Un giorno sarò consumata?

    Commento esistenziale

    sulla parola «perseveranza»

    Etty Hillesum

    consumato

    «Il mio cuore oggi è già morto diverse volte, e di nuovo si è risvegliato. Sto prendendo commiato minuto dopo minuto e mi sto liberando del mondo esteriore. Taglio le corde che ancora mi tengono legata, carico a bordo tutto quello che può servire al mio viaggio.

    Siedo adesso sulla sponda di un tranquillo canale, le mie gambe pendono da un muretto di pietra e mi chiedo se il mio cuore un giorno sarà tanto stanco e consumato da non poter più volare dove vuole come un uccello libero.

    Con la vostra perseveranza guadagnerete le anime vostre.

    Certamente. L'uomo ha un suo ritmo proprio; in Polonia (una sorta di nome collettivo per tutto l'ignoto del futuro) sarà esattamente com'è qui»