NPG 2026
    QuartinoNPG2025


    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    maggio-giugno 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Il numero di NPG
    marzo-aprile 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Newsletter
    maggio-giugno 2026
    NL 3 2026


    Newsletter
    marzo-aprile 2026
    NL 2 2026


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email


    Chiavi per l’accompagnamento pastorale

    dei giovani adulti

    in una società secolarizzata

    Manuel Anselmo Tomé Ríos

     


    Vorrei offrire un quadro di riferimento per tratteggiare alcune modalità – qualche punto chiave – di lavoro con i giovani adulti.
    Parto dalla mia esperienza personale, e il mio sguardo va ai giovani che regolarmente incontriamo: negli oratori e nei centri giovanili, i giovani universitari, e altri già inseriti nel mondo del lavoro e delle professioni. Ma guardo anche ai giovani cosiddetti “lontani” o che sono in un processo di ricerca, rispetto alla fede.
    Anzitutto inizierò con l’offrire alcune chiavi di lettura dell'attuale contesto di secolarizzazione, che ci pone di fronte ad alcune delle sfide all'evangelizzazione proveniente da un mondo multiculturale e pluralistico, e che richiede di saper accompagnare i giovani adulti nell'accettazione personale della fede.
    In secondo luogo, presenterò un profilo dei giovani adulti in relazione alla pastorale giovanile.
    Infine, presenterò alcune modalità di approccio, derivante dalla cosiddetta “Nuova Evangelizzazione”.

    I giovani in un mondo secolarizzato

    Riflettere e pensare ai giovani è senza dubbio una sfida eccitante soprattutto per chi lavora con loro.
    Naturalmente dobbiamo riconoscere che ogni generazione è sempre una novità con le sue proprie sfide, per cui è opportuno essere molto attenti a questo nuovo che emerge nei giovani di oggi
    Essi vivono in un mondo secolarizzato in cui devono affrontare una serie di sfide e opportunità.
    La secolarizzazione – lo ricordiamo – indica il processo attraverso il quale la religione perde la sua influenza e rilevanza nella società.
    In molte parti del mondo, questo fenomeno ha portato a un aumento della secolarità, in cui le persone sono meno religiose, atee, indifferenti, o anche giovani credenti che però si sono allontanati dalla fede.
    Che attualmente ci troviamo di fronte a una difficoltà nella trasmissione della fede non è una novità,
    così come non lo è il fatto che riconosciamo che la secolarizzazione è un problema che la PG oggi deve affrontare.
    Viviamo in un mondo globalizzato, con una pluralità culturale, in cui si è assistito a uno sviluppo continuo della tecnologia, e con una grande quantità di informazioni, una società sempre più strutturata sul piano politico ed economico. Viviamo in un mondo in cui c'è una pluralità di offerte di significato, dove ognuno ha la libertà di scegliere. In questo contesto sociale e di fronte a questa situazione, cerchiamo rifugio nel personale e nel gruppo.
    Attualmente stiamo soffrendo gli effetti del cambiamento socio-culturale già annunciato da Papa Paolo VI nella Evangelii nuntiandi (n. 20): “La rottura tra l'evangelizzazione e la cultura è senza dubbio il dramma del nostro tempo!”.
    I cambiamenti culturali che ci riguardano e che riguardano i nostri giovani adulti, sono bene espressi da Papa Francesco in Evangelii gaudium (n. 77): “Ciononostante, come figli di questa epoca, tutti siamo in qualche modo sotto l’influsso della cultura attuale globalizzata, che, pur presentandoci valori e nuove possibilità, può anche limitarci, condizionarci e persino farci ammalare”.
    Sulla secolarizzazione si è scritto molto. Molte voci avvertono il pericolo che il continente europeo diventi un continente post-cristiano influenzato dal post-modernismo, che influisce in maniera diffusa sull'esperienza di religiosità delle persone. Talvolta è arrivata fino a provocare l’allontanamento da Dio perché non rispondente alla domanda di senso.
    E così la fede è stata sempre più relegata all'ambito del personale, del privato. Ma non si è accontentata di rimanere lì, ha finito per essere espulsa da questa stessa sfera.
    La secolarizzazione colpisce le persone in modi diversi e a seconda dei diversi settori della popolazione, tra cui i giovani adulti, e tocca il loro processo di maturazione nella fede e di impegno.
    Questa cultura secolarizzata comporta allora urgenti sfide per la pastorale giovanile.
    In effetti, in questo contesto liquido, digitale, avverso e persino ostile, molti dei nostri giovani adulti sono indifferenti a qualsiasi apertura alla trascendenza. La PG allora dovrà fare un passo avanti e fare la differenza, vale a dire caratterizzarsi per la ricerca di ciò che è specificamente cristiano.
    Anche perché il fatto che la cultura religiosa non occupi più un posto prioritario per i nostri giovani, non significa che i giovani abbiano gettato la spugna o abbiano rinunciato a cercare un senso alla loro vita.
    Siamo dunque chiamati a riflettere per individuare nuove strade per la trasmissione della fede oggi.

    Elementi da privilegiare nel lavoro pastorale con i giovani adulti

    Dopo aver descritto a grandi linee il contesto secolarizzato in cui i nostri giovani si trovano, presento ora un profilo dei giovani adulti, tenendo conto dell'età a cui abbiamo già fatto riferimento, nonché del lavoro pastorale da svolgere con loro.
    Si tratta di uno schizzo, di una radiografia, non di un'analisi dettagliata dal punto di vista sociologico, essendo ben consapevoli che qualsiasi approccio o tentativo descrittivo e interpretativo sarà sempre incompleto.
    Alcuni sostengono che sia impossibile tracciare un profilo omogeneo dei giovani: “il barometro dei giovani è sempre variabile”, dicono. Pertanto, qualsiasi approssimazione che facciamo è sempre soggetta a cambiamenti per la realtà mutevole dei giovani stessi e dei loro contesti. Inoltre il mondo dei giovani è anche eterogeneo e plurale: non esiste un'unica condizione giovanile né una realtà comune a tutti i giovani. Quello che stiamo cercando di fare ora è di presentare un ritratto a raggi X della situazione dei giovani adulti, delineando alcune caratteristiche che danno forma a questo profilo.
    Con giovani adulti ci riferiamo a soggetti tra i 25 e i 35 anni, una fase della giovinezza un po' più (sociologicamente) inesplorata, in quanto gli studi e le analisi si concentrano sempre di più sugli adolescenti o prima giovinezza (18-24 anni), perlopiù inseriti nell'ambiente universitario.
    Qui invece ci troviamo di fronte a giovani che hanno terminato l'università e sono alla ricerca del primo lavoro. Altri proseguono gli studi e la formazione perché non riescono a trovare lavoro o per una formazione più approfondita e dunque per avere migliori possibilità lavorative.
    C'è chi ha già sperimentato due o tre lavori; altri vivono la drammatica realtà della disoccupazione.
    Alcuni hanno difficoltà economiche per potersi emancipare dal nucleo familiare, altri sono in procinto di sposarsi e di farsi una famiglia, o hanno vissuto una storia d'amore fallita.
    Dal punto di vista della fede ci troviamo con persone che sono state iniziate alla fede in famiglia, alcuni di loro hanno persino fatto parte dei nostri ambienti educativi, ma ora, per vari motivi, si sono allontanati dalla fede, e non praticano più la loro fede come prima.

    Per poter dare una risposta come operatori pastorali a tanta pluralità tipica di una società complessa, è necessario chiedersi prima di tutto: qual è la cura pastorale che dobbiamo privilegiare con questo gruppo di persone? Ovviamente stiamo parlando di una pastorale che ha come destinatari giovani adulti, il che la differenzia dalla pastorale educativa tipica dell’età precedente del tempo scolastico e della iniziazione cristiana.
    Non è affatto strano che troviamo sempre più anche in questa fascia di età giovani che si pongono la domanda sul senso della vita, e anche sulla religione, che un tempo avevano messo da parte perché immersi nei loro studi, nel loro lavoro, nei loro partner...
    Ed è stimolante per chi lavora con loro vedere come anche a questa età si attivano in loro processi di ricerca.
    Come aspetti da privilegiare, vorrei evidenziare tre elementi da curare e potenziare.

    La famiglia e l'educazione, elementi fondamentali nella socializzazione religiosa dei giovani

    La famiglia e l'educazione stanno diventando sempre meno influenti nella socializzazione religiosa dei propri figli, anche se sono tra gli aspetti più importanti per i giovani, secondo le ricerche sociologiche. La verità è che troviamo una gamma molto diversificata di esperienze di fede e un percorso non meno inquietante in termini di “bagaglio” religioso.
    La socializzazione religiosa a cui sono stati sottoposti non è stata omogenea, né tutti hanno seguito lo stesso percorso di maturazione e di educazione alla fede, indipendentemente dall’età.
    Né possiamo presupporre che essi abbiano interiorizzato la formazione religiosa e di fede nella scuola o nella parrocchia. Vale la pena notare che gli studenti che scelgono la materia Religione sono ancora numerosi, sebbene in costante calo; ma a questi numeri non corrisponde affatto una miglior cultura religiosa. Si potrebbe concludere che o non credono più o, se credono, lo fanno in modo diverso da quando erano bambini e adolescenti.
    In questo contesto, è necessario - in termini di educazione - un maggiore coinvolgimento della famiglia nei processi formativi, per cui è opportuna una maggiore e più stretta relazione tra famiglia, educazione e pastorale.

    Preoccupazione e incertezza per il futuro

    “Il futuro non è più quello di una volta”: questo quanto ironicamente lo scrittore e filosofo francese Paul Valéry diceva, intendendo che i continui cambiamenti della società offuscano l'orizzonte.
    La fine del secolo scorso per i giovani è stata caratterizzata da incertezza, che non è scomparsa in questi primi decenni del XXI secolo. Tale incertezza è evidente e presente in ambiti di famiglia, educazione, cultura, politica, società, media e comportamento morale.
    Parlare del futuro è, a dir poco, un compito ambiguo, perché quando cerchiamo di prevederlo, gioca quasi sempre un brutto scherzo. Si parla sempre di “tendenze dominanti” che dettano il ritmo della cultura e della società, che hanno un certo grado di plausibilità e di logica di fronte a tanta incertezza.
    È certo però che i giovani di oggi percepiscono un futuro ineguale, segnato - tra gli altri aspetti - dalla globalizzazione, differenze economiche e disoccupazione, che evidenziano il diventare “strutturali” di questi fattori.
    Al giorno d’oggi due sono i gruppi di giovani che percepiscono questa realtà dell’incertezza incombente presente: quelli che oggi hanno un lavoro e stanno entrando nel mercato del lavoro e quelli che non ce l'hanno.
    La stabilità professionale ed economica, così come l'autonomia, sono elementi chiave per tutti i giovani adulti, dei nostri ambiti o meno.

    La ricerca dell'identità personale

    Mi sembra interessante sottolineare qui alcune idee da promuovere da parte della PG nei confronti i giovani adulti alla ricerca dell'identità personale.
    - Aiutarli a riflettere sui loro valori, sulle loro convinzioni e sulle loro esperienze personali.
    Domande come: “Chi sono”, “In che cosa credo?”, ‘Che cosa voglio ottenere nella vita?’, “Come penso al futuro?”... possono essere utili punti di partenza per queste riflessioni.
    - Offrire momenti di crescita o di approfondimento della fede, sia a livello personale che di gruppo.
    - Essere parte di una comunità di riferimento perché si sentano parte di una comunità di fede.
    L'appartenenza a un gruppo è un elemento importante dell'identità.
    - La celebrazione della fede nella comunità distaccando momenti significativi che rafforzano la loro identità religiosa e spirituale.
    - Flessibilità e adattamento: l'identità è un elemento in continua evoluzione, anche per gli aspetti legati alle credenze e valori, e questo richiede di essere sempre disposti ad adattarci ai loro ritmi per essere buoni compagni di viaggio.
    A riguardo della ricerca dell'identità personale è fondamentale offrire un ambiente di sostegno, di guida e di amore che permetta a questi giovani di esplorare e trovare risposte alle loro domande,
    mentre sviluppano un'identità personale coerente e una fede radicata e solida.

    Accompagnare spiritualmente i giovani adulti nei loro processi di sviluppo

    Vorrei concludere offrendo una serie di suggerimenti pastorali che delineano uno schema da tenere a mente per accompagnare i giovani adulti nei loro processi.

    Una relazione personale che prevede accoglienza, dialogo e ascolto

    In quanto elemento fondamentale di ogni accompagnamento, comincio con il sottolineare l'accoglienza di questi giovani, così come sono, così come vengono da noi, e nella situazione in cui si trovano. Questo implica l'impegno a una “presenza discreta”, dolce e gentile, che si traduce in un atteggiamento di accoglienza.
    L'accompagnamento spirituale in effetti si basa sul fatto di stabilire relazioni personali strette e fiduciose. Come accompagnatori di giovani dobbiamo essere pronti ad ascoltare, comprendere e rendersi partecipi delle loro gioie, lotte e ricerche. Ascoltare senza giudicare è fondamentale per stabilire un legame di fiducia. In questo caso, il dialogo aperto e l'ascolto attento giocano un ruolo essenziale nell'accompagnamento. Solo così possiamo offrire prospettive fondate sull'insegnamento della Chiesa e sulla saggezza spirituale.

    La trasmissione della fede nella nuova evangelizzazione dei giovani adulti

    Tutti nella Chiesa avvertono che la trasmissione della fede alle nuove generazioni è un problema serio e urgente, e interroga non solo sul modo generale di questa trasmissione, ma in particolare per il mondo dei giovani. Si riconosce che un numero crescente di persone e anche di giovani si stanno sinceramente ponendo delle domande e facendo dei tentativi per scoprire la fede, ma spesso non trovano a chi rivolgersi per ottenere aiuto e sostegno.
    Spesso ricevono risposte frettolose, complicate e prefabbricate a domande che essi stessi non pongono. Non trovano accoglienza serena, disponibile e disinteressata, anche nei pastori.
    Hanno bisogno di trovare qualcuno che prenda sul serio la loro ricerca, che con semplicità ascolti le loro domande, accolga le loro preoccupazioni, e li guidi nel loro cammino verso la fede. Certamente ci troviamo di fronte a giovani con una nuova domanda, che bussano di nuovo alle porte dei loro centri giovanili e delle scuole religiose, come luoghi in cui possono di nuovo recuperare e nutrire la loro fede, quella che hanno sperimentato in passato.
    Evidentemente, questa situazione deve indurci a ripensare e progettare nuove strategie e processi nella pastorale giovanile per essere in grado di rispondere ai giovani adulti di oggi.
    Come afferma Rino Fisichella: “Il fatto di dare ragione della nostra fede non sembra essere stata una grande passione per i credenti negli ultimi decenni”.
    Questa situazione non solo comporta una difficoltà nella trasmissione della fede, ma anche per quanto riguarda l'accompagnamento di coloro che oggi si trovano in ricerca.

    Incontrare il Dio di Gesù

    Va tenuto presente che il concetto di “nuova evangelizzazione” viene utilizzato per evidenziare lo sforzo di rivitalizzare e riaffermare la fede in un mondo moderno e secolarizzato.
    Si tratta di portare il messaggio cristiano a persone che si sono allontanate dalla fede o che non conoscono ancora Gesù, e di farlo utilizzando una metodologia e delle risorse in accordo alla cultura e al contesto contemporaneo.
    Incontrare il Dio di Gesù aiuterà i giovani adulti a vedere nella persona del Figlio di Dio, Gesù di Nazareth, l'umanità di Dio, un Dio umanizzato che ci accompagna e ci propone una strada da seguire. È scoprire Dio Trinità, ma non in modo razionale, bensì come persona che si rende presente nella vita di tutti i giorni, una persona a cui i giovani adulti possono rivolgersi, una persona che si rende presente nella loro vita, nella preghiera, nei sacramenti, nella comunità cristiana, nella Parola di Dio, nella liturgia o attraverso la vita degli altri.
    Gesù, il Signore, continua oggi a coinvolgere e ad attrarre molte persone, anche i nostri giovani adulti. Gesù non è solo un uomo ammirevole, anche se a volte a volte cominciamo a conoscerlo attraverso questa umanità esemplare. L'apertura alla trascendenza e all'interiorità come spazio di incontro con il Dio di Gesù è una delle chiavi per aiutare le persone e i giovani adulti a crescere in una fede adulta.

    In comunità flessibili e capaci di testimonianza

    Nel lavoro pastorale con i giovani adulti così come in ogni processo di formazione, deve essere garantito che le persone vivano un'esperienza comunitaria, esperienza che sarà fondamentale nel processo di maturazione e crescita nella fede.
    Pertanto, occorrerà aver cura della loro integrazione e partecipazione nelle comunità cristiane e nei gruppi di pari, per aiutarli a vivere la loro vita quotidiana non da isolati. Comunità che sono per loro punti di riferimento dove possono trovare sostegno e arricchimento per la loro realtà attuale, comunità che li sostengono e offrono loro opportunità di crescita e di amicizia.
    Sarà importante che, in questa esperienza e appartenenza comunitaria, gli operatori pastorali sappiano progettare e offrire itinerari di grande ricchezza, varietà di opzioni e flessibilità, in modo
    che possano personalizzare le loro esperienze in base ai loro interessi e alle loro esigenze.
    In questo senso, già oggi si parla di un modello alternativo o complementare in termini di adesione flessibile. Si tratterebbe di un modello di centro pastorale più aperto (non associativo) dove le appartenenze sono più diversificate e dove la partecipazione concreta dipende da ciascuno (a seconda dei vari interessi e bisogni: formazione biblica, preghiera, impegni di servizio, accompagnamento personale, volontariato...
    I giovani adulti sono infatti caratterizzati da autonomia e capacità di prendere decisioni, per cui è necessario che abbiano luoghi in cui il loro mondo adulto e la loro realtà abbiano un posto, comunità in cui possano essere ascoltati, in cui possano dialogare e celebrare la loro fede in comunità.

    Accompagnamento spirituale dei giovani adulti nella chiave della nuova evangelizzazione

    L'accompagnamento spirituale e la nuova evangelizzazione si presentano oggi come due concetti cruciali nel contesto religioso e pastorale, in quanto entrambi cercano di ampliare l'esperienza spirituale dei giovani e la portata della fede in un mondo in continua evoluzione.
    L'accompagnamento spirituale è una relazione spirituale e asimmetrica che si instaura tra la persona dell'accompagnatore e la persona accompagnata che cerca crescita spirituale, guida o sostegno nel suo cammino di vita e religioso. Questo accompagnamento può assumere varie forme, tuttavia fondamentale è la guida spirituale.
    Perciò, l'accompagnamento spirituale dei giovani adulti è un compito che richiede sensibilità e considerazione da parte di chi si dedica all'accompagnamento dei giovani.
    Richiede anche pazienza e dedizione. Senza dimenticare mai l'obiettivo: aiutarli a crescere nel rapporto con Dio e nell'impegno verso la Chiesa.
    Questo accompagnamento richiederà da parte di chi accompagna un livello profondo di ascolto e di empatia. Occorrerà essere disposti a comprendere le preoccupazioni, i dubbi e le esperienze dei giovani adulti, sempre senza esprimere valutazioni o giudizi.
    Aiutarli a riflettere sulle loro esperienze, a trovare risposte dentro di sé e ad approfondire il loro rapporto con Dio. E tutto nel contesto della “nuova evangelizzazione”.
    Gli operatori pastorali e accompagnatori infatti sanno che i giovani adulti hanno esigenze spirituali diverse rispetto al passato, per cui sarà necessario adattare un approccio alla comunicazione del messaggio evangelico in un modo che risuoni con le preoccupazioni e le domande di oggi che essi si pongono.
    L'accompagnamento di questi giovani diventa una dimensione essenziale della pastorale giovanile, che mira a guidare, sostenere e rafforzare la vita spirituale e la crescita integrale di questa fase della vita, svolgendo dunque un ruolo importante nella “nuova evangelizzazione”.
    Quando le persone sperimentano una significativa crescita spirituale attraverso l'accompagnamento, è più probabile che diventino testimoni della loro fede e condividano la loro esperienza con gli altri.
    La testimonianza personale e l'esempio di una vita trasformata sono elementi privilegiati dell'evangelizzazione nel mondo di oggi: a questo mira un buon accompagnamento spirituale.

    Conclusione

    Ci troviamo di fronte a una cultura secolarizzata, il che significa che la pastorale giovanile deve affrontare una serie di sfide, soprattutto quella del dialogo con la cultura. In questa situazione, sappiamo che la secolarizzazione può essere un'opportunità, un vantaggio per il credente cristiano, per chi vuole vivere con maggiore autenticità. In questo contesto, l'educazione in generale e l'educazione alla fede in particolare saranno elementi da tenere in attenta considerazione anche con i giovani adulti nella pastorale giovani adulti nel lavoro pastorale con loro.
    “Senza educazione non c'è evangelizzazione profonda e duratura, non c'è crescita e maturità, non c'è cambiamento di mentalità e cultura” (Papa Benedetto ai Salesiani in occasione del
    XXV Capitolo Generale).
    Sottolineo ancora una volta l'importanza dell'accompagnamento nel contesto della nuova evangelizzazione: sono aspetti interconnessi soprattutto per i giovani adulti che cercano un'ulteriore crescita e arricchimento della loro esperienza spirituale.
    Un accompagnamento basato su amore, rispetto e comprensione, che abbia come chiaro obiettivo aiutare i giovani a scoprire la loro identità in Cristo e a vivere la loro fede in modo autentico nel mondo di oggi.

    (FONTE: Misión Joven, 563 dicembre 2023, pp. 55-64)



    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo pasquale


    Buon giorno scuola
    Incontrarsi benevolmente
    Aprile 2026


    ALZATI E VAI
    Sussidio Proposta Pastorale MGS
    Febbraio 2026
    600 Logo MGS 25 26


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Noi crediamo
    Ereditare oggi la novità cristiana


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una "buona" politica


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi