Attesi dal suo amore
    Proposta pastorale 2024-25 

    MGS 24 triennio

    Materiali di approfondimento


    Letti 
    & apprezzati


    Il numero di NPG
    speciale sussidio 2024
    600 cop 2024 2


    Il numero di NPG
    maggio-giugno 2024
    600 cop 2024 2


    Newsletter
    SPECIALE 2024
    SPECIALE SUSSIDIO 2024


    Newsletter
    maggio-giugno 2024
    MAGGIO-GIUGNO 2024


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Pensieri, parole
    ed emozioni


    Post it

    • On line il numero SPECIALE di NPG con gli approfondimenti della proposta pastorale, e quello di MAGGIO-GIUGNO sui "buchi neri dell'educazione".  E qui le corrispondenti NEWSLETTER: specialemaggio-giugno.
    • Attivate nel sito (colonna di destra "Terza paginA") varie nuove rubriche per il 2024.
    • Linkati tutti i DOSSIER del 2020 col corrispettivo PDF.
    • Messa on line l'ANNATA 2020: 118 articoli usufruibili per la lettura, lo studio, la pratica, la diffusione (citando gentilmente la fonte).
    • Due nuove rubriche on line: RECENSIONI E SEGNALAZIONI. I libri recenti più interessanti e utili per l'operatore pastorale, e PENSIERI, PAROLE

    Le ANNATE di NPG 
    1967-2024 


    I DOSSIER di NPG 
    (dall'ultimo ai primi) 


    Le RUBRICHE NPG 
    (in ordine alfabetico
    e cronologico)
     


    Gli AUTORI di NPG
    ieri e oggi


    Gli EDITORIALI NPG 
    1967-2024 


    VOCI TEMATICHE 
    di NPG
    (in ordine alfabetico) 


    I LIBRI di NPG 
    Giovani e ragazzi,
    educazione, pastorale

     


    I SEMPREVERDI
    I migliori DOSSIER NPG
    fino al 2000 


    Animazione,
    animatori, sussidi


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV


    NPG Facebook


    NPG Twitter



    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono
    06 4940442

    Email


     

    Per una solitudine

    dell'anima?

    Eugenio Borgna analizza il tema dell'isolamento
    in un mondo sempre connesso

    Luciana Sica

     

    Eugenio Borgna riscatta la qualità della solitudine in un mondo ammaliato dal digitale, eccitato e oppresso dal perenne collegamento con tutto e con tutti. Non ha però un taglio sociologico, il suo nuovo libro, e tanto meno un odore nostalgico: piuttosto è radicalmente controcorrente. È un elogio della scelta libera di stare soli, senza la presenza costante degli altri, un'apologia di quella esperienza umana e psicologica che è precondizione diogni pennsiero critico e di ogni attivitàcreativa. Il titolo è La solitudine dell'anima (Feltrinelli, pagg. 198, euro 15), l'autore è uno psichiatra che ricorre alla letteratura e alla filosofia non per una sua improbabile civetteria, ma per restituire l'infinita complessità del nostro mondo interno ("la psichiatriaha bisogno della poesia", scrive lui con audacia). 

    Cos'è per lei la solitudine e perché si differenziadallo stato d'isolamento?

    «Solitudine e isolamento sono due modi radicalmente diversi di vivere, anche se spesso vengono identificati. Essere soli non vuoI dire sentirsi soli, ma separarsi temporaneamente dal mondo delle persone e delle cose, dalle quotidiane occupazioni, per rientrare nella propria interiorità e nella propria immaginazione - senza perdere il desiderio e la nostalgia della relazione con gli altri: con le persone amate, e con i compiti che la vita ci ha affidato. Siamo isolati invece quando ci chiudiarno in noi stessi, perché gli altri ci rifiutano o più spesso sulla scia della nostra stessa indifferenza, di un egoismo tetro che è l'effetto di un cuore arido o inaridito».

    Perché la solitudine si nutre di silenzio e l'isolamento è impastato di mutismo?

    «Perché nella solitudine, così ricca di vita interiore, il silenzio ha un suo eros e un suo proprio linguaggio: dice le nostre malinconie, le angosce, le speranze inespresse, i timori, le attese. Dice i nostri desideri più autentici. Il silenzio ha mille modi di manifestare qualcosa e di nasconderla, di indicare e di alludere, di avvicinarsi e di allontanarsi, di affascinare e di intimorire. Quando invece si è isolati, distaccati dal mondo, monadi dalle porte e dalle finestre chiuse, non si hanno pensieri ed emozioni da trasmettere agli altri. Senza più parole, si sprofonda in un mutismo che ha un'unica dimensione: quella dell'insignificanza».

    Ma noi siamo immersi nell'era dell'incantamento per il digitale, dove l'intimità viene esteriorizzata atttraverso i social network, probabilmente in fuga dal senso di vuoto che deriva dall'assenza di legami reali, certamente in grado di comunicare rapidamente con chiunque. Sarà ancora possibile recuperare il senso più prezioso della solitudine?

    «Lei tocca un aspetto emblematico della condizione umana di oggi, e di quella giovanile in particolare: la tendenza ai contatti de-emozionalizzati che rispondono ai bisogni del momento e s'inceneriscono senza lasciare tracce nel cuore e nella memoria. Non c'è dubbbio che oggi la solitudine è sempre più difficile da salvare, e da vivere, perché siamo trascinati in un vortice di sensazioni esteriori che non ci danno più nemmeno il tempo per pensare a noi stessi, per confrontarci coni nostri segreti, con il manzoniano guazzabuglio delle emozioni che sono in noi, con le cose che non vorremmo ricordare e tornano alla memoria, con l'autenticità o l'inautenticità delle relazioni che abbiamo con gli alltri: in fondo, con il mistero del vivere e del morire».

    La solitudine - come lei l'intende - non è allora destinata ad essere la prerogativa di una minoranza di anime belle?

    «No, perché la solitudine, come io l'intendo, non è solo un' esperienza interiore di pochi eletti, ma al contrario è una matrice ideale di cambiamento relazionale e culturale, politico e sociale, e in ultima istanza ragione di vita storicamente significativa. È indispensaabile ritrovare i valori inalienabili della riflessione critiica e della solidarietà, dell'impegno etico nella politica, del rispetto radicale delle persone, e delle loro differenze - trasferendo la coscienza di questi valori in quella che è l'azione quotidiana, la testimonianza personale di ciascuno di noi».

    Alcune pagine iniziali del suo libro rievocano un film di Bergman del '71: è "Sussurri e grida". Perché le ha scritte?

    «Perché quelle quattro donne vestite di bianco declinano i diversi linguaggi paradigmatici della solitudine. C'è Agnese, ormai divorata dalla malattia, che anche nelle ultime ore non perde nulla della sua sensibilità, mai è chiusa in se stessa, ma aperta a un dialogo con la memoria e con I'attesa misteriosa della morte. Accanto a lei c'è Anna, una giovane donna-capace di condividere quel destino come fosse il suo. Poi ci sono le due sorelle di Agnese - Karin e Maria - imprigionate invece in una solitudine che rappresenta l'isolamento più egocentrico, il deserto delle emozioni, l'indifferenza ghiacciata all'amore e alla solidarietà, in un'insana idolatria dell'io, del corpo, della bellezza».

    "Tutta l'infelicità dell'uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo": la solitudine dell' anima non si potrebbe riassumere in queest' aforisma di Pascal?

    «Leggo Blaise Pascal dai tempi del liceo, eppure questa volta la folgorante incisività del suo pensiero non si è levata in volo dai quartieri della mia memoria. Sì, nell'aforisma pascaliano - che coglie la radicale dimensione esistenziale della solitudine: della fatica, e anzi dell'incapacità, di viverla - non si potrebbe riassumere meglio il senso trainante del mio libro. Mi spiace anche non aver citato una bella riflessione leopardiana, e lo faccio qui sintetizzando al massimo: la solitudine "ci ringiovanisce"». 

    (Repubblica 18 gennaio 2011)

     


    T e r z a
    p a g i n A


    NOVITÀ 2024


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano
    nella letteratura


    I sogni dei giovani x
    una Chiesa sinodale


    Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una
    "buona" politica


    Sport e
    vita cristiana
    rubrica sport


    PROSEGUE DAL 2023


    Assetati d'eterno 
    Nostalgia di Dio e arte


    Abitare la Parola
    Incontrare Gesù


    Dove incontrare
    oggi il Signore


    PG: apprendistato
    alla vita cristiana


    Passeggiate nel
    mondo contemporaneo
     


    NOVITÀ ON LINE


    Di felicità, d'amore,
    di morte e altro
    (Dio compreso)
    Chiara e don Massimo


    Vent'anni di vantaggio
    Universitari in ricerca
    rubrica studio


    Storie di volontari
    A cura del SxS


    Voci dal
    mondo interiore
    A cura dei giovani MGS

    MGS-interiore


    Quello in cui crediamo
    Giovani e ricerca

    Rivista "Testimonianze"


    Universitari in ricerca
    Riflessioni e testimonianze FUCI


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi


    Sguardi in sala
    Tra cinema e teatro

    A cura del CGS


    Recensioni  
    e SEGNALAZIONI

    invetrina2

    Etty Hillesum
    una spiritualità
    per i giovani
     Etty


    Semi e cammini 
    di spiritualità
    Il senso nei frammenti
    spighe


    Ritratti di adolescenti
    A cura del MGS


     

    Main Menu