Sette «buoni» libri

    sulla fede

    con riassunti nelle note 

     


    - Benedetto XVI, La gioia della fede (San Paolo 2012) [1]

    - Bruno Forte – Vincenzo Vitiello, Dialoghi sulla fede e la ricerca di Dio (Città Nuova 2005) [2]

    - André Fossion, Il Dio desiderabile (EDB 2011) [3]

    - Luciano Manicardi, Per una fede matura (Elledici 2012) [4]

    - Michael Paul Gallagher, Mappe della fede. Dieci grande esploratori cristiani (Vita&Pensiero 2011) [5]

    - Rowan Williams, Ragioni per credere (Qiqajon 2009) [6]

    - José A. Pagola, Perché credere? (Paoline 2010) [7]



    [1] “La gioia di credere è la responsabilità del cristiano: in questa ora della nostra storia dovremmo farla nostra con animo nuovo” (Benedetto XVI).
    Attingendo al ricco patrimonio di omelie, catechesi e discorsi di Benedetto XVI, questo libro ripercorre i contenuti fondamentali della fede cristiana. Nella prospettiva dell’Anno della fede, il Papa ci guida a ravvivare e ad approfondire le verità cristiane, offrendoci un’occasione propizia per iniziare quel cammino di conoscenza, conversione e preghiera al quale la Chiesa ci chiama in questo anno di grazia. 

    [2] Le grandi domande sul senso della vita, sul bene e sul male, sul dolore e la morte, da sempre oggetto di riflessione dei filosofi come dell'uomo comune, presuppongono una domanda ancora più grande, su Dio. È l'interrogativo ultimo che, sia chi è in ricerca, sia chi dice di "aver già trovato", devono porsi perché il cercare non sia vano e possa approdare a una risposta, anche se mai definitiva. Ma come cercare Dio, con la ragione o con la fede? Quanto la fede è frutto del Suo intervento e quanto il risultato di una nostra ricerca? Che cosa vuol dire credere? Sono solo alcune delle domande che Ottavio Di Grazia, storico del cristianesimo, pone a Vincenzo Vitiello e Bruno Forte.

    [3] Nel mondo secolarizzato di oggi che può fare a meno della religione, la fede cristiana, radicalmente non necessaria, può essere sperimentata come radicalmente preziosa. È all'interno di questo paradosso che si colloca oggi il compito pastorale: rendere prezioso e desiderabile ciò che non è necessario. (dalla Prefazione). Ed è tale compito che il volume vuole cogliere come oggetto, nella speranza di aiutare le comunità cristiane, i responsabili della pastorale e i catechisti a svolgerlo con intelligenza e in un modo che sia esso stesso evangelico. La trattazione è divisa in quattro sezioni indicate ognuna da un verbo, dunque da un'azione: evangelizzare, catechizzare, insegnare, leggere le Scritture. La comunità cristiana, attraverso i suoi membri, i suoi responsabili e animatori, è guidata a effettuare, in un modo o in un altro, queste quattro operazioni nella sua missione di testimonianza della fede. La sfida è quella di aiutare a riconoscere in modo gioioso al maggior numero di persone la grazia e la benignità di Dio.

    [4] Nell'ottica dell'Anno della fede indetto da Benedetto XVI e che inizierà nell'ottobre prossimo, questo libro si pone nella scia dell'insegnamento del Vaticano II per riandare alla genuinità dei Vangeli e affermare la semplicità e la radicalità della fede in una prospettiva essenzialmente pratica. "Soprattutto vorremmo far risuonare nel nostro oggi le esigenze evangeliche circa la sequela di Cristo, vorremmo ridire la radicalità cristiana, perché solo dei cristiani convinti e appassionati, risoluti e miti, forti dell'umiltà di chi si sente cercatore umile e povero, possono far risplendere la luce di Cristo".

    [5] È un dato di fatto. Nel mondo attuale l'esperienza della fede tende a non essere più al centro della vita delle persone. Viene piuttosto considerata una delle molte potenziali fonti di significato, e oltretutto non delle più attraenti. Ma la partita è persa? O si possono trovare terreni e modi che, accogliendo la sensibilità contemporanea, aiutino a riappropriarsi di quel desiderio di senso che il modo di vivere prevalente è portato a spegnere? E la sfida che Michael Paul Gallagher raccoglie in questo libro, mettendosi alla ricerca appassionata di un nuovo programma di nutrimento e riflessione spirituale che parli la lingua dell'uomo contemporaneo e ne tocchi il cuore. L'idea, brillante e originale, è quella di fornire delle vere e proprie 'mappe della fede', dei tracciati disegnati e lasciatici in eredità da dieci grandi pensatori cristiani, scelti per l'attenzione speciale che hanno rivolto alle esigenze del loro tempo e per la peculiare creatività delle loro proposte. Dieci autori che, ciascuno con le sue sottolineature specifiche, hanno assunto fino in fondo la sfida della modernità e ora della postmodernità. E hanno risposto muovendosi nell'orizzonte dell'umano, indagando la possibilità del credere prima ancora che i suoi contenuti, dando alla loro ricerca quello spirito di dialogo e "simpatia immensa" verso il mondo che Paolo VI, chiudendo il Concilio, aveva rivendicato nei confronti di un umanesimo profano e rinunciatario.

    [6] Qual è l’essenziale della fede cristiana? Nei primi secoli di vita della chiesa, per cercare di rispondere a questa domanda sono nati i Simboli di fede: affermazioni essenziali del credo cristiano, non sono formule teologiche astratte ma ci rivelano in chi e in che cosa possiamo avere fiducia. In questo libro l’autore si interroga, in costante dialogo con la realtà del mondo di oggi e in continuo riferimento alla tradizione biblica, sulle implicazioni del credere in un Dio completamente degno di fede. Dire “Io credo” apre ciascuno di noi a una più grande realtà in cui possiamo riconoscerci al centro di un eterno e fedele amore, e ci guida a vivere alla luce di questa consapevolezza.
    Rowan Williams (Swansea 1950), esperto di patristica e del pensiero russo contemporaneo, attivamente impegnato per la pace nel mondo e la difesa degli ultimi, è stato eletto vescovo di Monmouth nel 1992 e arcivescovo del Galles nel 2000. Dal 2002 è il 104º arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione Anglicana. Presso le nostre edizioni ha pubblicato Il giudizio di Cristo. Il processo di Gesù e la nostra conversione, e Resurrezione. Interpretare l’evangelo pasquale.

    [7] Il testo, apparso in Spagna a puntate sulla rivista francescana “Arantzazu”, nasce dalla volontà dell’Autore di avvicinare e, prima ancora di “avvicinarsi a”, coloro che, allontanatisi da una fede cui erano stati iniziati da bambini, hanno tuttavia mantenuto un legame con essa: “So che dentro di voi la fede in Dio non si è spenta. In molti continuate ad ammirare Gesù, anche se forse non lo conoscete bene né pensate a lui spesso. Avete fatto la cosa più facile: mettere da parte una religione che non vi aiutava a vivere meglio”. Nato dall’esperienza diretta dell’Autore, dal suo confronto con chi gli ha confidato i propri dubbi e pregiudizi, la voglia di riavvicinarsi ma di non sapere come, il desiderio di credere ma al tempo stesso il rifiuto verso le credenze e le pratiche di altri tempi, questo volume accompagna in un cammino molto concreto, che muove dal “basso”, dalla “terra”, dalla vita del lettore: “Non vi voglio esporre dottrine teoriche. Vi parlo con il cuore in mano, cercando di entrare in sintonia con quanto state vivendo nel profondo del vostro cuore. Vi voglio solo suggerire alcuni passi per imparare a vivere e a sentire Dio in maniera diversa”. Il testo è corredato da allegati: - per orientare gruppi di ricerca con pratici suggerimenti (spunti di riflessione, preghiere, domande provocatorie); - per aiutare i credenti che desiderano animare questi gruppi; Chiude il volume una sezione di testi presi dai Salmi e divisi per argomenti.