «Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Luca 2, 19). Prefigurazioni del dover essere del cristiano e della chiesa, porzione di umanità resa veggente circa l'evento-Cristo, a nome di tutti e chiamata, a vantaggio di tutti, ad esserne la memoria, il canto, l'annuncio e il gesto. Una prassi di rara e preziosa umanità, la prassi messianica.
3. È questa la modalità ecclesiale di far nascere al mondo nello Spirito il Figlio, venuto a generarci nello Spirito a figli. Chiesa la cui ineffabile vocazione è esemplarmente leggibile in Maria, dimora di un "sole" e parto di una "luce" il cui nome è "compassione di Dio" per il mondo, attesa dal mondo, il linguaggio del Dio di Gesù in Gesù, il linguaggio di Gesù attraverso una chiesa altrimenti insignificante per Dio e per l'uomo. Si tratta semplicemente non di immaginarci inappuntabili, ma di far rinascere in noi la forte tenerezza di Dio apparsa in Gesù, aprendogli il cuore, chiamati a divenire come Gerusalemme (Isaia 60, 1-6), di cui Maria è personificazione, "città della luce".
Nella zolla di terra che siamo noi, se l'amore che fa grazia viene accolto lì, nascono zolle di pace donate all'anno che viene. L'importante è rispondere: «Eccomi» (Luca 1, 38) al suo: «Eccomi» (Ebrei 10, 5).
Assunzione della Beata Vergine Maria
Apocalisse 11, 19-12, 1-6.10; 1Corinzi 15, 20-27; Luca 1, 39-56
La generatrice del Sole alla terra è la generata dal Sole al cielo
1. Il brano evangelico inizia con il contemplare Maria quale arca che contiene in sé la Presenza (Luca 1, 39. 45), un'arca di pace (Luca 1, 40; 10, 5) che senza indugio (Luca 1, 30; 10, 4) si pone in viaggio verso la casa del sacerdote Zaccaria, della giusta e profetessa Elisabetta e del precursore Giovanni. Un viaggio in vista del rendere il benedetto frutto suo grembo.
Un incontro nello stupore: «A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?» (Luca 1, 43), nella gioia: «Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo» (Luca 1, 44) e nella proclamazione di Maria come «benedetta» (Luca 1, 42) «e beata per aver creduto all'adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Luca 1, 45).
Proclamazione-esclamazione nello Spirito (Luca 1, 41-42) che muove Maria al canto, al Magnificat (Luca 1, 46-56), che è altresì gioiosa risposta al «rallegrati»dell'angelo dell'annunciazione (Luca 1, 28). E le ragioni del danzare, quello di Elisabetta e di Giovanni attorno all'arca, come già il re David (2Samuele 6, 9.11. 16), e dell'esultare, quello di Maria, non mancano. Sono le «grandi cose» operate dallo sguardo misericordioso di Dio sull'umile sua serva Maria: la decisione, mosso da benevolenza, di visitarla e di renderla creatura bella e graziosa in vista della nascita da lei del più bello tra i figli dell'uomo (Luca 1, 28s), il Sole inviato per guidare il cammino dell'uomo sulla via della pace (Luca 1, 78-79).
2. Pagine altissime che svelano al contempo il mistero della chiesa e del cristiano come umanità non orgogliosamente adagiata sul potere culturale, politico ed economico (Luca 1, 51-53), ma nella gioia chiamata a divenire il grembo-arca del Sole di giustizia, partorendolo in ogni dove con la parola e la testimonianza della vita. In un "sì" (Luca 1, 38) allegro (Luca 1, 46) e ad alto prezzo (Luca 2, 34).
3. È a partire da queste narrazioni evangeliche incastonate in tutta la Scrittura che la chiesa orante - in sintonia con il criterio che vi sono verità chiaramente asserite nella Scrittura e verità che trovano il loro fondamento nell'insieme biblico - è pervenuta all'intelligenza di Maria come donna della dormizione, la morte convertita in sonno, e del transito come assunzione nel mondo di Dio. Maria, l'arca-donna (Giovanni 2, 1-5; Apocalisse 12, 1) che ha accolto e generato il Sole alla terra, è dal Sole accolta e generata al cielo.
Evento di purissima grazia, "cosa grande", opera dello sguardo di tenerezza e di misericordia di Dio che innalza gli umili. Evento che adempie la promessa di Cristo: «Vado a prepararvi un posto» (Giovanni 14, 2), e che il Padre opera in virtù della potenza del Risorto, «il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» (Filippesi 3, 21).
L'assunzione di Maria è il capitolo primo della risurrezione di Cristo, evento che porta a compimento la configurazione di Maria a Cristo. I «predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio» (Romani 8, 29) nel loro esistere lo devono essere altresì «nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti» (Filippesi 3, 10-11).
Evento che costituisce Maria icona escatologica della chiesa, dell'umanità e del cosmo, «primizia e immagine della chiesa» recita il Prefazio.
La madre di Gesù - leggiamo nella Lumen gentium, 68 - sulla terra brilla come un segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in marcia, fino a quando non verrà il giorno del Signore (2Pietro 3, 10).
Maria diventa così la chiave di lettura della grazia: da Dio generata al mondo, da Dio resa creazione ricondotta alla sua bellezza originaria, da Dio costituita grembo della Parola, da Dio conformata a Cristo nel vivere, nel morire e nel risorgere e da Dio donata come immagine della creazione condotta al suo destino ultimo.
E Maria diventa altresì chiave di lettura della fede, il sì; e in Maria ciascuno legga se stesso e veda adempiuto da Dio il sogno millenario dell'umanità, l'approdo nella luce senza tramonto.
Immacolata Concezione della beata vergine Maria
Genesi 3, 9-15.20; Efesini 1, 3-6.11-12; Luca 1, 26-38
Nostalgia di innocenza
1. Se l'assunzione di Maria riassume il desiderio ultimo dell'uomo, l'approdo al porto della vita senza tramonto, il dire: Maria concepita senza peccato, espressione carica di conflittualità emotiva e teologica, riassume il desiderio di innocenza dell'uomo: il nascere bene, il nascere e il rimanere buoni. Desiderio che può essere assunto come fondale che permette all'umanità di giudicare come non bella, perché non buona, la sua storia, in contraddizione con il dover essere fontale.
Questo raccontano i miti delle origini, non favole ma interpretazioni del reale, colto come tradimento o cattiva traduzione di un sogno originale: questo il peccato che di generazione in generazione è all'origine di ogni peccato. In linguaggio cristiano il non voler coincidere al come il Padre di Gesù ti ha pensato, alla stregua di Gesù. È in questo contesto che la celebrazione dell'Immacolata concezione ha qualcosa di significativo da dirci.
2. Essa è innanzitutto narrazione di una intenzione originaria così riassunta dal testo biblico: «Dio vide che era cosa bella e buona» è detto della creazione, «Dio vide che era cosa molto bella, molto buona» è detto dell'uomo maschio e femmina (Genesi 1, 31).
Precisando che i miti non si spiegano, ma, come è stato detto, ci spiegano, come ha compreso l'autore della Lettera agli Efesini: «Eletti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nell'amore» (1, 4). Lo sfondo da cui emergono il creato e l'uomo è un atto di amore iniziale mai venuto meno, che genera solo bellezza e bontà, realtà non macchiate dal grande male che altro non è che il negare su di sé questa intenzione d'amore fontale che rende creature di luce, dedite alla custodia reciproca e del creato.
In questa prospettiva, dire "Maria concepita senza peccato" vuol dire che Dio non ammette che qualcuno possa concepire l'idea che egli generi al mondo creature macchiate, cioè non amate e non rese capaci di gratitudine e di amore. Per cui nella senza macchia ciascuno legga ogni creatura che nasce come avvolta in un atto di amore che rende buoni, un "in principio" mai venuto meno, un inizio che è sempre un cominciamento per ogni nuovo nato sotto il sole. Un'intenzione, e il riferimento è a Genesi 3, che può essere disattesa dal grande sospetto: ma davvero Dio è intenzione di bene per me, è sogno di fioritura di me nel canto, nella benevolenza e nella vita?
3. Un sospetto che può divenire adesione, e nasce una storia personale e sociale non ulteriormente declinazione dell'atto d'amore fontale; un sospetto tra il no e il sì, e nasce una storia personale e sociale degli insieme giusti e peccatori; un sospetto non accolto, una potenzialità mai divenuta atto, e nasce la vergine Maria, la donna del fiat nel Magnificat, il sì nella danza di una donna di chi mai ha negato su di sé l'amore di Dio, sempre disponibile alle aspettative di Dio: divenire terra del cielo, dimora del sole, arca del "più bello tra i figli dell'uomo", icona della creazione ricondotta alla sua bellezza fontale e nostalgia di innocenza. Il camminare senza nuocere.
(Il suonatore di flauto, Servitium 2012)

