Preghiere a Maria

    Tonino Bello


    Vergine del mattino

    Santa Maria, Vergine del mattino,
    donaci la gioia di intuire,
    pur tra le tante foschie dell' aurora,
    le speranze del giorno nuovo.
    Ispiraci parole di coraggio.
    Non farci tremare la voce quando,
    a dispetto di tante cattiverie e di tanti peccati
    che invecchiano il mondo,
    osiamo annunciare che verranno tempi migliori.
    Non permettere
    che sulle nostre labbra il lamento prevalga mai
    sullo stupore,
    che lo sconforto sovrasti l'operosità,
    che lo scetticismo schiacci l'entusiasmo,
    e che la pesantezza del passato
    ci impedisca di far credito sul futuro.
    Aiutaci a scommettere con più audacia sui giovani,
    e preservaci dalla tentazione di blandirli
    con la furbizia di sterili parole,
    consapevoli che solo dalle nostre scelte di autenticità
    e di coerenza
    essi saranno disposti ancora a lasciarsi sedurre.
    Moltiplica le nostre energie
    perché sappiamo investirle
    nell'unico affare ancora redditizio sul mercato
    della civiltà:
    la prevenzione delle nuove generazioni
    dai mali atroci che oggi rendono corto il respiro della terra.
    Da' alle nostre voci la cadenza degli alleluia pasquali.
    Intridi di sogni le sabbie del nostro realismo.
    Rendici cultori delle calde utopie
    dalle cui feritoie sanguina la speranza sul mondo.
    Aiutaci a comprendere
    che additare le gemme che spuntano sui rami
    vale più che piangere sulle foglie che cadono.
    E infondici la sicurezza di chi già vede l'oriente
    incendiarsi ai primi raggi del sole.

    Vergine del meriggio

    Santa Maria, Vergine del meriggio,
    donaci l'ebbrezza della luce.
    Stiamo fin troppo sperimentando
    lo spegnersi delle nostre lanterne,
    e il declinare delle ideologie di potenza,
    e l'allungarsi delle ombre crepuscolari
    sugli angusti sentieri della terra,
    per non sentire la nostalgia del sole meridiano.
    Strappaci dalla desolazione dello smarrimento
    e ispiraci l'umiltà della ricerca.
    Abbevera la nostra arsura di grazia nel cavo della tua mano.
    Riportaci alla fede
    che un'altra Madre, povera e buona come te,
    ci ha trasmesso quando eravamo bambini,
    e che forse un giorno abbiamo in parte svenduto
    per una miserabile porzione di lenticchie.
    Tu, mendicante dello Spirito,
    riempi le nostre anfore di olio
    destinato a bruciare dinanzi a Dio:
    ne abbiamo già fatto ardere troppo
    davanti agli idoli del deserto.
    Facci capaci di abbandoni sovrumani in Lui.
    Tempera le nostre superbie carnali.
    Fa' che la luce della fede,
    anche quando assume accenti di denuncia profetica,
    non ci renda arroganti o presuntuosi,
    ma ci doni il gaudio della tolleranza e della comprensione.
    Soprattutto, però, liberaci dalla tragedia
    che il nostro credere in Dio
    rimanga estraneo alle scelte concrete di ogni momento
    sia pubbliche che private,
    e corra il rischio
    di non diventare mai carne e sangue
    sull'altare della ferialità.

    Vergine della sera

    Madre dell'ora in cui
    si fa ritorno a casa,
    e si assapora la gioia di sentirsi accolti da qualcuno,
    e si vive la letizia indicibile di sedersi a cena con gli altri,
    facci il regalo della comunione.
    Te lo chiediamo per la nostra Chiesa,
    che non sembra estranea neanch'essa
    alle lusinghe della frammentazione,
    del parrocchialismo,
    e della chiusura nei perimetri segnati dall'ombra
    del campanile.
    Te lo chiediamo per la nostra città,
    che spesso lo spirito di parte riduce così tanto
    a terra contesa,
    che a volte sembra diventata terra di nessuno.
    Te lo chiediamo per le nostre famiglie,
    perché il dialogo, l'amore crocifisso,
    e la fruizione serena degli affetti domestici,
    le rendano luogo privilegiato di crescita cristiana e civile.
    Te lo chiediamo per tutti noi,
    perché, lontani dalle scomuniche dell'egoismo
    e dell'isolamento,
    possiamo stare sempre dalla parte della vita,
    là dove essa nasce, cresce e muore.
    Te lo chiediamo per il mondo intero,
    perché la solidarietà tra i popoli
    non sia vissuta più come uno dei tanti impegni morali,
    ma venga riscoperta come l'unico imperativo etico
    su cui fondare l'umana convivenza.
    E i poveri possano assidersi, con pari dignità,
    alla mensa di tutti.
    E la pace diventi traguardo dei nostri impegni quotidiani.

    Vergine della notte

    Santa Maria, vergine della notte.
    Noi t'imploriamo di starci vicino quando incombe il dolore,
    e irrompe la prova, e sibila il vento della disperazione,
    e sovrastano sulla nostra esistenza il cielo nero degli affanni,
    o il freddo delle delusioni o l'ala severa della morte.
    Liberaci dai brividi delle tenebre.
    Nell'ora del nostro Calvario, tu,
    che hai sperimentato l'eclisse del sole,
    stendi il tuo manto su di noi, sicché fasciati dal tuo respiro,
    ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà.
    Alleggerisci con carezze di Madre la sofferenza dei malati.
    Riempi di presenze amiche e discrete il tempo amaro di chi è solo.
    Spegni i focolai della nostalgia nel cuore dei naviganti,
    e offri loro la spalla perché vi poggino il capo.
    Preserva da ogni male i nostri cari che faticano in terre lontane.
    E conforta, col baleno struggente degli occhi
    chi ha perso la fiducia nella vita.
    Ripeti ancora oggi la canzone del Magnificat,
    e annuncia straripamenti di giustizia
    a tutti gli oppressi della terra.
    Non ci lasciare soli nella notte a salmodiare le nostre paure.
    Anzi, se nei momenti dell'oscurità ti metterai vicino a noi
    e ci sussurrerai che anche tu, vergine dell'Avvento,
    stai aspettando la luce,
    le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto
    e sveglieremo insieme l'aurora.
    Cosi sia.