L'Ausiliatrice della Chiesa

    sintesi della esperienza mariana di Don Bosco

     

     

    La pietà mariana di Don Bosco, fin dai primi anni della sua vita, si trova immersa      in una sensazione di continua presenza di Maria, la Madre di Gesù. Nel sogno vocazionale dei nove anni contempla "la donna dell' aspetto maestoso, vestita di un manto, che risplendeva da tutte le parti, come se ogni punto fosse una fulgidissima stella" (MO p36), la Signora che gli fa cenno di accostarsi e lo prende con bontà per mano, la Signora che gli è presentata come la realizzatrice della maraviglia della sua trasformazione: "io ti darò la Maestra sotto la cui disciplina puoi diventare sapiente, e senza cui ogni sapienza diviene stoltezza… Giovannino Bosco fin dal sogno dei nove anni ascolta a Gesù che gli dice: "Io sono il figlio di colei, che tua Madre t'insegnò a salutare tre volte al giorno" (MO p.36)… quella preghiera semplice che al mattino, al mezzo giorno e alla sera segnava con il suono della campana nell'ambiente contadino, il momento del lavoro, del riposo e la fine della giornata. E quando il ragazzo del sogno, Giovannino, tenta di capire quelle parole e piange… si realizza il primo gesto materno che Maria, in forma diretta, ha con Don Bosco: "Allora Ella mi pose la mano sul capo dicendomi: a suo tempo tutto comprenderai".

    Don Bosco vive intensamente il suo rapporto di figlio verso Maria.

    E questa pietà personale è un paradigma di fiducia e di continuo rapportocon la Madre di Dio. Don Bosco vede la Madonna, la consulta, si mette in dialogo con Lei, la interpella, la fa intervenire decisamente nelle vicende quotidiane della vita dell'Oratorio. Non possiamo immaginare d'altra forma la vita a Valdocco, dove arrivò perfino a dare alloggio, istruzione, pane, tetto, scuola, mestiere, vita cristiana, fino ad 800 ragazzi interni in questa casa. Maria sulle labbra, nel cuore, nella vita di Don Bosco… ogni pensiero, ogni parola ha un chiaro riferimento al materno intervento di Maria.

    Don Bosco, il lavoratore formidabile, il grande orante trova forza in Maria che diventa la fonte d'ispirazione dei suoi scritti, delle sue opere.

    A Maria attribuisce la rapida espansione del suo intervento in favore della gioventù più bisognosa. La molteplicità delle sue opere, la fecondità prodigiosa, la espansione universale del suo carisma, hanno come unica spiegazione la sua incrollabile fiducia in Maria. La sua operosità prodigiosa, gigantesca, fenomenale, - utilizzo parole dei giornali dei tempi di Don Bosco, è incredibile e leggendaria.- L'uomo di azione, come è stato definito Don Bosco, ha fatto del lavoro la sua seconda natura. La spinta ad agire era potentemente stimolata dai bisogni della gioventù abbandonata, emarginata, miserevole. La devozione alla Madonna era in cima ai suoi pensieri… ebbe sempre la certezza di essere condotto e guidato in tutto dalla mano di Maria: "Maria Santissima è la fondatrice e sarà la sostenitrice della nostra opera".

    La pedagogia Mariana di Don Bosco

    La profonda convinzione personale, della presenza di Maria nella sua vocazione e nella sua missione, accompagna Don Bosco. La sua devozione mariana la fa diventare intervento educativo, insegnamento e motivazione verso i giovani. Don Bosco è convinto che la devozione alla Madonna è il sostegno non solo di ogni cristiano, ma specialmente della gioventù. Maria è segno di stabilità, di impegno, di sicurezza. Maria e salvezza, per Don Bosco, sono sinonimi. Se sarete suoi devoti, assicura ai suoi giovani, oltre a colmarvi di benedizioni in questo mondo, avrete il Paradiso nell'altra vita (GP,1847 p 51).

    La catechesi e l'insegnamento Mariano di Don Bosco porta ai suoi giovani ad una esperienza di devozione soda, pratica, concreta. Vera devozione, chiama Don Bosco a quella che scaturisce da un desiderio efficace di vita virtuosa, che si manifesta in esercizi concreti di virtù, e di atti di culto. Tutte le pratiche mariane che si facevano qui, a Valdocco: i tridui, le novene, le feste, i fioretti, le visite, gli ossequi sono per Don Bosco stimolo e occasione per vivere i propri doveri con impegno più concreto. Gesù e Maria… due poli di attrazione del intervento educativo di Don Bosco. Vera amicizia con il Signore, vita di Grazia, riconciliazione, misericordia, perdono. Ma siccome tutti i beni del Signore ci vengono per mezzo di Maria, ne consegue che per Don Bosco è quasi impossibile andare a Gesù se non ci si va per mezzo di Maria (DB Buona notte 15,VI,1864). E cosi Maria diventa guida, maestra, madre di tutti i suoi giovani.

    Don Bosco aveva una convinzione profonda: la ricerca continua della salvezza eterna dei giovani. E questa salvezza esige un impegno costante di vita e di coerenza cristiana. Non c'è dubbio che le istanze pedagogiche di Don Bosco verso i giovani, che a migliaia sono passati in questo Oratorio di San Francesco di Sales, hanno avuto fiori e frutti tangibili di santità. In questa pedagogia mariana di Don Bosco si percepisce la sincera, filiale, illimitata fiducia in Maria, la tenerezza singolare verso di Lei, la costanza, perseveranza e il sostegno della debolezza e fragilità propria di quella età adolescenziale.

    Don Bosco riusciva a portare i giovani ad un impegno forte di spiritualità giovanile. Questo ce lo dice il regolamento della Compagnia dell'Immacolata in cui accanto ad una delicata e forte devozione mariana, si nota un coraggioso programma di vita cristiana senza mezze misure: I giovani s'impegnavano in "Una sincera, filiale, illimitata fiducia in Maria, una tenerezza singolare verso di lei, una devozione costante, ci renderanno superiori ad ogni ostacolo, tenaci nelle risoluzioni, rigidi verso di noi, amorevoli col nostro prossimo, ed esatti in tutto". (Bosco G. Vita del giovanetto Savio Domenico p.75).

    Maria… madre dei giovani

    Maria Santissima diventa Madre della gioventù, istintivamente portata verso i figli più piccoli e indifesi… Don Bosco riesce a creare un clima e ambiente riferito a quello di Nazareth, dove Maria ha avuto cura del Gesù adolescente che visse con lei. E anche oggi, che troviamo a tanti giovani alla ricerca del senso della vita e dell'esistenza, Maria diventa il modello ideale e la guida sicura nel cammino. Possiamo capire che anche oggi la salvezza personale per i giovani, ed anche per ognuno di noi, esige un costante impegno di vita e di coerenza cristiana.

    Conseguire la vita eterna è un impegno di ieri e di oggi… e tutti noi come credenti, affidando la nostra vita a Maria, sappiamo che il premio di gloria è proporzionale allo sforzo ed all'impegno dimostrato in vita. La devozione mariana per i giovani non è un puro sentimento… ieri ed oggi la devozione mariana impegna ad astenersi da tutto ciò che ci distrugge, il peccato personale, fuggire quello che è male, e fare quello che è bene per amor di Maria, impegnarsi decisamente nell'apostolato, dominare le passioni e gli istinti… in una parola: pregare, contemplare, invocare, imitare Maria.

    "Maria diventa modello ideale, punto di riferimento, ispiratrice di fedeltà e di impegno, fonte di una ascesi di sacrificio e di distacco per migliorare sempre più". (Bosco G. Vita del Magone Michele pp.36-38).Madre, Immacolata, Ausiliatrice è questa la Madonna che Don Bosco mette al vertice della sua pedagogia, della sua azione sacerdotale, apostolica e missionaria.

    La madonna di Don Bosco

    La coscienza popolare scopri fin dall'inizio questa meravigliosa intesa tra Maria Ausiliatrice e Don Bosco… e cosi Don Bosco è diventato nella storia il Santo di Maria Ausiliatrice e Maria Ausiliatrice è diventata veramente la Madonna di Don Bosco...

    Padre T.A. CORONA CORTES SDB