Sr Angela Vallese: 25 anni di
missione "alla fine del mondo"
Introduzione
Nata a Lu Monferrato (Alessandria) nel 1854 da una famiglia contadina quinta di undici fratelli, Angela Vallese (si firma Valese) nel 1875 partì per Mornese per farsi Figlia di Maria Ausiliatrice. A fine agosto 1876 fece la professione religiosa e nel novembre 1877, a 23 anni, guidò la prima spedizione missionaria di sei FMA in America del Sud, capitanata dal salesiano don Giacomo Costamagna.
Dopo un triennio di acclimatamento alla società sudamericana a Villa Colón di Montevideo in Uruguay prima (1877-1880) e otto anni dopo a Carmen de Patagones sul Rio Negro (Patagonia), nel 1888 raggiunse “la fine del mondo”: vale a dire Punta Arenas (Cile), nello stretto di Magellano, dove rimase fino al 1913.
Sempre direttrice di comunità, dal 1893 fu anche Superiora Visitatrice delle case delle FMA nella Patagonia meridionale e nelle Terre Magellaniche. Ruolo non facile, che comportava responsabilità verso le giovanissime suore addette ad una missione educativo-evangelizzatrice difficilissima in se stessa, in un contesto socio-politico spesso ostile, in condizioni climatiche estreme. Tornata in Italia nel 1913 per partecipare al VII Capitolo generale a Nizza Monferrato, data l’estrema debilitazione fisica, non poté più ripartire per le missioni. Morì infatti a Nizza il 17 agosto 1914.
Fra le sue 169 lettere conservate, di cui due terzi ai familiari e tre sole alle Madri Generali FMA (Mazzarello e Daghero), ne editiamo semplicemente alcune tratte, dal volume curato da Maria Vanda Penna, Là non ci lasceremo mai più, fermeremo mai più. Lettere della prima FMA missionaria pioniera nella Patagonia e nella Terra del Fuoco (Roma, Istituto FMA 2014). Da esse si percepisce anzitutto uno spaccato della dura vita missionaria delle origini dell’Istituto, dei suoi esiti anche nefasti, con tanto di particolari sconosciuti alla storia ufficiale. In secondo luogo da esse emerge la forza di un carisma educativo che ha forgiato uomini e donne tanto appassionati del vangelo da voler affrontare sacrifici inimmaginabili per portarlo ai popoli delle estreme periferie del mondo. Da ogni lettera traspare l’amore per la propria famiglia e per quella salesiana di adozione, con tanto di immenso affetto a don Bosco, a don Rua e ai Salesiani che in quelle lontane terre le assistono spiritualmente e con i quali le FMA condividono la passione e la pastorale missionaria.
DOCUMENTI
1. A don Giovanni Bosco
Informa circa la vita spirituale e apostolica delle due comunità uruguaiane di Villa Colón e di Las Piedras: le suore sono tutte liete e desiderano ardentemente di vedere in America don Bosco – affollamento domenicale di fedeli – scuole in fase di organizzazione con suore dedite ai lavori domestici presso il collegio salesiano – qualche possibile vocazione – richiesta di missionarie sane e sante fra cui una direttrice al suo posto
Villa Colón, 20 ottobre 1879
Molto Rev.do. amatissimo Padre D. Bosco,
Mi perdoni se vengo a disturbarla con questa mia. Dopo tanto tempo che non l’ho più veduta mi sento come tirata da una mano invisibile a prendere la penna, per darle qualche notizia di me e di questa nostra casa di Villa Colón.
Sappia adunque che noi godiamo tutte buona salute. Siamo anche contente ed allegre, ma desideriamo forse un po’ troppo il giorno avventurato di poter vedere il nuestro querido Padre in questa terra straniera. È vero che non meritiamo un tanto favore; ma speriamo che il suo buon cuore non vorrà resistere alle calde istanze che le fanno tanti suoi figli e figlie d’America.
Per le pratiche di pietà noi siamo qui molto ben provvedute. Abbiamo ogni mattina la Messa nella nostra cappella; possiamo confessarci ogni settimana e fare la santa Comunione tutti i giorni. Faccia il Signore che noi ci rendiamo meno indegne di una grazia così grande. Tutti i mesi facciamo il giorno di ritiro prescritto dalle Regole; e allora si uniscono con noi anche le tre Suore di Las Piedras.
Il nostro buon Direttore D. Lasagna ci fa un’apposita conferenza e ci anima al bene.
Alla festa la nostra cappella, per mancanza di chiesa in questi dintorni, è piena zeppa di gente, che viene a prendere parte alle nostre funzioni. Tutti sono rapiti dal nostro bel quadro di Maria Ausiliatrice, e lodano questa nostra carissima Madre. Le nostre scuole finora non sono ancora così frequentate come quelle di Las Piedras, ma speriamo che lo saranno col tempo. Oltre all’istruzione delle fanciulle noi attendiamo a vari lavori e alla biancheria del collegio di Villa Colón, che è sempre pieno di giovanetti.
Da queste parti sono rarissime le vocazioni allo stato religioso. Tuttavia abbiamo già una giovane novizia ed una postulante. Questa ha già passati i 25 anni fissati dal Regolamento, non avremmo più dovuto accettarla; ma abbiamo creduto bene di fare una eccezione in vista delle sue virtù e della scarsità delle domande. Abbiamo fondata speranza che ella sarà un giorno una vera figlia di Maria SS. Ausiliatrice.
Io poi, o mio buon Padre, sono come un pulcino nella stoppa. S’immagini che ho da dirigere due case, questa di Villa Colón e quella di Las Piedras, e non sono capace a governarne una. Le chiedo pertanto che si degni di pregare molto per me.
Mi raccomando eziandio che voglia mandarci delle suore sane e sante, tra cui una che porti la mia croce, affinché invece di comandare io abbia solo da obbedire, perché mi pare che sia pur facile l’andare in Paradiso per la via dell’obbedienza, che non per quella del comando. Ma si faccia in tutto la santa volontà di Dio e quella dei miei superiori.
Intanto, nostro buon Padre, si degni di accettare le felicitazioni e gli augurii delle feste natalizie e di buon fine e capo d’anno. Voglia anche pregare il bambino Gesù che venga a nascere nel nostro cuore, a portarvi il fuoco del suo divino amore, abbruciandovi tutto quello che non gli piace. Noi preghiamo e pregheremo pure tanto e poi tanto per lei.
Chiusa in fine nel bel Cuore di Gesù mi professo
Di V. S. Ill.ma e Rev. ma
umil.ma figlia
Suor Angela Valese
2. A don Giovanni Bosco
Augura liete feste natalizie e dà notizie relative alla comunità di Carmen di Patagones: le suore si trovano abbastanza bene, ma senza possibilità di accogliere e di istruire ragazze indigene poiché il numero delle FMA è impari al lavoro – le figlie di immigrati vivono discretamente la vita cristiana e si spera che anche i loro genitori si avvicinino alla religione - la comunità, grazie all’impegno di don Fagnano, non manca di aiuti spirituali – è sempre vivo il desiderio che don Bosco faccia loro una visita – chiede di mandar loro un quadro di Maria Ausiliatrice
[Carmen di Patagones, novembre 1881]
Viva il Bambino Gesù!
Molto Rev.do Padre Don Bosco
Carissimo Padre in Gesù!
Sebbene ci troviamo noi tanto lontane da Lei nostro R. P., tuttavia desideriamo e speriamo unirci come fanno tutti i suoi amati figli in Gesù per le belle feste Natalizie, ed è per questo che mi prendo la libertà di scriverle questa miserabile lettera.
Le dirò per primo che grazie a Dio godiamo abbastanza di salute, abbiamo è vero alcun incomodo però non sono cose che impediscono l’adempimento dei nostri doveri. Siamo molto contente di essere venute nella Patagonia per poter fare un po’ di bene a queste povere anisette, [creaturine], però fin a quest’ora non abbiamo ancora potuto soddisfare i nostri desideri, i quali sarebbero di tener ragazze indiane da istruire (ce ne sarebbe in gran quantità), solo che manca l’aiuto, siamo poche quattro Suore con tante ragazze e per questo non possiamo metterci ancora con queste Indiette. Stan sempre aspettando giorno per giorno che ci arrivino le Suore dall’Italia e speriamo di non restare confuse.
Le dirò di più che in questo paese ci sono tutte ragazze di Italiani e Argentini, tutte come nelle altre terre, non siamo ancora nel luogo dei selvaggi, in fine in mezzo a quella gente che non sa proprio niente. Ci troviamo qui per grazia di Dio in mezzo a ragazze che fanno profitto nel bene. Tutti i mesi e anche più sovente si confessano e fanno la Comunione e speriamo che per il futuro il Signore ci darà la consolazione di poter vedere anche i parenti delle medesime cambiati in tanti buoni cristiani.
Già si vede un poco di profitto che in questo paese produce lo zelo dei Suoi Amati figli! Il Nostro Rev.do Padre Direttore non risparmia fatiche né sudori per tirarli tutti a Gesù e noi altre che facciamo qualche volta? non mettiamo tutto l’impegno possibile per aiutarlo in questo santo zelo. Per quello che riguarda il nostro profitto spirituale e temporale non può far di più, solo che noi non corrispondiamo sempre alle sue zelanti cure paterne. Qualche volta gli facciamo trangugiare qualche boccone amaro quantunque per grazia di Dio non succedano queste cose a bella posta. Basta, faccia la carità di pregare per noi affinché possiamo essere più docili alla voce del Nostro Buon Padre.
Intanto colgo volentieri questa propizia occasione per manifestarle un desiderio che da tanto tempo ci domina ed è che La preghiamo con tutto il cuore a voler venire a farci una visita: è vero che non lo meritiamo, ma Ella è tanto buona che non guarderà per certo i nostri meriti, ma solo il nostro desiderio e speriamo che tardi o tosto verrà perché le Sorelle che vennero in America le ultime ci dissero che V. R. loro aveva promesso che verrebbe nell’anno 1880.
La preghiamo anche di tutto cuore se le fosse possibile mandarci un quadro di Maria SS. Ausiliatrice, siamo sue figlie e ci è un poco doloroso non avere un quadro da mettere sull’Altare in Chiesa. Per la novena di Maria Ausiliatrice ne abbiamo fatto uno con un’immagine di quelle piccole, però quasi non si vede la Madonna; spero che ce la manderà e già la ringraziamo di tutto cuore.
Oh quante volte da queste lontane terre volgiamo i nostri pensieri e i nostri discorsi su quella bella Chiesa e vediamo quel bel quadro che per nostra fortuna abbiamo potuto vedere prima di partire dall’Italia. Ah! R. P., faccia la carità di raccomandarci a questa Nostra Madre che, sebbene lontane, siamo sue povere figlie.
Infine, Nostro Amato Padre in Gesù, le desideriamo e le auguriamo buone feste Natalizie. Buon fine e buon principio. Sì, il Signore ce lo conservi ancora lunghi e lunghi anni in mezzo ai suoi amati figli. Sì, di tutto cuore pregheremo in questi bei giorni nella Santa Comunione il Bambino Gesù che le conceda tutte quelle grazie che il suo bel cuore desidera. È vero che son miserabili le nostre preghiere, tuttavia speriamo di essere esaudite perché Lei se lo merita. E con questo speriamo che anche Lei vorrà degnarsi di raccomandarci al Bambino Gesù nella Santa Messa e pregarlo che c’infiammi del suo Santo Amore e consumi in noi tutto ciò che non è di suo piacimento.
Di nuovo le auguriamo Buone feste, buon fine e buon principio e di tutto cuore le domandiamo la sua Santa Benedizione e baciandole la Sacra Destra ci professiamo di V. R.
sue obbedientissime figlie
Le suore di Patagones
Suor Angela Vallese, Suor Angela Cassulo, Suor Giovanna Borgna, Suor Caterina Fino
3. A don Bosco
Notizie della vita spirituale e apostolica della comunità: dopo gli Esercizi spirituali le suore attendono con impazienza il giorno di andare tra gli Indi della Terra del Fuoco, dalla quale mons. Fagnano ha condotto con sé e affidato loro quattro indiette, in condizioni di grande povertà – notizie anche di mons. Cagliero, che si avventura verso il Cile attraverso la Cordigliera – chiede il favore di un messaggio autografo indirizzato proprio a loro
V. G. M. J.
[Carmen de] Patagones, 31 gennaio 1887
Molto Rev.do ed Amato Padre
Mille cose vorrei dirle, carissimo Padre; per prendere le più importanti:
1° Le dico che abbiamo fatto i Santi Esercizi i quali ci furono dettati in due mute per maggior comodità.
2° A me pare che si fecero con molto profitto delle nostre anime. Ce li dettò il R. Padre Riccardi, nostro Direttore.
3° Adesso non ci resta che di perseverare nei buoni propositi fatti, mettere in pratica tutto quello che abbiam promesso al Buon Gesù in questi Santi giorni.
4° Il giorno 25 giunse dalla Terra del Fuoco M. Fagnano con 4 ragazze fueghine; se le vedesse, R. P. paiono proprio animali, nei loro modi tanto grossolani, stanno sdraiate per terra come le bestie, vogliono dormire fuori nel cortile, e non c’è verso a farle entrare in dormitorio.
5° Nei primi giorni non potevano neppure farci capire quel che volevano, né quel che noi volevamo dire, però al presente già capiscono qualche parola. Non hanno tanto la testa dura, pare che presto impareranno tutto quello che abbisognano sapere; e vedremo se possiamo preparare qualcuna per l’anno e condurle in Italia a vedere il nostro carissimo Padre Don Bosco, il Benefattore insigne della Patagonia.
A proposito, nostro R. P., non sa che M. Fagnano ci disse che quando ritorna nella Terra del Fuoco condurrà seco anche delle Suore, perciò lo supplichiamo voglia mandare una speciale benedizione a quelle che Iddio destinerà per detta missione. Allo stesso tempo lo preghiamo: mandi un favorevole consenso perché, creda nostro Padre, abbiamo un vero desiderio d’andarvi (costà), di dover sostenere qualunque sacrificio.
Monsignore Cagliero va avanti nella sua missione. Il giorno 26 del corrente mese partì da Boca per Norquín dove spera di passare per Malbarco, e quindi alle Cordigliere. Tuttavia speriamo che presto ritornerà fra noi e questo per motivo della neve che non lascia passaggio per quelle Cordigliere se non in certi mesi dell’anno, ma si faccia in tutto la Santa Volontà di Dio.
Fino adesso abbiamo anche saputo sempre buone notizie, e che giunsero sei Suore d’Italia, e altri Salesiani e gliene rendiamo grazie di tutto cuore, come pure di tutto il resto che fa per noi poverelle.
Adesso ci facciamo animo e gli domandiamo un favore che speriamo ottenere dalla sua bontà, ed è che ci facesse la carità di scriverci due paroline di suo proprio pugno e di ciò gliene saremo grate in eterno e colla fiducia di ottenerlo ne la ringraziamo di tutto cuore e ciò sarà per noi uno stimolo grande per il bene delle anime nostre e per fare al prossimo tutto il maggior bene possibile.
Ci benedica, carissimo Padre, affinché fortificate dalla sua Paterna benedizione possiamo essere sempre vere figlie di Maria Ausiliatrice coll’adempiere tutti i nostri doveri e salvare tante anime col nostro buon esempio e le buone opere.
4. Al Rettor Maggiore don Michele Rua
Si scusa per il ritardo della risposta dovuto ai tanti impegni tra cui quello di seguire due consorelle quasi sempre ammalate – le tre suore appena arrivata si sono subito ammalate – così anche spesso la popolazione locale causa del clima inclemente, con le conseguenti assenza delle ragazze in parrocchia e a scuola – ottima la disciplina religiosa nonostante la su inadeguatezza – è invece fiorente l’Associazione del S. Cuore e le signore associate sono di buon esempio ad altri – consola la missione intrapresa con gli Indi, anche se le suore non risiedono ancora stabilmente tra loro pur desiderando farlo quanto prima
Casa Punta Arenas, 21 di aprile del 1890
Al Molto R.do S. D. Rua
Amato Padre mio in G.C.
La S. V. R.ma mi perdonerà se tardai tanto in risponderle alla sua preziosa lettera che la S.V. R.ma degnossi di scrivermi: non fu già per mancanza di volontà, ma di tempo. Come la S. V. già saprà, abbiamo le due Suore che stanno quasi sempre ammalate e mi portano via molto tempo, poiché la loro malattia richiede molta assistenza. Le devo dire però che è come un mese fa arrivarono altre tre Suore per aiutarci nelle nostre occupazioni, ma il Buon Dio dispose che le poverine appena giunte prendessero la malattia dell’influenza di modo che non si poté ancor mettere le cose a posto col da fare, ecc.
In quanto allo spirituale le dirò che non va male; certo che potrebbe andare meglio, ma che farci, siamo tanto miserabili! Nel mese di marzo fece ciascuna il suo rendiconto col Sup. come richiedono le nostre deliberazioni e parmi che tutte l’abbiano fatto con posatezza e profitto dell’anima loro. La Santa Regola si adempie bene per quanto lo permettono le circostanze delle malattie, ma le devo dire con tutta sincerità che il Silenzio non è tanto osservato in questa casa; la colpa è veramente mia: ho dato occasione al rilassamento e non sono capace di rimediare! Quanto abbisogno delle sue sante orazioni e aiuto di Dio!
La gente del Paese si trova anche molto ammalata e per lo stesso motivo non si poté fare tutto quel bene che si desiderava nella Settimana Santa e poche furono le Comunioni Pasquali. Lamentiamo anche la poca frequenza all’Oratorio. Cosa vuole R.mo Padre, è una miseria in questo Paese, poiché non si può fare tutto quel bene che si desidera: 1° L’estate molto corta e nel medesimo tempo vi erano le infermità. 2° L’inverno molto lungo e le ragazze vengono poco e si può fare poco.
Una cosa però ci consola ed è la associazione del S. C. di Gesù, la quale progredisce ed è la sola consolazione che si prova in queste terre lontane. Il giovedì Santo le associate fecero la loro Comunione nella Chiesa Parrocchiale quale non l’avevano mai fatto per l’addietro e ciò destò un poco di animo nelle persone che mai si accostarono ai Santi sacramenti. Voglia Iddio che il buon esempio di queste poche Signore serva per far crescere in questo Paese l’amore alla nostra cara e Santa religione. Le scuole sono anche poco frequentate per il motivo stesso delle malattie e per i freddi eccessivi che regnano in queste terre; speriamo però che il Signore vorrà benedire le nostre fatiche e fare sì che quel poco bene che si fa produca il suo effetto in queste anime redente col Sangue di Gesù. Ciò che poi ci consola oltremodo si è la Missione degli Indii; è vero che fino a quest’ora le Suore non sono ancora andate là, veramente nei deserti, ma forse fra poco ci andranno ed allora saranno appagati i nostri desideri.
Di tutto ciò che lo ho detto, R.mo Padre, ben vede il grande bisogno che abbiamo delle sue sante orazioni. Sì, Amato Padre, ci benedica e noi col Divino aiuto e confortate della sua Benedizione andremo là in mezzo agli Indii e faremo amare tanto, tanto Gesù e Maria, come appunto ce lo raccomandò D. Bosco prima di morire.
D’altro non mi resta che di salutarlo di vero cuore a nome di queste Suore e baciandole la Sacra destra, godo potermi chiamare della S. V. R.
ma sua povera figlia
Suor Angela Vallese
5. A don Michele Rua
Ringrazia per l’arrivo delle nuove missionarie – le suore di Punta Arenas e dell’Isola Dawson hanno potuto fare, nelle rispettive sedi, gli Esercizi spirituali – gli Indi dell’Isola, una volta ricevuto il Battesimo, hanno chiesto la libertà di andare un po’ tra i loro boschi e alcuni sono tornati in perfetta salute – le suore, rimaste un po’ libere, sono andate a Punta Arenas ad accogliere le missionarie – momento di festa anche in paese – la novizia Filomena Michetti ha emesso i voti perpetui
Viva Gesù M.G.!!!
Punta Arenas, 2 marzo1891
Molto Rev.do Signor Don Rua Amato e Venerato Padre in G. C.
Con sommo mio piacere m’accingo per scriverle questa lettera per dare a Lei, Venerato Padre, notizie di Punta Arenas e dell’Isola Dawson. Prima di tutto la ringrazio con tutta l’effusione del cuore per la grazia che ci ha fatto mandandoci altre Suore in nostro aiuto e così potremo fare il bene con più soddisfazione nostra; grazie, dunque, R.mo Padre, molte grazie.
Le dirò poi che abbiamo fatto i Santi Esercizi, noi in Punta Arenas e quelle dell’Isola, là nell’Isola stessa, poiché credevamo di non poterci riunire per la difficoltà che c’è nel traghetto dello Stretto e anche per lasciare le ragazze Indie sole; ma il Signore aggiustò tutto: come già saprà, dopo il Battesimo quasi tutti gli Indii hanno chiesto il permesso di andare un poco al Capo e fare la loro vita girando per i boschi: sembra per loro un sollievo, come quello che si prendono i signori nell’Estate nelle loro villeggiature e ne abbiamo visto qualcuno andarsene ammalato e ritornare bene in salute.
Per questo le Suore rimasero più libere e vennero a Puntarenas conducendo seco tre ragazze le quali sanno dire le preghiere da sole che fa piacere l’udirle. Le suore dell’Isola giunsero costì il giorno 7 di marzo e il giorno 8 arrivarono le Suore d’Italia: si figuri, R.mo Padre, le feste e le accoglienze fatte loro; arrivarono alle 5 di sera, ora in che tutte le ragazze dell’Oratorio erano nel cortile in ricreazione e tutte correvano alla spiaggia per vedere le suore nuove.
Il Signor Governatore, gentil uomo, volle accompagnare M. Fagnano e montò sul bastimento per ricevere le Suore ed i Salesiani che dovevano calar giù, anzi, fecero discendere anche quelle che erano destinate per il Chile. Oh! Se avesse visto che bel vedere faceva la contrada maestra di questa Colonia piena di gente per vedere tanti missionari.
Le Suore arrivate stanno bene di salute, fecero un viaggio felice e adesso ci stiamo preparando per andare almeno 4 Suore nell’Isola; 245 parmi che gli Indii già ci aspetteranno con ansietà.
R.mo Padre, le devo dare un’altra bella notizia ed è che il giorno di S. Giuseppe la novizia Filomena Michetti, quella che si trovava nell’Isola, fece i Voti Perpetui nella Cappella di Maria Ausiliatrice, la quale era zeppa di ragazze e figlie di Maria. Il Sup. si approfittò dell’occasione e parlò loro della vocazione religiosa e pare che le sue parole non siano state gettate al vento poiché vi sono già alcune che mostrano desiderio di entrare: veda, R.mo Padre, che s’incomincia poco a poco e speriamo di fare del bene.
Anche il giorno 22 del corrente mese si fece un’altra festa per la distribuzione dei Premi alle ragazze che presero occasione da questa festa per farne un’altra unita per Mons. Fagnano. Le cose riuscirono benone e v’era il salone zeppo, perfino di fuori le finestre attorniate di spettatori.
Le cose vanno bene, grazie a Dio, e ciò lo dobbiamo certamente al Nostro Amato P. D. Bosco, il quale pare proprio che dal Cielo ci benedica, e a Lei, Ven.to Padre, che tanto fa per noi: ci favorisca delle sue preghiere e benedizione affinché possiamo perseverare fino alla morte. La riverisco, Amato Padre, e mi creda in G. e Maria della S. V. R.ma
Sua povera figlia
Suor Angela Vallese
6. A don Michele Rua
Di ritorno dalla casa della Candelaria dà notizie: le suore sono cinque, ma hanno ancora poco lavoro apostolico perché la gente ha paura che rubino i bambini e così li nascondono – nonostante le persecuzioni, all’Isola Dawson sono molti gli Indi raccolti alla missione e se ne sperano altri – s Punta Arenas qualche ragazza vorrebbe entrare come Postulante, ma la persecuzione le mette in dubbio, e i genitori non permettono – risulta efficace il lavoro con l’Associazione del S. Cuore e delle Figlie dell’Immacolata
Viva Gesù M.G.!!!
Punta Arenas, 1° settembre 1895
Al Molto R.do S. D. Rua Superiore Generale
Molto R.do e Amato Padre in G.C.
Sono di ritorno dalla casa della Candelaria e così le posso dare notizie più sicure di quella Casa; al medesimo tempo debbo ringraziare Lei Amato Padre della bella letterina che ci ha mandato per mezzo del Direttore Generale.
1° Le dirò adunque che la casa della Candelaria è già fornita di 5 Suore. Sono andata io stessa col vapore Torino per accompagnare due Suore che aiutassero le altre tre nei lavori della Missione. Ho trovato che le Suore stanno bene di salute e con buona volontà di fare del gran bene, solo le dirò che ancor non hanno che poco lavoro con questi Indii, perché non vogliono avvicinarsi per paura che prendiamo loro i ragazzi e le ragazze; di fatti in questi giorni che ho passati là ho visto molti uomini e donne, però bambini nessuno, li nascondono pel timore che glieli prendiamo. Poveri Indii, non sanno il bene che vogliamo loro fare; hanno anche un poco ragione di temere di noi perché hanno visto tanti cristiani, come si suol dire, che in vece di dar loro buon esempio hanno fatte brutte ferocie e credono che tutti i cristiani siano della stessa stoffa. Caro Padre, di quante preghiere abbisogniamo per potere fare il bene in questi luoghi, in questi giorni specialmente nei quali ci troviamo circondati di persecuzione [da parte di coloro che] dovrebbero aiutarci a fare il bene, a civilizzare questi poveri Indii; ma che mai lamentarci? solo Iddio può rimediare a tanti mali.
2° All’Isola Dawson con tutto ciò si fa del gran bene: sono più di 200 gli Indii quivi raccolti e speriamo che il Signore ce ne manderà di più. Anche all’Isola ho condotto due altre Suore di modo che adesso sono 6 che lavorano in quel campo; quantunque il lavoro sia per 8 Suore, non si può mandarne di più per quest’anno.
3° Qui in Punta Arenas siamo 6 Professe, 5 Novizie e una Postulante. 292 Ce n’è qualcuna nel Paese che vuol entrare da Postulante, ma il gran chiasso che c’è, la persecuzione del momento mette queste povere ragazze in dubbio, e anche i parenti non le lasciano entrare temendo di esporre le proprie figlie al pericolo in cui ci troviamo noi.
In quanto a noi stiamo tranquille, grazie a Dio, preghiamo, sì, lavoriamo con tutto l’ardore del nostro cuore affinché cresca sempre più la frequenza ai Santi Sacramenti dalle associate al S. C. di Gesù, e dalle Figlie di Maria Immacolata. Abbiamo in casa 30 Educande, 5 ragazze ricoverate e grazie a Dio sono abbastanza buone.
Veda dunque, Ven. Padre, che grazie a Dio si sta facendo il bene, la nostra Missione va crescendo e il buon Dio dopo le prove ci manderà certamente le consolazioni, cioè la grazia di poter salvare molte anime, anzi, tutte le anime di questi tre paesi.
La riverisco, in ultimo, a nome di tutte le Suore e le ragazze; faccia la carità di pregare per noi tutte e di benedirci, mentre mi dico di Lei Rev.mo Padre,
sua povera figlia in G. C.
Sr. Angela Vallese
7. Alla sorella Teresa
Notifica l’arrivo in America della Madre Generale, di mons. Fagnano e mons. Costamagna, e quella della morte, nel disastro ferroviario di Juiz de Fora, di mons. Luigi Lasagna, di un prete e di quattro FMA: chiede per loro suffragi
Viva Gesù Giuseppe e Maria
[Punta Arenas, novembre 1895]
Mia Cara Sorella Teresa,
ho ricevuto con piacere la tua lettera e ti ringrazio proprio di cuore perché mi dai notizie dei cari Genitori e di te. Oh! seguita sempre dandomi notizie perché mi fai molto piacere. Io di salute sto bene e sono molto contenta perché tra pochi giorni arriverà qui in America la Madre Generale e Monsignor Fagnano e Monsignor Costamagna. Ma che vuoi, cara sorella, non c’è rosa senza spine, così che nella molta allegrezza abbiamo anche molta pena, perché, come già saprai, nel viaggio di Monsignore Lasagna con altri preti e suore che andavano a fondare una casa nel Brasile, si sono incontrati due treni e perirono Monsignore Lasagna, un Sacerdote e quattro suore delle nostre. Puoi immaginare la pena!!!
Ti prego, adunque, con tutto l’affetto del cuore a voler suffragare queste anime, facendo per loro qualche Comunione e animando altre persone che preghino per loro. Ti assicuro che io prego sempre per te e per tutte le persone a te care. Salutami tanto le Suore e i tuoi Padroni e tutte le persone che di me chiedono notizie.
Pregherò Gesù perché ti aiuti per potere collocare le nipoti e tu fa’ quel che puoi. Il Signore farà il resto. Trovati spesso nel Sacro Cuore di Gesù dove spero vederti almeno il giorno che fai la Santa Comunione e credimi tua

